Rhialto il meraviglioso [Rhialto the Marvellous - it]
- Автор: Вэнс Джек Холбрук
- Серия: Terra morente #4
- Год: 1986
- Язык: итальянский
- Год: Fanucci
- Переводчик: Gianluigi Zuddas
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Rhialto il meraviglioso [Rhialto the Marvellous - it]». Краткое содержание книги:
Dall’accozzaglia delle creature si levò un coro di grida sofferenti, dopo di che tutte corsero via nella boscaglia. Appena un minuto più tardi, un Lupo ursino fece ritorno con quello che risultò essere un frammento di porcellana azzurra, e chiese la ricompensa. Rhialto gli fece dono di un collare di piume rosse e lo spedì ancora al lavoro.
A mezzogiorno, nello spiazzo davanti al padiglione, c’era già un notevole cumulo di oggetti azzurri d’ogni sorta. Rhialto, che cominciava a seccarsi di doverli pagare con bracciali e altri premi d’incoraggiamento, aumentò la frequenza e l’intensità degli stimoli brucianti.
Poco dopo, notando che Osherl dava segni di nervosismo, lo interpellò: «Ebbene? C’è qualcosa che ti preoccupa?».
L’altro disse, rigido: «Non è affare che riguarda me. E tuttavia, se tenessi il segreto, sono certo che tornereste a fare spiacevoli discorsi sul punteggio e…»
«Cos’hai da dirmi, insomma!», esclamò Rhialto.
«È una cosa connessa al Perciplex, e dal momento che avete fatto non pochi sforzi per riavere quel cristallo…»
«Osherl, vieni al punto!», lo interruppe Rhialto.
«Bene, per riassumere una lunga storia, tendo a credere che il Perciplex sia stato già trovato da un flantico. Avete presenti quei disgustosi avvoltoi con faccia umana, antenati dei pelgrani? Dapprima egli ha pensato di consegnarlo a voi, ma poi gli è stata fatta una contro-offerta da un’altra persona, e adesso il flantico corre avanti e indietro in preda all’indecisione… Laggiù! Ora potete vederlo. Sta venendo da questa parte, in volo, e ha il Perciplex nell’artiglio destro… No! Guardate come ondeggia… Sembra che abbia cambiato idea. Indubbiamente gli è stata fatta un’offerta più allettante».
«Svelto, inseguilo! Immobilizzalo con una pervulsione. Fallo tornare indietro, o porterà via il Perciplex… Osherl! Vuoi muoverti o no?».
Il Sandestin indietreggiò. «Questa è una faccenda fra voi e Hache-Moncour. Io non sono autorizzato a interferire nelle contese di questo genere, e stavolta Ildefonse mi darà ragione».
Rhialto imprecò selvaggiamente e fu sul punto di colpirlo. «Io ti… e va bene, catturerò io stesso il flantico. Imparerà cosa significa tradire. Impregna i miei stivali-volanti di tutta la velocità possibile!».
Rhialto schizzò nell’aria, e con lunghissimi balzi cominciò a inseguire il grosso volatile dalle ali nere. Quasi subito il flantico volse la testa umanoide a controllare dietro di sé, e nel vedere Rhialto accelerò il volo al massimo.
L’inseguimento procedette verso meridione, e poi a occidente, al di sopra di una catena di montagne oltre le quali si stendeva una foresta di grigi palmizi, quindi su un’immensa pianura acquitrinosa coperta di canne e giunchi neri. A sud ovest, il Mare di Santune scintillava sotto saltuari squarci di nuvole.
Il flantico dava ora segni di stanchezza, le sue ali rallentavano i battiti, e Rhialto riuscì a stringere le distanze. Quando il volatile fu sul mare e s’accorse che non avrebbe più potuto nascondersi da nessuna parte, fece un improvviso voltafaccia e attaccò l’uomo cercando di colpirlo con gli artigli e i montanti delle ali. Rhialto ne fu quasi colto di sorpresa e, sebbene avesse rallentato, andò a sbattere in pieno sul suo avversario. L’urto lo fece precipitare verticalmente, roteando su se stesso. Il flantico gli piombò addosso in picchiata, e solo con un guizzo disperato riuscì ad evitarne gli artigli.
Osherl, apparso accanto a lui a curiosare, gli elargì un complimento: «Bravo. Siete più agile di quel che mi aspettavo. Ma attento che la bestiaccia ritorna».
