Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]
- Автор: Мартин Джордж Рэймонд Ричард
- Серия: Cronache del ghiaccio e del fuoco #2
- Год: 2001
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 88-04-49654-1
- Переводчик: Sergio Altieri
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]». Краткое содержание книги:
Catelyn tornò a rivolgere lo sguardo allo scontro, decisa a vedere come sarebbe andato a finire. Rimanevano solamente in quattro ad affrontarsi, e non c’era il benché minimo dubbio a quale di quei quattro andasse il favore del re e della folla. Catelyn non aveva mai incontrato ser Loras Tyrell, ma perfino nel remoto Nord erano giunte storie sulla grande abilità in combattimento del giovane Cavaliere di fiori. Ser Loras montava uno splendido stallone bianco protetto da maglia d’argento, e combatteva con un’ascia dal manico lungo. Dal centro del suo elmo s’innalzava una cresta di rose dorate.
Due dei superstiti avevano stretto alleanza contro il cavaliere con l’armatura blu. Entrambi diedero di speroni, lanciandogli contro i cavalli. Nel momento in cui stavano per chiuderlo, il cavaliere in blu pestò lo scudo scheggiato in faccia al primo, uno degli zoccoli ferrati d’acciaio del suo destriero nero che scalciava brutalmente il cavallo dell’altro. In un batter d’occhio, uno dei cavalieri si ritrovò disarcionato e il secondo a battere in ritirata. Il guerriero in blu gettò a terra lo scudo ormai inservibile, liberando il braccio sinistro. Il Cavaliere di fiori gli fu addosso. Il peso di tutto l’acciaio che lo proteggeva non parve minimamente intralciare la fluidità e la rapidità con cui si muoveva ser Loras, il mantello nei colori dell’arcobaleno che gli volteggiava attorno.
Il cavallo nero e il cavallo bianco danzarono uno attorno all’altro come due amanti alla festa del raccolto, il cavalieri che si lanciavano colpi al posto di baci. L’ascia lunga lampeggiò e la mazza chiodata sibilò. Entrambe le armi erano spuntate, ma nell’entrare a contatto emettevano comunque un clangore sinistro. Privo di scudo, il cavaliere in blu stava incassando colpi su colpi. Ser Loras lo investì con una massiccia grandinata alla testa e alle spalle. La folla ululò: «Alto Giardino! Alto Giardino!». L’avversario rispose con la mazza chiodata, ma ogni volta il malconcio scudo verde di ser Loras, con tre rose dorate come emblema, intercettava e deviava i colpi. Quando l’ascia lunga centrò la mano del cavaliere in blu in un contrattacco, facendo volare via la sua mazza chiodata, gli spettatori ruggirono come un’orda di animali assetati di sangue. Il Cavaliere di fiori sollevò l’ascia per il colpo finale.
Privo d’armi, il guerriero in blu andò all’assalto, in modo temerario. Gli stalloni arrivarono uno contro l’altro, la lama spuntata dell’ascia lunga picchiò duro contro la corazza frontale del cavaliere blu ma, in qualche modo, lui riuscì ad afferrarne il manico nella morsa della mano guantata di metallo. Un sussulto brutale, e l’ascia venne strappata dalla presa di ser Loras. All’improvviso, i due guerrieri ancora in sella stavano lottando corpo a corpo. Subito dopo i loro destrieri si separarono ed entrambi i cavalieri caddero sul terreno dello scontro in un impatto da spezzare le ossa. Loras Tyrell si ritrovò sotto, incassando la maggior parte dell’urto. Il guerriero in blu, estratto un lungo stiletto, aprì di forza la celata del Cavaliere di fiori. Il ruggito della folla era troppo assordante perché Catelyn potesse udire le parole che ser Loras pronunciò, ma le bastò vedere i movimenti delle sue labbra spaccate, sgorganti sangue: “Mi arrendo”.
Il guerriero in blu si rimise in piedi barcollando, sollevando lo stiletto in direzione di Renly Baratheon, il saluto del campione al suo re. Alcuni scudieri corsero sul campo, aiutando anche il cavaliere sconfitto a rialzarsi. Quando rimossero il suo elmo, Catelyn poté vedere quanto era giovane, forse due anni più di Robb. Era probabilmente bello quanto sua sorella Margaery, ma con le labbra spaccate, lo sguardo offuscato e il sangue che colava dai suoi capelli impastati di sudore, era difficile dirlo con certezza.
«Avvicinati» comandò re Renly al campione.
