Crocevia del crepuscolo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #10
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Crocevia del crepuscolo». Краткое содержание книги:
D’improvviso le sue preoccupazioni sul suo bambino, l’incanalare e quello che le Aes Sedai potevano sapere o meno vennero scacciate via dalla sua mente. Poteva percepire qualcuno incanalare saidar. Non Aviendha, non qualcuno su uno dei monti circostanti, nessuno così vicino. Questo era distante, come un faro luccicante sul lontano picco di una montagna nella notte. Una montagna molto lontana. Non riusciva a immaginare che quantità dell’Unico Potere fosse necessaria perché lei potesse percepirlo a questa distanza. Ogni donna al mondo in grado di incanalare doveva essere capace di sentirlo. Di puntare dritto a esso. E il faro si trovava a ovest. Nulla era cambiato nel legame con Rand, lei non avrebbe potuto dire con esattezza dove si trovava in un raggio di cento miglia, ma lo sapeva.
«È in pericolo. Dobbiamo andare da lui, Aviendha.»
Aviendha si riscosse e smise di fissare l’ovest. Il bagliore rimase attorno a lei ed Elayne poté percepire che aveva attinto alla Fonte quanto più poteva. Ma perfino mentre Aviendha si voltava verso di lei, sentì scemare la quantità di saidar che l’altra donna tratteneva. «Non dobbiamo, Elayne.»
Sbalordita, Elayne ruotò sulla sella di Cuore di fuoco per fissarla.
«Tu vuoi abbandonarlo? A quello!» Nessuno poteva maneggiare così tanto saidar, nemmeno il circolo più potente, non senza aiuto. Si pensava che esistesse un sa’angreal, più grande di qualunque altro mai creato, e se quello che aveva udito era corretto, quell’oggetto poteva essere in grado di gestire così tanto Potere. Forse. Ma dalle sue informazioni, nessuna donna poteva usarlo e sopravvivere, non senza l’apposito ter’angreal e, a quanto lei sapeva, nessuno ne aveva mai visto uno. Di certo nessuna Sorella avrebbe tentato perfino se l’avesse trovato. Una tale quantità dell’Unico Potere avrebbe potuto spianare catene montuose in un colpo solo! Nessuna Sorella avrebbe tentato tranne forse una dell’Ajah Nera. O peggio, una dei Reietti. Forse più di una. Cos’altro poteva essere? E Aviendha voleva semplicemente ignorarlo, quando doveva sapere che Rand si trovava lì?
Le guardie, ignare, erano ancora in paziente attesa in sella ai loro destrieri, sorvegliando il margine del bosco attorno al prato e non molto preoccupate dopo il modo in cui erano state ricevute alla residenza, anche se Caseille stava osservando Elayne e Aviendha, un lieve cipiglio visibile dietro le sbarre della sua celata. Sapeva che non ritardavano mai l’apertura di un passaggio. Gli uomini della residenza erano radunati attorno al loro cavallo da soma, tastando gli involti e apparentemente discutendo se qualcosa fosse stato messo dentro o meno. Aviendha mosse il suo grigio ancora più vicino al nero di Elayne e parlò a voce molto bassa perché nessun altro la udisse.
«Non sappiamo nulla, Elayne. Non se stia danzando con le lance o se si tratti di qualcos’altro. Se danza con le lance e noi accorriamo, ci attaccherà prima di riuscire a riconoscerci? Lo distrarremo perché non si aspetta di vederci e permetteremo così ai suoi nemici di vincere? Se muore, troveremo coloro che hanno preso la sua vita e li uccideremo, ma se andiamo da lui ora lo faremo alla cieca, e potremmo portare con noi il disastro.»
