Rhialto il meraviglioso [Rhialto the Marvellous - it]
- Автор: Вэнс Джек Холбрук
- Серия: Terra morente #4
- Год: 1986
- Язык: итальянский
- Год: Fanucci
- Переводчик: Gianluigi Zuddas
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Rhialto il meraviglioso [Rhialto the Marvellous - it]». Краткое содержание книги:
Um-Foad brontolò qualcosa e poi andò a esortare i lavoratori, zittendo quelli che chiacchieravano e mettendo un limite alle pause per bere. Gli uomini sbuffarono ma accelerarono l’opera di scavo. Le facce spensierate cominciarono a rigarsi di sudore.
Col trascorrere delle ore, il suolo prese a rivelare manufatti di vario genere misti alle conchiglie e alle piante marine fossilizzate. Era roba buttata in mare dalle navi, o resti di qualche antico naufragio. Um-Foad esaminava ogni oggetto, lo ripuliva e quindi porgendolo a Rhialto si dichiarava disposto a venderlo.
«Guardate questo vaso, Professore! Abbiamo qui un autentico tesoro, a cui il manico spaccato e questo buchetto sul fondo conferiscono un prezioso tocco d’autenticità. Rappresenta il culmine di un’epoca in cui l’arte e il gusto si univano ad abilità oggi del tutto dimenticate. Per due soli zikkos potete aggiungerlo alle vostre collezioni, meritandovi l’ammirato rispetto dei vostri dotti colleghi!».
«Un bellissimo reperto, certo», annuì Rhialto. «Ma non voglio impedirvi di gustarne i pregi, farà ottima figura nel vostro salotto».
Um-Foad ebbe una smorfia. «Neppure queto è l’oggetto che state cercando?».
«No, purtroppo. Ma mettetelo nella cassa con tutti gli altri. Potrete usarli per fondare un museo, al paese, e il vostro nome rimarrà famoso come quello di un benemerito mecenate».
«Vi suggerisco di descrivermi quell’oggetto, Professore. Così la ricerca verrà facilitata e non si rischierà di danneggiarlo».
«Vedo che siete un uomo pratico, Um-Foad. Sventuratamente temo che lo siate in modo eccessivo, mentre io sono invece un ingenuo studioso. Forse vi acquisterò l’intero lotto di reperti, domani o posdomani».
«Vi dico subito che non li avrete gratis, Rhialto! Quei preziosi manufatti antichi mi appartengono». L’uomo strinse le palpebre. «Chissà… può anche darsi che io tenga tutto per me».
Rhialto ci pensò sopra. «In tal caso, anch’io dovrò cambiare tattica».
Durante la pausa di mezzogiorno, Rhialto si rivolse ai manovali: «Vedo con piacere che il lavoro procede svelto. L’oggetto che cerco dev’essere ormai vicino. Ora ve lo descriverò, e all’uomo che avrà la fortuna di trovarlo toccherà un extra di dieci zikkos d’oro».
«Questo extra», si affrettò a precisare Um-Foad, «verrà ovviamente sborsato dal Professor Rhialto».
«Proprio così», confermò lui. «Ora prestatemi bene attenzione». Girando lo sguardo sul gruppo vide che perfino Yaa-Yimpe aveva l’aria di pendere dalle sue labbra. «Ciò che stiamo cercando è la Lanterna Sacra, che un tempo brillava sulla Nave del Piacere dell’Atabark Gaster Dragamés. Durante una spaventosa tempesta essa venne colpita da un fulmine azzurro e scaraventata in mare. Dunque: a chi estrae dal limo disseccato la Lanterna, dieci zikkos d’oro! A chi ne trova qualche frammento del vetro, ad esempio dei pezzi di cristallo azzurro di forma regolare, uno zikkos d’oro a titolo d’incoraggiamento. Tali frammenti, che indicheranno la vicinanza della Lanterna Sacra, dovranno essere portati da me per un’ispezione, purché di colore azzurro. Adesso al lavoro, uomini, ciascuno con la certezza che la sua fatica verrà remunerata».
Am-Foad suonò il fischietto. «Mano alle vanghe, uomini. Dateci dentro, e ricordate ciò che ha detto il Professore».
Poco dopo l’individuo prese da parte Rhialto: «Ho notato che siete molto restio a spendere, e vi capisco. Da gentiluomo a gentiluomo, credo di potervi suggerire un utile espediente per ridurre i costi, in modo del tutto onorevole, si capisce».
«I consigli utili m’interessano sempre. Sentiamo».