Il guerriero si mosse verso gli spalti, zoppicando. Vista da vicino, la sua brillante armatura blu appariva molto meno brillante, molto meno splendida; era tutta segnata da cicatrici: le depressioni scavate dalle mazze e dalle asce, il lunghi solchi lasciati dalle spade, lo smalto della corazza e dell’elmo malamente scheggiato. La cappa era ridotta a uno straccio. Dal modo in cui si muoveva, il vincitore non era in condizioni migliori.
Alcune voci inneggiarono a lui: «Tarth! Tarth!» e anche, cosa piuttosto strana, «La Bella! La Bella!». Poche voci, in realtà. Tutti gli altri astanti rimasero in un silenzio teso, quasi ostile. Il guerriero s’inginocchiò davanti al re, la sua voce resa irriconoscibile dall’elmo da battaglia ammaccato: «Maestà».
«Sei proprio come il lord tuo padre afferma tu sia.» La voce di Renly si propagò sul campo dello scontro. «Ho visto ser Loras venire disarcionato una, forse due volte… ma mai a quel modo.»
«Non è stato un vero disarcionamento» obiettò un arciere ubriaco lì vicino, la rosa dei Tyrell cucina sul farsetto. «Un bieco trucco, tirare il ragazzo giù da cavallo in quel modo.»
Il pubblico cominciò a disperdersi.
«Ser Colen.» Catelyn si rivolse al cavaliere che l’aveva scortata fin là. «Chi è quell’uomo? E perché gli sono tutti così ostili?»
Ser Colen corrugò la fronte. «Perché non è un uomo, mia signora. Quella è Brienne di Tarth, figlia di lord Selwyn la Stella della sera.»
«Figlia?» Catelyn era stupefatta.
«Brienne la Bella, la chiamano. Ma di certo non glielo dicono in faccia, a meno che non siano pronti a difendere quelle parole con la spada in pugno.»
Re Renly dichiarò lady Brienne di Tarth vincitrice del grande torneo del Ponte Amaro, l’ultimo guerriero rimasto in piedi dei cento e sedici cavalieri che erano scesi in campo.
«Quale campione» concluse re Renly «è tuo diritto chiedermi qualsiasi cosa tu desideri. Se è nei miei poteri, te la concederò.»
«Maestà» rispose Brienne «chiedo l’onore di fare parte della tua Guardia dell’arcobaleno. Desidero essere uno dei tuoi sette, in modo da offrire la mia vita per la tua, andare dove tu andrai, cavalcare dove tu cavalcherai, proteggendoti da qualsiasi danno e da qualsiasi dolore.»
«Accetto» rispose Renly. «Alzati e togliti l’elmo.»
Brienne obbedì, e dopo che l’ebbe fatto, Catelyn capì il significato delle parole di ser Colen.
La Bella, la chiamavano… ma era uno sberleffo. I capelli sotto la celata parevano un nido di scoiattolo riempito di paglia sporca. E il viso, poi… gli occhi di Brienne erano grandi e azzurri, occhi di ragazza, pieni d’innocenza e di fiducia, ma tutto il resto… lineamenti grossolani e aspri, denti prominenti tutti storti, bocca troppo larga, labbra talmente piene da apparire gonfie. Mille e mille lentiggini disseminavano le sue guance e la fronte, e il naso doveva essersi spezzato più volte. Il cuore di Catelyn fu pieno di pietà. “Quale creatura sulla terra è più sfortunata di una donna brutta?”
Eppure, dopo che Renly ebbe tagliato il suo mantello a brandelli e le ebbe posto sulle spalle la cappa nei colori dell’arcobaleno, Brienne di Tarth non parve affatto sfortunata. Un grande sorriso si diffuse sul suo volto e la sua voce risuonò forte, piena d’orgoglio: «La mia vita per la tua, maestà. Da questo giorno in avanti, io sarò il tuo scudo. Lo giuro sugli dei, vecchi e nuovi».
Il modo in cui Brienne guardò il re — dall’alto in basso, poiché lei lo sovrastava di una spanna almeno, per quanto Renly fosse alto quasi quanto lo era stato suo fratello Robert — fu invece doloroso da osservare.
«Maestà!» Ser Colen di Greenpools volteggiò giù da cavallo e si accostò agli spalti. «Con il tuo permesso…» Piegò un ginocchio di fronte al sovrano. «Ho l’onore di portarti lady Catelyn Stark, inviata a te quale emissario di suo figlio Robb, lord di Grande Inverno.»
«Lord di Grande Inverno e re del Nord, ser» lo corresse Catelyn. Detto questo, scese a sua volta da cavallo e andò ad affiancare ser Colen.
«Lady Catelyn?» Renly apparve sorpreso. «Siamo molto compiaciuti della tua presenza tra noi.» Si rivolse alla sua giovane regina. «Margaery, mia cara, questa è lady Catelyn Stark di Grande Inverno.»