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Rhialto il meraviglioso [Rhialto the Marvellous - it]

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Rhialto il meraviglioso [Rhialto the Marvellous - it]
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«Lasciami immaginare una sequenza di eventi», disse RMalto. «Mi onorerai della tua attenzione mentre parlo?».

Osherl evitò il suo sguardo e si strinse nelle spalle. «Ho forse un’altra scelta?».

«Consideriamo dunque questi eventi immaginari dall’inizio: tu voli leggero lassù oltre le nuvole. Qui giunto ti si fa incontro Sarsem. Vi salutate cortesemente, ed egli dice, più o meno:

Sarsem: Come va il tuo lavoro, Osherl? Tutto bene?

Osherclass="underline" Quella testa dura di Rhialto vuole che io cerchi per tutto il cielo quel segno blu del Perciplex, usando l’ipervideo.

Sarsem: Ma davvero? Lascia guardare me… non vedo niente.

Osherclass="underline" No? Singolare! Mi chiedo che potrò dire a Rhialto.

Sarsem: Digli che la macchia blu è nascosta dalle nuvole, e che questo ipervideo serve a poco. Eccotelo.

Osherclass="underline" Ma questo non è lo stesso ipervideo che ti ho dato io! È solo un comune cannocchiale, pare.

Sarsem: E con ciò? L’uno o l’altro, oggi le nuvole li rendono ugualmente inutili. Portalo a quel lunatico di Rhialto. Non noterà mai la differenza.

Osherclass="underline" Uhm! Rhialto è un lunatico, ma non è un lunatico idiota.

Sarsem: Però sta dando un sacco di fastidi al nostro amico Hache-Moncour, che ci ha promesso tanti vantaggi. Il mio consiglio è questo: cerca di indurlo con qualche sotterfugio a cancellare la tua ipoteca, poi piantalo in asso. Restare insabbiato in questa triste epoca gli insegnerà a vivere, alla lunga.

Osherclass="underline" È un concetto su cui vale la pena di riflettere!

«Dopo di che», proseguì Rhialto, «i due immaginari Sandestin del mio immaginario colloquio si fanno una bella risata. Poi tu torni un tantino indietro nel tempo, scendi col falso ipervideo, e mi dai la notizia che le nuvole nascondono la proiezione».

Osherl alzò le braccia di scatto. «Che sequela di ipotesi azzardate! Non avete alcun motivo di credere che il nuovo ipervideo sia falso, né che le intenzioni di Sarsem siano scorrette!».

«Voglio sapere perché hai evitato di riferirmi della tua conversazione con Sarsem».

«Perché non me lo avete chiesto!», esclamò il Sandestin. «Ma, conoscendovi, so già che incolpate me delle vostre manchevolezze».

«Spiegami, se non ti piace, perché la macchia blu era nitida e visibilissima l’altra sera, sebbene il cielo fosse coperto».

«Sono confuso. Non ho una risposta da darvi».

«Molto bene. In tal caso dichiaro ufficialmente che la tua ipoteca è da ora aggravata di cinque punti interi».

Osherl si lasciò sfuggire un gemito sbigottito. Rhialto gli impose di tacere con un gesto. «Ho adesso un’altra domanda, a cui risponderai con tutti i dettagli necessari a fornirmi un quadro accurato e veritiero della situazione. In questi ultimi giorni, Sarsem ha toccato o nascosto, o alterato, o rimosso, o distrutto, o sottoposto a trasferimenti temporali o spaziali il Perciplex? Mi riferisco a quello autentico, un tempo da lui custodito a Punta Eclisse. Detesto le pignolerie verbali, ma con te sembrano diventate inevitabili».

«No», disse Osherl.

«No cosa? Specifica esattamente quello che stai negando».

«A dispetto delle esortazioni di Hache-Moncour, Sarsem non oserebbe danneggiare il Perciplex».

«Chiama Sarsem qui. Immediatamente».

Per qualche minuto Osherl protestò, si lamentò, enumerò le difficoltà tecniche del suo lavoro, affermò che non si sentiva troppo bene e tornò a parlare di punti, ma infine dovette ubbidire. Sull’erba davanti al padiglione comparve Sarsem, sempre sotto le spoglie di un androgino vestito di scagliette color lavanda, snello e flessuoso.

«Sarsem, restituiscimi l’ipervideo», sbottò Rhialto.

«Impossibile. Per ordine del nuovo Maestro, l’ho distrutto».

«E chi sarebbe questo nuovo Maestro?».

L’altro sorrise. «Hache-Moncour, naturalmente».

«In base a quali prove puoi affermare un fatto del genere?».

«Me lo ha dichiarato lui stesso, verbalmente, dandomene la più completa assicurazione».

«E tu non hai controllato la verità delle sue parole, chiedendo conferma a Ildefonse? Molto male. Aggravo la tua ipoteca di cinque interi punti!».

