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Crocevia del crepuscolo

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Crocevia del crepuscolo
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«Zaida vuole vederti» brontolò Birgitte rivolta a Elayne. «Le ho detto che avrebbe dovuto aspettare, ma...» Con uno strillo improvviso, barcollò nella stanza, riacquistando l’equilibrio dopo due passi e ruotando su sé stessa per fronteggiare la donna che l’aveva spinta. La Maestra delle Onde del clan Catelar non aveva l’aria di una persona che ne avesse spintonata un’altra. Con le estremità della sua fusciacca rossa annodata in modo intricato che le vorticavano attorno alle ginocchia, entrò nella stanza con calma, seguita da due Cercavento, una delle quali chiuse la porta in faccia all’adirata Rasoria. Tutte e tre ondeggiavano nel muoversi quasi quanto Birgitte nei suoi stivali a tacco alto. Zaida era bassa, con striature grigie nei suoi capelli dai ricci compatti, ma il suo volto scuro era uno di quelli che miglioravano con l’età, e la sua bellezza sembrava solo esaltata dalla catena dorata, appesantita da piccoli medaglioni, che collegava uno dei suoi grossi orecchini d’oro all’anello che portava al naso. Cosa più importante, il suo era un atteggiamento di comando. Non di arroganza, ma di consapevolezza che alle sue parole era dovuta obbedienza. Le Cercavento scrutarono Aviendha, che ancora risplendeva del Potere, e il volto angoloso di Chanelle si tese, tuttavia a parte un sussurro di Shielyn che ‘la ragazza aiel’ era pronta a tessere, rimasero silenziose e attesero. Gli otto orecchini nelle orecchie di Shielyn la identificavano come Cercavento della Maestra delle Onde di un clan, e dalla catena onorifica di Chanelle pendevano quasi tanti medaglioni quanti quelli della stessa Zaida. Entrambe erano donne dotate di autorità, ed era ovvio dal loro portamento e da come si muovevano, tuttavia non c’era bisogno di conoscere nulla sugli Atha’an Miere per capire a una prima occhiata che Zaida din Parede era quella più importante.

«Devi essere inciampata nei tuoi stivali, capitano generale» mormorò con un sorrisetto sulle sue labbra carnose, una scura mano tatuata che giocherellava con la scatolina dorata di sali che le pendeva sul petto. «Goffi aggeggi, gli stivali.» Lei e le due Cercavento erano a piedi nudi come sempre. Le piante dei piedi degli Atha’an Miere erano dure come suole di scarpe, non impensierite da ponti scabri o fredde piastrelle. Stranamente, in aggiunta alle loro bluse e ai pantaloni in broccato di seta dai colori vivaci, ogni donna indossava un’ampia stola di un bianco uniforme che le pendeva sotto la cintola e quasi nascondeva la sua moltitudine di collane.

«Stavo facendo un bagno» disse Elayne con voce dura. Come se non fossero in grado di capirlo cori i suoi capelli tirati su e la vestaglia che le si attaccava umida al corpo. Essande stava quasi fremendo dall’indignazione, il che significava che doveva essere più che infuriata. Anche Elayne si sentiva prossima alla collera. «Non appena ve ne andrete continuerò il mio bagno. Parlerò con voi quando avrò finito. Se così piace alla Luce.» Ecco! Se avevano intenzione di introdursi nelle sue stanze, che ricevessero questo, come cerimoniale!

«La grazia della Luce si posi anche su di te, Elayne Sedai» replicò Zaida in tono tranquillo. Sollevò un sopracciglio verso Aviendha, anche se non per via dell’ininterrotto bagliore di saidar – Zaida non era in grado di incanalare – né per la sua nudità, dal momento che il Popolo del Mare non se ne curava, perlomeno fuori dalla vista dei terricoli.

«Non mi hai mai invitato a fare il bagno con te, anche se sarebbe stato cortese, ma non parleremo di questo. Ho appreso che Nesta din Reas Due Lune è morta, uccisa dai Seanchan. Piangiamo la sua perdita.»

Tutte e tre le donne toccarono le loro stole bianche e si portarono le punte delle dita alle labbra, tuttavia Zaida pareva impaziente per le formalità quanto Elayne. Senza alzare la voce o parlare più veloce, proseguì, quasi sconvenientemente schietta e dritta al punto per una del Popolo del Mare.

