Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » La corona di spade
La corona di spade - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

La corona di spade

Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:

La corona di spade
1 ... 62 63 64 65 66 67 68 69 70 ... 236
Перейти на страницу:

«C’è una cosa che fanno i bambini» rispose Melarne con cautela dopo un momento. La gravidanza non era ancora visibile, ma la donna aveva già quella radiosità che la rendeva più bella del solito, e mostrava anche una calma incrollabile. «I bambini vogliono tutti usare la lancia e vogliono tutti essere capoclan, ma alla fine capiscono che i capi raramente fanno danzare le lance. A quel punto fanno un fantoccio e lo mettono in cima a un’altura.» A un tratto, il pavimento accanto a loro si sollevò, non più mattonelle ma roccia arsa dal sole. In cima era visibile una figura vagamente umana, fatta di ramoscelli e pezzi di stoffa. «Questo è il capoclan che comanda loro di far danzare le lance, dalla collina dove può vedere la battaglia, ma i bambini corrono dove vogliono e il loro capo è solo un pupazzo di ramoscelli e stracci.» Il vento frustò i brandelli di vestiti, come a sottolineare l’inutilità di quel fantoccio, poi il promontorio e la figura in cima svanirono.

Egwene sospirò. Le avevano creduto, ovviamente. Aveva fatto ammenda per la sua bugia secondo le regole del ji’e’toh. Di sua spontanea volontà, e questo significava che per quelle donne era come se non avesse mai mentito. Avrebbe dovuto ricordare. In ogni caso, centrato in pieno la sua situazione, come se avessero trascorso settimane nell’accampamento delle Aes Sedai. Bair fissava il pavimento, non voleva assistere alla sua vergogna. Amys stava seduta con il mento appoggiato sulle mani, e sembrava che con gli occhi azzurri volesse scavarsi la strada fino al cuore di Egwene.

«Alcune mi vedono così.» Un altro sospiro, e disse tutta la verità. «Quasi tutte. Quando avremo finito la nostra battaglia, sapranno che sono il loro capo e dovranno scattare a ogni mio comando.»

«Torna da noi» disse Bair. «Hai troppo onore per queste donne. Sorilea ha già selezionato una dozzina di ragazzi da farti guardare nella sauna. Vuole davvero vederti intrecciare una corona di fiori nuziale.»

«Spero che sarà presente quando mi sposerò, Bair.» Egwene però pensava a Gawyn. Sapeva che lo avrebbe legato come Custode, lo aveva capito interpretando uno dei propri sogni, ma solo la speranza e la certezza del suo amore le dicevano che si sarebbero sposati. «Spero che ci sarete tutte voi, ma ho fatto la mia scelta.»

Bair avrebbe continuato a discutere e anche Melarne, ma Amys sollevò una mano e rimasero tutte in silenzio, anche se di malavoglia. «C’è molto ji nella sua decisione. Piegherà le sue nemiche secondo la propria volontà, non fuggirà da loro. Ti auguro ogni bene nella tua danza, Egwene al’Vere.» Lei era stata una Fanciulla della Lancia, e spesso pensava ancora come una Far Dareis Mai. «Siediti pure.»

«Il suo onore rimane una sua faccenda personale,» disse Bair guardando seria Amys «ma io ho un’altra domanda.» Gli occhi di Bair erano azzurro chiaro e appena velati, ma quando li fissò su Egwene divennero acuti come quelli di Amys. «Farai inginocchiare queste Aes Sedai davanti al car’a’carn?»

Egwene, del tutto stupita, cadde quasi a terra invece di sedersi, ma non vi fu alcuna esitazione nella sua risposta. «Non posso, Bair, e non lo farei neanche se potessi. La nostra lealtà va alla Torre, alle Aes Sedai, prima ancora che alle nostre terre natie.» Era vero, o almeno, avrebbe dovuto esserlo, anche se lei aveva delle difficoltà a conciliare questa affermazione con la ‘ribellione’ sua e delle altre Sorelle. «Le Aes Sedai non giurano fedeltà nemmeno all’Amyrlin, figuriamoci a un uomo. Sarebbe come se una di voi si inginocchiasse davanti a un capoclan.» Propose un esempio visivo simile a quello che aveva fatto Melaine, e ci riuscì col semplice pensiero; il tel’aran’rhiod era molto malleabile, se si sapeva come usarlo. Dietro a Callandor comparvero tre Sapienti in ginocchio davanti a un capoclan. L’uomo somigliava molto a Rhuarc, le donne erano le stesse tre sedute davanti a lei. Egwene mantenne quell’immagine solo per un istante, ma Bair la guardò e tirò sonoramente su con il naso. L’idea era assurda.

«Non confrontare quelle donne con noi.» Gli occhi verdi di Melaine risplendevano di qualcosa di molto simile alla vecchia grinta, e la voce era tagliente come un rasoio.

