Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » L'anno del contagio [Doomsday Book - it]
L'anno del contagio [Doomsday Book - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

L'anno del contagio [Doomsday Book - it]

Электронная книга - «L'anno del contagio [Doomsday Book - it]». Краткое содержание книги:

Per la giovane Kivrin, che si prepare a studiare dal vivo una delle epoche più oscure della storia, regno della paura, della superstizione e di tremendi flagelli, viaggiare nel tempo è un'esperienza unica e affascinante, ma in fondo non troppo difficile: l'importante è prepararsi con cura e osservare scrupolosamente tutte le regole perché il suo improvviso arrivo nel XIV secolo risulti plausibile e, soprattutto, passi inosservato. Il resto è compito di una straordinaria tecnologia che rende possibile un simile trasferimento temporale. Tuttavia il suo viaggio nel Medioevo, dove l'esistenza quotidiana è un'avventura per la sopravvivenza e dove si sta scrivendo un nuovo libro dell'Apocalisse, sarà molto più che la realizzazione di un sogno.
1 ... 75 76 77 78 79 80 81 82 83 ... 186
Перейти на страницу:

— Rosemund è una ragazza cattiva — dichiarò la bambina.

Kivrin si sentiva propensa a condividere la sua opinione, ma poiché non poteva dirlo e non se la sentiva neppure di prendere le difese di Rosemund preferì restare in silenzio.

— E non sono una neonata — rincarò Agnes, sollevando lo sguardo verso di lei per avere una conferma, ma anche a quello non c'era risposta. Kivrin spinse le pesanti porte e indugiò a guardare l'interno della chiesa.

Lì non c'era nessuno e la navata era immersa in un buio quasi totale perché il grigiore della luce esterna non riusciva a penetrare attraverso le finestre di vetro scuro… soltanto la porta aperta forniva un chiarore sufficiente a vedere che la chiesa era vuota.

— Forse è nel coro — suggerì Agnes, oltrepassando Kivrin nella navata buia per inginocchiarsi e farsi il segno della croce prima di girarsi a guardare con impazienza la sua accompagnatrice.

Il prete non era però neppure nel coro. Da dove si trovavano Kivrin poteva vedere che non c'erano candele sull'altare, ma Agnes non sarebbe stata soddisfatta finché non avessero cercato in tutta la chiesa, quindi Kivrin s'inginocchiò e si segnò a sua volta, poi si avviò con la bambina fino alla parete divisoria. Le candele davanti alla statua di Santa Caterina erano state spente e nell'aria si sentiva ancora l'odore acuto di sego e di fumo… Kivrin si chiese se Padre Roche le avesse spente prima di uscire, perché il fuoco avrebbe costituito un grosso problema anche in un edificio di pietra e le candele non avevano piattini votivi nei quali potersi consumare senza pericoli.

Agnes puntò dritta verso la parete divisoria, premette la faccia contro il legno intagliato e chiamò il prete, poi si girò immediatamente e annunciò:

— Non è qui, Lady Kivrin. Forse è nella sua casa.

E uscì di corsa dalla porta della sagrestia. Kivrin era certa che quella non fosse una cosa permessa, ma adesso non le restava altro da fare che seguire la bambina attraverso il cortile della chiesa e fino alla casa più vicina.

Essa doveva appartenere al prete perché Agnes era già ferma fuori della porta intenta a chiamare a squarciagola il nome di Padre Roche, e perché era ovvio che la casa del prete fosse la più vicina alla chiesa, ma Kivrin ne rimase comunque sorpresa.

Infatti la costruzione appariva malconcia quanto la capanna in cui lei aveva cercato rifugio e non era molto più grande, e mentre si supponeva che nel medioevo i preti ricevessero una porzione del raccolto e del bestiame di ogni fedele, nello stretto cortile non c'erano animali di sorta tranne un paio di polli sparuti, e accanto alla porta era accatastata meno di una bracciata di legna.

Adesso Agnes stava picchiando contro il battente, che appariva privo di consistenza quanto la capanna, e Kivrin temette che potesse finire per aprirla ed entrare, ma prima che potesse avvicinarsi la bambina si girò verso di lei.

— Forse è nella torre campanaria — suggerì.

— No, non lo credo — ribatté Kivrin, afferrandola per mano in modo da impedirle di saettare di nuovo attraverso il cortile della chiesa e accennando a tornare verso il cancello del portico. — Padre Roche non suonerà ancora le campane fino ai vespri.

— Potrebbe farlo — insistette Agnes, piegando la testa da un lato come se stesse ascoltando qualcosa.

