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Il biglietto vincente [The Winner - it]

Электронная книга - «Il biglietto vincente [The Winner - it]». Краткое содержание книги:

l destino sembra sorridere a LuAnn, giovane disoccupata: il misterioso signor Jackson le offre infatti il biglietto vincente di una lotteria che vale milioni di dollari. Ma prima di riuscire a godere della sua grande occasione, la ragazza trova a casa il cadavere del suo uomo in un lago di sangue e si scopre braccata dalla polizia, preda di una trappola mortale.
Un intrigo micidiale, costruito come un congegno a orologeria.
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Catherine Savage era nata a Charlottesville, Virginia. Aveva lasciato gli Stati Uniti da bambina, in seguito all’espansione degli affari di suo padre all’estero. Durante la sua residenza in Francia, Catherine aveva sposato un ricco imprenditore tedesco residente nel Principato di Monaco. L’uomo era morto due anni prima e la sua fortuna era passata in blocco alla giovane vedova. Adesso, Catherine Savage, cittadina americana con il completo controllo della fortuna accumulata da altri ma diventata sua, aveva cominciato a pagare le tasse nella sua terra d’origine. Tutti i numerosi documenti fiscali di Catherine Savage erano perfettamente in regola, cristallini. Su questo, il funzionario fu inamovibile: per quanto concerneva il fisco americano, Catherine Savage era un’onesta e responsabile cittadina degli Stati Uniti che, pur trovandosi all’estero, pagava le tasse in modo altrettanto onesto e responsabile.

C’era poi un ultimo elemento. Di recente, il fisco aveva ricevuto da parte di Chaterine Savage la segnalazione di un cambiamento di indirizzo: l’onesta e responsabile signora era rientrata negli Stati Uniti. Era andata a stabilirsi proprio nel suo luogo di nascita, Charlottesville, in Virginia. La stessa città in cui era nata la madre di LuAnn Tyler.

Per Donovan era un po’ troppo per essere solo una clamorosa coincidenza. La realtà gli parve chiara: LuAnn Tyler era tornata a casa. E visto che a quel punto lui, sulla carta, la conosceva così intimamente, decise che era tempo di incontrarla davvero.

22

Seduto nel suo furgone pick-up fermo sul ciglio di una secca curva della strada, Matthew Riggs stava studiando attentamente il paesaggio.

Il suo potente binocolo telemetrico Steiner indugiava su un terreno in pendenza, ricoperto da un fitto bosco. Un terreno impenetrabile. Alla destra di Riggs, l’asfalto di una tortuosa strada privata si dipanava per più di mezzo chilometro fino a un’intersezione a T con la strada sulla quale lui ora si trovava. Al di là, questo lo sapeva, si ergeva una sontuosa villa di campagna con una splendida veduta sulle montagne circostanti. Una villa che non poteva essere vista da nessuna angolazione. Solamente dall’alto. Il che ripropose a Riggs la medesima domanda alla quale non era ancora riuscito a trovare una valida risposta: se la natura stessa formava già una barriera attorno alla casa, per quale ragione il proprietario era pronto a spendere una montagna di soldi per tirare su una recinzione di sicurezza?

Riggs si strinse nelle spalle, infilò un paio di spessi scarponi Overland e smontò dal potente furgone pick-up, affrontando il vento freddo da nordest. Inspirò a fondo l’aria pulita, si stiracchiò e prima di infilare un paio di guanti di pelle si passò le dita tra i capelli castani ribelli.

Avrebbe impiegato almeno un’ora per coprire a piedi la distanza fino a quello che sarebbe stato il lato frontale della recinzione. Secondo il progetto, si sarebbe trattato di una recinzione alta più di due metri, con pilastri di solido acciaio verniciato a fuoco infissi in blocchi di cemento per sessanta centimetri. Sarebbe stata disseminata di sensori elettronici e dotata alla sommità di punte affilate. I cancelli d’accesso sarebbero stati sostenuti da pilastri in cemento armato spessi un metro e mezzo e alti due, con rivestimento esterno in finto mattone. Il sistema di sicurezza sarebbe stato dotato anche di telecamere a circuito chiuso, e di uno sbarramento meccanico ad alta resistenza per i cancelli. Solamente un urto frontale da parte di un carro armato sarebbe riuscito a sfondarli. Forse. Nessuno sarebbe stato in grado di entrare senza il permesso del proprietario. Permesso che, da quanto Riggs poteva capire, non sarebbe stato concesso troppo di frequente.

