L'anno del contagio [Doomsday Book - it]
- Автор: Уиллис Конни
- Год: 1994
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0772-3
- Переводчик: Annarita Guarnieri
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «L'anno del contagio [Doomsday Book - it]». Краткое содержание книги:
— Shhh!!
— Ora devo andare a leggere la «Preghiera al Grande Spirito» — aggiunse Montoya, alzandosi e avviandosi lungo le file di sedie.
Dopo che lei ebbe letto il canto degli Indiani d'America fu la volta dei suonatori di campane che, muniti di guanti bianchi e con un'espressione estremamente decisa, eseguirono «O Cristo Che s'Interfaccia con il Mondo», un pezzo che somigliava moltissimo agli scricchiolii delle condutture della caldaia.
— Sono decisamente necrotici, vero? — sussurrò Colin, nascondendosi dietro il suo foglietto della liturgia.
— È un brano atonale del tardo ventesimo secolo — spiegò Dunworthy, — e deve dare quest'effetto orribile.
Quando parve che i suonatori di campane avessero finito, Dunworthy si accostò al leggio per leggere le Scritture.
— «E accadde in quei giorni che ci fu un decreto emesso da Cesare Augusto, che a tutto il mondo dovessero essere imposte le tasse…»
Durante la lettura del Vangelo, Montoya si alzò in piedi e oltrepassò Colin per poi raggiungere la navata laterale e sgusciare fuori della chiesa con disappunto di Dunworthy, che avrebbe voluto chiederle se le era capitato di vedere Badri nelle giornate di lunedì e di martedì o se conosceva qualche Americano che potesse aver avuto contatti con lui.
In ogni caso avrebbe potuto domandarglielo l'indomani quando si fossero presentati per le analisi del sangue. Intanto aveva già scoperto la cosa più importante, e cioè che Kivrin non aveva visto Badri lunedì pomeriggio. Montoya aveva infatti affermato che Kivrin era rimasta con lei dalle dieci alle tre, quando era andata in Infermeria, mentre Badri era rientrato da Londra alle dodici e alle tre era già stato impegnato a parlare con lo stesso Dunworthy. Di conseguenza, Badri non poteva aver contagiato Kivrin.
— «E l'Angelo le disse: 'Non temere perché io ti reco notizie di grande gioia, che tali saranno per tutte le genti…'»
Sembrava che nessuno stesse prestando attenzione alla lettura. La donna che era stata brusca con Colin era adesso impegnata a contorcersi per liberarsi del cappotto e tutti gli altri presenti avevano già provveduto a farlo e si stavano ora sventagliando con i foglietti della liturgia.
Dunworthy ripensò alla messa di Natale dell'anno precedente e a Kivrin inginocchiata sul pavimento di pietra e intenta a fissarlo con espressione rapita mentre lui leggeva… neppure Kivrin lo aveva ascoltato davvero perché era troppo intenta a immaginare la Vigilia di Natale del 1320, quando le Scritture erano ancora in latino e le candele tremolavano davanti alle finestre.
Mi chiedo se è tutto come lei lo immaginava, pensò Dunworthy, poi ricordò che nel passato non era ancora la Vigilia, che in quell'epoca distava ancora due settimane… sempre che lei fosse davvero là e ci fosse arrivata senza problemi.
— «… ma Maria costodiva tutte queste cose nel suo cuore e meditava su di esse» — finì di leggere, e tornò al suo posto.
L'imam diede quindi lettura dell'orario delle messe del giorno di Natale in tutte le chiese e del bollettino dell'SSN in cui si avvertiva di evitare ogni contatto con le persone infette, poi il vicario iniziò il suo sermone.
— Ci sono coloro — esordì, scoccando una dura occhiata al prete della Santa Chiesa Riformata, — che pensano che le malattie siano una punizione divina, e tuttavia Cristo ha passato la sua vita a risanare gli infermi e se fosse qui non dubito che curerebbe quanti sono stati colpiti dal virus nello stesso modo in cui ha guarito il lebbroso della Samaria. — E si lanciò in una conferenza di dieci minuti su come fare per proteggersi dall'influenza, elencandone i sintomi e spiegando come il contagio fosse trasmesso attraverso gli umori corporei. — Bevete molti liquidi e riposate — concluse, protendendo le mani dal pulpito come se stesse impartendo una benedizione, — e al primo accenno di uno qualsiasi di questi sintomi telefonate al vostro dottore.