Rhialto fece presa nell’aria con gli stivali e si gettò da parte: un artiglio del flantico gli lacerò il mantello e colpendolo di striscio lo fece precipitare per un altro breve tratto. Vedendosi in stato d’inferiorità Rhialto pronunciò un incantesimo: dalle sue dita si sfilò una raffica di Anelli Saetta, fiammeggianti e mortali come proiettili, che trapassarono il corpo e le ali del flantico scavandosi fori ardenti.
La creatura gettò indietro la testa, con un grido di terrore e di agonia. «Umano, tu mi hai ucciso!», stridette. «Hai preso la mia preziosa vita, l’unica che avevo. Io ti maledico, e questo cristallo azzurro lo porterò con me dove tu non potrai mai più riaverlo: nel Regno della Morte!».
Il flantico divenne un’inerte massa di penne che cadeva nel vento: sbatté nella superficie del mare appena agitata e, pochi istanti dopo, scomparve nell’acqua torbida.
«Ostieri!», gridò Rhialto, allarmato. «Scendi in mare, presto. Ripesca il Perciplex!».
I due si abbassarono alla superficie, e Osherl sfiorò svogliatamente l’acqua con un piede. «Dov’è caduto il volatile?».
«Esattamente dove stai ora. Immergiti. Ricorda che è per colpa della tua negligenza se oggi ci troviamo qui».
Osherl borbottò qualcosa: una delle sue braccia si allungò a dismisura, s’immerse nell’acqua e continuò ad affondarvi per un poco. «Non c’è niente da trovare», riferì. «Il fondale è lontano e oscuro. Avverto soltanto limo e detriti».
«Non voglio sentire scuse!», ringhiò Rhialto. «Vai a cercare di persona, e non tornare alla superficie senza il Perciplex! Chiaro?».
Il Sandestin mugolò in tono scontento, cambiò forma e scivolò sott’acqua con un guizzare di pinne argentee. Gli occorse mezz’ora per risalire e, quand’ebbe riassunto spoglie umane, dichiarò: «Il prisma è affondato nel fango. Non ho captato radiazioni né risonanze, e di conseguenza deve considarsi perduto».
«Non sono d’accordo con questa diagnosi», stabilì Rhialto. «Resta assolutamente immobile in questo punto, e non permettere a nessun costo che Hache-Moncour o Sarsem interferiscano. Io tornerò quanto prima».
«Fate in fretta», si lagnò l’altro. «L’acqua è fredda, oscura e profonda. In questi abissi ci sono orride creature con cui non voglio avere a che fare».
«Porta pazienza. Bada di non spostarti di un millimetro: il tuo corpo fungerà da boa di segnalazione per il Perciplex».
Rhialto si allontanò in volo, e una trentina di minuti più tardi scese al padiglione presso le rovine di Luid Shug. Qui constatò che il mucchio di oggetti azzurri era ancora aumentato. Con un senso di disagio fece disciogliere l’incantesimo che stimolava ancora gli antropofagi e i sub-umani, e li mise in libertà.
Shalukhe era seduta sull’alcova con espressione pensosa e, nel vederlo entrare, lo salutò con un lieve e malinconico inchino del capo ma, mentre si gettava su una poltroncina, Rhialto notò che negli occhi di lei c’era una nuova luce di consapevolezza. «La fanciulla sembra più lucida», pensò. «Deve aver cominciato a riflettere sulla sua situazione, ed a quanto pare non è molto ottimista circa il futuro».
Le sorrise. «Damigella, vi assicuro che sono ansioso di andarmene per sempre da questo luogo così selvaggio. E poi…».
«E poi, Vossignor Rhialto?».
«Esamineremo ciò che meglio vi converrà fare. Ma siate certa che non vi attende una vita spiacevole, come spero di avervi dimostrato».
Ella scosse il capo, perplessa. «Perché mai vi date tanta preoccupazione per me? Io non ho merito alcuno, ed ora anche il mio stato è un nulla. Posseggo scarse doti di abilità, e non grande diligenza. So curare i baccelli degli alberi di hyllas, e spremere l’isoppo. So recitare i Sogni Impropri delle Fanciulle Ubbidienti: queste son cose invero di valore apprezzabile e specializzato. E tuttavia…» Scosse le spalle con un sospiro. «Noi siamo sconosciuti, ma io vi fui dinnanzi senza le vesti e priva d’ogni doverosa castità».