La corona di spade
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #7
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:
«Potresti ritornare» suggerì di nuovo Bair, ed Egwene scosse ancora il capo con fermezza.
«Posso fare di più da dove mi trovo, in veste di Amyrlin. E comunque ci sono regole anche per l’Amyrlin Seat.» Per un istante, la bocca le si contorse in una smorfia. Non le piaceva dover ammettere certe cose, soprattutto davanti a loro tre. «Non posso nemmeno fargli visita senza il permesso del Consiglio. Adesso sono un’Aes Sedai, e devo obbedire alle nostre leggi.» Le venne fuori con più ferocia di quanto avrebbe voluto. Era una regola stupida, ma non aveva ancora trovato il modo di aggirarla. Inoltre le Sapienti erano talmente inespressive che di sicuro stavano ridendo dentro di sé. Nemmeno un capoclan aveva il diritto di dire quando o dove una Sapiente poteva andare.
Le tre donne si scambiarono delle occhiate, poi Amys poggiò la tazzina a terra e disse: «Merana Ambrey e altre Aes Sedai hanno seguito il Car’a’carn nella città degli assassini dell’albero. Non devi temere che faccia un passo falso con lei o con qualsiasi altra delle tue Sorelle che si trovano laggiù. Faremo in modo che non vi siano difficoltà fra lui e qualsiasi Aes Sedai.»
«Sembra difficile, trattandosi di Rand» rispose dubbiosa Egwene. E così Sheriam aveva ragione su Merana. Ma allora perché quella dorma non mandava più messaggi?
Bair scoppiò a ridere. «La maggior parte dei genitori hanno più problemi con i bambini di quanti ce ne sono fra il Car’a’carn e le donne venute con Merana Ambrey.»
«Finché non si metterà anche lui a fare il bambino.» Anche Egwene ridacchiò, sollevata da quell’attimo di allegria. Visto cosa le tre Sapienti pensavano delle Aes Sedai, avrebbero sputato veleno se davvero credevano che una qualsiasi delle Sorelle stesse ottenendo troppa influenza su Rand. D’altro canto, Merana doveva averne acquisita un po’, altrimenti sarebbe andata via. «Ma Merana avrebbe dovuto inviarmi un resoconto. Non capisco perché non l’ha fatto. Siete sicure che non ci sia alcun...» Non sapeva come finire quella frase. In che modo Rand poteva impedire a Merana di inviare un piccione?
«Forse ha mandato un messaggero a cavallo.» Amys storse la bocca; come tutti gli Aiel, trovava ripugnante l’idea. Le proprie gambe andavano più che bene. «Non aveva con sé nessuno degli uccelli che usano gli abitanti delle terre bagnate.»
«È stata stupida a non portarne» mormorò Egwene, ma ‘stupida’ era davvero troppo poco. I sogni di Merana erano sicuramente schermati, per cui non aveva senso tentare di raggiungerla in quel modo. Ammesso che fosse riuscita a trovarli. Luce, quanto era frustrante quella situazione! Egwene si protese in avanti, molto concentrata. «Amys, promettimi che non impedirai che Rand parli con lei e non farai adirare Merana al punto che arrivi a fare qualche follia.» Le Sapienti ne erano capaci; più che capaci. Avevano perfezionato l’arte di far inquietare un’Aes Sedai quasi al livello di un Talento. «Deve solo convincerlo che non intendiamo fargli del male. Sono sicura che Elaida ha qualche brutta sorpresa in serbo per Rand, ma noi no.» E se anche qualcuna delle Ribelli la pensava diversamente, se ne sarebbe occupata lei. In qualche modo lo avrebbe fatto. «Me lo prometti?»
Le donne si scambiarono sguardi incomprensibili. Non potevano gioire all’idea di lasciare che un’Aes Sedai si avvicinasse a Rand, di certo non senza ostacolarla. Senza dubbio, una di loro avrebbe escogitato il modo di stare con Rand ogni volta che era presente Merana; questo l’avrebbe sopportato, purché non creassero troppi intralci.
«Lo prometto, Egwene al’Vere» rispose infine Amys con voce piatta.
Con ogni probabilità era offesa perché le era stato chiesto di giurarlo, ma Egwene si sentiva invece sollevata da un peso. Da due pesi. Rand e Merana non erano uno contro l’altra, e l’Aes Sedai avrebbe avuto l’opportunità di fare ciò per cui era stata inviata da lui. «Sapevo che mi avresti detto la pura e semplice verità, Amys. Non posso dirti quanto ‘sono felice di averla sentita. Se ci fosse stato qualcosa di sbagliato fra Rand e Merana... Grazie.»
