L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
«Niente che abbia senso» mormorò Mat. «Cosa mi dici di te?» Di colpo dal ter’angreal apparve Moiraine, sembrò che camminasse graziosamente fuori da un sottile velo d’aria, fluttuante. Sarebbe stata un’ottima ballerina se non fosse stata Aes Sedai. Serrò le labbra non appena li vide.
«Voi! Eravate entrambi là dentro. Ecco perché...!» Moiraine emise un sibilo frustrato. «Uno solo di voi sarebbe già stato abbastanza, ma due ta’veren contemporaneamente... avreste potuto distorcere del tutto la connessione e rimanere intrappolati. Ragazzini sventurati che giocano con cose di cui non conoscono la pericolosità. Perrin! Anche lui è là dentro? Ha condiviso la vostra... prodezza?»
«L’ultima volta che ho visto Perrin» rispose Mat «stava preparandosi per andare a letto.» Forse Perrin lo avrebbe smentito uscendo fuori dalla soglia, ma avrebbe deviato la rabbia dell’Aes Sedai, se avesse potuto. Non c’era bisogno che anche Perrin l’affrontasse. Forse almeno lui saprà liberarsi di lei, se riesce ad andare via prima che Moiraine venga a sapere cosa sta facendo. Maledetta donna! Scommetto che è di nobili natali, pensò Mat.
Sul fatto che Moiraine fosse arrabbiata non c’erano dubbi. Il sangue le era defluito dal viso e gli occhi erano trivelle scure che trapassavano Rand. «Almeno avete salvato la pelle. Chi vi ha parlato di questo? Quale di loro? Le farò desiderare di averle tolto la pelle come un guanto.»
«L’ho scoperto su un libro» rispose Rand con calma. Si sedette lungo il bordo di una cesta che scricchiolò in modo allarmante sotto il suo peso e incrociò le braccia. Tutto molto freddamente; Mat voleva poterlo imitare. «Un paio di libri, per essere preciso. I tesori della Pietra e Trattare i territori di Mayene. Sorprendente cosa puoi scoprire dai libri se leggi abbastanza, vero?»
«E tu?» spostò lo sguardo su Mat. «Anche tu hai letto dei libri? Tu?»
«Anche io leggo a volte» rispose asciutto. Non era particolarmente contrario al fatto che Egwene e Nynaeve ricevessero una lezione per come gli avevano fatto confessare dove aveva nascosto la lettera dell’Amyrlin — legarlo con il Potere era stato orribile, ma il resto! — ma lo divertiva di più prendere Moiraine per il naso. «Tesori. Affari. Molte cose in quei libri.» Fortunatamente Moiraine non aveva insistito affinché ripetesse i titoli non aveva fatto attenzione quando Rand li aveva menzionati.
Invece l’Aes Sedai riportò l’attenzione su Rand. «E le tue risposte?»
«Sono mie» sentenziò Rand, quindi aggrottò le sopracciglia. «Però non è stato facile. Hanno portato una... una donna... per fare da interprete, ma parlava come qualcuno del vecchio sangue. Ho capito solo alcune parole. Non ho mai preso in considerazione che potessero parlare un’altra lingua.»
«La lingua antica» osservò Moiraine. «Usano la lingua antica — un dialetto molto duro — quando hanno a che fare con gli uomini. E tu, Mat? Era facile capire il tuo interprete?»
Mat dovette sforzarsi per riportare la saliva alla bocca. «La lingua antica? Era quella? Non mi hanno fornito un interprete. In realtà non sono andato per porre domande. Quella campana ha incominciato a far tremare le pareti e mi hanno buttato fuori come se stessi lasciando impronte di letame su un tappeto.» Moiraine stava lo fissando con gli occhi che gli scavavano nella testa. Sapeva che di tanto in tanto Mat parlava nella lingua antica. «Ho... quasi capito una parola qua e là, ma non abbastanza. Tu e Rand avete ottenuto risposte. Cosa ne ricavano? I serpenti con le gambe. Non è che adesso risaliamo per scoprire che è trascorso un anno, vero? Come Bili nella storia.»
«Sensazioni» rispose Moiraine con una smorfia. «Sensazioni, emozioni, esperienze. Frugano in esse; puoi sentirli mentre lo fanno, ti fanno accapponare la pelle. Forse si nutrono in qualche modo di esse. L’Aes Sedai che aveva studiato questo ter’angreal quando era a Mayene scrisse di un forte desiderio di fare un bagno dopo averlo usato. Io certamente intendo farlo.»
