Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » La corona di spade
La corona di spade - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

La corona di spade

Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:

La corona di spade
1 ... 64 65 66 67 68 69 70 71 72 ... 236
Перейти на страницу:

«Devo andare» disse alla fine alzandosi in piedi. Il corpo giaceva addormentato nella sua tenda, ma il sonno non era mai ristoratore quando ci si trovava nel tel’aran’rhiod. Le altre si alzarono con lei. «Spero che sarete tutte molto prudenti. Moghedien mi odia e di sicuro cercherà di fare del male ai miei amici. Conosce molto bene il Mondo dei Sogni. Almeno quanto Lanfear.» Era il massimo dell’avviso che poteva dare senza dire apertamente che forse Moghedien ne sapeva più di loro. Gli Aiel erano permalosi, ma le tre donne accolsero il suo avvertimento senza offendersi.

«Se le Anime dell’Ombra avessero inteso prenderci di mira,» rispose Melaine «penso che l’avrebbero fatto. Forse non credono che siamo una minaccia per loro.»

«Abbiamo visto di sfuggita quelli che devono essere camminatori dei sogni, anche gli uomini.» Bair scosse il capo incredula; non importava cosa sapesse dei Reietti, considerava i comuni camminatori dei sogni come un serpente con le gambe. «Ci evitano. Tutti loro.»

«Io penso che siamo forti quanto loro» intervenne Amys. Nell’Unico Potere, lei e Melaine non erano più forti di Theodrin e Faolain — certo non erano deboli, anzi, superavano molte Aes Sedai, ma non reggevano il paragone con i Reietti —, eppure nel Mondo dei Sogni la conoscenza del tel’aran’rhiod era spesso efficace quanto saidar, talvolta anche di più. Lì Bair era forte quanto qualsiasi Sorella. «Ma faremo attenzione. E il nemico che sottovaluti quello che ti uccide.»

Egwene prese la mano di Amys e quella di Melaine e, se avesse avuto modo, avrebbe preso anche quella di Bair. Invece la incluse con un sorriso. «Non sarò mai in grado di dirvi quanto sia importante per me la vostra amicizia, quanto siate importanti voi.» Era la pura e semplice verità. «Il mondo intero sembra cambiare ogni volta che batto le palpebre. Voi tre siete tra i pochi punti fermi che mi sono rimasti.»

«Il mondo cambia» rispose triste Amys. «Anche le montagne vengono consumate dal vento e nessuno può salire sulla stessa collina per due volte. Spero che ai tuoi occhi saremo sempre amiche, Egwene al’Vere. Che tu possa trovare sempre acqua e ombra.» Detto questo svanirono, facendo ritorno ai loro corpi.

Egwene rimase un attimo a fissare Callandor senza però vederla, fino a quando si scosse esasperata. Stava pensando a quello sterminato campo di stelle. Se avesse aspettato abbastanza a lungo, il sogno di Gawyn l’avrebbe trovata di nuovo, avvolgendola come avrebbero fatto le sue braccia dopo qualche momento. Un modo piacevole di trascorrere la restante parte della notte. E una perdita di tempo infantile.

Egwene si costrinse con fermezza a rientrare nel suo corpo addormentato, ma non per un sonno ordinario. Ormai non lo faceva più. Una parte del cervello rimaneva sempre sveglia, catalogando i sogni, archiviando quelli che prevedevano il futuro o che davano comunque un’immagine vaga del possibile corso che avrebbero potuto prendere gli eventi. Adesso era capace di capire almeno questo, anche se gli unici sogni che era riuscita a interpretare per il momento erano quelli che mostravano Gawyn come suo Custode. Le Aes Sedai chiamavano ‘sognare’ quel suo talento, e le donne che lo possedevano erano le Sognatrici, tutte defunte da secoli a parte lei, eppure la cosa non aveva nulla a che fare con l’Unico Potere: era come il camminare nei sogni.

Forse era inevitabile che sognasse subito Gawyn, visto che aveva pensato a lui.

Egwene stava in piedi in una vasta camera con le luci soffuse, dove tutto era indistinto. Tutto tranne Gawyn, che avanzava lento verso di lei. Un uomo alto e bellissimo — aveva davvero pensato che il suo fratellastro Galad fosse più bello? — con i capelli del colore dell’oro e gli occhi del più bell’azzurro. Gawyn era ancora lontano, ma poteva vederla. Il suo sguardo era fisso nei suoi occhi, come un arciere con un bersaglio. Nell’aria era sospeso un vago rumore, una sorta di incessante scricchiolio. Egwene guardò a terra e le venne da urlare. Gawyn camminava scalzo su una distesa di vetri rotti, che si sminuzzavano a ogni suo passo. Anche con quella luce fioca, Egwene poteva vedere la scia di sangue lasciata dai piedi feriti. Protese una mano, cercò di gridargli di fermarsi, provò a correre verso di lui, ma si trovò subito in un altro posto.

