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L'anno del contagio [Doomsday Book - it]

Электронная книга - «L'anno del contagio [Doomsday Book - it]». Краткое содержание книги:

Per la giovane Kivrin, che si prepare a studiare dal vivo una delle epoche più oscure della storia, regno della paura, della superstizione e di tremendi flagelli, viaggiare nel tempo è un'esperienza unica e affascinante, ma in fondo non troppo difficile: l'importante è prepararsi con cura e osservare scrupolosamente tutte le regole perché il suo improvviso arrivo nel XIV secolo risulti plausibile e, soprattutto, passi inosservato. Il resto è compito di una straordinaria tecnologia che rende possibile un simile trasferimento temporale. Tuttavia il suo viaggio nel Medioevo, dove l'esistenza quotidiana è un'avventura per la sopravvivenza e dove si sta scrivendo un nuovo libro dell'Apocalisse, sarà molto più che la realizzazione di un sogno.
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Ho cercato di stare attenta nell'effettuare le registrazioni e di farlo soltanto quando non c'è nessuno nella stanza, ma naturalmente ho ho idea di cosa ho fatto quando ero malata. Ricordo di aver continuato a chiedere al prete di aiutarmi e a lei, Signor Dunworthy, di venire a prendermi. E se mi ha sentita parlare in inglese moderno, Padre Roche potrebbe benissimo essersi convinto che mi esprimo in maniera innaturale… se non altro, lui pensa che io sia una santa e non una strega, ma dato che anche Imeyne mi è stata accanto quando ero malata dovrò badare ad essere più guardinga.

(Pausa)

Sono andata di nuovo nella stalla (dopo essermi accertata che Maisry fosse nelle cucine), ma Gawyn non c'era e neppure Gringolet, anche se c'erano le mie casse e i resti smantellati del carro. Gawyn deve aver fatto una dozzina di viaggi per portare qui tutto… o quasi, visto che nell'esaminare le mie cose non sono riuscita a trovare il cofanetto. Spero che non lo abbia notato e che sia ancora vicino alla strada, dove l'ho lasciato. Se è lì, a quest'ora deve probabilmente essere sepolto sotto la neve, ma oggi c'è il sole e la neve sta cominciando a sciogliersi un poco.

15

La guarigione di Kivrin dalla polmonite fu così improvvisa da convincerla che qualcosa avesse finalmente attivato il suo sistema immunitario, perché il dolore al petto svanì di colpo e il taglio che aveva sulla fronte scomparve come per magia.

Imeyne lo esaminò con espressione sospettosa, quasi pensasse che Kivrin avesse finto di essere ferita, e lei fu sinceramente sollevata che il taglio fosse stato vero e concreto.

— Devi essere grada a Dio di averti risanata in questo giorno di sabato — borbottò Imeyne, in tono di disapprovazione, e si inginocchiò accanto al letto.

Era evidentemente stata a messa, perché aveva indosso il suo reliquiario, che adesso strinse fra le mani giunte… come il registratore, pensò Kivrin… per recitare il Padre Nostro prima di rialzarsi in piedi.

— Vorrei poter essere venuta a messa con te — osservai.

— Ho ritenuto che fossi troppo malata — ribatté Imeyne, sbuffando ed enfatizzando in modo insinuante il termine «malata», — e del resto è stata una messa scadente.

Poi si lanciò in un elenco dei peccati di Padre Roche: aveva letto il vangelo prima del Kyrie, la sua alba era macchiata di cera di candela, aveva dimenticato una parte del Confiteor Deo. Elencare le pecche del prete parve migliorare il suo umore, perché quando ebbe finito batté un colpetto gentile sulla mano di Kivrin.

— Non sei ancora del tutto risanata — le disse. — È meglio che resti a letto un giorno ancora.

Kivrin lo fece e impiegò quel tempo per registrare le proprie osservazioni, descrivendo il maniero, il villaggio e tutti coloro che aveva incontrato fino a quel momento. Il castaldo… un uomo scuro e massiccio che appariva a disagio con indosso gli abiti della festa e una cintura d'argento troppo elaborata… le portò più tardi un'altra ciotola di quel tè amaro preparato da sua moglie, poi un ragazzino che aveva più o meno l'età di Rosemund venne ad avvertire Eliwys che lo zoccolo anteriore della sua giumenta aveva qualcosa che non andava. Il prete però non si fece vedere.

— È andato a impartire la confessione al contadino malato — spiegò Agnes.

La bambina continuava ad essere una fonte eccellente di informazioni in quanto rispondeva con prontezza a tutte le domande di Kivrin anche se non era certa di conoscere la risposta ed era sempre pronta ad offrire spontaneamente ogni sorta di notizie in merito al villaggio e ai suoi occupanti. Rosemund invece era più quieta e molto preoccupata di apparire ormai adulta.