«Ma le loro risposte sono vere?» chiese Rand mentre iniziava a voltarsi per andare via. «Ne sei certa? Anche i libri lo sostengono, ma forniscono davvero ogni risposta riguardo al futuro?»
«Le risposte sono vere» confermò lentamente Moiraine «se riguardano il tuo futuro. Questo è certo.» Guardò Rand, poi Mat, soppesando l’effetto delle sue parole. «Per quanto riguarda il come, sono solo supposizioni. Quel mondo è... ripiegato... in uno strano modo. Non posso essere più chiara. Può darsi che ciò consenta loro di leggere i fili di una vita umana, leggere i vari modi in cui potrebbero ancora essere intessuti nel Disegno. O forse è un loro talento. Le risposte spesso sono oscure, quasi sempre. Se avete bisogno di aiuto per decifrarne il significato, vi offro i miei servigi.» Gli occhi di Moiraine balenarono dall’uno all’altro, e Mat quasi imprecò. Moiraine non credeva alla storia di non aver ricevuto risposte. A meno che non si trattasse in generale di un semplice sospetto da Aes Sedai.
Rand le rivolse un lento sorriso. «E mi dirai cosa hai chiesto e quali sono state le tue risposte?»
Moiraine restituì un’occhiata indagatrice, quindi si avviò verso la porta. Un piccolo globo di luce, luminoso come una lanterna, fluttuò all’improvviso di fronte a lei, illuminandole la strada.
Mat sapeva che adesso doveva mollare. Lasciarla andare e sperare che dimenticasse che era mai andato laggiù. Ma la rabbia ancora gli bruciava dentro. Tutte quelle cose ridicole che gli avevano detto. Be’, forse erano vere, se anche Moiraine lo sosteneva, ma voleva afferrare quei tizi per il bavero, o qualsiasi cosa facesse da colletto in tutti quei drappeggi, e farsi spiegare alcune cose.
«Perché non puoi entrarci due volte, Moiraine?» le gridò appresso. «Perché no?» Stava quasi per chiedere perché si preoccupassero del ferro e degli strumenti musicali, ma si morse la lingua. Non poteva sapere questo se non aveva capito cosa gli stavano dicendo.
Moiraine si fermò alla porta del corridoio ed era impossibile vedere se stesse guardando il ter’angreal o Rand. «Se sapessi tutto, Matrim, non avrei bisogno di porre domande.» Scrutò nella stanza ancora una volta — stava fissando Rand — quindi se ne andò via senza aggiungere una parola.
Per un po’ Mat e Rand si guardarono in silenzio.
«Hai trovato ciò che stavi cercando?» chiese alla fine Rand.
«E tu?»
Una fiamma splendente comparve all’improvviso, in equilibrio sul palmo di Rand. Non la regolare sfera luminosa dell’Aes Sedai ma una rozza fiamma, come una torcia. Mentre Rand si muoveva per andare via, Mat aggiunse un’altra domanda. «Lascerai davvero che i Manti Bianchi facciano ciò che vogliono giù a casa? Sai che si stanno dirigendo a Emond’s Field, se non sono già lì. Occhi gialli, il maledetto Drago Rinato. A parte ciò, è troppo.»
«Perrin farà... quello che deve per salvare Emond’s Field.» rispose Rand con la voce addolorata. «E io farò quello che devo o ben altro che Emond’s Field cadrà, e in mani peggiori di quelle dei Manti Bianchi.»
Mat rimase in piedi a guardare la luce della fiamma svanire in lontananza nel corridoio fino a quando non si ricordò di dove si trovava. Quindi afferrò la lampada e si affrettò a uscire. Rhuidean! Luce, cosa farò? si chiese.
16
Commiati
Perrin era sdraiato sulle lenzuola impregnate di sudore e fissava il soffitto, quando si accorse che l’oscurità stava virando sul grigio. Presto il sole sarebbe sorto all’orizzonte. Mattina. Il momento delle nuove speranze, di alzarsi ed agire. Nuove speranze. Si mise quasi a ridere. Da quanto tempo era sveglio? Di certo un’ora o più. Grattandosi la barba riccia, trasalì. La spalla livida si era irrigidita. Si sedette lentamente; il sudore gli imperlò la fronte mentre muoveva il braccio. Continuò però a spostarlo metodicamente, reprimendo dei gemiti e, di tanto in tanto, trattenendosi dall’imprecare, finché non riuscì a muovere il braccio liberamente, anche se non senza difficoltà.