Crocevia del crepuscolo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #10
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Crocevia del crepuscolo». Краткое содержание книги:
Dopo che furono svestite – con Aviendha che schiaffeggiò via le mani di Naris e si tolse da sola i gioielli, facendo del suo meglio per fingere che Naris non esistesse e che i suoi indumenti si stessero in qualche modo togliendo da soli – dopo che si furono infilate in vesti di seta ricamate ed ebbero raccolto i capelli in asciugamani bianchi –
Aviendha cercò di arrotolare il suo attorno alla testa per tre volte, e solo dopo che quella costruzione le crollò giù per il collo per la terza volta permise a Naris di occuparsene, borbottando di essere diventata così molle che presto avrebbe avuto bisogno di qualcuno che le allacciasse gli stivali, fino a che Elayne cominciò a ridere e sua sorella si uni a lei, gettando la testa all’indietro, cosicché Naris dovette ricominciare da capo – dopo che tutto questo venne fatto e furono tornate nella camera da letto, trovarono le vasche piene e il profumo di unguento di rose che era stato aggiunto all’acqua riempiva l’aria. Gli uomini che avevano portato su i secchi se n’erano andati, ovviamente, e Sephanie era in attesa con le maniche arrotolate sopra i gomiti nel caso in cui una di loro volesse che le strofinasse la schiena. Birgitte era seduta sulla cassapanca intarsiata di turchesi ai piedi del letto, i gomiti sulle ginocchia. Elayne permise a Essande di aiutarla a togliersi la sua vestaglia color verde pallido lavorata con motivi di rondini e si immerse immediatamente nella vasca fino al collo, in un’acqua che per poco non era troppo calda. Le sue ginocchia spuntavano dalla superficie, ma la maggior parte del suo corpo era avvolta dal calore, e lei sospirò, sentendo la stanchezza abbandonarla e un certo languore farsi strada dentro di lei. L’acqua calda poteva essere il dono più importante della civilizzazione.
Fissando l’altra vasca, Aviendha ebbe un sussulto quando Naris cercò di toglierle la vestaglia color lavanda decorata con fiori selvatici sulle ampie maniche. Con una smorfia, alla fine glielo consentì, ed entrò con circospezione nell’acqua, ma strappò di mano a Sephanie la tonda saponetta e cominciò a lavarsi con vigore. Con vigore, ma attentissima a non versare nemmeno una goccia d’acqua oltre il bordo della vasca. Gli Aiel usavano acqua per lavarsi, anche nelle tende della sauna, specialmente per sciacquar via la lozione per capelli che ottenevano da una foglia grassa che cresceva nel Deserto, tuttavia l’acqua sporca veniva conservata e usata per irrigare i raccolti. Elayne le aveva mostrato due delle enormi cisterne sotto Caemlyn, alimentate da un paio di fiumi sotterranei e grandi abbastanza che il lato opposto di ciascuna era invisibile in una foresta di ombre e spesse colonne, ma l’arido Deserto era nelle ossa di Aviendha.
Ignorando le occhiate esplicite di Essande – lei diceva di rado due parole più del necessario, e riteneva che i bagni non fossero un momento per dire nulla – Birgitte parlò mentre erano a mollo, anche se stette attenta a cosa dire di fronte a Naris e Sephanie. Era improbabile che fossero al soldo di qualche altra casata, ma le cameriere chiacchieravano liberamente quanto gli uomini... sembrava quasi una tradizione. Nondimeno, c’erano dicerie che era meglio alimentare. Birgitte parlò perlopiù di due enormi convogli di mercanti che erano arrivati ieri, uno da Tear, i carri carichi di grano e manzo salato, e l’altro da Illian, con olio, sale e pesce affumicato. Era sempre utile ricordare alla gente che il cibo continuava ad arrivare in città. Pochi mercanti si arrischiavano ad affrontare le strade dell’Andor in inverno, e nessuno portava mercanzie di poco valore come il cibo, ma poter disporre dei passaggi significava che Arymilla poteva intercettare tutti i mercanti che voleva e le sue forze sarebbero morte di fame molto prima che a Caemlyn se ne avvertissero i primi morsi. Le Cercavento, che stavano intessendo la maggior parte di quei passaggi, riferivano che il Sommo Signore Darlin – che rivendicava il titolo di sovrintendente a Tear per il Drago Rinato, addirittura! – era sotto assedio nella Pietra di Tear da parte di nobili che volevano sradicare del tutto il Drago Rinato dalla loro nazione, ma era improbabile che perfino loro fermassero un proficuo commercio di grano, in particolare perché credevano che le donne della Famiglia che accompagnavano le Cercavento fossero Aes Sedai. Non che venisse fatto un deliberato tentativo di inganno, ma gli anelli col Gran Serpente erano stati fatti per le donne della Famiglia che avevano superato la loro prova per il rango di Ammesse prima di essere espulse dalla Torre, e se pure qualcuno traeva le conclusioni sbagliate, nessuno mentiva loro davvero.
