Rhialto il meraviglioso [Rhialto the Marvellous - it]
- Автор: Вэнс Джек Холбрук
- Серия: Terra morente #4
- Год: 1986
- Язык: итальянский
- Год: Fanucci
- Переводчик: Gianluigi Zuddas
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Rhialto il meraviglioso [Rhialto the Marvellous - it]». Краткое содержание книги:
Un po’ più avanti Rhialto si abbassò su una torre e fece di nuovo uso dell’ipervideo. Con sorpresa, ma anche sollevato, constatò che la macchia blu da quella posizione non appariva più sulla verticale della città: si trovava fuori delle mura occidentali, verso la Val Joheim, e ne si poteva solo dedurre che il Perciplex era fra gli oggetti che gli sfollati si stavano portando dietro.
Tenendosi a duecento metri di quota, Rhialto seguì la colonna dei profughi finché l’ipervideo gli mostrò la macchia blu esattamente sopra di lui. Si voltò in basso e gli sfuggì un’imprecazione: impossibile identificare l’individuo che portava il Perciplex, in quel caos di gente che si affollava sulla strada. Vari spostamenti per triangolare la posizione del prisma non diedero alcun risultato esatto, inoltre il cielo si stava scurendo rapidamente e la macchia blu divenne ben presto indistinguibile su quello sfondo.
Deluso e irritato, Rhialto decise di aspettare l’indomani, e nel crepuscolo sempre più fitto si diresse a sud ovest, nella Val Joheim. Oltrepassò un fiume che faceva larghe anse sulla pianura e scese alla periferia di una cittadina. Un passante lo informò che quello era Borgo Torredecima, e gli fornì l’indirizzo di una locanda. Per quanto non fosse del suo umore migliore, apprezzò l’amenità del luogo, cinto da verande colme di rosifere, e pagò in anticipo per una stanza e la cena.
Nella sala comune le conversazioni vertevano tutte sulla guerra e su quello che sarebbe stato il comportamento dei Buholic. Vennero fatte speculazioni poco ottimistiche, si commentarono le voci appena giunte da est, e vi fu grande meraviglia alla notizia che l’Ultimo Regno era da considerasi distrutto al di la di ogni speranza. Molti scossero la testa con luttuosa costernazione.
12
Il mattino dopo Rhialto fece colazione con fette di melone e ostriche annegate in uno sciroppo dolciastro. Pagò il conto anche per quel pasto, strizzò l’occhio alla bruna figlia del loncandiere, uscì dalla cittadina e poco dopo si alzò in volo diretto a nord.
La strada che attraversava la Val Joheim era diventata un vero e proprio fiume di esseri umani. I primi erano già arrivati da un pezzo davanti alle mura della Città Sacra, dove avevano scoperto che le guardie avevano chiuso le porte e li ricacciavano severamente indietro. Adesso, i loro accampamenti improvvisati poco fuori i bastioni si stavano ingrandendo con caotica rapidità. La macchia blu risultò essere proprio sopra questa zona.
A quanto ne sapeva Rhialto, la città di Luid Shug era stata proclamata sacra da Goulkoud il Buono, uno dei più leggendari eroi di quell’Eone. Ritiratosi a meditare sul cratere di un piccolo vulcano estinto, Goulkoud era stato colto da venti visioni mistiche successive, durante le quali aveva messo su carta il progetto di venti templi da costruirsi intorno all’orlo superiore del vulcano. Strutture di vario genere, bagni pubblici, fontane e ostelli per i pellegrini occupavano ora il fondo del cratere, cinto da un viale. Sulle muraglie di roccia tutto attorno si stagliavano venti enormi immagini sacre, ciascuna in una nicchia e corrispondente al tempio costruito sull’orlo più alto. La città era ingrandita nei secoli successivi attorno alle pendici del nudo cono di roccia vulcanica.
Rhialto scese a terra a distanza di sicurezza, poi si addentrò fra le tende e i veicoli dei profughi. Il Perciplex era li, e tuttavia la macchia azzurra sembrava spostarsi ora da una parte e ora dall’altra, a scorno degli sforzi di Rhialto per portarsi immediatamente sotto di essa. La gente che seguitava ad arrivare gli si affollava attorno creandogli non poco impaccio, ma l’ansia delle madri, i pianti dei bambini e lo sconforto dei capifamiglia gli impedirono di spazientirsi per le proprie difficoltà.