Come già Osherl, anche Sarsem cacciò un grido stridulo. «Non avete nessuna autorità di far questo!».

«Il fatto che Hache-Moncour manchi totalmente di ogni autorità, fin’ora non è sembrato importarti molto».

«Questa è un’altra cosa».

«Basta con le chiacchiere. Adesso esigo che tu e Osherl andiate nella foresta, recuperiate il Perciplex e lo portiate subito qui da me».

«Non posso farlo. Sono occupatissimo in altre incombenze. Incaricane Osherl, che è stato assegnato al tuo servizio».

«Ascoltami bene, Sarsem. E tu, Osherl, fai da testimone alle mie parole. Esito ancora all’idea di dover pronunciare il Grande Nome per una questione così meschina, ma i vostri trucchetti mi stanno facendo perdere la pazienza. Se vi saranno altre interferenze, io chiamerò…»

«Taci!», gridarono all’unisono Sarsem e Osherl. «Non menzionare neppure indirettamente il Nome. Potrebbe sentirti!».

«Allora, mi sono spiegato bene?».

Sarsem mugolò: «Certo, sicuro».

«Come prevedi di doverti comportare, alla luce di quel che ti ho appena detto?».

«Hmmf… bah! Sarò costretto a usare tattiche evasive con Hache-Moncour, tanto per non scontentare troppo né voi né lui».

«Bada che io sono di natura sospettosa anche circa affermazioni di questo tipo. Esiste il pericolo che la tua ipoteca divenga una delle più singolari di cui si sia mai udito parlare».

Sarsem ebbe un vistoso gesto di sconforto e disparve.

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Rhialto diede un’occhiata al cielo, da cui stavano cadendo alcune gocce di pioggia. Accennò a Osherl di spostarsi sotto il baldacchino. «Ieri ho localizzato il Perciplex laggiù, presso quell’altura boscosa. Coraggio, che c’è del lavoro da fare».

«Per me, come al solito», bofonchiò il Sandestin.

«Se tu fossi stato più onesto avremmo già finito da un pezzo, e saremmo pronti per mettere Hache-Moncour davanti alla sua punizione. E tu avresti guadagnato un paio di punti, invece di perderne cinque».

«È una tragedia su cui io, ahimè, ho avuto ben poco controllo!».

«Basta coi piagnistei e rimboccati le maniche. Mi aspetto una ricerca eseguita con zelo e raziocinio».

«E dovrò lavorare da solo? La boscaglia è enorme».

«Enorme, ma piena di vita. Esplora i dintorni e riunisci qui davanti, in file ordinate e disciplinate, tutti i lupi ursini che trovi, gli ominoidi, i lucertoloni di palude, e gli altri esseri semiintelligenti adatti allo scopo».

Osher si stava mostrando abile nel far assumere alla sua faccia da usuraio le espressioni più cupe. «Anche gli antropofagi?».

«Perché no? Sapremo essere di larghe vedute. Ma prima innalza il padiglione e i servizi su una piattaforma alta sei metri. Non voglio che quegli esseri spaventino la damigella. Istruiscili e costringili a una condotta civile».

Nel tempo di mezz’ora, Osherl radunò sotto la piattaforma una torma di creature d’ogni razza e dimensione, il cui comun denominatore era l’ostilità con cui fissavano il padiglione. Dall’altezza di sei metri Rhialto li osservò arcigno, quindi regolò il traduttore auricolare affinché le frasi risultassero semplificate e di generale comprensione.

«Creature, uomini, mezzi-uomini e bestie! Vi porgo i miei auguri di buon lavoro, e mi scuso per avervi costretto a mescolarvi così strettamente fra voi. Dal momento che non brillate per eccessive capacità intellettuali, sarò breve. Da qualche parte nella foresta, non distante da quella collinetta laggiù, c’è un cristallo azzurro lungo circa un palmo. Desidero che mi sia portato. Tutti voi avrete l’incarico di cercarlo. Colui che riuscirà a trovarlo sarà degnamente ricompensato. Per stimolare la solerzia e accelerare i tempi, imporrò su ciascuno di voi una sensazione scottante la quale si ripeterà a brevi intervalli finché il cristallo azzurro non sarà recuperato. Cercate dovunque: fra le pietre, nel fogliame, fra le erbacce e sugli alberi. Gli antropofagi hanno legato il cristallo alla coda di qualcuno di voi, tempo fa, e questo potrà essere un buon indizio. Costui si frughi nella memoria e torni nel punto dove si è liberato dell’oggetto. Ora andate alla collinetta e cominciate a cercare la intorno. Non oziate, altrimenti mi vedrò costretto a pungolarvi di più. Osherl, prego, infliggi la prima scottatura a questi simpatici volenterosi».

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