L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
«Non penso» rispose Galad, togliendole il libro dalle mani. «Le Aes Sedai sono troppo impegnate con... gli affari loro. Ho sentito parlare di un ballo in città, ti accompagnerò, se lo desideri. Non devi temere di essere disturbata da quei due zoticoni.» Le sorrise, inconsapevole di ciò che stava facendo, e Min si ritrovò di colpo senza fiato. Agli uomini non dovevano essere permessi tali sorrisi.
Min ci mise un momento per capire a quali due zoticoni si stesse riferendo. I due uomini che in teoria avevano chiesto la mano di Elmindreda, quasi combattendosi a vicenda perché lei non riusciva a prendere una decisione, facendole pressione fino al punto di costringerla a cercare rifugio nella Torre perché non poteva fare a meno di continuare a incoraggiarli entrambi. La scusa per la sua presenza nella Torre. È questo vestito, si disse. Potrei pensare con chiarezza se indossassi i miei indumenti.
«Ho notato che l’Amyrlin parla con te tutti i giorni» esordì all’improvviso Gawyn. «Ha menzionato nostra sorella Elayne? O Egwene al’Vere? Ha detto nulla su dove si trovano?»
Min desiderava potergli fare un occhio nero. Gawyn naturalmente non sapeva perché stesse fingendo di essere un’altra, ma aveva acconsentito ad aiutarla a essere accettata come Elmindreda e adesso la stava collegando a due donne che fin troppe persone nella Torre sapevano essere amiche di Min.
«Oh, l’Amyrlin Seat è una donna meravigliosa» intonò dolcemente, snudando i denti in un sorriso. «Chiede sempre come sto trascorrendo il tempo e mi fa i complimenti per gli abiti. Immagino che desideri prenda presto una decisione fra Darvan e Goemal, ma proprio non posso.» Min sgranò gli occhi, sperando che la facesse sembrare indifesa e confusa. «Sono entrambi così dolci. Di chi parlavi? Tua sorella, mio lord Gawyn? L’erede al trono in persona? Non credo di aver mai sentito l’Amyrlin Seat menzionarla. Quale era l’altro nome?» Poteva sentire Gawyn digrignare i denti.
«Non dovremmo annoiare la signorina Elmindreda con queste cose» intervenne Galad. «È un nostro problema, Gawyn. Sta a noi scoprire la menzogna e affrontare la situazione.»
Min lo sentì a malapena, poiché di colpo si ritrovò a fissare un grosso uomo con i capelli scuri lunghi e ricci che gli scendevano sulle spalle incurvate che vagava senza meta lungo uno dei sentieri di ghiaia fra gli alberi, sotto gli occhi attenti di un’Ammessa. Aveva già visto Logain prima d’ora, un viso triste, una volta un uomo cordiale, sempre con un’Ammessa per compagna. La donna doveva impedirgli di uccidersi come anche di fuggire; malgrado la stazza, davvero non sembrava che stesse progettando nulla di simile. Ma non aveva mai visto prima d’ora un alone ardente attorno alla sua testa, radiante oro e azzurro. Fu solo per un momento, ma fu abbastanza.
Logain si era proclamato Drago Rinato, era stato catturato e domato. Qualsiasi gloria potesse aver avuto come falso Drago, ormai era alle spalle. Tutto ciò che restava per lui era la disperazione di essere stato domato, come un uomo che era stato derubato della vista, dell’udito e del gusto, che voleva morire ed era in attesa di questo evento che per tali uomini si verificava inevitabilmente dopo pochi anni. La guardò, forse senza vederla; gli occhi dell’uomo sembravano privi di speranza. Allora perché attorno a lui era apparso un alone che parlava di gloria e potere a venire? Era qualcosa che doveva riferire all’Amyrlin.
«Poveraccio» mormorò Gawyn. «Non posso fare a meno di provare pena per lui. Luce, sarebbe solamente un atto di pietà lasciare che la facesse finita. Perché lo costringono a vivere?»
«Non merita alcuna pietà» proclamò Galad. «Hai dimenticato cos’era? Cosa ha fatto? Quante migliaia di persone sono morte prima che venisse preso? Quante città incendiate? Lascia che viva per essere di monito agli altri.»
Gawyn annuì, ma con riluttanza. «Eppure gli uomini lo hanno seguito. Alcune di quelle città sono state incendiate dopo che si sono schierati dalla sua parte.»
«Devo andare» rispose Min alzandosi in piedi e Galad fu di colpo estremamente sollecito.
