Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]
Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]

Электронная книга - «Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]». Краткое содержание книги:

Nel secondo capitolo della saga delle “Cronache del ghiaccio e del fuoco” una rossa cometa apparsa nel cielo dei Sette Regni sembra annunciare tremende sciagure. La lunga estate dell'abbondanza sta per finire, mentre quattro pretendenti, in aperta guerra gli uni contro gli altri, si contendono il Trono di Spade.
1 ... 51 52 53 54 55 56 57 58 59 ... 281
Перейти на страницу:

Due notti dopo, fu un’infante a perire. I disperati lamenti della madre andarono avanti per tutto il giorno successivo, ma non c’era nulla che potesse essere fatto. La bambina, povero essere, era troppo piccola per poter cavalcare: non erano per lei le sterminate distese di erba nera delle terre della notte; doveva tornare a risorgere.

C’era scarso pascolo in quella desolazione rossa, e acqua ancora più scarsa. Il paesaggio era nient’altro che una plaga di basse colline e di pianure battute dal vento. I fiumi che attraversarono erano secchi come ossa scarnificate. Le loro cavalcature sopravvivevano nutrendosi d’erba canina, ciuffi di aspra vegetazione marrone che crescevano alla base delle rocce e di alberi morti. Daenerys inviò esploratori avanti alla colonna, ma non trovarono pozzi né sorgenti, solamente depressioni piene di acqua stagnante e malsana che andava disperdendosi nel sole torrido. Quanto più in profondità avanzarono nelle desolate terre rosse, tanto più si facevano esigue e distanti una dall’altra perfino quelle misere pozze. Se anche esistevano dei in quel nulla fatto di pietra, sabbia e argilla rossa, erano dei duri e disseccati, sordi a qualsiasi invocazione di pioggia.

Fu il vino a esaurirsi per primo. Non molto dopo, toccò al latte cagliato di giumenta, bevanda che i signori del cavallo preferivano persino all’idromele. Anche le scorte di pane non lievitato e di carne secca terminarono. I cacciatori non trovarono nessun tipo di selvaggina; la carne dei cavalli morti divenne il loro unico nutrimento. Alle morti seguirono solamente altre morti: bambini indeboliti, vecchie raggrinzite, malati, stolti, temerari: quella terra crudele se li portò via tutti quanti. Doreah si fece scarna e dagli occhi infossati, i suoi soffici capelli biondi divennero secchi come paglia.

Daenerys patì la fame e la sete come tutti gli altri. I suoi seni non diedero più latte, i suoi capezzoli si piagarono e sanguinarono. Giorno dopo giorno, la carne si dissipò dalle sue ossa, lasciandola magra come un pezzo di legno. Ma erano i suoi draghi a darle i maggiori timori. Suo padre era stato ucciso prima che lei nascesse, lo stesso valeva per il suo leggendario fratello Rhaegar. Sua madre era morta nel darla alla luce mentre fuori infuriava la tempesta. E il gentile ser Willem Darry, che a modo suo le aveva voluto molto bene, era morto di un’inesorabile malattia quando lei era appena una bambina. E poi era venuta la fine di suo fratello Viserys, di khal Drogo, il suo sole-e-luna, perfino di suo figlio mai nato. Gli dei glieli avevano portati via tutti. “Ma non avranno i miei draghi” giurò Daenerys. “No, non li avranno.”

I draghi non erano più grossi degli scarni gatti che lei vedeva sgattaiolare rasente i muri della casa di magistro Illyrio a Pentos… ma solo fino a quando dispiegavano le ali. Avevano un’apertura alare tripla della lunghezza dei loro corpi, ogni ala un delicato ventaglio di pelle traslucida, dai meravigliosi colori, tesa su una raffinata, sottile struttura ossea. Osservandoli con attenzione, si vedeva che la maggior parte del loro corpo era composta di collo, coda e ah”. “Così piccoli” pensava ogni volta che li nutriva dalla propria mano. O meglio, ogni volta che tentava di nutrirli: perché i draghi non volevano mangiare. Sibilavano e risputavano fuori ogni gocciolante pezzetto sanguinante di carne di cavallo, emettendo vapore dalle narici e rifiutandosi di ingoiare cibo… finché Daenerys ricordò qualcosa che Viserys le aveva detto quando ancora erano bambini.

“Solamente i draghi e gli uomini mangiano carne cotta.”

Dopo che ebbe fatto abbrustolire la carne dalle sue ancelle, i draghi la divorarono in un attimo, le loro teste che scattavano con la rapidità di un serpente. Bastava che i bocconi fossero anneriti sulla fiamma, e ogni giorno i draghi ne ingollavano svariate volte il loro peso, diventando sempre più grossi, più forti. Dany continuava a essere stupefatta da quanto lisce fossero le loro scaglie, e da quanto calore emanassero, talmente percettìbile che i loro corpi, nelle fredde notti, parevano fumare.