«Potremmo stare attente» disse Elayne in tono scontroso. La infuriava sentirsi imbronciata e mostrarlo, ma tutto ciò che poteva fare era convivere coi suoi umori e cercare di non lasciare che prendessero del tutto il sopravvento. «Non dobbiamo Viaggiare fino al punto preciso.» Afferrando la propria tasca, tastando il piccolo intaglio d’avorio di una donna seduta contenuto all’interno, lanciò uno sguardo esplicito verso la spilla d’ambra di sua sorella. «Per la Luce, Aviendha, abbiamo degli angreal, e nessuna di noi è esattamente inerme.» Oh, Luce, ora stava davvero suonando petulante. Sapeva molto bene che loro due assieme, con gli angreal e tutto quanto, sarebbero state come mosche che combattono contro una fiamma a dispetto di ogni buonsenso, ma anche così una mosca al momento giusto avrebbe potuto fare la differenza. «E non dirmi che metterò in pericolo il bambino. Min ha detto che nascerà sano e forte. Tu stessa me l’hai detto. Questo significa che vivrò almeno quanto basta per vedere mia figlia nascere.»
Sperava in una figlia.
Cuore di fuoco scelse quel momento per mordicchiare il grigio e Siswai fece lo stesso di rimando, e per un po’ Elayne fu occupata a riportare sotto controllo il suo castrone e a impedire che Aviendha venisse disarcionata, dicendo nel contempo a Caseille che non avevano bisogno di aiuto, e quando tutto terminò non si sentiva più imbronciata. Voleva dare un bel ceffone a Cuore di fuoco proprio in mezzo alle orecchie.
A parte far obbedire il proprio animale alle redini, Aviendha si comportò come se nulla fosse accaduto. Si accigliò con aria un po’ incerta, il suo volto racchiuso dalla lana scura dello scialle, ma quella sua incertezza non aveva nulla a che fare col cavallo.
«Ti ho detto degli anelli a Rhuidean» disse lentamente, ed Elayne rispose con un impaziente cenno del capo. Ogni donna che voleva diventare una Sapiente veniva fatta passare attraverso un ter’angreal prima di cominciare il suo addestramento. Era qualcosa di simile a quello usato come prova per le novizie per poter essere elevate al rango di Ammesse nella Torre Bianca, tranne che in questo una donna vedeva la sua intera vita. Tutte le sue possibili vite, in realtà, rese diverse da ogni decisione, un infinito ventaglio di esistenze basate su scelte differenti. «Nessuno può ricordarsi di tutto ciò, Elayne, solo pezzi e frammenti. Io sapevo che avrei amato Rand al’Thor,» talvolta era ancora a disagio nell’usare il suo primo nome di fronte agli altri «e che avrei trovato delle sorelle-mogli. Per la maggior parte, tutto ciò che rimane nella memoria è una vaga impressione, nella migliore delle ipotesi. Una certa sensazione di preavviso, a volte. Penso che se andiamo da lui ora succederà qualcosa di molto brutto. Forse una di noi morirà, forse entrambe, malgrado quello che ha detto Min.» Il fatto che avesse pronunciato il nome di Min senza esitazione la diceva lunga sulla sua preoccupazione. Non conosceva Min molto bene e di solito la chiamava in modo formale, come Min Farshaw. «Forse lui morirà. Forse qualcun altro. Non lo so per certo – forse sopravvivremo tutti e siederemo attorno a un fuoco con lui ad arrostire pecara quando lo troveremo – ma c’è una scintilla di preavviso qui nella mia testa.»
Elayne aprì la bocca con aria incollerita. Poi la richiuse, la rabbia che defluiva come acqua giù per una cavità, e le sue spalle si incurvarono. Forse la scintilla di Aviendha era vera o forse no, ma rimaneva il fatto che le sue argomentazioni erano state buone fin dall’inizio. Un grosso rischio corso nell’ignoranza, e assumerselo poteva portare al disastro. Il faro si era fatto ancora più luccicante. E lui era lì, proprio dove si trovava quel faro. Non era il legame a dirglielo, non a questa distanza, ma lei lo sapeva. E sapeva di doverlo lasciare a badare a sé stesso mentre lei badava all’Andor.