«Perdonaci, madama Elmindreda. Non volevamo spaventarti. Logain non può farti del male. Te lo assicuro.»
«Io... Sì, mi fa sentire sull’orlo dello svenimento. Scusatemi. Devo davvero andare a sdraiarmi.»
Gawyn sembrava estremamente scettico, ma le raccolse il cestino prima che Min potesse toccarlo. «Lascia che ti accompagni almeno per parte della strada» le disse, con la voce che faceva trapelare una falsa preoccupazione. «Questo cesto dev’essere troppo pesante per te, adesso che hai le vertigini. Non voglio che tu svenga.»
Min voleva strappargli il cestino dalle mani e colpirlo con quello, ma non era il modo in cui avrebbe reagito Elmindreda. «Oh, grazie mio lord Gawyn. Sei così gentile. No, no, mio lord Galad, non voglio gravare su entrambi. Siedi qui e leggi il tuo libro. Dimmi che lo farai. Non potrei tollerare altrimenti.» Min riuscì anche a battere le ciglia.
In qualche modo riuscì a far sistemare Galad sulla panca di marmo e andare via, con Gawyn a fianco. La gonna le dava sui nervi; voleva tirarla su fino al ginocchio e correre, ma Elmindreda non correrebbe mai e nemmeno esporrebbe una tale porzione di gamba se non per ballare. Laras le aveva dato severe lezioni in proposito; una sola corsa e avrebbe completamente distrutto l’immagine di Elmindreda. E Gawyn...!
«Dammi quel cesto, brutto stupido cervellotico» lo attaccò non appena furono fuori dalla visuale di Galad, e glielo strappò di mano prima che potesse conformarsi alla richiesta. «Che cosa intendevi fare chiedendomi di Elayne ed Egwene davanti a lui? Elmindreda non le ha mai incontrate. A Elmindreda non importa di loro. Elmindreda non vuole essere menzionata in una stessa frase con loro! Non riesci a capirlo?»
«No» le rispose. «No, visto che non vuoi darmi spiegazioni. Ma mi spiace.»
Non c’era abbastanza pentimento nella voce del ragazzo per soddisfarla. «È solo che sono preoccupato. Dove sono? Queste notizie che giungono da fondovalle di un nuovo falso Drago a Tear non mi facilitano le cose. Loro si trovano lì, da qualche parte, la Luce sa dove, e continuo a chiedermi che cosa accadrà se si ritroveranno nel mezzo di un caos come quello scatenato da Logain nel Ghealdan.»
«Che cosa facciamo se non è un falso Drago?» chiese lei con cautela.
«Ti riferisci alle voci nelle strade che raccontano abbia conquistato la Pietra di Tear? Le voci hanno la capacità di amplificare gli eventi. Ci crederò quando lo vedrò, e in ogni caso ci vorrà altro per convincermi. Anche la Pietra può cadere. Luce, non posso davvero credere che Elayne ed Egwene si trovino a Tear, ma il fatto di non saperlo mi rode il fegato come acido. Se è in pericolo...»
Min non sapeva a quale delle due donne si stesse riferendo, e sospettava che non lo sapesse nemmeno lui. Malgrado la presa in giro, si sentì vicina a lui, ma non c’era nulla che potesse fare per aiutarlo. «Se solo tu facessi quello che dico e...»
«Lo so, fidarmi dell’Amyrlin. Fidarmi!» Fece un lungo respiro. «Lo sapevi che Galad se ne è andato a bere nelle taverne con i Manti Bianchi? Chiunque può oltrepassare i ponti se viene in pace, anche i Figli della maledetta Luce.»
«Galad?» ripeté incredula. «Nelle taverne? A bere?»
«Non più di una coppa o due, ne sono certo. Non si concederebbe di più, nemmeno per il proprio onomastico.» Gawyn si accigliò, incerto se intendeva fare una critica a Galad con quella frase. «Il punto è che parla con i Manti Bianchi. E adesso questo libro. Secondo la dedica, glielo ha dato Eamon Valda in persona. ‘Nella speranza che tu possa trovare la via’. Valda, Min. L’uomo che comanda i Manti Bianchi dall’altro lato del ponte. Si sta conquistando Galad. Prestare ascolto ai Manti Bianchi. Se accade qualcosa a nostra sorella o a Egwene...» scosse il capo. «Sai dove si trovano, Min? Me lo diresti se lo sapessi? Perché ti stai nascondendo?»