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L'anno del contagio [Doomsday Book - it]

Электронная книга - «L'anno del contagio [Doomsday Book - it]». Краткое содержание книги:

Per la giovane Kivrin, che si prepare a studiare dal vivo una delle epoche più oscure della storia, regno della paura, della superstizione e di tremendi flagelli, viaggiare nel tempo è un'esperienza unica e affascinante, ma in fondo non troppo difficile: l'importante è prepararsi con cura e osservare scrupolosamente tutte le regole perché il suo improvviso arrivo nel XIV secolo risulti plausibile e, soprattutto, passi inosservato. Il resto è compito di una straordinaria tecnologia che rende possibile un simile trasferimento temporale. Tuttavia il suo viaggio nel Medioevo, dove l'esistenza quotidiana è un'avventura per la sopravvivenza e dove si sta scrivendo un nuovo libro dell'Apocalisse, sarà molto più che la realizzazione di un sogno.
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— Non abbiamo lavanda — si lamentò con Eliwys, — e non abbiamo giunchi nuovi a sufficienza per coprire il pavimento.

— Allora ci dovremo accontentare di quello che abbiamo — ribatté Eliwys,

— Non c'è neppure lo zucchero per i dolci, e neanche il cinnamomo. A Courcy hanno scorte abbondanti e sarebbero lieti di accoglierci.

Kivrin, che stava mettendo gli stivali ad Agnes per portarla di nuovo fuori a vedere il suo pony, sollevò lo sguardo, allarmata.

— È soltanto un giorno di viaggio — stava insistendo Imeyne. — Probabilmente il cappellano di Lady Yvolde provvederà a celebrare la messa, e…

— Il mio pony si chiama Saraceno — intervenne Agnes, impedendo a Kivrin si sentire il resto della frase.

— Um — mormorò soltanto Kivrin, che stava ancora cercando di seguire la conversazione. Il Natale era un periodo in cui le famiglie nobiliari si scambiavano spesso delle visite, portandosi dietro tutta la servitù e restando assenti per settimane, almeno fino all'Epifania. Se fossero andati a Courcy era possibile che si trattenessero per parecchio tempo dopo la data fissata per il suo recupero.

— Mio padre lo ha chiamato Saraceno perché ha un cuore pagano — spiegò ancora Agnes.

— Sir Bloet si offenderà quando scoprirà che siamo stati così vicini a lui per tutto questo tempo senza fargli una visita — persistette Lady Imeyne. — Penserà che il fidanzamento sia stato annullato.

— Non possiamo andare a Courcy per Natale — intervenne Rosemund; fino a quel momento era rimasta seduta a ricamare sulla panca di fronte a quella occupata da Kivrin e da Agnes, ma adesso si alzò in piedi. — Mio padre ha promesso di venire senza fallo da noi per Natale e sarebbe molto seccato di scoprire che ce ne siamo andati.

— Sarà molto seccato di scoprire che le sue figlie si sono inselvatichite al punto da parlare quando vogliono e da impicciarsi di questioni che non le riguardano — ritorse Lady Imeyne, scoccandole un'occhiata rovente, poi tornò a girarsi verso Eliwys, che aveva un'aria preoccupata. — Di certo mio figlio avrebbe abbastanza buon senso da cercarci a Courcy.

— Mio marito ci ha ordinato di restare qui ad aspettare il suo arrivo, e sarà contento se avremo fatto come lui desidera — replicò infine Eliwys, poi si accostò al focolare e prese il cucito di Rosemund, indicando con chiarezza che la conversazione era finita.

Ma non per molto, pensò Kivrin, osservando Imeyne, che aveva arricciato le labbra in una smorfia e stava indicando un punto sul tavolo. La donna segnata dalla scrofola si affrettò ad avvicinarsi per pulirlo.

Imeyne non avrebbe lasciato perdere e avrebbe continuato a risollevare la questione, adducendo un'argomentazione dopo l'altra per dimostrare che dovevano andare da Sir Bloet, che aveva lo zucchero, i giunchi e il cinnamomo… e un cappellano istruito che recitasse la Messa di Natale… ed Eliwys era sempre più preoccupata con il passare del tempo, per cui avrebbe potuto decidere all'improvviso di chiedere aiuto a Courcy o addirittura di tornare a Bath.

Mentre legava i lacci della cuffietta di Agnes e le tirava il cappuccio del mantello sulla testa, Kivrin si rese conto che doveva a tutti i costi ritrovare il sito della transizione.

