L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
Il volto di Faile era l’immagine della confusione e Perrin si mise quasi a ridere. La ragazza credeva di conoscere più cose di lui riguardo al mondo — be’, in realtà era vero — ma non conosceva Loial. Stedding Shangtai era la casa di Loial, sulla Dorsale del Mondo, e siccome aveva appena superato i novant’anni, non era abbastanza vecchio per essere lasciato da solo. Gli Ogier vivevano molto a lungo; secondo i loro canoni, Loial non era più grande di Perrin, forse anche più giovane. Ma Loial era andato via per vedere il mondo e la paura più grande era che la madre lo ritrovasse e lo trascinasse indietro allo stedding per farlo sposare, senza poter andare mai più via.
Mentre Faile stava cercando di capire cosa stesse accadendo, Perrin si intromise nel silenzio. «Devo tornare nei Fiumi Gemelli, Loial. Tua madre non ti troverà lì.»
«Sì, è vero.» L’Ogier si strinse nelle spalle a disagio. «Ma il mio libro, la storia di Rand, la tua e quella di Mat. Ho già tanti appunti, ma...» girò attorno al tavolo, guardando il libro aperto, la pagina era coperta dalla sua bella calligrafia. «Sarò colui che scriverà la vera storia del Drago Rinato, Perrin. Il solo libro scritto da un suo compagno di viaggio, uno che ha visto svilupparsi la storia. Il Drago Rinato, di Loial figlio di Arent figlio di Halan, di Stedding Shangtai.» Aggrottando le sopracciglia si inchinò sopra al libro, intingendo la penna nel calamaio. «Questo non era propriamente corretto. Era più...» Perrin mise una mano sulla pagina dove Loial stava per scrivere. «Non scriverai alcun libro se tua madre ti trova. Certo non su Rand. Ho bisogno di te, Loial.»
«Bisogno, Perrin? Non capisco.»
«Ci sono i Manti Bianchi nei Fiumi Gemelli. Stanno dandomi la caccia.»
«I Manti Bianchi ti danno la caccia? Ma perché?» Loial sembrava confuso quanto Faile la quale, d’altro canto, adesso sorrideva compiaciuta in modo preoccupante. Perrin proseguì in ogni caso.
«Il motivo non ha importanza, il fatto è che lo stanno facendo. Potrebbero fare del male alla gente di Emond’s Field o alla mia famiglia mentre mi cercano. Conoscendo i Manti Bianchi, lo faranno. Non posso fermare tutto ciò se non riesco a recarmi lì velocemente, ma deve essere fatto in maniera rapida. Solo la Luce sa cosa hanno già combinato. Ho bisogno che mi porti laggiù, Loial, usando le Vie. Una volta mi hai raccontato che c’era una Porta delle Vie da queste parti, e so che ce ne era una nel Manetheren. Deve ancora essere lì, sulle montagne sopra Emond’s Field. Niente può distruggere una Porta delle Vie, così mi hai spiegato. Ho bisogno di te, Loial.»
«Be’, naturalmente ti aiuterò» rispose Loial. «Le Vie.» Espirò rumorosamente e le orecchie si avvizzirono un po’. «Voglio scrivere delle avventure, non averle. Ma immagine che un’altra volta non mi farà male. Se lo vuole la Luce» concluse.
Faile si schiarì delicatamente la gola. «Non stai dimenticandoti qualcosa, Loial? Mi hai promesso di guidarmi nelle Vie qualora te lo avessi chiesto, e prima di chiunque altro.»
«Ti ho promesso un’occhiata alle Porte delle Vie» rispose Loial «e di vedere come sono all’interno. Puoi farlo quando io e Perrin andremo via. Immagino che potresti venire con noi, ma le Vie non vanno prese alla leggera, Faile. Io per primo non ci entrerei se Perrin non ne avesse bisogno.»
«Faile non verrà» intervenne Perrin con fermezza. «Solo tu e io, Loial.»
Ignorandolo, Faile sorrise a Loial come se stesse prendendola in giro. «Mi hai promesso più di un’occhiata, Loial. Di portarmi ovunque volessi, in qualsiasi momento, e prima di chiunque altro. Lo hai giurato.»
«L’ho fatto» protestò Loial «ma solo perché rifiutavi di credere che te le avrei mostrate. Hai detto che non ci avresti creduto a meno che non avessi giurato. Farò quanto promesso, ma certamente non vorrai avere la precedenza sui bisogni di Perrin.»
«Hai giurato» insisté Faile con calma. «Su tua madre, tua nonna e anche la ma trisavola.»
«Sì, l’ho fatto Faile, ma Perrin...»
«Hai giurato, Loial. Intendi mancare al giuramento?»
