L’Isola Misteriosa [L'Île mystérieuse - it]
- Автор: Верн Жюль Габриэль
- Год: 1964
- Язык: итальянский
- Год: U. Mursia editore
- Переводчик: Lorenza Ester Aghito
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «L’Isola Misteriosa [L'Île mystérieuse - it]». Краткое содержание книги:
«Sono onagri!» esclamò Harbert «quadrupedi che stanno fra la zebra e il quagga.»
«E perché non asini?» domandò Nab.
«Perché non hanno le orecchie lunghe e le loro forme sono più graziose.»
«Asini o cavalli» rimbeccò Pencroff «sono dei «motori», come direbbe il signor Smith, e come tali, buoni da catturare.»
Il marinaio, cercando di non spaventare i due animali, s’insinuò fra le erbe fino al ponticello del Creek Glicerina, lo fece ribaltare e gli onagri divennero
prigionieri.
E adesso, se ne sarebbero impadroniti con la violenza, sottomettendoli poi a un addomesticamento forzato? No. Si decise che, durante alcuni giorni, si sarebbero lasciati andare e venire liberamente sull’altipiano, dove l’erba era abbondante, e immediatamente l’ingegnere fece costruire vicino al pollaio una stalla, nella quale gli onagri dovevano trovare, con una buona lettiera, un rifugio per la notte.
Così, dunque, la magnifica coppia fu lasciata interamente libera nei suoi movimenti, e i coloni evitarono persino di avvicinarsi a essa per non spaventarla. Nondimeno, parecchie volte gli animali sembrarono provare il bisogno di lasciare quell’altipiano, troppo ristretto per loro, avvezzi ai larghi spazi e alle foreste profonde. Si vedevano, allora, correre lungo la cinta d’acqua, che opponeva loro un’insormontabile barriera; gettare acuti ragli, poi galoppare attraverso le erbe; e tornata la calma, restavano ore intere a considerare quei grandi boschi, preclusi loro per sempre!
Intanto, erano state confezionate bardature e tirelle in fibre vegetali e pochi giorni dopo la cattura degli onagri, non solo il carro era pronto per essere attaccato, ma una strada diritta, o piuttosto un varco, era stato aperto attraverso la foresta del Far West, dal gomito del Mercy fino a Porto Pallone. Potevano, dunque, condurvi il carro; e infatti, verso la fine di dicembre, gli onagri furono provati per la prima volta.
Pencroff aveva già abbastanza assuefatto le due bestie a venire a mangiare dalla sua mano, ed esse si lasciavano avvicinare senza difficoltà; ma, una volta attaccate al carro s’impennarono e costò gran fatica trattenerle/Tuttavia, non avrebbero tardato a piegarsi al nuovo servizio, giacché l’onagro, meno ribelle della zebra, si aggioga frequentemente nelle parti montagnose dell’Africa australe, e si è potuto persino acclimatarlo in Europa, in zone relativamente fredde.
Quel giorno, tutta la colonia, meno Pencroff, che stava davanti alle sue bestie, sali sul carro e prese la via di Porto Pallone. Si può immaginare quanto i passeggeri furono sballottati su quella strada appena abbozzata; ma il veicolo arrivò senza incontrare ostacoli, e il giorno stesso fu possibile caricarvi l’involucro e i diversi attrezzi del pallone.
Alle otto di sera, il carro, dopo aver ripassato il ponte del Mercy, ridiscendeva la riva sinistra del fiume e si fermava sul greto. Gli onagri venivano staccati e ricondotti nella stalla; e Pencroff, prima di addormentarsi, emise un tale sospiro di soddisfazione che fece rumorosamente risuonare di echi la GraniteHouse.
CAPITOLO VIII
LA BIANCHERIA «CALZATURE IN CUOIO DI FOCA» FABBRICAZIONE DELLA PIROSSILINA «DIVERSE SEMINE» LA PESCA «LE UOVA DI TARTARUGA» PROGRESSI DI MASTRO JUP «IL RECINTO» CACCIA AI MUFLONI «NUOVE RICCHEZZE VEGETALI E ANIMALI» RICORDI DELLA PATRIA LONTANA
LA PRIMA settimana di gennaio fu dedicata alla confezione della biancheria necessaria alla colonia. Gli aghi trovati nella cassa funzionarono tra dita vigorose, se non delicate, e si può affermare che quello che fu cucito fu cucito molto solidamente.
