Crocevia del crepuscolo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #10
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Crocevia del crepuscolo». Краткое содержание книги:
«Non so dannatamente cosa fare con loro» borbottò Birgitte mentre una cameriera in livrea bianca e rossa prendeva il mantello e i guanti di Elayne nel piccolo atrio. Piccolo secondo la scala del Palazzo Reale. Con lampade dorate su sostegni che brillavano debolmente fra esili colonne scanalate, era grande una volta e mezzo l’atrio principale di Matherin, anche se il soffitto non era così alto. Un’altra cameriera col Leone Bianco sopra il seno sinistro del suo vestito, una ragazza non molto più grande del giovane che aveva cercato di portar dentro il proprio cavallo, offrì un vassoio d’argento lavorato con motivi a corde con alti calici di vino speziato fumante prima che Aviendha e Birgitte assumessero simultaneamente un’espressione accigliata che la fece indietreggiare. «I maledetti ragazzi si addormentano se vengono messi di guardia» proseguì Birgitte, scoccando un’occhiataccia alla cameriera che si allontanava. «I vecchi rimangono svegli, ma metà di loro non riescono a ricordarsi quello che dovrebbero dannatamente fare se vedono qualcuno scalare le maledette mura, e gli altri non riuscirebbero a ricacciare indietro sei pastori e un cane.» Aviendha sollevò un sopracciglio verso Elayne e annuì.
«Non sono qui per combattere» le ricordò Elayne mentre si avviavano lungo un corridoio piastrellato di blu e fiancheggiato da lampade provviste di specchi e cassapanche intarsiate, Birgitte e Aviendha ai suoi lati e le donne della guardia disposte a pochi passi di distanza avanti e dietro. Per la Luce, pensò, non l’avrei preso, il vino! La testa le pulsava all’unisono con quella di Birgitte, e lei si toccò la tempia, domandandosi se ordinare alla sua Custode di andare a farsi Guarire immediatamente.
Birgitte aveva altre idee, però. Lanciò un’occhiata a Rasoria e alle altre di fronte, poi si guardò sopra la spalla e fece cenno a quelle che le seguivano di allontanarsi un poco. Questo era strano. Aveva selezionato personalmente fino all’ultima donna della guardia, e si fidava di loro. Tuttavia, quando parlò, lo fece in un tono concitato più simile a un sussurro, piegando la testa vicino a quella di Elayne. «È accaduto qualcosa appena prima del tuo ritorno. Stavo chiedendo a Sumeko di Guarirmi prima che tu tornassi, e all’improvviso ha avuto un mancamento. Ha roteato gli occhi ed è caduta a terra. Non solo lei. Nessuno ammetterà un dannato nulla di nulla, non a me, ma anche le donne della Famiglia che ho visto hanno avuto una maledetta reazione di soprassalto, e pure le Cercavento. Nessuna di loro avrebbe potuto sputare, nemmeno se avesse dovuto. Sei tornata prima che potessi trovare una Sorella, ma sospetto che anche loro mi avrebbero fissato come dei pesci lessi. Ma con te parleranno.»
Il funzionamento del palazzo richiedeva l’equivalente della popolazione di un grosso villaggio, e cominciarono ad apparire dei servitori, uomini e donne in livrea, che si affrettavano lungo i corridoi, appiattendosi contro le pareti o scartando in passaggi laterali per far spazio alla scorta di Elayne, perciò spiegò il poco che sapeva a voce bassa e con meno parole possibile. Non le importava che alcune dicerie raggiungessero le strade, e Arymilla inevitabilmente, ma racconti su Rand potevano avere effetti deleteri quanto dicerie sui Reietti, dopo qualche rimaneggiamento dovuto al passare di bocca in bocca. Peggiori, in un certo senso. Almeno nessuno avrebbe creduto che i Reietti stessero cercando di mettere lei sul trono come un fantoccio. «In ogni caso,» concluse Elayne «non ha nulla a che fare con noi qui.»