Egwene rimase in silenzio. Le Sapienti disprezzavano le Aes Sedai, tutte tranne lei, o forse era meglio dire che erano altezzose. Forse erano risentite perché le Profezie le legavano alle Aes Sedai. Prima che lei venisse convocata davanti al Consiglio per essere eletta Amyrlin, Sheriam e la sua cerchia di amiche l’avevano incontrata regolarmente insieme alle tre Sapienti, ma gli incontri erano finiti sia perché le Sapienti rifiutavano di nascondere il loro disprezzo sia perché Egwene era andata via. Nel tel’aran’rhiod, un confronto con chi aveva maggiore confidenza con quell’ambiente poteva essere umiliante. Anche tra Egwene e le tre Sapienti adesso c’era una certa distanza, e loro si rifiutavano di trattare determinati argomenti, come per esempio cosa sapevano dei piani di Rand. Prima Egwene era una di loro, un’allieva che voleva imparare a camminare nei sogni; dopo era diventata un’Aes Sedai, anche quando non l’aveva ancora confessato. «Egwene al’Vere farà ciò che deve» rispose Amys. Melaine la guardò a lungo e si sistemò di nuovo lo scialle, facendo ticchettare diverse collane d’avorio e oro, ma non disse nulla. Amys sembrava detenere il comando ancor più di prima. La sola Sapiente ugualmente capace di farsi obbedire da tutte le altre era Sorilea.

Bair aveva immaginato del tè davanti a sé, come se si trovassero nelle loro tende, una teiera dorata con dei leoni incisi sopra, un vassoio d’argento con i bordi di corda intrecciata che proveniva da una nazione differente rispetto alla teiera e piccole tazze di porcellana verde del Popolo del Mare. Il sapore del tè era reale, come era reale la sensazione di deglutirlo. Anche se aveva un vago sapore di bacche o erbe dolci che Egwene non conosceva, era troppo amaro per lei. Immaginò di metterci dentro un po’ di miele, quindi ne bevve un altro sorso. Troppo dolce. Meno miele. Adesso andava bene. Questo non si poteva fare con il Potere. Egwene dubitava che qualcuno avesse le conoscenze necessarie a intessere dei flussi di saidar abbastanza fini da togliere il miele dal tè.

Per un momento rimase seduta con lo sguardo fisso sulla tazza, pensando al miele, al tè e ai flussi di saidar, ma non erano queste riflessioni il motivo del suo silenzio. Le Sapienti volevano guidare Rand proprio come desideravano fare Elaida, Romanda o Lelaine e, molto probabilmente, qualsiasi altra Aes Sedai. Ovviamente loro volevano guidare il Car’a’carn a vantaggio degli Aiel e le Sorelle volevano spingere il Drago Rinato in quella che loro credevano essere la direzione migliore per il mondo. Egwene sapeva di non essere estranea a certi tentativi. Aiutare Rand, evitare che creasse dei guai irreparabili con le Aes Sedai, significava comunque guidarlo. Solo che io ho ragione, si disse. Qualsiasi cosa faccio è per il suo bene oltre che per quello degli altri. Nessuna delle altre pensa a cosa sia giusto per lui. Ma doveva comunque tenere a mente che le donne davanti a lei non erano solo sue amiche e seguaci del Car’a’carn. Ormai aveva imparato che nessuna persona era semplice da capire.

«Non credo che tu ci abbia chiamate solo per dirci che adesso sei una capoclan fra gli abitanti delle terre bagnate» osservò Amys mentre sorseggiava il tè. «Cos’è che ti preoccupa, Egwene al’Vere?»

«Sempre la stessa cosa.» Sorrise per alleggerire l’atmosfera. «Talvolta penso che Rand mi farà venire i capelli grigi prima del tempo.»

«Se non ci fossero gli uomini, nessuna donna avrebbe i capelli grigi.» Normalmente per Melarne quella sarebbe stata una battuta, e Bair ne avrebbe fatta un’altra sull’ampia conoscenza degli uomini che Melarne aveva acquisito in pochi mesi di matrimonio, ma in quel momento le tre donne si limitarono a guardare Egwene e ad aspettare.

Volevano essere serie. Be’, Rand era un argomento serio. Egwene avrebbe solo preferito essere sicura che vedessero le cose nel suo stesso modo. Con la tazzina in mano, raccontò tutto. Parlò di Rand e delle paure che la assillavano da quando aveva scoperto che non giungevano più notizie da Caemlyn. «Non so cos’abbia combinato Rand — o quella donna. Tutte continuano a dirmi che Merana ha una grande esperienza come negoziatrice, ma non conosce Rand. Quando ha a che fare con le Aes Sedai, potrebbe calpestare una tazza in meno di tre passi anche se è nascosta in un prato. So che potrei fare meglio di Merana, ma...»

1 ... 62 63 64 65 66 67 68 69 70 ... 236
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)