— Agnes, è infantile parlare così tanto. Devi imparare a tenere a bada la lingua — ripeteva spesso alla sorella, un commento che per fortuna non aveva il minimo effetto su Agnes.

Rosemund parlava però volentieri dei suoi fratelli e di suo padre, che aveva promesso di «venire senza fallo a passare il Natale con loro», ed era ovvio che lo adorava e sentiva la sua mancanza.

— Vorrei essere un maschio — commentò in un'occasione, mentre Agnes stava mostrando a Kivrin il penny d'argento che Sir Bloet le aveva dato, — perché così sarei potuta rimanere a Bath con mio padre.

Grazie ai commenti delle bambine e a frammenti delle conversazioni di Eliwys e di Imeyne, il tutto integrato dalle sue osservazioni, Kivrin riuscì a mettere insieme una buona quantità di informazioni in merito al villaggio. Esso era più piccolo di quanto la Sezione Statistiche avesse stimato essere Skendgate, piccolo anche per un villaggio medievale, in quanto non doveva contenere più di una quarantina di anime, inclusa la famiglia di Lord Guillaume e quella del castaldo, che in aggiunta al neonato aveva altri cinque figli.

Fra gli abitanti c'erano due pastori e parecchi contadini, ma quella era «la più povera fra le tenute di Guillaume», come affermò Imeyne in un'occasione, lamentandosi ancora una volta di essere costretta a trascorrervi il Natale; la moglie del castaldo era l'arrampicatrice sociale del posto, i membri della famiglia di Maisry erano i falliti locali. Kivrin registrò tutto… statistiche e pettegolezzi… congiungendo le mani in preghiera ogni volta che ne aveva l'opportunità.

La neve che aveva cominciato a cadere quando l'avevano riportata al maniero aveva continuato per tutta la notte e fino al pomeriggio successivo, creando uno strato di una trentina di centimetri, ma il primo giorno in cui Kivrin si alzò infine in piedi si mise a piovere, e lei si augurò che la pioggia sciogliesse la neve. Il suo solo effetto, invece, fu quello di indurirne la crosta mutandola in ghiaccio.

Kivrin temeva che adesso che il carro e le casse erano stati rimossi non sarebbe riuscita a riconoscere il sito della transizione; avrebbe dovuto convincere Gawyn a portarla sul posto, ma era più facile a dirsi che a farsi perché lui veniva nella sala soltanto per mangiare o per chiedere qualcosa ad Eliwys, e poiché Imeyne era sempre là a tenerla d'occhio lei non osava avvicinarlo.

Cominciò allora a portare le bambine a fare piccole escursioni… in giro per il cortile o nel villaggio… nella speranza che finissero per imbattersi in lui, ma Gawyn non si vedeva né nel granaio né nella stalla e anche Gringolet sembrava scomparso… Kivrin si chiese se non fosse andato in cerca dei suoi assalitori nonostante gli ordini di Eliwys, ma poi Rosemund le spiegò che era fuori a caccia.

— Deve uccidere un daino per il banchetto di Natale — aggiunse Agnes.

A nessuno sembrava importare dove lei portasse le bambine o per quanto tempo restassero assenti. Lady Eliwys annuiva con aria distratta quando lei le chiedeva se poteva andare con le bambine nelle stalle, e Lady Imeyne non ricordava neppure più ad Agnes di allacciarsi il mantello o di mettersi i guanti… era come se avessero consegnato le bambine alle sue cure e si fossero dimenticate di loro.

I preparativi per il Natale erano in pieno fervore. Eliwys aveva reclutato ogni ragazza e donna del villaggio perché preparassero il pane e cucinassero, i due maiali erano stati macellati e metà delle colombe erano state uccise e spennate. Adesso il cortile era pieno di piume e dell'odore del pane che cuoceva.

Nel quattordicesimo secolo il Natale era stato una festa che sì protraeva per due settimane con banchetti, giochi e danze, ma Kivrin rimase sorpresa che Eliwys stesse facendo tanti preparativi in simili circostanze… doveva essere davvero convinta che Lord Guillaume sarebbe venuto per Natale, come aveva promesso.

Imeyne s'incaricò di sovrintendere alle pulizie della sala, lamentandosi di continuo per le misere condizioni dell'ambiente e la mancanza di aiuto decente. Quella mattina fece venire il castaldo e un altro uomo perché tirassero giù i pesanti tavoli appesi alle pareti e li disponessero su due cavalletti, poi tenne sotto controllo Maisry e una donna con il collo segnato dalle cicatrici bianche della scrofola mentre esse provvedevano a pulire il tavolo con la sabbia e pesanti pennelli.

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