La corona di spade
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #7
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:
Egwene prese la penna accanto al flacone dell’inchiostro e il vasetto con la sabbia, giocherellandoci mentre cercava le parole giuste. «Siuan, sai come la penso in merito alla necessità di alcuni cambiamenti. Ci sono troppe cose che facciamo solo perché le Aes Sedai le hanno sempre fatte. Ma la situazione sta cambiando, e non importa se qualcuna pensa che tutto tornerà come prima. Dubito che in passato una donna sia stata eletta Amyrlin senza prima essere Aes Sedai.» Questa frase avrebbe dovuto provocare un commento sui verbali segreti della Torre Bianca — Siuan diceva spesso che non c’era nulla che non fosse già accaduto almeno una volta nella storia della Torre Bianca, per quanto potesse sembrare incredibile — ma l’altra donna rimase seduta in preda allo sconforto, simile a un sacco vuoto. «Siuan, i sistemi delle Aes Sedai non sono l’unico modo per fare una cosa e non sempre rappresentano il migliore. Io ho intenzione di assicurarmi che seguiamo la via migliore, e chiunque non riuscirà a cambiare, o non riesce o non vuole farlo, dovrà sforzarsi di più.» Egwene si sporse sul tavolo e cercò di assumere un’espressione incoraggiante. «Non ho mai capito come fanno le Sapienti a determinare le gerarchie fra di loro, ma non si tratta della forza nel Potere. Le donne che possono incanalare talvolta obbediscono a una che non ne è in grado. Sorilea, una Aiel che non sarebbe mai diventata nemmeno Ammessa, fa saltare a suo piacimento anche le più forti nel Potere.»
«Selvatiche» rispose Siuan con fare assente, ma senza convinzione.
«Allora parliamo di Aes Sedai. Non sono stata eletta Amyrlin perché sono la più forte. Per il Consiglio, o per fare da ambasciatrici o consigliere, vengono scelte le donne più sagge, quelle con le maggiori conoscenze, non le più forti.» Era meglio non specificare quale tipo di conoscenze, anche se Siuan di sicuro le possedeva.
«Il Consiglio? Il Consiglio potrebbe usarmi come cameriera. Potrebbero mandarmi via quando si riuniscono.»
Egwene. si accomodò di nuovo e lasciò cadere la penna. Aveva voglia di scuotere quella donna. Siuan era andata avanti quando non poteva incanalare e adesso cominciavano a cederle le ginocchia? Egwene era sul punto di raccontarle di Theodrin e Faolain — forse l’avrebbe rinfrancata un po’ — quando vide una donna dalla carnagione olivastra passare davanti alla tenda aperta, a prima vista persa nei suoi pensieri sotto il grande cappello grigio che indossava per proteggersi dal sole.
«Siuan, quella è Myrelle.» Egwene rilasciò lo schermo protettivo e si precipitò fuori. «Myrelle» gridò. Siuan aveva bisogno di una vittoria per non sentire più in bocca il sapore di tutte quelle prepotenze subite, e Myrelle faceva proprio al caso loro. Apparteneva al gruppo di Sheriam, ed era evidente che avesse un segreto tutto suo. Myrelle fece fermare la cavalla rosso-castagno e si guardò intorno, trasalendo quando vide Egwene. A giudicare dalla sua espressione, la Sorella Verde non si era accorta di quale parte dell’accampamento stesse attraversando. Dietro le spalle le pendeva un sottile mantello, per proteggere dalla polvere l’abito grigio da cavallo. «Madre» disse con esitazione. «Se vuoi scusarmi...»
«No, non ti scuso» l’interruppe Egwene, facendola arretrare. Non aveva più dubbi: Myrelle era al corrente di quanto era accaduto la notte precedente con Sheriam. «Voglio parlare con te, e adesso.»