L’Ogier assomigliava a un ammasso miserevole. Aveva le spalle incurvate e le orecchie basse, gli angoli dell’ampia bocca rivolti verso il basso e le punte delle lunghe sopracciglia afflosciate sulle guance.
«Ti ha imbrogliato, Loial.» Perrin si chiese se Faile poteva sentirlo digrignare i denti. «Lo ha fatto deliberatamente.»
Le guance di Faile divennero rosse, ma ebbe ancora il coraggio di aggiungere: «Solo perché ho dovuto, Loial. Solamente perché un uomo sciocco pensa di poter gestire la mia vita come meglio crede. Altrimenti non lo avrei fatto. Devi credermi.»
«Non fa alcuna differenza che ti abbia imbrogliato?» chiese Perrin e Loial scosse il massiccio capo tristemente.
«Gli Ogier mantengono la parola data» rispose Faile. «E Loial mi porterà nei Fiumi Gemelli. O almeno alla Porta delle Vie di Manetheren. Desidero vedere i Fiumi Gemelli.»
Loial si raddrizzò. «Ma questo significa che dopotutto posso aiutare Perrin. Faile, perché hai escogitato tutto questo? Anche Faelar non lo troverebbe divertente.» C’era un pizzico di rabbia nella voce dell’Ogier e ci voleva parecchio per far arrabbiare uno della sua razza.
«Se lui lo chiede» rispose la donna con determinazione. «È parte dell’accordo. Nessun altro se non tu e io, a meno che non chiedano. Deve chiederlo a me.»
«No» la apostrofò Perrin mentre Loial ancora stava aprendo la bocca. «No. Non chiederò. Piuttosto cavalcherò fino a Emond’s Field. Camminerò! Per cui puoi anche rinunciare a questa idiozia. Imbrogliare Loial. Cercare di imporre la tua presenza dove... dove non sei gradita.»
La calma di Faile mutò in rabbia. «E quando sarai arrivato lì, Loial e io ce la saremo già vista con i Manti Bianchi. Sarà tutto finito. Chiedi, testa di incudine di un fabbro! Limitati a chiedere, e potrai venire con noi.»
Perrin si trattenne a stento. Non c’era modo di convincerla a seguirlo nei suoi ragionamenti, ma non avrebbe chiesto. Faile aveva ragione — avrebbe avuto bisogno di settimane per raggiungere i Fiumi Gemelli a cavallo; loro potevano essere lì forse in due giorni, seguendo le Vie — ma non avrebbe chiesto in ogni caso. Non dopo che ha imbrogliato Loial e cercato di tiranneggiarmi! pensò. «Allora viaggerò nelle Vie per Manetheren da solo. Vi seguirò. Se riuscirò a stare abbastanza indietro da non far parte del vostro gruppo, non romperò il giuramento di Loial. Non puoi evitare che vi segua.»
«È pericoloso, Perrin» osservò Loial preoccupato. «Le Vie sono scure. Se perdi una svolta, o imbocchi il ponte sbagliato, potresti perderti per sempre. O fino a quando non verrai preso da Machin Shin. Chiedi a Faile, Perrin. Ha detto che puoi venire se chiedi. Chiedi.»
La voce profonda dell’Ogier aveva tremato nel pronunciare il nome di Machin Shin, e Perrin era stato pervaso dai brividi. Machin Shin. Il Vento Nero. Nemmeno le Aes Sedai sapevano se faceva parte della progenie dell’Ombra o se fosse qualcosa che si era sviluppato a seguito della contaminazione delle Vie. Machin Shin era il motivo per cui viaggiare nelle Vie significava rischiare la morte; era quanto gli aveva spiegato l’Aes Sedai. Il Vento Nero si nutriva di anime. Perrin sapeva che era vero, ma mantenne la voce calma e il volto per nulla turbato. Che io sia folgorato se lascerò che Faile creda che mi sto rammollendo, pensò. «Non posso, Loial. E in ogni caso non voglio.»
Loial fece una smorfia. «Faile, sarà pericoloso per lui cercare di seguirci. Per favore, calmati e lascia che...» Faile lo interruppe dura.
«No. Se è troppo rigido per chiedere, perché dovrei cedere? Perché dovrebbe importarmi se si perde?» si voltò verso Perrin. «Puoi viaggiare vicino a noi. Quanto desideri, fin quando sia chiaro che ci stai seguendo. Seguirai le mie tracce come un cagnolino fino a quando non chiederai. Perché non vuoi chiedere?»
«Umani testardi» mormorò l’Ogier. «Frettolosi e ostinati, anche quando la fretta ti porta dritto in un nido di calabroni.»