Crocevia del crepuscolo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #10
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Crocevia del crepuscolo». Краткое содержание книги:
Be’, forse era stata un po’ più che risoluta. Sareitha fissò lo sguardo sulle piastrelle del pavimento come una novizia rimproverata. Merilille trasalì di nuovo al sentir nominare le Cercavento, ma questo era prevedibile. Le altre impartivano lezioni, ma il Popolo del Mare aveva su Merilille una stretta pari a quella sulle proprie apprendiste. Lei dormiva nei loro alloggi e di norma non veniva vista in giro senza due o tre di loro, trascinandosi umilmente al seguito. Da lei rifiutavano di accettare qualunque atteggiamento che non fosse docile.
«Ma certo, Elayne» si affrettò a dire Careane. «Ma certo. Nessuna di noi suggerirebbe di disobbedire all’Amyrlin.» Esitando, si aggiustò il suo scialle a frange verdi sopra le braccia, apparentemente occupata nel posizionarlo proprio a quel modo. Riservò un’occhiata compassionevole a Merilille. «Ma, parlando del Popolo del Mare, potresti dire a Vandene di occuparsi della sua parte di lezioni?» Quando Elayne non disse nulla, la sua voce assunse un tono che in chiunque non fosse stata una Aes Sedai sarebbe stato definito astioso. «Dice di essere troppo occupata con quelle due fuggitive, ma certe notti trova abbastanza tempo per trattenermi a parlare finché non sono mezza addormentata. Quelle due sono già abbastanza intimidite che non caccerebbero un verso se i loro abiti prendessero fuoco. Non hanno bisogno della sua attenzione. Potrebbe prendersi carico della sua porzione di insegnamento a quelle dannate selvatiche. Anche Vandene deve cominciare a comportarsi come una Aes Sedai!»
Rango o meno, rimprovero o meno, scoccò a Elayne un’occhiata malevola che impiegò un momento a reprimere. Era stata Elayne a stipulare l’accordo che aveva portato le Aes Sedai a dover insegnare alle Cercavento, ma finora lei stessa era riuscita a evitare di impartire buona parte delle lezioni, affermando di avere doveri più impellenti di cui occuparsi. Inoltre, il Popolo del Mare considerava gli insegnanti terricoli, perfino le Aes Sedai, come persone prezzolate, e ai loro occhi di rango perfino inferiori a un mozzo. Un mozzo che cercava pure di scansare il proprio lavoro. Careane stessa pensava ancora che Nynaeve se ne fosse andata soltanto per evitare di impartire quelle lezioni. Di certo nessuna si aspettava di finire nello stato di Merilille, ma perfino poche ore alla volta erano troppo.
«Oh, no, Careane» si inserì Sareitha, ancora evitando lo sguardo di Elayne. E di Merilille. A suo modo di vedere, la Grigia si era cacciata in questo pasticcio e pertanto si meritava le conseguenze, ma non cercava di spargere sale sulla ferita. «Vandene è sconvolta per sua sorella, e Kirstian e Zarya l’aiutano a tenere la mente occupata.» Qualunque cosa pensasse sull’altra donna della Famiglia, accettava il fatto che Zarya fosse una fuggitiva, e doveva farlo, dato che Zarya era una di quelle che Careane aveva riconosciuto, e se Kirstian doveva essere una bugiarda, la sua stessa menzogna le avrebbe fruttato una punizione esemplare. Le fuggitive non venivano trattate con benevolenza. «Anch’io passo ore con lei, e non parla quasi di nient’altro tranne Adeleas. E come se volesse aggiungere i miei ricordi ai suoi. Penso che le si debba concedere tutto il tempo che le serve, e quelle due le impediscono di essere sola troppo spesso.» Rivolgendo a Elayne un’occhiata in tralice, trasse un respiro.
«Tuttavia, insegnare alle Cercavento è sicuramente... impegnativo. Forse un’ora ogni tanto la aiuterebbe a distogliersi dallo sconforto, anche solo facendola arrabbiare. Non sei d’accordo, Elayne? Solo un’ora o due ogni tanto.»
«A Vandene sarà concesso tutto il tempo che le serve o che desidera per piangere sua sorella» disse Elayne in tono piatto. «E non ci saranno altre discussioni in merito.»
