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Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]

Электронная книга - «Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]». Краткое содержание книги:

Nel secondo capitolo della saga delle “Cronache del ghiaccio e del fuoco” una rossa cometa apparsa nel cielo dei Sette Regni sembra annunciare tremende sciagure. La lunga estate dell'abbondanza sta per finire, mentre quattro pretendenti, in aperta guerra gli uni contro gli altri, si contendono il Trono di Spade.
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La porta era di spesso legno grigio con borchie di ferro. Theon la trovò sbarrata dall’interno. Picchiò con il pugno, imprecando quando una scheggia finì con lo strappare il tessuto del guanto. Il legno era umido e marcio, il ferro tutto arrugginito.

Dopo qualche momento, la porta si aprì dall’interno e una guardia che indossava elmo e pettorale di ferro nero lo squadrò con sospetto: «Sei tu il figlio?».

«Levati dai piedi, se non vuoi che t’insegni io chi sono.»

La guardia si fece da parte. Theon salì la scala a chiocciola che conduceva al solarium. Trovò suo padre seduto accanto a una torciera, avvolto in una pelliccia di pelle di foca che lo copriva dai piedi fino al mento. Al suono degli stivali contro la pietra, il lord delle isole di Ferro sollevò lo sguardo a scrutare il suo ultimo figlio maschio ancora in vita. Era più piccolo di come Theon lo ricordava, e molto più scavato. Balon Greyjoy era sempre stato un uomo magro, ma adesso era come se gli dei lo avessero messo in un calderone, spolpando via dalle sue ossa ogni superflua oncia di carne, lasciando solamente capelli e pelle. Un uomo asciutto come uno scheletro e duro come le ossa, con un volto che sembrava scolpito in un blocco di pietra. Anche i suoi occhi erano di pietra, neri e taglienti, ma il tempo e i venti salmastri avevano fatto assumere ai suoi capelli il colore grigio del mare in inverno, con ciuffi bianchi sparsi. Portava i capelli lunghi e sciolti, che andavano a ricadergli sul collo.

«Nove anni, non è così?» disse alla fine lord Balon.

«Dieci» rispose Theon togliendosi i guanti strappati dalle schegge della porta.

«Portarono via un ragazzo… che cosa sei adesso?»

«Un uomo.» Theon non esitò. «Sangue del tuo sangue. E tuo erede.»

«Questo lo vedremo…» grugnì lord Balon.

«Sì, lo vedremo» promise Theon.

«Dieci anni, tu dici. Stark ti ha avuto tanto a lungo quanto me. E ora tu torni da me come suo emissario.»

«Non proprio. Lord Eddard è morto, decapitato dalla regina Lannister.»

«Sono morti tutti e due, Stark e quel Robert che ha abbattuto le mie mura con le catapulte. Avevo giurato di vederli entrambi scendere nella fossa. E a quel giuramento ho tenuto fede.» L’espressione di lord Balon si contrasse. «Eppure il freddo e l’umidità mi fanno dolere le giunture come quando erano ancora in vita. Per cui, a che serve?»

«Serve.» Theon gli si avvicinò. «Porto una lettera…»

«È stato Ned Stark a vestirti a quel modo?» lo interruppe il padre, ammiccando quasi sepolto dalla sua pelliccia. «Gli è piaciuto addobbarti in sete e velluti, facendo di te la sua delicata figlioletta?»

«Non sono la figlioletta di nessuno!» Theon sentì il sangue salirgli alle guance. «Se i miei vestiti non ti piacciono, posso andare a cambiarli.»

«Lo farai.» Lord Balon gettò le pellicce da parte, si puntò sui braccioli dello scranno e si alzò. Non era alto quanto Theon lo ricordava. «Quel ninnolo che porti al collo… l’hai preso con l’oro o con il ferro?»

Istintivamente, Theon toccò la catena d’oro. Aveva scordato. “È passato talmente tanto tempo…” Secondo la Vecchia legge, alle donne era permesso portare ornamenti comprati con la moneta, ma un vero guerriero portava solamente gioielli strappati ai cadaveri dei nemici che aveva ucciso di suo pugno. “Pagare il prezzo con il ferro”, così era chiamata quell’usanza.

«Stai arrossendo come una verginella, Theon. E non hai ancora risposto alla mia domanda: hai pagato con l’oro o con il ferro?»

«Con l’oro» fu costretto ad ammettere Theon.

Lord Balon allungò una mano e afferrò la catena. Diede una strappata talmente forte che, se una delle maglie non avesse ceduto, avrebbe staccato a Theon la testa dal collo.