Circondata dalla Contea di Nelson a sudovest, da quella di Greene a nord, e da quelle di Fluvanna e Louisa a sud, la Contea di Albemarle, in Virginia, ospitava parecchia gente ricca, tra cui anche delle celebrità. Ma in comune, tutti avevano la stessa necessità: privacy. E per garantirsela, tutti erano più che pronti a pagare. Per certi versi, Matthew Riggs non era completamente sorpreso dalle precauzioni che gli avevano chiesto di approntare. Tutti i contatti erano stati tenuti attraverso un amministratore fiduciario. Se qualcuno poteva permettersi di affrontare il costo di una recinzione del genere, qualcosa dell’ordine di svariate centinaia di migliaia di dollari, verosimilmente aveva di meglio da fare che non due chiacchiere con l’amichevole costruttore di turno.

Binocolo appeso al collo, Riggs scese lungo la strada fino a imboccare uno stretto sentiero che conduceva nel folto del bosco. Aveva già chiari in mente i due principali problemi di questo particolare lavoro. Primo: portare il macchinario pesante su un terreno così ostile. Secondo: riuscire a far lavorare le sue squadre in un ambiente così difficile. Colare cemento armato, perforare il fianco della collina, sgombrare il terreno del sottobosco, tirare su pali d’acciaio e costruire la recinzione erano tutte operazioni che richiedevano spazio per manovrare. E loro non lo avevano.

Riggs era ben contento di aver fatto aggiungere al contratto un generoso bonus per sé e per i suoi uomini, più una quota altrettanto generosa per coprire gli eventuali imprevisti, perché su quel tipo di terreno, imprevisti ce ne sarebbero stati anche troppi. Il bello era che il proprietario non aveva nemmeno tentato di contrattare. Riggs aveva sparato una cifra da capogiro e l’amministratore fiduciario l’aveva accettata senza nemmeno battere ciglio. Per Matthew Riggs, questa sarebbe stata un’annata di guadagni record nei tre anni di rapida crescita della sua ancora giovane impresa.

Si mise al lavoro.

La BMW emerse dall’imboccatura scura dell’ampio garage e imboccò la strada privata. Palizzate di legno di quercia dipinte di bianco costeggiavano entrambi i lati della strada che attraversava la proprietà. La maggior parte del terreno aperto era circoscritto da una recinzione simile, il cui tracciato brillante contrastava con il verde intenso del prato.

Erano le sette del mattino, e il basso ruggito del motore a otto cilindri era l’unico suono nella quiete del paesaggio. Queste uscite in macchina alla mattina presto erano diventate per LuAnn una specie di rituale, quasi una progressiva immersione in quello che stava diventando il suo nuovo mondo. Diede un’occhiata alla casa dallo specchietto retrovisore, mentre si allontanava. Costruita in pietra della Pennsylvania, con mattoni a vista segnati dal tempo e dagli elementi, un vasto porticato esterno con lisce colonne bianche, gronde d’ottone in stile antico che scendevano dal tetto color ossidiana e portefinestre ad arco, Wicken’s Hunt era una struttura imponente ed elegante a un tempo.

LuAnn riportò lo sguardo sulla strada. Alzò di colpo il piede dall’acceleratore e rallentò.

Un uomo era spuntato inaspettatamente dal bordo della strada e faceva ampi gesti con le braccia, indicandole di fermarsi. LuAnn arrestò la BMW a pochi metri da lui e lo osservò mentre veniva a chinarsi sul finestrino di guida. Abbassò il cristallo di qualche centimetro e con la coda dell’occhio notò una Honda nera ferma poco più in là sul ciglio della strada. LuAnn tornò a fissare quell’intruso piena di sospetto, con il piede già sull’acceleratore, pronta a sgommare. L’uomo era di mezza età e aveva un’aria innocente, la corporatura minuta, e il volto incorniciato da una fitta barba sale e pepe.

— Qualche problema? — chiese LuAnn pronta a cogliere il minimo movimento sospetto.

— Credo di essermi perso. È quella la villa dei Brillstein? — domandò l’uomo indicando la villa poco distante.

LuAnn evitò di guardarlo negli occhi. — Questa è proprietà privata. Si chiama Wicken’s Hunt e noi siamo i nuovi proprietari.

L’uomo si protese quasi a ridosso del finestrino. — Magari lei può aiutarmi lo stesso.

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