Careane emise un pesante sospiro e si aggiustò di nuovo lo scialle. Anche Sareitha sospirò debolmente e cominciò a rigirare l’anello col Gran Serpente sull’indice della mano sinistra. Forse avevano percepito il suo umore, o forse era solo il fatto che nessuna di loro era impaziente di tenere un’altra sessione con le Cercavento. L’espressione perennemente sorpresa di Merilille non cambiò, anche se d’altro canto le sue sessioni col Popolo del Mare duravano tutto il giorno e la notte a meno che Elayne non riuscisse a strapparla alle loro grinfie, e le Cercavento erano sempre meno disposte a lasciarla andare, per quanta forza Elayne impiegasse per sottrargliela.
Almeno era riuscita a evitare di essere brusca con le tre. C’era voluto uno sforzo, specialmente con Aviendha lì. Elayne non sapeva cos’avrebbe fatto se avesse perso sua sorella. Vandene non stava solo piangendo una sorella: stava cercando l’assassina di Adeleas, e non c’era dubbio che fosse Merilille Ceandevin, Careane Fransi o Sareitha Tomares. Una di loro o, peggio, più d’una. Era difficile credere a quell’accusa nei confronti di Merilille, nelle sue attuali condizioni, ma del resto non era facile sospettare di nessuna Sorella. Come aveva rilevato Birgitte, uno dei peggiori Amici dell’Ombra che avesse mai incontrato, durante le Guerre Trolloc, era un pacifico ragazzino che sobbalzava a ogni rumore forte. E aveva avvelenato l’intera riserva d’acqua di una città. Il suggerimento di Aviendha era stato di mettere tutte e tre sotto interrogatorio, cosa che aveva scandalizzato Birgitte, ma Aviendha era considerevolmente meno in soggezione nei confronti delle Aes Sedai rispetto a una volta. Era il caso di mantenere le formalità appropriate, finché non c’erano prove sufficienti per una condanna. Dopodiché non ci sarebbe stata alcuna cortesia.
«Oh» disse Sareitha, rallegrandosi all’improvviso. «Ecco qui il capitano Mellar. Si è comportato di nuovo da eroe mentre non c’eri, Elayne.»
Aviendha afferrò l’elsa del suo pugnale e Birgitte si irrigidì. Il volto di Careane si fece immobile e assai freddo, e perfino Merilille riuscì a esibire un’espressione di alterigia. Nessuna Sorella faceva mistero della propria antipatia per Doilin Mellar.
Con quella faccia stretta, non era bello né piacente, tuttavia si muoveva con la grazia flessuosa che denotava forza fisica. Come capitano della guardia del corpo di Elayne, il suo rango gli attribuiva tre galloni dorati, e lui li portava saldati a entrambe le spalle della sua lucida corazza brunita. Un osservatore ignorante avrebbe potuto pensare che superasse in grado Birgitte. Le cascate di niveo merletto alla gola e ai polsi erano due volte più spesse e lunghe di quelle indossate da qualunque donna della guardia, ma aveva lasciato nuovamente da parte la fusciacca, forse perché avrebbe nascosto una delle serie di galloni dorati. Affermava di non volere nient’altro dalla vita se non comandare la sua guardia del corpo, tuttavia parlava di frequente di battaglie che aveva combattuto da mercenario. Pareva che non fosse mai stato dalla parte degli sconfitti, e la vittoria spesso era scaturita dai suoi sforzi non celebrati sul campo. Si tolse il cappello decorato con piume bianche in un profondo inchino plateale, trattenendo agilmente la sua spada con una mano, poi ne rivolse uno più piccolo a Birgitte con un braccio contro il petto in segno di saluto.
Elayne compose il suo volto in un sorriso. «Sareitha mi ha riferito che ti sei dimostrato di nuovo un eroe, capitano Mellar. In che modo?»
«Non è stato nulla più che il dovere verso la mia regina.» Malgrado una voce carica di modestia, il suo sorriso di risposta fu più caldo del dovuto. Metà del palazzo pensava che fosse lui il padre del bimbo di Elayne. Il fatto che lei non avesse stroncato quella diceria pareva fargli credere di avere delle prospettive. Quel sorriso non raggiungeva mai i suoi occhi, però. Rimanevano freddi quanto la morte. «Il mio dovere nei tuoi confronti è fonte di gioia, mia regina.»
«Il capitano Mellar ha condotto un’altra sortita non autorizzata ieri» disse Birgitte in un tono di voce attentamente uniforme. «Stavolta il combattimento si è quasi riversato all’interno della Porta di Far Madding, che aveva ordinato di lasciare aperta fino al suo ritorno.»