Anche Siuan era uscita, ma invece di osservare la Sorella che scendeva goffamente da cavallo, guardò in fondo alla fila di tende verso un uomo tarchiato con i capelli grigi e un pettorale ammaccato sopra la giubba con le maniche a sbuffo che conduceva un alto cavallo baio nella loro direzione. La sua presenza era una sorpresa. Lord Bryne di solito usava un messaggero per comunicare con il Consiglio, e le sue rare visite di solito finivano prima che Egwene scoprisse che era stato lì. Siuan assunse una tale espressione di serenità da Aes Sedai che la giovinezza del suo volto passò quasi in secondo piano.
Bryne le lanciò una rapida occhiata e fece un piccolo inchino, spostando la spada con molta grazia. Un uomo vissuto, non era particolarmente alto, ma il suo portamento lo faceva sembrare più slanciato. Non c’era nulla di vistoso in lui, e il sudore sul viso largo lo faceva sembrare quasi un manovale. «Madre, posso parlarti in privato?»
Myrelle si voltò per andare via ed Egwene la richiamò con asprezza: «Resta esattamente dove sei! Proprio in quel punto!» Myrelle rimase a bocca aperta. Parve sorpresa tanto dalla propria obbedienza quanto dal tono deciso di Egwene, poi la sua espressione divenne rassegnata, per essere subito sostituita da una facciata di fredda compostezza. Tradita solo dal modo in cui stava stringendo le redini.
Bryne non batté ciglio, anche se Egwene era sicura che aveva capito la situazione. Sospettava che fossero poche le cose che stupivano o sconvolgevano quell’uomo. La sua sola presenza aveva messo Siuan sulla difensiva, anche se era sempre lei a dare inizio alle loro liti. Teneva le mani in grembo e lo fissava, uno sguardo litigioso che avrebbe messo chiunque a disagio, anche se non fosse provenuto da un’Aes Sedai. Ma Myrelle rappresentava più che un modo per aiutare Siuan. «Avevo intenzione di chiederti di passare questo pomeriggio, lord Bryne. Te lo chiedo ora.» Aveva delle domande per lui. «Potremo parlare più tardi. Ora, se vuoi scusarmi...»
Invece di accettare il congedo di Egwene, l’uomo disse: «Madre, una delle mie pattuglie ha trovato qualcosa poco prima dell’alba, qualcosa che credo dovresti vedere di persona. Posso far preparare una scorta in...»
«Non ce n’è bisogno» lo interruppe brusca Egwene. «Myrelle, verrai con noi. Siuan, chiedi a qualcuno di portarmi il cavallo. Senza perdere tempo.»
Condurre Myrelle con loro era meglio che affrontarla lì, se gli indizi messi insieme da Siuan significavano qualcosa, e durante la cavalcata lei avrebbe potuto rivolgere le sue domande a Bryne. Ma la sua fretta era motivata da altro. Aveva appena visto Lelaine che le andava incontro fra le tende, con Takima al suo fianco. Con una sola eccezione, tutte le donne che erano state Adunanti prima che Siuan fosse deposta si erano schierate con Lelaine o Romanda. Le nuove Adunanti andavano invece per la propria strada, che per Egwene non era poi tanto meglio.
Anche da quella distanza, la posizione delle spalle di Lelaine rendeva chiaro il suo atteggiamento. Era pronta a camminare su chiunque le si fosse messo davanti. Anche Siuan la vide e scattò senza fermarsi nemmeno per fare una riverenza, ma non c’era modo di uscire da quella situazione a meno di non volersi fiondare sul cavallo di lord Bryne.
Lelaine si piantò davanti a Egwene, ma fissò su Bryne i suoi occhi acuminati come puntine, valutandolo, soppesandolo, cercando di indovinare i motivi della sua presenza. Ma aveva pesci più grossi da mettere al fuoco. «Devo parlare con l’Amyrlin» gli disse in tono perentorio, puntando poi un dito verso Myrelle. «Aspetterai lì; con te parlo più tardi.» Bryne le fece l’inchino, non troppo profondo, e condusse il cavallo nella direzione indicata. Gli uomini con un minimo di cervello imparavano presto che discutere con un’Aes Sedai serviva a poco, e con le Adunanti a nulla.