L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
«Ragazza» intervenne Leane per metterla in guardia, ma Min non intendeva farsi fermare adesso.
«Perché non abbiamo ricevuto notizie? Le voci sono giunte due giorni fa. Due giorni! Perché una di quelle striscioline di carta sul tuo tavolo non contiene un messaggio da lei? Non ha dei piccioni? Credevo che voi Aes Sedai aveste ovunque gente con i piccioni viaggiatori. Se non ce ne è uno a Tear, dovrebbe esserci. Un uomo a dorso di cavallo avrebbe potuto raggiungere Tar Valon ormai. Perché...?»
Lo schiocco secco del palmo di Siuan battuto sul tavolo la fece fermare. «Obbedisci molto bene» osservò sarcasticamente. «Bambina, fino a quando non sentiremo il contrario, supponiamo che il giovane ragazzo stia bene. Prega che sia così.» Leane fu nuovamente scossa dai brividi. «C’è un detto nel Maule, bambina» proseguì l’Amyrlin. «‘Non creare problemi ai problemi finché i problemi non ti creano problema’. Ricordatelo bene.»
Qualcuno bussò timidamente alla porta.
L’Amyrlin e la Custode si scambiarono degli sguardi; quindi due paia di occhi si spostarono su Min. Di certo non c’era un posto dove nascondersi; anche il balcone era chiaramente visibile dalla stanza.
«Dobbiamo trovare un motivo per la tua presenza in questa stanza» mormorò Siuan «che non ti renda niente di più della sciocca ragazzina che dovresti essere. Leane, sii pronta vicino alla porta.» Lei e la Custode furono in piedi nello stesso momento. Siuan che girava attorno al tavolo mentre Leane si dirigeva verso la porta. «Siediti al posto di Leane, ragazza. Muovi i piedi, bambina; muoviti! Adesso assumi un’espressione imbronciata. Non arrabbiata, imbronciata! Sporgi in fuori il labbro inferiore e fissa il pavimento. Potrei farti portare grandi fiocchi rossi fra i capelli. Pronte, Leane.» L’Amyrlin si mise le mani sui fianchi e alzò la voce. «... E se ti azzardi ancora una volta a entrare nella mia stanza senza essere annunciata, bambina, io ti...»
Leane aprì la porta che mostrò una novizia scura la quale batté le palpebre davanti alla tirata dell’Amyrlin, quindi fece una riverenza. «Ho un messaggio per l’Amyrlin, Aes Sedai.» Squittì la ragazza. «Due piccioni sono arrivati sul balcone.» Era una delle ragazze che aveva detto a Min che era bellissima e cercò di guardarla da oltre la Custode.
«Questo non ti riguarda, ragazza» rispose brusca Leane, prendendo il cilindretto d’osso dalle sue mani. «Torna al balcone, tu.» Prima che la novizia finisse di alzarsi, Leane chiuse la porta e vi si appoggiò contro sospirando. «Sobbalzo a ogni suono inaspettato da quando mi hai detto...» Raddrizzandosi, tornò al tavolo. «Altri due messaggi, Madre. Vuoi che...?»
«Sì, aprili» rispose l’Amyrlin. «Senza dubbio alla fine Morgase ha deciso di invadere Cairhien. O i Trolloc hanno invaso le Marche di Confine. Si incastrerebbe con tutti gli altri pezzi.» Min rimase seduta; Siuan era sembrata fin troppo realistica con quelle sue minacce.
Leane esaminò il sigillo di cera rossa su un’estremità, non più larga di un dito, quindi lo aprì con un unghia, una volta che fu certa che non fosse stato violato. Dal piccolo tubo di avorio estrasse un rotolino di carta. «Quasi brutto quanto i Trolloc, Madre» disse non appena iniziò a leggere. «Mazrim Taim è fuggito.»
«Luce!» Esclamò Siuan. «Come?»
«Dice solo che è stato portato via con una furtiva azione notturna, Madre. Due Sorelle sono morte.»
«Che la Luce illumini le loro anime. Ma abbiamo poco tempo per piangere i nostri morti mentre quelli come Taim sono vivi e non domati. Dove, Leane?»
«Denhuir, Madre. Un villaggio a est delle Colline Nere sulla via di Maradon, sopra le sorgenti dell’Antaeo e del Luan.»
«Devono essere stati alcuni dei seguaci. Perché non si rendono conto di essere stati battuti? Scegli una dozzina di Sorelle affidabili, Leane...» L’Amyrlin fece una smorfia. «Affidabili» mormorò. «Se sapessi chi fosse più affidabile di un luccio, non avrei i problemi che ho. Fai del tuo meglio, Leane. E cinquecento guardie. No, mille.»