Am-Foad sorrise. «Sapevo che mi avreste capito. Si tratta, a dirla in breve, della vostra assistente. Ambedue apprezziamo l’avvenenza femminile, non è così? Ora, se con la necessaria riservatezza e il vostro consenso io mi potessi appartare con lei nel padiglione, posso assicurarvi che sarei pronto a ridurre della metà le mie spettanze. Immagino che la fanciulla sarà ben lieta di farvi risparmiare».
«Una proposta generosa, la vostra. Purtroppo la ragazza ha fatto recentemente voto di castità al tempio di Luid Shug», disse Rhialto.
«Mai sentito nominare. Bè… pazienza», sospirò l’uomo. Volse il capo. «E adesso che c’è? Chi è quel bizzarro individuo che procede sulla mia proprietà con l’alterigia del Dominarca Zolord?».
Rhialto si volse a guardare il giovanotto alto ed elegante che esibendo manierismi superbi era giunto a osservare lo scavo. «Conosco quel gentiluomo. Probabilmente è venuto a presentare i suoi rispetti», rispose. Poi alzò la voce: «Ehilà, Hache-Moncour! Siete passato a farmi una visita?».
«Più o meno». Hache-Moncour girò intorno ai lavoranti e si avvicinò. «L’eccellente Sarsem mi ha detto che stavate indugiando ai vostri passatempi da queste parti, e sebbene io abbia affari importanti altrove ho pensato di fermarmi a salutarvi. Vedo che state facendo scavare una bellissima fossa, anche se non ce la faccio proprio a immaginarne lo scopo. Perché avete scelto questa detestabile località?».
Piccato, Um-Foad replicò: «Rhialto è un famosissimo studioso e Professore dell’Università di Womba-Yoak. Questa terra, che contiene reperti archeologici di valore, fa parte delle mie proprietà».
«Oh! Scusate se sono entrato senza permesso. Davvero c’è da invidiare chi possiede una zona così notevole. In effetti, Rhialto è un Professore di chiara fama, specializzato in ricerche… strane. Bene, adesso devo proprio proseguire. Lieto di avervi trovato in ottima salute, Rhialto».
Hache-Moncour aggirò di nuovo i manovali, prese per un viottolo sul retro della casa di Osherl, e scomparve alla vista.
«Che spiacevole individuo», brontolò Um-Foad. «Sicuramente non lo annoverate fra i vostri amici intimi».
«Una semplice conoscenza, nient’altro».
Da dietro la casa di Osherl si sollevò fluttuando una bolla quasi invisibile, che oltrepassò le mangrovie. Accigliato, Rhialto la vide scendere fin sopra il pozzo e rimanere sospesa immobile nell’aria.
«Tuttavia», aggiunse, «bisogna riconoscere che quell’Hache-Moncour è uomo assai sensibile e dai molteplici talenti».
«Già. Deve aver intuito che stavo per chiedergli il pedaggio, visto che transitava sulla mia proprietà, e il suo talento nel defilarsi è stato notevole. Ma… che abbiamo trovato la?».
Um-Foad fece avvicinare uno degli scavatori, che mostrava fieramente un largo vassoio di ceramica. «Ecco qui la Lanterna Sacra di Gaster Dragamès!» esclamò. «Esigo il premio pattuito».
Rhialto esaminò l’oggetto. «Non è una lanterna. Si tratta della parte inferiore di un vaso da notte, di fattura post-eldenica. Osservate le figure incise a fiamma sul lato esterno: questo è un flantico che vola via con un bambinetto fra gli artigli, qui c’è un langomir che sta usando violenza carnale su una sacerdotessa eldenica, e questa è una fanciulla che viene bollita viva da una lamia. Un reperto istruttivo sui costumi dell’epoca, ma non è una lanterna né un cristallo azzurro».
Rhialto porse l’oggetto a Um-Foad, poi si volse con aria indifferente e prese nota del fatto che la bolla s’era spostata proprio sopra le loro teste.
Un’ora dopo il tramonto, col cielo ancora pervaso dagli ultimi bagliori violacei del crepuscolo, Rhialto prese da parte Osherl. «Chi ci sta sorvegliando attraverso la lente-bolla? Sarsem, forse?».
«Non è una lente: è soltanto un Sandestin di tipo inferiore, un Cataplasmatico, e non fa alcun male. Si limita a trasmettere delle immagini ad Hache-Moncour».
«Quand’è così, catturalo e chiudilo in una scatola. Hache-Moncour potrà approfittarne per andare a letto e godersi una notte di sonno».
«Come vi pare». Osherl materializzò un retino che si portò via la bolla. «Ecco fatto».
«C’è qualcun altro che ci osserva, o che ci ascolta?».