L'anno del contagio [Doomsday Book - it]
- Автор: Уиллис Конни
- Год: 1994
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0772-3
- Переводчик: Annarita Guarnieri
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «L'anno del contagio [Doomsday Book - it]». Краткое содержание книги:
Uscirono nel cortile, oltrepassando il recinto dei maiali ora vuoto e uscendo sulla piazza del paese. Era una giornata plumbea, con il cielo coperto da uno strato di nubi basse e pesanti, e senza traccia di vento; l'aria fredda dava una sensazione umida e nebbiosa, e Rosemund aveva probabilmente avuto ragione nel dire che stava per piovere. La ragazza spinse il cavallo ad un passo più allungato.
Il villaggio si stava manifestamente preparando al Natale, come indicavano il fumo che usciva dal tetto di ogni capanna e i due uomini che ad un'estremità della piazza erano intenti a tagliare legna e a gettarne i pezzi su un mucchio già enorme. Un grosso pezzo di carne annerita… la capra?… stava arrostendo allo spiedo accanto alla casa del castaldo, la cui moglie era seduta davanti alla costruzione intenta a mungere la mucca al cui fianco ossuto Kivrin si era appoggiata il giorno in cui aveva cercato di trovare da sola il sito della transizione. Kivrin e il Signor Dunworthy avevano avuto una discussione riguardo al fatto se lei dovesse imparare o meno a mungere le mucche. Kivrin aveva ^stenuto che le mucche non venivano munte d'inverno nel quattordicesimo secolo e che si lasciava che il loro latte si prosciugasse, usando invece quello di capra per fare il formaggio, e aveva anche sostenuto che le capre non erano considerate animali da macello.
— Agnes! — gridò Rosemund, in tono furioso.
Sollevando lo sguardo, Kivrin vide che Agnes si era fermata ed era di nuovo girata sulla sella, anche se al richiamo della sorella fu pronta a riprendere il cammino.
— Non ti aspetterò oltre, bamboccia! — esclamò però Rosemund, e spinse il cavallo al trotto, sparpagliando i polli e quasi travolgendo una ragazzina scalza e con le braccia cariche di legna.
— Rosemund! — chiamò Kivrin, ma lei era già fuori portata d'udito e Kivrin non voleva lasciare Agnes sola per andarle dietro. — Tua sorella è irritata per il fatto che andiamo a prendere l'agrifoglio? — chiese quindi ad Agnes, sapendo che non era così ma sperando che la bambina le fornisse qualche informazione.
— Lei è sempre irritata — ribatté Agnes. — La nonna si arrabbierà per il fatto che sta cavalcando in maniera tanto infantile — aggiunse, facendo trottare decorosamente il proprio pony attraverso la piazza e rivolgendo al tempo stesso un cenno del capo alla gente del villaggio… un vero modello di maturità.
La ragazzina che Rosemund per poco non aveva travolto si fermò a guardarle a bocca aperta, la moglie del castaldo sollevò lo sguardo con un sorriso al loro passaggio e si rimise a mungere, mentre i due uomini intenti a tagliare la legna si tolsero il cappello e s'inchinarono.
Subito dopo oltrepassarono la baracca in cui Kivrin si era rifugiata il giorno in cui aveva cercato di trovare il sito, la capanna in cui era rimasta seduta mentre Gawyn riportava le sue cose al maniero.
— Agnes — domandò, — Padre Roche è venuto con voi quando siete andati a prendere il ceppo di Natale?
— Sì, perché lo doveva benedire — annuì la bambina.
— Oh — mormorò Kivrin, delusa perché aveva sperato che il prete potesse essere andato con Gawyn a prendere le sue cose e sapesse quindi dov'era il sito della transizione. — Gawyn è stato aiutato da qualcuno a portare le mie cose al maniero? — chiese poi.
— No — replicò Agnes, ma lei non riuscì a capire se lo sapesse davvero o meno. — Gawyn è molto forte… con la sua spada ha ucciso quattro lupi.
Sembrava una cosa improbabile, ma lo stesso si poteva dire del salvataggio di una fanciulla assalita nei boschi, e poi era ovvio che Gawyn era pronto a fare qualsiasi cosa che potesse conquistargli l'amore di Eliwys, anche trascinare a casa un carro da solo.
— Padre Roche è forte — commentò Agnes.