Egwene batté le palpebre stupita per un istante. Amys indossava il cadin’sor. Fece anche una specie di gesto. Forse era il linguaggio delle mani delle Fanciulle. Né Bair né Melarne, che sorseggiavano il tè, diedero segno di averla notata. Forse Amys desiderava trovarsi altrove, lontano dal groviglio in cui Rand aveva intrappolato la vita di tutte loro. Sarebbe stato imbarazzante, vergognoso, per una Sapiente camminatrice dei sogni perdere il controllo di sé nel tel’aran’rhiod, anche solo per un istante. Per gli Aiel la vergogna faceva più male del dolore, ma doveva essere ‘palese’ per essere davvero una vergogna. Se nessuno se ne accorgeva, o se almeno non lo dava a vedere, allora era come se non fosse successo. Strana gente, ma lei di sicuro non voleva umiliare Amys. Si ricompose e proseguì come se non fosse accaduto nulla.
«Devo chiedervi un favore. Molto importante. Non parlate a Rand o a chiunque altro di me. Voglio dire: non raccontate di questo.» Sollevò un lembo della stola. I volti delle tre Sapienti avrebbero fatto sembrare esagitate le Aes Sedai. Nemmeno le pietre potevano essere così inespressive. «Non vi sto chiedendo di mentire» aggiunse in fretta Egwene. Secondo il ji’e’toh chiedere a qualcuno di dire una bugia era come farlo in prima persona. «Solo di non parlarne. Rand ha già inviato qualcuno per ‘salvarmi’.» E sarebbe di sicuro furioso se scoprisse che ho spedito Mat a Ebou Dar con Nynaeve ed Elayne, pensò. Ma aveva dovuto farlo. «Non ho bisogno né voglia di essere salvata, ma lui crede di sapere tutto meglio degli altri. Temo che potrebbe venire a cercarmi di persona.» Questo la spaventava a morte — l’idea che potesse apparire nell’accampamento da solo, furioso, con circa trecento Aes Sedai intorno a lui. O che potesse andare lì con qualche Asha’man. Sarebbe stato un disastro in ogni caso.
«Davvero... sconveniente» mormorò Melarne, anche se di rado tendeva a sminuire le cose, e Bair mormorò: «Il Car’a’carn è testardo. Come tutti gli uomini che ho conosciuto... e anche qualche donna, per dirla tutta.»
«Terremo le tue rivelazioni per noi, Egwene al’Vere» rispose seria Amys.
Lei batté le palpebre, sorprèsa di aver raggiunto un accordo tanto presto; ma forse in fondo non era così strano. Per loro il Car’a’carn era solo un altro capo, e si sapeva che le Sapienti non rivelavano i loro segreti nemmeno ai capi, quando lo ritenevano necessario.
A quel punto non rimaneva molto altro da dire, anche se per un po’ continuarono a conversare. Egwene avrebbe davvero voluto imparare qualcos’altro sul camminare nei sogni, ma non poteva chiedere una lezione quando era presente Amys. La Sapiente sarebbe andata via, e lei desiderava la sua compagnia ancora più della conoscenza. Il momento in cui andarono più vicino a parlarle di cosa stava facendo Rand fu quando Melarne borbottò che secondo lei doveva porre subito fine al problema rappresentato dagli Shaido e Sevanna. Sia Bair che Amys le rivolsero uno sguardo di disappunto e Melarne arrossì. Dopo tutto Sevanna era una Sapiente, ed Egwene lo sapeva bene. Nemmeno al Car’a’carn sarebbe stato permesso d’interferire con una di loro, anche se era una Shaido. Ed Egwene non poteva rivelare i dettagli della sua personale situazione. Certo, le tre Sapienti erano subito arrivate al cuore di quel problema, ma questo non rendeva la cosa meno umiliante — quando si trovava con gli Aiel, Egwene non riusciva a non ragionare e comportarsi come loro. D’altro canto, si sarebbe vergognata di quello che le stava succedendo anche se non avesse mai incontrato un Aiel, e i consigli che ormai le tre Sapienti davano sempre quando si trattava di vedersela con le Aes Sedai erano così drastici che nemmeno Elaida avrebbe cercato di seguirli. Il risultato, per quanto sembrava improbabile, sarebbe stato un tumulto fra le Aes Sedai. Inoltre, Amys e le altre avevano già una pessima opinione delle Aes Sedai senza che lei aggiungesse legna al fuoco. Aveva in mente di creare un legame fra le Sapienti e la Torre Bianca, ma non sarebbe mai accaduto se non fosse riuscita a spegnere quel fuoco. Un’altra cosa che ancora non aveva idea di come fare.