«Le Prime Dodici degli Atha’an Miere devono incontrarsi per scegliere un’altra Maestra delle Navi. È ovvio che, per via di ciò che è accaduto nell’ovest, non può esserci alcun ritardo.» La bocca di Shielyn si contrasse e Chanelle sollevò la sua scatoletta di sali bucherellata al naso come per riempirsi di qualche odore. Il suo profumo speziato era tanto pungente da diffondere la fragranza di olio di rose nella stanza. Per quanto avessero descritto ciò che percepivano a Zaida , lei non mostrò alcun disagio, né niente di diverso dalla sicurezza. Il suo sguardo rimase fisso sul volto di Elayne. Dobbiamo essere pronte a qualunque cosa, e per questo abbiamo bisogno di una Maestra delle Navi. Nel nome della Torre Bianca, tu hai promesso venti insegnanti. Non posso prendere Vandene nel suo lutto, o te, ma prenderò le altre tre con me. Il resto rimarrà come debito da parte della Torre Bianca, e mi aspetto un sollecito pagamento. Ho mandato emissari dalle Sorelle al Cigno d’argento per vedere se qualcuna di loro abbia intenzione di onorare il debito della Torre, ma non posso attendere la loro risposta. Se piace alla Luce, stanotte farò il bagno con le altre Maestre delle Onde nella baia di Illian.»

Elayne dovette lottare duramente per mantenere impassibile il proprio volto. Questa donna aveva appena annunciato la sua intenzione di raccogliere ogni Aes Sedai in giro per Caemlyn e portarla via? E pareva proprio che non progettasse di lasciare indietro nessuna delle Cercavento. A questo pensiero Elayne ebbe un tuffo al cuore. Fino al ritorno di Reanne, c’erano sette donne della Famiglia con forza sufficiente per intessere un passaggio, ma due di loro non erano in grado di crearne uno abbastanza grande da lasciar passare un carretto. Senza le Cercavento, i progetti per mantenere Caemlyn approvvigionata da Tear e Illian sarebbero diventati problematici nella migliore delle ipotesi. Il Cigno d’argento! Per la Luce, chiunque Zaida avesse mandato avrebbe rivelato ogni punto dell’accordo che aveva stipulato! Egwene non l’avrebbe certo ringraziata per aver lasciato che quel pasticcio venisse allo scoperto. Non pensava che così tanti problemi le si potessero riversare addosso con un’unica breve frase.

«Mi rammarico per la tua perdita, e per quella degli Atha’an Miere tutti» disse, pensando in fretta. «Nesta din Reas era una gran donna.»

Era stata una donna potente, perlomeno, con una personalità davvero forte. Elayne era stata lieta di potersi allontanare da lei con ancora indosso la sottoveste l’unica volta che l’aveva incontrata. Parlando di sottovesti, era possibile che non avesse nemmeno il tempo di vestirsi. Zaida poteva non essere disposta ad attendere. Legò più stretta la cintura della sua vestaglia. «Dobbiamo parlare. Fa’ portare del vino per le nostre ospiti, Essande, e del tè per me. Blando» sospirò a uno scoppio di cautela che il legame le portò da Birgitte. «Nel salotto piccolo. Vuoi unirti a me, Maestra delle Onde?»

Con sua sorpresa, Zaida si limitò ad annuire come se fosse ciò che si aspettava. Questo portò Elayne a ripensare alla parte dell’accordo di Zaida. Gli accordi: erano due, in realtà, e quello poteva essere un punto chiave.

Nessuno si aspettava che il salotto piccolo venisse usato per qualche tempo, perciò l’aria rimase fredda perfino dopo che Sephanie si fu affrettata ad avviare con un acciarino un fuocherello tra i legnetti sotto il grosso ciocco di quercia nell’ampio focolare bianco, per sgattaiolare via dalla stanza subito dopo. Delle fiamme si levarono dai ramoscelli, lambendo il ceppo in cima ai ferri mentre le donne si disponevano nelle sedie dal basso schienale con intagli leggeri disposte a semicerchio di fronte al caminetto. Be’, Elayne e il Popolo del Mare si accomodarono, con Elayne che si sistemava attentamente la vestaglia sopra le ginocchia desiderando che Zaida fosse arrivata solo un’ora più tardi in modo da poter essere vestita in maniera appropriata, mentre le Cercavento attesero con calma che la Maestra delle Onde si sedesse e poi presero posto ai suoi lati. Birgitte rimase in piedi di fronte allo scrittoio con le mani sulle anche e le gambe divaricate, il suo volto una nube temporalesca. Il legame trasmetteva un chiaro desiderio di torcere il collo di una degli Atha’an Miere. Aviendha si appoggiò con noncuranza contro una delle credenze, e perfino quando Essande le portò la sua vestaglia e gliela porse in modo esplicito, lei si limitò a mettersela addosso e assunse di nuovo la sua posa con le braccia incrociate sotto i seni. Aveva lasciato andare saidar, ma aveva ancora in mano la tartaruga, ed Elayne sospettava che fosse pronta ad abbracciare di nuovo il Potere in un istante. Né il freddo sguardo degli occhi verdi di Aviendha né il cipiglio di Birgitte influenzavano minimamente il Popolo del Mare, comunque. Erano quelle che erano, e lo sapevano.

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