Pensò che il suo tono fosse stato molto convincente, freddo e distaccato, ma Aviendha allungò una mano per stringere la sua, l’equivalente di un abbraccio confortante per gli Aiel, con così tante persone attorno, e la solidarietà di Birgitte fluì attraverso il legame. Era più che commiserazione: era il sentimento condiviso di una donna che aveva già sofferto la perdita che lei temeva, e altro ancora. Per Birgitte, Gaidal Cain era perduto come se fosse morto, e per di più i ricordi delle sue vite passate stavano svanendo. Non si ricordava con chiarezza di quasi nulla precedente alla fondazione della Torre Bianca, e di quell’evento proprio niente. Certe notti la paura che anche Gaidal scomparisse dalla sua memoria, che avrebbe perso ogni ricordo di averlo davvero conosciuto e amato, la lasciava incapace di dormire almeno finché non aveva bevuto tutta l’acquavite che poteva reggere. Era una soluzione mediocre, ed Elayne desiderava potergliene offrire una migliore, tuttavia sapeva che i suoi stessi ricordi con Rand non sarebbero svaniti fino alla propria morte, e non riusciva a immaginare quanto potesse essere terribile perdere quelle memorie. Nondimeno, sperava che qualcuna si affrettasse a Guarire i postumi della sbornia di Birgitte, prima che la sua stessa testa si spaccasse come un melone maturo. La sua abilità con la Guarigione non le consentiva di farlo, e Aviendha non era più capace di lei, in questo.
Malgrado l’emozione che poteva percepire in Birgitte, l’altra donna mantenne il proprio volto liscio e indifferente. «I Reietti» borbottò in tono secco. E piano. Non era certo un nome da sbandierare. «Be’, finché non ha nulla a che fare con noi, siamo dannatamente a posto.» Un grugnito che poteva essere una risata smascherò la sua menzogna. D’altro canto, anche se Birgitte diceva di non essere mai stata un soldato prima, vedeva le cose a quel modo. Le situazioni da affrontare avevano sempre scarse probabilità di riuscita, ma bisognava portare a termine il lavoro in ogni caso. «Chissà cosa ne pensano loro» aggiunse, facendo un cenno col capo verso le quattro Aes Sedai che erano appena sbucate dal corridoio a un’intersezione più avanti.
Vandene, Merilille, Sareitha e Careane tenevano le teste vicine mentre camminavano, o meglio, le ultime tre erano assiepate attorno a Vandene, sporgendosi verso di lei e parlando con gesti concitati che facevano ondeggiare le frange dei loro scialli. Vandene procedeva lentamente come se fosse da sola, non prestando attenzione. Era sempre stata esile, ma il suo vestito verde scuro, ricamato a fiori sulle spalle e sulle maniche, le pendeva addosso come se fosse stato cucito per una donna più abbondante, e i bianchi capelli raccolti alla base del collo parevano aver bisogno di essere spazzolati. La sua espressione era lugubre, ma poteva darsi che non avesse nulla a che fare con quello che le stavano dicendo le altre Sorelle. Era stata cupa fin dall’omicidio di sua sorella. Elayne avrebbe scommesso che quel vestito fosse appartenuto a Adeleas. Dall’assassinio, Vandene indossava gli abiti della sorella con più frequenza dei propri. Non perché le calzassero meglio. Le due donne avevano avuto la stessa taglia, ma l’appetito di Vandene era morto con la sorella. Il suo gusto per molte altre cose, oltre al cibo, sembrava essere morto allora.
Sareitha, una Marrone il cui scuro volto squadrato non era ancora toccato dall’età indefinibile, vide Elayne proprio in quel momento e mise una mano sul braccio di Vandene come per guidarla lungo quel corridoio. Vandene scacciò via la mano della Tarenese e proseguì riservando a Elayne solo uno sguardo fugace, sparendo lungo il corridoio da cui erano comparse. Due donne nel bianco da novizie, che stavano seguendo le altre a rispettosa distanza, si profusero in veloci riverenze verso le Sorelle rimanenti e si affrettarono dietro Vandene. Merilille, una donna minuta in un abito grigio scuro che faceva risaltare il suo pallore cairhienese come avorio, la fissò come per seguirla. Careane si aggiustò lo scialle a frange verdi sulle spalle più larghe di quelle di molti uomini ed ebbe uno scambio rapido e sommesso con Sareitha. Entrambe le donne si voltarono per andare incontro a Elayne mentre si avvicinava, rivolgendole inchini profondi quasi quanto quelli che le novizie avevano offerto loro. Merilille notò le guardie e batté le palpebre, poi si accorse di Elayne e sobbalzò. Il suo inchino fu pari a quello delle novizie.