— A Bath cavalcavo Saraceno tutti i giorni — affermò intanto la bambina. — Vorrei poter andare a cavallo anche qui. Mi porterei dietro il mio cane.

— I cani non montano sui cavalli, corrono loro accanto — le fece notare Rosemund.

— Blackie è troppo piccolo per correre — replicò Agnes, imbronciandosi cocciutamente.

— Perché qui non puoi andare a cavallo? — intervenne Kivrin, per prevenire lo scoppio di una lite.

— Perché non c'è nessuno che ci accompagni — spiegò Rosemund. — A Bath avevamo la bambinaia e uno dei privé di mio padre che venivano con noi.

Uno dei privé di Guillaume. Gawyn avrebbe potuto accompagnarle, e in questo modo lei avrebbe potuto non soltanto chiedergli dove fosse il sito ma addirittura farselo mostrare. Sapeva che Gawyn era tornato perché quella mattina lo aveva intravisto in cortile ed aveva suggerito la visita alle stalle proprio nella speranza di incontrarlo… ma se fosse uscito a cavallo con loro per scortarle sarebbe stato anche meglio.

— Se dobbiamo restare qui per Natale — osservò Imeyne, avvicinandosi a dove Eliwys era seduta, — avremo bisogno di carne per il pasticcio natalizio.

— Dirò al castaldo e al suo figlio maggiore di andare a caccia — replicò Eliwys, in tono quieto, posando il cucito e alzandosi.

— E così non ci sarà nessuno che provveda a raccogliere l'edera e l'agrifoglio.

— Padre Roche deve andare oggi a raccoglierlo — le ricordò Eliwys.

— Lui prenderà il necessario per la chiesa — ribatté Lady Imeyne.-La nostra sala dovrà invece rimanere spoglia?

— Andremo noi a prenderlo — intervenne Kivrin.

Eliwys e Imeyne si girarono entrambe a guardarla e lei pensò di aver commesso un errore. Era stata così intenta ad escogitare un modo per riuscire a parlare con Gawyn che si era dimenticata ogni altra cosa, e adesso aveva parlato senza essere interpellata e si era impicciata di cose che ovviamente non la riguardavano. Ora Lady Imeyne si sarebbe convinta più che mai che era necessario andare a Courcy per procurare alle bambine una bambinaia a modo.

— Mi dispiace se sono intervenuta fuori luogo, buona signora — si affrettò ad aggiungere, abbassando il capo, — ma so che c'è molto da fare e poche persone per farlo. Agnes, Rosemund e io potremmo andare a cavallo nei boschi per raccogliere edera e agrifoglio.

— Sì — rincarò Agnes, con entusiasmo, — così potrei cavalcare Saraceno.

Eliwys accennò a ribattere, ma Lady Imeyne la prevenne.

— Allora non hai paura dei boschi, anche se sei appena guarita dalle ferite riportate laggiù? — chiese.

Errore su errore. Si supponeva che fosse stata da poco aggredita e lasciata per morta e adesso si stava offrendo di portare due bambine in quegli stessi boschi.

— Non intendevo che dovessimo andare sole — replicò Kivrin, rivolta ad Eliwys, augurandosi di non peggiorare le cose. — Agnes mi ha detto che a Bath usciva a cavallo sotto la scorta di uno degli uomini di tuo marito.

— Già — fu pronta a intervenire Agnes. — Gawyn potrebbe venire con noi, e anche il mio cane, Blackie.

— Gawyn non è qui — affermò Imeyne, e nel silenzio che seguì si girò in fretta verso le donne che stavano ancora pulendo i tavoli.

— Dov'è andato? — domandò Eliwys in tono abbastanza tranquillo, anche se le sue guance si erano tinte di un violento rossore.

Imeyne tolse lo straccio dalle mani di Maisry e si mise a sfregare un punto del tavolo.

— Sta assolvendo a un incarico che io gli ho dato.

— Lo hai mandato a Courcy — disse Eliwys… e la sua era un'affermazione, non una domanda.

— È contrario alle convenienze che noi si sia così vicini a Courcy e tuttavia non si mandi neppure una parola di saluto — affermò Imeyne, voltandosi verso la nuora. — Bloet penserà che lo abbiamo allontanato da noi, e in tempi come questi non possiamo permetterci di destare le ire di un uomo potente come…

— Mio marito ci aveva ordinato di non dire a nessuno che eravamo qui — la interruppe Eliwys.

— Mio figlio non ci ha ordinato di offendere Sir Bloet e di perdere la sua simpatia proprio quando potremmo averne estremo bisogno.

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