— Padre Roche se n'è andato! — ribatté Rosemund, che era già scesa di sella, aveva legato il cavallo al portico di accesso al cimitero ed era in piedi in mezzo al cortile della chiesa con le mani sui fianchi.
— Hai controllato in chiesa? — domandò Kivrin.
— No — ribatté Rosemund, cupa, — ma guarda quanto sta aumentando il freddo. Padre Roche ha troppo buon senso per aspettare qui che si metta a nevicare.
— Guarderemo in chiesa — decise Kivrin, smontando e porgendo le braccia ad Agnes. — Vieni, Agnes.
— No — rifiutò lei, mostrandosi quasi cocciuta quanto la sorella. — Aspetterò qui con Saraceno — spiegò, accarezzando la criniera dell'animale.
— Saraceno starà bene anche da solo — dichiarò Kivrin, protendendosi per prendere la bambina e posarla a terra. — Avanti, guardiamo prima in chiesa — continuò, prendendola per mano mentre apriva il cancello del portico per entrare nel cortile della chiesa.
Agnes non protestò ma continuò a lanciare da sopra la spalla occhiate ansiose in direzione dei cavalli.
— A Saraceno non piace essere lasciato solo — azzardò.
Rosemund si arrestò nel centro del cortile della chiesa e si girò con le mani sui fianchi.
— Cosa nascondi, bambina cattiva? Hai forse rubato delle mele e le hai nascoste nelle sacche della sella?
— No! — gridò Agnes, allarmata, ma Rosemund si stava già dirigendo a grandi passi verso il pony. — Sta lontana! Quello non è il tuo pony, è il mio — stridette Agnes.
Bene, se non altro non ci sarà bisogno di andare a cercare il prete, pensò Kivrin. Se è qui tutto questo fracasso lo indurrà di certo a venire fuori.
Intanto Rosemund stava slacciando le sacche della sella.
— Guardate! — esclamò dopo un momento, sollevando per la collottola il cucciolo di Agnes.
— Oh, Agnes — gemete Kivrin.
— Sei una bambina cattiva — ripeté Rosemund. — Adesso dovrei portare questa bestia al fiume e annegarla.
E accennò ad avviarsi in quella direzione.
— No! — urlò Agnes, correndo verso il cancello, ma subito Rosemund sollevò il cucciolo fuori della portata della sorella.
Pensando che la situazione si era protratta anche troppo, Kivrin intervenne e tolse l'animale dalle mani di Rosemund.
— Smettila di urlare, Agnes. Tua sorella non farà del male al tuo cucciolo — garantì, mentre la bestiola le si inerpicava lungo il collo e cercava di leccarle una guancia. — Però i cani non possono cavalcare sui cavalli: nella sacca della sella Blackie non riuscirebbe a respirare.
— Potrei portarlo io — suggerì Agnes, senza troppa speranza. — Lui voleva cavalcare il pony.
— Ha fatto una bella cavalcata fino alla chiesa e ne farà un'altra fino alla stalla — tagliò corto Kivrin, con fermezza. — Rosemund, riporta Blackie nella stalla — continuò, consegnando la bestiola alla ragazza che la prese di nuovo per la collottola. — È ancora un neonato, Agnes, e adesso ha bisogno di sua madre, e di dormire.
— Sei tu la neonata, Agnes! — sibilò Rosemund, in tono tanto furente da indurre Kivrin a dubitare di poterle affidare in cucciolo da riportare indietro. — Mettere un cane su un cavallo! E adesso dobbiamo perdere tempo per riportarlo indietro! Sarò felice quando sarò cresciuta e non avrò più a che fare con i neonati!
Montò in sella continuando a tenere la bestiola per la collottola, ma una volta assestata in arcione l'avvolse quasi con tenerezza in un angolo del proprio mantello e la tenne stretta contro il petto, prendendo le redini con la mano libera e girando il cavallo.
— Di certo ormai Padre Roche se ne sarà andato! — gridò, e partì al galoppo.
Kivrin cominciava a temere che potesse avere ragione. Il chiasso che avevano fatto era stato tale da risvegliare i morti sotto le lapidi di legno, ma dalla chiesa non era uscito nessuno, quindi era probabile che il prete se ne fosse andato parecchio tempo prima del loro arrivo. Kivrin prese però lo stesso Agnes per mano e la condusse dentro la chiesa.