Come succedeva nei sogni, fluttuò sopra una lunga strada dritta in una pianura erbosa, osservando un uomo che cavalcava uno stallone nero. Gawyn. Poi Egwene si trovò in piedi in mezzo a quella strada, davanti a lui, che tirò le redini. Stavolta non perché l’aveva vista, ma perché la strada si biforcava proprio nel punto in cui si trovava lei, risalendo alte colline che impedivano di vedere cosa vi fosse al di là. Egwene però lo sapeva. In fondo a una delle due diramazioni c’era la morte violenta di Gawyn, in fondo all’altra una lunga vita e una morte serena. In una l’avrebbe sposata, nell’altra no. Sapeva cosa c’era in fondo alle due biforcazioni, ma non quale delle due conduceva a una fine o all’altra. Gawyn la vide di colpo, o così sembrò, sorrise, fece girare il cavallo per imboccare una delle due stradine... ed Egwene fu in un altro sogno. Poi un altro e un altro ancora, cambiando di nuovo.

Non in tutti si nascondeva il futuro. Sogni in cui baciava Gawyn o correva su un prato in primavera con le sorelle, come facevano da bambine, si affiancarono a incubi dove Aes Sedai armate di frusta la inseguivano lungo corridoi infiniti, dove creature deformi si nascondevano nell’ombra, o dove Nicola sorrideva denunciandola al Consiglio e Thom Merrilin si presentava come testimone. Questi li scartò tutti, gli altri li archiviò per recuperarli e studiarli in futuro, sperando di capirne il significato.

Egwene si trovava in piedi davanti a un muro immenso, e lo artigliava cercando di distruggerlo a mani nude. Non era fatto di mattoni o di pietra, ma di migliaia di dischi, ognuno per metà bianco e per metà nero, l’antico simbolo Aes Sedai, come i sette sigilli che una volta tenevano chiusa la prigione del Tenebroso. Adesso alcuni di quei sigilli erano spezzati — anche se nemmeno l’Unico Potere era in grado di rompere il cuendillar — e gli altri si erano misteriosamente indeboliti, ma quel muro era più forte che mai. Per quanto lo colpisse ripetutamente, non riusciva ad abbatterlo. Forse era il simbolo a essere importante. Forse stava cercando di abbattere le Aes Sedai stesse, o la Torre Bianca, forse...

Mat era seduto su una collina, di notte, osservava uno spettacolo degli Illuminatori. A un tratto una delle sue mani scattò verso l’alto e afferrò una di quelle luci dirompenti. Dal pugno chiuso si diramarono lampi luminosi, ed Egwene fu pervasa da una sensazione di terrore. A causa di quel gesto sarebbero morti degli uomini. Il mondo sarebbe cambiato. Ma il mondo stava già cambiando, cambiava sempre.

Le cinghie che aveva intorno alla vita e alle spalle la legavano forte al ceppo e l’ascia del boia stava calando, ma Egwene sapeva che da qualche parte qualcuno stava correndo e, se avesse corso abbastanza in fretta, l’ascia si sarebbe fermata. Altrimenti... Rabbrividì in quell’angolo della mente dove custodiva i sogni.

Ridendo, Logain scavalcò qualcosa e salì su una roccia nera; quando Egwene guardò in basso pensò che l’uomo avesse scavalcato il corpo di Rand, disteso su un catafalco funebre con le mani incrociate davanti al petto, ma quando ne sfiorò il viso questo cadde a pezzi come un pupazzo di cartapesta.

Un falco dorato dispiegò le ali e la toccò; lei e il falco erano legati in qualche modo; sapeva solo che quel falco era femmina. Vide un uomo morente in un letto molto piccolo. Era importante che non morisse, eppure fuori stavano costruendo una pira funebre e si sentivano canzoni di gioia e tristezza. Un giovane dalla carnagione scura aveva un oggetto fra le mani che brillava tanto impedirle di vedere cosa fosse.

1 ... 64 65 66 67 68 69 70 71 72 ... 236
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)