A quel punto i suonatori di campane si infilarono di nuovo i loro guanti bianchi e accompagnarono l'organo in «Angeli dal Regno della Gloria», che risultò miracolosamente riconoscibile.
Venne quindi il turno del sacerdote della Chiesa Convertita Unitaria di salire sul pulpito.
— In questa stessa notte, oltre duemila anni fa, Dio ha mandato il Suo Figlio, il Suo prezioso figlio, nel nostro mondo. Riuscite a immaginare che genere di incredibile amore debba essere stato necessario per fare una cosa del genere? In quella notte Gesù lasciò il suo mondo celeste per venire in un mondo pieno di pericoli e di malattie, per venirvi nei panni di un neonato ignorante e impotente che non sapeva nulla del demonio e delle insidie che avrebbe incontrato. Come ha potuto Dio mandare il Suo unico Figlio, il Suo prezioso figlio, incontro a simili pericoli? La risposta risiede nell'amore. L'amore.
— O l'incompenza — borbottò Dunworthy.
Colin distolse lo sguardo dal consueto esame della gomma da masticare per fissarlo con aria perplessa.
E dopo che Lo ha mandato, Si è preoccupato per Lui ad ogni minuto che passava, pensò ancora Dunworthy. Mi chiedo se abbia anche cercato di riportarLo indietro.
— È stato l'amore che ha mandato Cristo nel mondo, e per amore Lui è stato disposto a venire fra noi… anzi, impaziente di farlo.
Kivrin è al sicuro, si ripeté Dunworthy. Le coordinate erano esatte, ci sono state soltanto quattro ore di slittamento e non è stata esposta all'influenza. Di certo adesso è al sicuro a Skendgate, ha determinato la data esatta per il recupero, ha il registratore già pieno a metà di osservazioni, è sana, eccitata e misericordiosamente all'oscuro di quanto sta succedendo qui.
— Lui è stato mandato nel mondo per aiutarci nelle nostre pene e tribolazioni — stava continuando il sacerdote.
Il vicario richiamò con un cenno l'attenzione di Dunworthy.
— Ho appena saputo che il Signor Latimer si è ammalato — sussurrò il vicario, quando Dunworthy si protese oltre Colin e verso di lui, poi gli porse un foglio di carta e aggiunse: — Vuole leggere lei la benedizione?
— … Un messaggero di Dio e un emissario d'amore — concluse il sacerdote della Chiesa Unitaria Convertita, e si rimise a sedere.
— Volete per favore alzarvi per la benedizione? — chiese allora Dunworthy, accostandosi al leggio e aprendo il foglio di carta per leggerlo. — Oh Signore, arresta la Tua mano mossa dall'ira — esso diceva, e lui vi aggiunse: — Padre Misericordioso, proteggi quanti sono assenti da noi e riportali a casa sani e salvi.
20 dicembre 1320. Ormai mi sono rimessa quasi completamente… i miei linfociti T rinforzati o gli antivirali o qualcosa deve essere finalmente entrato in azione, perché ora posso respirare senza sentire dolore, la tosse se n'è andata e mi sento abbastanza in forze da poter arrivare a piedi fino al luogo della transizione, se solo sapessi dove sì trova.
Anche il taglio che avevo sulla fronte è guarito. Questa mattina, quando è venuta per dargli un'occhiata, Eliwys è andata subito a chiamare Imeyne perché lo esaminasse a sua volta.
— È un miracolo — ha dichiarato Eliwys, con gioia, ma Imeyne ha assunto soltanto un'espressione sospettosa… fra un po' deciderà che sono una strega.
Intanto comincia a risultare evidente che adesso che non sono più un'invalida io costituisco un problema: a parte i dubbi di Imeyne che mi considera una spia o anche soltanto una ladra di argenteria, rimane comunque la difficoltà di accertare chi sono… quale sia la mia posizione sociale e come debba essere trattata… ed Eliwys non ha né il tempo né le energie per affrontare anche questo problema.