L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
«Ieri è stata una giornata interessante» osservò Moiraine mentre si sedeva nuovamente.
«Non chiamerei Trolloc e Mezzi Uomini interessanti» replicò seccamente Thom.
«Non mi riferivo a loro. Il Sommo signore Carleon è morto in un incidente di caccia. Il suo buon amico Tedosian apparentemente lo ha scambiato per un cinghiale. O forse un daino.»
«Non ne ho sentito parlare.» Thom mantenne calma la voce. Anche se Moiraine aveva trovato il foglietto, non avrebbe potuto risalire a lui. Carleon in persona avrebbe creduto di averlo scritto di suo pugno. Non riteneva che la donna lo avesse fatto, ma si rammentò ancora una volta che era un’Aes Sedai. Quasi avesse bisogno di un qualsiasi promemoria, con quel grazioso viso per nulla turbato davanti a lui, quei sereni occhi scuri che lo guardavano, pieni dei loro segreti. «Gli alloggi dei servitori pullulano di voci, ma ascolto di rado.»
«Non lo fai?» mormorò Moiraine con calma. «Allora non avrai sentito che Tedosian si è ammalato un’ora dopo aver fatto ritorno alla Pietra, subito dopo che la moglie gli aveva offerto una coppa di vino per lavare la polvere della caccia. Si dice che si è messo a piangere quando ha saputo che intendeva curarlo lei in persona e nutrirlo con le sue mani. Senza dubbio lacrime d’amore. Ho sentito dire che la moglie ha giurato di non lasciare il suo fianco fino a quando non potrà alzarsi nuovamente. O fin quando non morirà.»
L’Aes Sedai sapeva. Come, non riusciva a capirlo, ma sapeva. Perché però glielo stava rivelando? «Una tragedia» rispose Thom con tono altrettanto calmo. «Rand avrà bisogno di tutti i leali Sommi signori che potrà trovare, immagino.»
«Baerlon e Tedosian non erano affatto leali, nemmeno fra loro, a quanto pareva. Erano a capo della fazione che voleva uccidere Rand e cercare di dimenticare che fosse mai vissuto.»
«Dici davvero? Presto poca attenzione a certe cose. I lavori dei potenti non sono cosa per un semplice menestrello.»
Il sorriso di Moiraine fu poco meno di una risata, ma rispose come se stesse leggendo da una pagina. «Thomdril Merrilin. Chiamato una volta la Volpe Grigia, da qualcuno che lo conosceva o sapeva di lui. Bardo di corte al palazzo reale di Caemlyn. Per un po’ amante di Morgase, dopo la morte di Taringail. Un evento fortunato per Morgase, la morte di Taringail. Immagino che non abbia mai saputo che la voleva morta per fare di sé il primo re di Andor. Ma stavamo parlando di Thom Merrilin, un uomo che, si narra, sia in grado di giocare il Gioco delle Casate durante il sonno. È una vergogna che un tale uomo si definisca un semplice menestrello. Ma quale arroganza mantenere lo stesso nome.»
Thom mascherò la sorpresa con discreto sforzo. Quanto ne sapeva Moiraine? Troppo, anche se non avesse aggiunto un’altra parola. Ma non era la sola ad avere una certa conoscenza dei fatti. «Parlando di nomi» rispose Thom con lo stesso tono «è notevole quanto si possa ricavare da un nome. Moiraine Damodred. Lady Moiraine della Casata Damodred, a Cairhien. La sorellastra più giovane di Taringail. Nipote di re Laman. E un’Aes Sedai, tanto per non dimenticare. Un’Aes Sedai che sta aiutando il Drago Rinato da prima che potesse sapere che non si trattava solo di un altro povero sciocco in grado di incanalare. Un’Aes Sedai con connessioni nelle alte sfere della Torre Bianca, direi. Altrimenti non avrebbe azzardato così tanto. Qualcuna fra il Consiglio della Torre? Più di una, direi; dev’essere così. Una tale notizia farebbe tremare il mondo. Ma perché dovrebbero esserci problemi? Forse è meglio lasciare un vecchio menestrello rintanato nel suo buchetto negli alloggi degli inservienti. Solo un vecchio menestrello che suona l’arpa e racconta storie. Storie che non fanno del male a nessuno.»
Se era riuscito a farla vacillare anche per un solo momento, la donna non lo dava a vedere. «Le congetture senza fatti sono sempre pericolose» osservò la donna con calma. «Non uso il nome della mia Casata per scelta. I Damodred hanno meritatamente una brutta reputazione da prima che Laman tagliasse Avendoraldera e perdesse trono e vita per averlo fatto. Dalla Guerra Aiel è diventata peggiore, sempre meritatamente.»
C’era qualcosa che avrebbe potuto scuotere la donna? «Cosa vuoi da me?» chiese irritato.
Moiraine non batté nemmeno un ciglio. «Elayne e Nynaeve si imbarcheranno oggi per Tanchico. Una città pericolosa. Le tue conoscenze e abilità potrebbero mantenerle in vita.»