Al centro della città, sulla cima del vecchio vulcano, svettava un minareto in quarzo rosa cosparso di piastre d’argento. L’Arciprete si affacciò al balcone sotto il tetto conico, sollevò le braccia e parlò agli sfollati con voce amplificata da sei enormi conchiglie a forma di tromba:
«Uditemi, o sfortunate vittime dell’ingiustizia umana! A voi io impartisco le Venti Benedizioni Consolatrici. E tuttavia, se la vostra speranza è di accedere in questa Sacra Città, sono costretto a dirvi di abbandonarla. Noi non abbiamo cibo per le vostre bocche affamate, né acqua per estinguere la vostra sete.
«Non attendetevi da me miracoli, né i portenti della fede. La gloria del mondo appartiene al passato, e non tornerà a rifulgere prima che altri cento tristi secoli abbiano fatto il loro corso. Solo allora la gioia e lo splendore illumineranno di nuovo la Terra, nell’apoteosi di tutto ciò che è buono. Quest’epoca dunque persisterà finché il mondo nel suo ruotare oltrepasserà il Sipario Dorato di Gwennart.
«Per prepararci a quell’età beata, ora noi sceglieremo una quota di individui selezionati fra i più giusti e degni, nel numero di cinquemila e seicento e quarantadue. Esso è un Numero Sacro, gravido di prodigi e di misteri.
«Questo gruppo eletto sarà composto per metà dai Nobili MigKori fra i Migliori, eroi di antico lignaggio. L’altra metà verrà scelta fra le Elette di Nephrine, fanciulle la cui virtù e bellezza siano adatte ai loro futuri compagni. Insieme essi saranno detti Gli Esemplari, e rappresenteranno l’eccellenza della Nobiltà e il fior fiore della razza umana.
«Noi getteremo su di loro l’Incantesimo dei Cento Secoli, ed essi dormiranno attraverso l’intera epoca oscura che si stende dinnanzi a noi. Poi, quando l’incantesimo si scioglierà all’avvento della nuova era gloriosa, Gli Esemplari marceranno nel mondo per fondare il Regno della Luce.
«A tutti gli altri io dò queste istruzioni: proseguite per la vostra strada! Andate a meridione verso le Terre di Cabanola e di Eio, oppure, se là non troverete rispettosa accoglienza, alla penisola di Farwan. E per quelli che desiderano un futuro prospero, io dico: attraversate l’Oceano Lutico verso le Isole Scanduc, ricche e liete.
«Il tempo stringe e ci opprime. Dobbiamo ora scegliere Gli Esemplari. Lasciate dunque che la Compagnia del Re e i loro familiari si facciano avanti. E insieme ad essi vengano i Cavalieri sopravvissuti, e le fanciulle dell’Accademia di Glayen, e le Danzatrici Fiore, e le Elette di Nephrine, e tutte le altre che in aspetto e cultura siano degne di divenire Esemplari!
«Per rendere spedite le cose, tutti quelli di bassa casta, gli agitatori, i buffoni, gli stupidi e i deformi, i criminali, gli scavezzacolli e i piantagrane dalle scarpe fangose, a tutti costoro io dico: allontanatevi e andate altrove!
«Lo stesso suggerimento estendo ai moltissimi di voi che, pur essendo di bassa casta ma onorevoli e dignitosi, sventuratamente non potranno divenire Esemplari.
«A tutti quelli che invece sono prescelti per fondare il Regno della Luce: fatevi avanti e venite! Sarete sottoposti a una brevissima cernita, puramente formale, per accertare la vostra idoneità!».
Al termine di quel discorso Rhialto puntò ancora all’insù l’ipervideo e cercò di portarsi direttamente sotto la macchia blu, sperando di poter scoprire in qualche modo chi fosse che aveva con sé il Perciplex, ma nella ressa finì per rinunciare di nuovo. Il susseguirsi di quei tentativi falliti lo stava esasperando.
Nel frattempo la gente, chi per vanità e chi mosso dalla speranza, non teneva gran conto delle restrizioni imposte dall’Arciprete. Di conseguenza, quelli che si portavano verso le mura dichiarandosi a gran voce “Esemplari” erano una folla che comprendeva non soltanto i Nobili e le belle fanciulle, ma molta gente comune e contadini, e inoltre una buona quantità di straccioni, di prepotenti che si facevano largo con la forza, di prostitute e di criminali del più diverso aspetto.