Il filo non mancò, grazie all’idea, che Cyrus Smith ebbe, di reimpiegare quello che aveva già servito alla cucitura delle fasce dell’aerostato. Quelle lunghe strisce furono scucite con pazienza ammirevole da Gedeon Spilett e da Harbert, giacché Pencroff aveva dovuto rinunciare a quel lavoro, che lo irritava fuori misura; ma quando si trattò di cucire, egli non ebbe l’eguale. Nessuno ignora, infatti, che i marinai hanno una spiccata attitudine per il mestiere di sarto.
Le tele che componevano l’involucro dell’aerostato furono sgrassate con soda e potassa, ottenute mediante l’incenerimento di piante; di modo che il cotone, liberato dalla vernice, riprese la pieghevolezza e l’elasticità sue naturali; poi, sottoposto all’azione decolorante dell’atmosfera, acquistò una bianchezza perfetta.
Alcune dozzine di camicie, e di calze, queste non fatte a maglia, beninteso, ma di tela cucita, furono così preparate. Quale godimento per i coloni indossare finalmente della biancheria pulita, — biancheria molto grossolana, è vero, ma non s’inquietavano per così poco — e coricarsi fra lenzuola, che fecero diventare le cuccette di GraniteHouse dei veri e propri letti!
In quel periodo di tempo vennero pure confezionate delle calzature in cuoio di foca, che sostituirono opportunamente le scarpe e gli stivali portati dall’America. Si può garantire che queste nuove calzature furono larghe e lunghe e non incomodarono mai il piede dei camminatori!
Con l’inizio dell’anno 1866, il caldo fu persistente, ma la caccia nei boschi non subì interruzioni. Aguti, pecari, capibara, canguri, selvaggina di pelo e di penna pullulavano veramente, e Gedeon Spilett e Harbert erano troppo abili tiratori per fallire un solo colpo di fucile.
Cyrus Smith raccomandava loro sempre di usare le munizioni con parsimonia; egli prese, anzi, dei provvedimenti per surrogare la polvere e il piombo ch’erano stati trovati nella cassa e che voleva riservare per l’avvenire. E infatti, egli non poteva sapere dove il caso un giorno avrebbe gettato lui e i suoi, qualora avessero abbandonato il loro dominio. Bisognava, dunque, provvedere a tutte le necessità, per qualsiasi evenienza, ed economizzare le munizioni, sostituendo loro altre sostanze facili a procurarsi.
Per sostituire il piombo, di cui non aveva trovato traccia alcuna nell’isola, Cyrus Smith adoperò, senza troppo svantaggio, pallottoline di ferro, ch’erano di facile fabbricazione. Non avendo questi grani la pesantezza di quelli di piombo, dovette farli più grossi, così che ciascuna carica ne conteneva meno; ma l’abilità dei cacciatori supplì a questo inconveniente. Quanto alla polvere, Cyrus Smith avrebbe potuto farne, giacché aveva a sua disposizione salnitro, zolfo e carbone; ma questo preparato richiede cure estreme, e senza una speciale attrezzatura è difficile produrlo di buona qualità.
Cyrus Smith preferì, dunque, fabbricare la pirossilina, cioè del fulmicotone, sostanza in cui il cotone non è indispensabile, giacché non vi entra che in qualità di cellulosa. Ora, la cellulosa altro non è che il tessuto elementare dei vegetali, e si trova allo stato quasi puro non solo nel cotone, ma nelle fibre tessili della canapa e del lino, nella carta, negli stracci, nel midollo del sambuco, ecc. Precisamente i sambuchi abbondavano nell’isola, verso la foce del Creek Rosso, e i coloni usavano già come caffè le bacche di tali arboscelli, che appartengono alla famiglia delle caprifogliacee.
Bastava, dunque, raccogliere questo midollo di sambuco per avere la cellulosa; quanto all’altra sostanza necessaria alla fabbricazione della pirossilina, non si trattava che di vapori di acido nitrico. Ora, Cyrus Smith, avendo a sua disposizione dell’acido solforico, già aveva potuto facilmente produrre dell’acido nitrico, adoperando il salnitro che la natura gli elargiva.
Egli risolse, dunque, di fabbricare e di adoperare della pirossilina, pur riconoscendole abbastanza gravi inconvenienti, vale a dire una grande ineguaglianza d’effetto, un’eccessiva infiammabilità, giacché s’infiamma a centosettanta gradi, invece che a duecentoquaranta, e in fine una deflagrazione troppo istantanea, che può deteriorare le armi da fuoco. In compenso, i vantaggi della pirossilina consistevano in questo, che non s’alterava all’umidità, che non insudiciava la canna dei fucili, e che la sua forza propulsiva era quadrupla di quella della polvere ordinaria.