Kivrin ascoltò a sua volta ma non colse nessun suono… e soltanto allora si rese conto che la campana posta a sudovest aveva cessato di suonare dopo averlo fatto quasi senza sosta mentre lei aveva la polmonite. Kivrin rammentava di averla sentita suonare ancora quando era andata nelle stalle per la seconda volta a cercare Gawyn ma non ricordava se da allora l'avesse più udita suonare o meno.

— Hai sentito, Lady Kivrin? — chiese Agnes, poi si liberò dalla stretta di Kivrin e spiccò la corsa, non in direzione della torre campanaria ma intorno alla chiesa e verso il lato settentrionale dell'edificio. — Visto? — gongolò, indicando ciò che aveva trovato. — Padre Roche non è andato via.

L'asino del prete era intento a brucare placidamente le erbacce che spuntavano dalla neve, e oltre alla briglia era equipaggiato con parecchi sacchi di tela ovviamente vuoti e ovviamente destinati a contenere agrifoglio ed edera.

— Scommetto che è nella torre campanaria! — esclamò Agnes, precipitandosi nella direzione da cui era venuta.

Kivrin la seguì intorno alla chiesa e nel cortile, arrivando in tempo per vederla scomparire nella torre campanaria, e rimase in attesa chiedendosi dove altro potevano guardare. Forse il prete era in una delle capanne a prendersi cura di qualche malato.

Poi intravide un accenno di movimento attraverso la finestra della chiesa, e una luce… forse Padre Roche era tornato mentre loro stavano guardando l'asino. Kivrin spinse la porta della sagrestia e guardò dentro. Una candela era stata accesa davanti alla statua di Santa Caterina, ne poteva scorgere il tenue bagliore ai piedi dell'effigie.

— Padre Roche? — chiamò in tono sommesso, e quando non ebbe risposta entrò con cautela, lasciando che la porta si richiudesse alle sue spalle e avanzando verso la statua.

La candela era stata posta fra i piedi massicci e sgraziati della statua, cosicché il volto grezzo e il velo della santa restavano in ombra e incombevano in maniera protettiva sulla piccola figura adulta che avrebbe dovuto rappresentare una bambinetta. Inginocchiatasi, Kivrin raccolse la candela che era appena stata accesa, come dimostrava il fatto che la fiamma non aveva ancora avuto il tempo di sciogliere il sego nella depressione intorno allo stoppino.

Tenendo alta la candela si guardò intorno nella navata ma non riuscì a scorgere nulla, perché la fiammella illuminava il pavimento e la cuffia della santa ma lasciava in ombra tutto il resto della chiesa.

— Padre Roche? — chiamò, muovendo qualche passo lungo la navata senza posare la candela.

Nella chiesa regnava il più assoluto silenzio, proprio come era successo nel bosco il giorno in cui lei vi si era trasferita… un silenzio totale, ma permeato dalla sensazione che qualcuno fosse là, fermo accanto alla tomba o dietro uno dei pilastri, in attesa.

— Padre Roche? — chiamò ancora con chiarezza. — Sei qui?

Non ci fu risposta, soltanto quel silenzio colmo di attesa. Nel bosco non c'era nessuno, si disse, mentre muoveva qualche altro passo in avanti nell'oscurità, appurando che non c'era nessuno anche accanto alla tomba. Il marito di Imeyne giaceva con le mani incrociate sul petto e la spada la fianco, sereno e silenzioso. Anche vicino alla porta non c'era nessuno… adesso poteva distinguerla nonostante la fiammella della candela che l'abbagliava, e la soglia era deserta.

Il cuore le stava battendo come aveva fatto quel giorno nella foresta, tanto forte che avrebbe potuto mascherare un rumore di passi o il suono del respiro di qualcuno che fosse fermo in attesa. Si girò di scatto con la candela che tracciava una scia di fuoco nell'aria.

Era proprio dietro di lei. La candela si spense quasi per il brusco movimento, la sua fiamma si piegò e tremolò prima di tornare costante, rischiarando la faccia del bandito dal basso in alto, proprio come aveva fatto la lanterna.

— Cosa vuoi? — chiese Kivrin, con il fiato così corto da non riuscire quasi ad emettere suono. — Come sei entrato qui?

Il bandito non le rispose e si limitò a fissarla come aveva fatto nella radura.

Non l'ho sognato, pensò Kivrin, spaventata. Lui era là e intendeva fare… cosa?Derubarmi? Violentarmi?… ma l'arrivo di Gawyn lo aveva spaventato e fatto fuggire.

— Ti ho chiesto cosa vuoi — insistette, avanzando di un passo. — Chi sei?

Stava parlando in inglese moderno, poteva sentire le parole echeggiare fredde contro la pietra. Oh, no, gemette interiormente. Spero proprio che il traduttore non si guasti di nuovo proprio adesso.

1 ... 75 76 77 78 79 80 81 82 83 ... 186
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)