All’imbrunire, quando il khalasar tornava a rimettersi in marcia, Daenerys ne sceglieva uno e lo faceva appollaiare sulla propria spalla. Irri e Jhiqui trasportavano gli altri due in una gabbia di legno e funi intrecciate appesa tra le selle dei loro cavalli e cavalcavano vicino a lei, in modo che Dany potesse sempre tenerli d’occhio. Era l’unico modo per farli rimanere quieti.

«I draghi di Aegon portavano i nomi degli dei dell’antica Valyria» disse una mattina ai suoi cavalieri di sangue, al termine di un’ennesima, lunga notte di marcia. «Il drago di Visenya era Vhagar, Rhaenys aveva Meraxes e Aegon cavalcava Balerion, il Terrore Nero. Si racconta che il fiato di Vhagar era talmente rovente da fondere l’armatura di un guerriero e da cuocerlo all’interno di essa, che Meraxes poteva inghiottire interi cavalli e che Balerion… Be’, il fuoco che emetteva era nero come le sue scaglie, e le sue ali talmente immense da gettare in ombra intere città al suo passaggio.»

Era con disagio che i Dothraki guardavano le strane creature appena nate. Il più grosso dei tre era di un lucido colore nero, le scaglie screziate della stessa sfumatura scarlatta delle ali e delle corna. «Khaleesi» bisbigliò Aggo. «Eccolo lì Balerion, è risorto.»

«Forse è come dici, sangue del mio sangue» rispose gravemente Daenerys «ma per questa sua seconda vita, dovrà avere un nuovo nome. Li chiamerò con il nome di coloro che gli dei hanno voluto prendere. Il drago verde sarà Rhaegal, in onore del mio valoroso fratello che morì sulle rive verdi del Tridente. Quello color crema e oro lo chiamerò Viserion. Viserys era crudele e debole e spaventato, ma era pur sempre mio fratello. Il suo drago farà ciò che lui non ha potuto.»

«E l’animale nero?» domandò ser Jorah Mormont.

«Il nero è Drogon.»

I draghi crescevano e prosperavano, ma il khalasar si assottigliava e moriva. Attorno a loro, la terra si era fatta ancora più desolata. Perfino l’erba cartina diventava rara. I cavalli crollavano all’improvviso, costringendo molti a continuare a piedi. Doreah venne colta dalla febbre, e peggiorava a ogni lega che coprivano. Sulle labbra e sulle mani apparvero piaghe sanguinanti, cominciò a perdere i capelli a ciocche, poi una sera semplicemente non ebbe più la forza di montare a cavallo. Jhogo disse che non c’era scelta: o la legavano alla sella o l’abbandonavano. Dany ricordò quella notte nel mare Dothraki, quando la ragazza lyseniana le aveva insegnato i suoi segreti, in modo che Drogo l’amasse ancora di più. Così diede a Doreah l’acqua della sua sacca, le passò una pezzuola umida sulla fronte e rimase a tenerle la mano fino a quando morì, tremando. Solo allora permise al khalasar di rimettersi in marcia.

Non trovarono mai alcuna traccia di altri viandanti. I Dothraki cominciarono a borbottare che la cometa li aveva condotti in qualche inferno. Una mattina, mentre preparavano l’accampamento tra nere formazioni di roccia scavate dal vento, Daenerys andò da ser Jorah.

«Ci siamo persi?» gli domandò. «Avrà mai fine, questa terra desolata?»

«Ha una fine, mia regina» rispose cautamente il cavaliere. «Ho visto le mappe tracciate dai mercanti. Poche carovane seguono questo cammino, ma all’Est si stendono grandi regni e città piene di meraviglie: Yi Ti, Qarth, Asshai delle Ombre…»

«Ma riusciremo a vivere per vederle?»

«Non ti mentirò, mia regina. La via è ben più ardua di quanto io avessi mai osato pensare.»

Il volto del cavaliere era grigio e scavato. La ferita al fianco che aveva riportato la notte in cui aveva affrontato i cavalieri di sangue di khal Drogo non si era mai interamente rimarginata. Dany notava la sua smorfia di dolore ogni volta che montava a cavallo, vedeva come sì piegava sulla sella durante la marcia.

«Se continuiamo, forse per noi sarà la morte» riprese ser Jorah. «Ma se torniamo indietro, so per certo che per noi sarà la fine.»

1 ... 51 52 53 54 55 56 57 58 59 ... 281
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)