Quindi era questo. Voleva separarlo da Rand, lasciare il ragazzo scoperto ed esposto alle sue manipolazioni. «Come hai detto, Tanchico adesso è pericolosa, ma lo è sempre stata. Auguro tutto il bene possibile alle giovani donne, ma non desidero infilare la testa in un cesto di vipere. Sono troppo vecchio per certe cose. Stavo pensando di mettermi a fare il contadino. Una vita tranquilla. Sicura.»
«Una vita tranquilla ti ucciderebbe, credo.» Sembrando chiaramente divertita, si mise a sistemare nuovamente la gonna con le piccole mani affusolate. Thom aveva l’impressione che stesse nascondendo un sorriso. «Tanchico invece non lo farebbe. Te lo garantisco e, per il Primo Giuramento, sai che è la verità.»
Thom aggrottò le sopracciglia malgrado i migliori sforzi per mantenere il viso inespressivo. Moiraine l’aveva detto e non poteva mentire, ma come faceva a saperlo? Era certo che non aveva il dono della Preveggenza; era certo di averla sentita negare il Talento. Ma lo aveva detto. Che sia folgorata! «Perché dovrei andare a Tanchico?» Poteva rivolgersi a Moiraine anche senza usare i titoli.
«Per proteggere Elayne, la figlia di Morgase.»
«Sono quindici anni che non vedo Morgase. Elayne era una poppante quando ho lasciato Caemlyn»
Moiraine esitò, ma quando parlò la voce fu implacabilmente ferma. «E i tuoi motivi per lasciare Andor? Un nipote di nome Owyn, se non sbaglio. Uno di quei poveri sciocchi di cui parlavi, che possono incanalare. Le Sorelle Rosse dovevano portarlo a Tar Valon, come tutti gli altri uomini simili a lui, invece lo hanno domato sul posto e abbandonato alla mercé... dei vicini.»
Thom fece cadere la sedia alzandosi, quindi dovette appoggiarsi al tavolo perché gli tremavano le ginocchia. Owyn non era vissuto a lungo dopo essere stato domato, stanato da casa da presunti amici che non potevano sopportare di lasciare fra loro un uomo che non poteva neppure più incanalare. Thom non avrebbe potuto fare niente per evitare che Owyn perdesse la voglia di vivere, o che la sua giovane moglie lo seguisse nella tomba nemmeno dopo un mese.
«Perché...?» Si schiarì la gola rozzamente, cercando di mascherare la voce meno forte. «Perché mi stai dicendo tutto questo?»
Sul viso di Moiraine c’era simpatia. O poteva essere rimpianto? No di certo. Non da un’Aes Sedai. Probabilmente anche la simpatia era falsa. «Non lo avrei fatto se tu avessi semplicemente scelto di andare ad aiutare Elayne e Nynaeve.»
«Perché, che tu sia folgorata! Perché?»
«Se vai con Elayne e Nynaeve ti rivelerò i nomi di quelle Sorelle Rosse al tuo ritorno, e di chi diede gli ordini. Non agirono di loro spontanea volontà. E ti rivedrò ancora. Sopravviverai a Tarabon.»
Thom esalò un respiro irregolare. «Che bene mi faranno i loro nomi?» chiese atono. «Nomi di Aes Sedai tutte avvolte nel potere della Torre Bianca.»
«Un bravo e pericoloso giocatore del Gioco delle Casate potrebbe farne un buon uso» rispose Moiraine calma. «Non avrebbero dovuto farlo. Non avrebbero dovuto essere perdonate.»
«Vuoi lasciarmi, per favore?»
«Ti insegnerò che non tutte le Aes Sedai sono come quelle Rosse, Thom. Devi capirlo.»
«Per favore?»
Rimase in piedi appoggiato al tavolo fino a quando non fu andata via, non voleva che lo vedesse crollare goffamente sulle ginocchia, che vedesse le lacrime scendergli sulle guance. Oh Luce, Owyn, pensò. Aveva seppellito il ricordo più che poteva. Non arrivai in tempo. Ero troppo indaffarato. Troppo preso dal maledetto Gioco delle Casate. Si strofinò il viso impazientemente. Moiraine poteva giocare il Gioco al meglio. Manovrarlo a questo modo, tirando ogni filo che Thom credeva perfettamente nascosto. Owyn. Elayne. La figlia di Morgase. Per la donna ormai provava solo affetto, forse poco più di quello, ma era difficile abbandonare una bambina che avevi fatto saltare sulle ginocchia. Quella ragazza a Tanchico? Quella città la sbranerebbe anche senza guerra. Dev’essere una fossa di lupi rabbiosi adesso. E Moiraine mi farà i nomi, pensò. Tutto quello che doveva fare era lasciare Rand nelle mani della Aes Sedai, proprio come aveva fatto con Owyn. Lo aveva preso come un serpente con un bastone da cattura, condannato ovunque si contorcesse.