«Madre» osservò preoccupata Leane «I Manti Bianchi...»
«... Non cercheranno di oltrepassare il ponte. Li ho lasciati senza sentinelle. Avrebbero paura di una trappola. Non c’è modo di sapere cosa sta succedendo lì, Leane. Voglio che chiunque verrà inviata sia pronta a tutto. E, Leane... Mazrim Taim dovrà essere domato non appena preso.»
Leane sgranò gli occhi per la sorpresa. «La legge.»
«Conosco la legge bene come te, ma non correrò il rischio che venga liberato nuovamente senza che sia stato domato. Non rischierò un altro Guaire Amalasan, non con tutto il resto.»
«Sì, madre» rispose debolmente Leane.
L’Amyrlin prese il secondo cilindretto di osso e lo aprì con uno schiocco secco per estrarre il messaggio. «In questo ci sono buone notizie» sospirò, con un sorriso che le fiorì sul viso. «Buone notizie. La fionda è stata usata. Il pastore impugna la spada.»
«Rand?» chiese Min, e Siuan annuì.
«Naturalmente, ragazza. La Pietra è caduta. Rand al’Thor, il pastore, ha Callandor. Adesso posso muovermi, Leane. Voglio il Consiglio della Torre convocato per il pomeriggio. No, stamattina.»
«Non capisco» chiese Min. «Sapevi che le voci riguardavano Rand. Perché adesso stai convocando il Consiglio? Cosa puoi fare che non potevi prima?»
Siuan rise come una ragazza. «Quello che posso fare è dir loro che ho ricevuto notizie da un’Aes Sedai che la Pietra di Tear è caduta e un uomo ha impugnato Callandor. La Profezia è compiuta. Abbastanza per il mio scopo. Il Drago è Rinato. Si faranno indietro, discuteranno, ma nessuno può opporsi a una dichiarazione che la Torre deve guidare quest’uomo. Almeno posso interessarmene apertamente. Per la maggior parte.»
«Stiamo facendo la cosa giusta, Madre?» chiese improvvisamente Leane. «Se... se ha Callandor, dev’essere il Drago Rinato, ma può incanalare. L’ho visto solamente una volta, ma anche allora c’era qualcosa di strano che lo riguardava. Qualcosa di più che essere ta’veren. Madre, alla fine è poi così diverso da Taim?»
«La differenza è che lui è il Drago Rinato, figlia» rispose tranquilla l’Amyrlin. «Taim è un lupo, forse rabbioso. Rand al’Thor è il cane da caccia che useremo per sconfiggere l’Ombra. Tieni il suo nome per te, Leane. Meglio non rivelare troppo e troppo presto.»
«Come dici tu, madre» rispose la Custode, ancora a disagio.
«Adesso vai via. Voglio il Consiglio riunito entro un’ora.» Siuan guardò pensierosa la donna alta che andava via. «Potrebbe esserci più resistenza di quanto io immagini» osservò quando la porta si chiuse.
Min la guardò dura. «Non intendi dire...»
«Oh, niente di serio, bambina. Non fino a quando non vengono a sapere da quanto tempo sono coinvolta con il ragazzo al’Thor.» Guardò nuovamente la striscia di carta, quindi la lasciò cadere sul tavolo. «Vorrei che Moiraine mi avesse rivelato più cose.»
«Perché non lo ha fatto? E perché non lo abbiamo saputo prima d’ora?»
«Altre domande. Questo devi chiederlo a Moiraine, bambina.»
Sahra Covenry usava la zappa in modo discontinuo, guardando i piccoli germogli di senecio e zampe di gallina che spuntavano fra le file di cavoli e barbabietole. Non che la signora Elward fosse dura — non lo era più della madre e di certo era meglio di Sheriam — ma Sahra non era andata alla Torre per finire in una fattoria a sarchiare vegetali sotto al sole appena sorto. L’abito bianco da novizia era riposto; indossava un vestito di lana marrone che poteva averle cucito la madre, la gonna tirata su fino al ginocchio per tenerla lontana dalla terra. Era tutto così ingiusto. Non aveva fatto nulla.
Agitando gli alluci nudi nella terra, sorrise a un’ostinata zampa di gallina e incanalò, intendendo bruciarla al suolo. Delle scintille si levarono dal germoglio foglioso e appassì. Velocemente lo sradicò dalla terra e dalla mente. Se al mondo c’era giustizia, lord Galad sarebbe venuto alla fattoria mentre si trovava fuori a caccia.