Elayne stabilì che l’acqua avrebbe perso il suo calore, se avesse atteso ancora, perciò prese una saponetta al profumo di rose da Sephanie e permise a Naris di cominciare a strofinarle la schiena con una spazzola dal lungo manico. Se ci fossero state novità di Gawyn o Galad, Birgitte gliele avrebbe comunicate subito. Il ritorno di Gawyn era una diceria che lei voleva intensamente raggiungesse le strade. Birgitte portava a termine i suoi doveri come capitano generale con efficienza, ed Elayne aveva intenzione di confermarla in quella posizione, se fosse riuscita a convincerla, ma se Gawyn fosse stato lì, ciò avrebbe permesso a entrambe le donne di rilassarsi un poco. Molti dei soldati in città erano mercenari, ed erano sufficienti solo per un saldo presidio ai cancelli e per mettersi in mostra sulle miglia di mura che circondavano la Città Nuova, ma ammontavano comunque a più di trenta compagnie, ciascuna col proprio capitano inevitabilmente pieno di orgoglio, ossessionato dal primeggiare e pronto ad approfittare di qualunque immaginaria leggerezza da parte di un altro capitano al minimo accenno. Gawyn si era addestrato per tutta la vita a comandare eserciti. Poteva occuparsi degli attaccabrighe, lasciandola libera di assicurarsi il trono.
A parte quello, lei lo voleva semplicemente lontano dalla Torre Bianca. Pregava che uno dei suoi messaggeri fosse riuscito a passare e che lui fosse lungo il fiume, a quest’ora. Ormai era più di una settimana che Egwene assediava Tar Valon col suo esercito, e il destino sarebbe stato estremamente crudele se avesse costretto Gawyn a scegliere fra il suo giuramento di difendere la Torre e il suo amore per Egwene. Se Elaida avesse mai sospettato che Gawyn aveva aiutato la fuga di Siuan, qualunque merito lui avesse ottenuto ai suoi occhi per averla aiutata a rimpiazzare Siuan come Amyrlin sarebbe evaporato come una goccia di rugiada, e se fosse stato a portata di Elaida quando lei l’avesse appreso, si sarebbe ritrovato in una cella e si sarebbe potuto considerare fortunato se avesse evitato il boia. Elayne non si rammaricava della sua decisione di aiutare Elaida: allora lui non poteva aver avuto abbastanza informazioni per poter fare un’altra scelta. Anche parecchie Sorelle erano state confuse dall’accaduto. Molte lo sembravano ancora. Come poteva pretendere che Gawyn vedesse quello che le Aes Sedai non erano state in grado di capire?
Per quanto riguardava Galad... Era cresciuta nell’incapacità di apprezzarlo, sicura che lui dovesse provare risentimento nei suoi confronti, e soprattutto in quelli di Gawyn. Galad doveva aver pensato che un giorno sarebbe stato Primo Principe della Spada, prima della nascita di Gawyn. I ricordi più remoti che Elayne conservava di lui erano di un ragazzo, un giovane uomo, che già si comportava più come un padre o uno zio che non come un fratello, dando a Gawyn le sue prime lezioni con la spada. Rammentava di aver temuto che potesse spaccare in due la testa di Gawyn con la lama d’allenamento. Ma non gli aveva mai inflitto nulla oltre i lividi che ogni giovane si aspetta nell’apprendere a maneggiare una spada. Galad sapeva cos’era giusto, ed era disposto a farlo, qualsiasi fosse il costo per chiunque, incluso se stesso. Per la Luce, aveva iniziato una guerra per aiutare lei e Nynaeve a fuggire da Samara, ed era probabile che avesse conosciuto i rischi fin dall’inizio! Galad era attratto da Nynaeve, o lo era stato per qualche tempo – era difficile immaginare che provasse ancora lo stesso, adesso che era un Manto Bianco e solo la Luce sapeva dov’era e cosa stava facendo – ma la verità era che aveva cominciato quella guerra per salvare sua sorella. Non poteva perdonargli il fatto di essere un Figlio della Luce, non poteva piacerle, tuttavia sperava che fosse sano e salvo. Sperava anche tornasse a casa, a Caemlyn. Nuove su di lui sarebbero state le benvenute quasi quanto notizie su Gawyn. Questo la sorprendeva, ma era vero.