«Mia figlia si è presa un’ascia da guerra per amante» sibilò lord Balon. «Non permetterò a mio figlio di agghindarsi come una puttana da bordello.» Gettò la catena spezzata nella torciera, ad attorcigliarsi sui carboni ardenti. «È come temevo. Le terre verdi ti hanno rammollito, e gli Stark ti hanno trasformato in uno dei loro.»

«Ti sbagli. Ned Stark è stato il mio carceriere… ma il mio sangue è ancora di sale e di ferro.»

Lord Balon gli voltò le spalle e si scaldò le mani ossute sopra il braciere. «Eppure il cucciolo Stark ora ti manda da me come un corvo bene addestrato, con la sua piccola lettera tra le zampe.»

«Non c’è niente di piccolo in questa lettera» ribatté Theon. «E l’offerta che fa è quella che io gli ho suggerito.»

«Il giovane re-lupo accoglie il tuo consiglio, quindi» un’idea che lord Balon sembrava trovare divertente.

«Ha bisogno di me, sì. Con lui ho cacciato, con lui ho tirato di spada, con lui ho condiviso il desco, con lui sono andato in guerra. Mi sono conquistato la sua fiducia. Lui mi considera come un fratello maggiore, lui…»

«No!» Lord Balon gli piantò un minaccioso dito indice dritto in faccia. «Non qui, non a Pyke delle isole di Ferro, e non con me tu chiamerai fratello il figlio dell’uomo che ha messo a morte i tuoi veri fratelli. A meno che tu non abbia dimenticato Rodrik e Maron, che erano sangue del tuo sangue.»

«Non ho dimenticato niente.»

In realtà, Ned Stark non aveva messo a morte nessuno dei suoi due fratelli. Rodrik era stato abbattuto in duello da lord Jason Mallister durante l’assalto a Seagard. Quanto a Maron, aveva perduto la vita nel crollo della vecchia Torre sud… ma se il corso della guerra fosse stato diverso, se li avesse fatti incontrare, Stark li avrebbe senza dubbio uccisi entrambi.

«Ricordo molto bene i miei fratelli» riprese Theon. Ma quello che ricordava erano soprattutto le risse da ubriachi di Rodrik e gli scherzi crudeli e le menzogne senza fine di Maron. «Così come ricordo bene quando mio padre era re. Qui…» Estrasse la lettera di Robb e gliela porse con un gesto brusco. «Leggi pure… maestà.»

Lord Balon spezzò il sigillo e dispiegò la pergamena arrotolata. I suoi occhi scuri scivolarono avanti e indietro sul documento. «Per cui il ragazzo-lupo sarebbe addirittura disposto a ridarmi la corona… a patto che io distrugga i suoi nemici.» La sua bocca dalle labbra sottili si distorse in una specie di sorriso.

«Ormai Robb avrà raggiunto la Zanna Dorata» disse Theon. «Una volta che questa sarà caduta, gli basterà una sola giornata per superare le colline. L’esercito di lord Tywin Lannister è a Harrenhal, tagliato fuori dall’Occidente. Lo Sterminatore di re è prigioniero a Delta delle Acque. Ser Stafford Lannister e le truppe inesperte che è andato raccogliendo sono l’unico ostacolo di Robb sulla via dell’Ovest. Ser Stafford si posizionerà tra Lannisport e l’armata di Robb, questo significa che la città sarà sguarnita quando noi caleremo dal mare. Se gli dei saranno dalla nostra parte, la stessa Castel Granito potrebbe cadere prima che i Lannister si rendano conto che gli siamo addosso.»

Lord Balon emise un grugnito: «Castel Granito non è mai caduta».

«Finora» sorrise Theon. “E quanto dolce sarà questa prima volta.”

«Quindi è per questo che Robb Stark ti ha rimandato da me dopo tutto questo tempo.» Lord Balon non rispose al suo sorriso. «Sta cercando di fare in modo che tu ti assicuri il mio consenso per questa sua strategia.»

«È la mia strategia, non di Robb» ribatté Theon con orgoglio. “Come mia sarà la vittoria. E come, col tempo, mia sarà la corona.” «Condurrò l’attacco personalmente, se ti compiace. Come ricompensa, chiederò che tu mi assicuri Castel Granito come mia sede una volta che l’avremo portata via ai Lannister.»

Con Castel Granito in pugno, gli sarebbe stato possibile controllare Lannisport e le miniere d’oro dell’Occidente. Questo avrebbe significato ricchezza e potere come mai la Casa Greyjoy ne aveva posseduto fino a quel momento.

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