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La prima indagine di Montalbano

Электронная книга - «La prima indagine di Montalbano». Краткое содержание книги:

Del commissario Salvo Montalbano credevamo ormai di sapere tutto: di conoscerne vita, morte e miracoli, i luoghi, i gusti, le compagnie… Ma il suo creatore, Camilleri, riserva ai suoi lettori ancora tante sorprese. Nei tre racconti di questo volume presenta un giovanissimo poliziotto, all’inizio della carriera, che intreccia una relazione non con la ben nota Livia, ma con una certa Mery; e il teatro delle sue indagini non è la solita Vigàta, ma uno sperduto paesino di montagna della Sicilia più segreta dal buffo nome di Mascalippa… Tra misteriose uccisioni di animali, ragazze troppo silenziose e troppo intriganti e il finto rapimento di una bambina, quello che risulta sempre familiare è l’incorruttibile carattere di Montalbano, con qualche intemperanza giovanile in più, ma già riconoscibile come uno dei più umani e amati protagonisti della narrativa italiana contemporanea.
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«Dottori? Mi scusasse, ma qua c’è un signore e Monsignore che voli parlare con vossia di pirsona pirsonalmenti.»

Un alto prelato? E che potiva voliri?

«Fallo passare.»

Si susì, andò a raprire la porta e si trovò davanti a un sissantino roseo, grassottello, manuzze di conseguenza grassottelle, capelli sali e pipi lisci lisci, occhiali d’oro. Non era né in tonaca né in clergyman, ma si vidiva lontano un miglio che era un eminente omo di chiesa. A momenti torno torno a lui si sintiva sciàuro d’incenso.

«Si accomodi» disse Montalbano rispettoso, facendosi di lato.

Il Monsignore gli passò davanti a piccoli passi dignitosi, andò a pigliare posto sulla poltroncina che il commissario gli indicava. Montalbano s’assittò in quella di fronte, ma in pizzo in pizzo, in segno di rispetto.

«Mi dica.»

Il Monsignore isò in aria le manuzze grassottelle.

«Devo fare una premessa» disse riposando le manuzze sulla panza.

«La faccia.»

«Commissario, sono venuto qui solo perché mia moglie non mi dà pace.»

Sua moglie?! Un prelato maritato? E che era ’sta novità?

«Mi scusi, Monsignore, ma…»

Il prelato lo taliò imparpagliato.

«No, commissario, non Monsignore, ma Bonsignore. Mi chiamo Ernesto Bonsignore. Ho uno spaccio di sale e tabacchi a Gallotta.»

E figurati se Catarella c’inzirtava con un cognome! Montalbano, inanellando una litania di santioni dintra di sé, si susì di scatto. Bonsignore l’imito, sempre più imparpagliato.

«Sediamoci qua, stiamo più comodi.»

S’assittarono come d’uso, il commissario darrè la scrivania, Bonsignore supra a una delle dù seggie che c’erano davanti.

«Mi dica» ripetè Montalbano.

L’omo s’agitò sulla seggia tanticchia a disagio.

«Mi permette se principio facendole una domanda?»

«La faccia.»

«Per caso, loro hanno avuto segnalazione del rapimento di una bambina?»

Montalbano sentì che i suoi nervi di colpo s’attisavano. Decise di rispondere alla domanda con una domanda, bisognava andarci cauti.

«Perché me lo chiede?»

«Per una cosa che ci è capitata ieri. Eravamo andati a passare pasquetta a Sferrazzo, con altri amici. Nel primo dopopranzo, dato che si stava mettendo a piovere, abbiamo deciso di rientrare. Stavamo facendo la strada che corre intorno a Piano Torretta quando la macchina che mi precedeva ha segnalato che si spostava al centro della carreggiata per superare un’altra macchina ferma e con lo sportello posteriore aperto.»

Ma quant’era preciso, il finto Monsignore!

«Ho rallentato. E in quél momento dall’auto ferma è saltata fuori una bambina, molto piccola, che si è messa a correre verso di noi. Appariva terrorizzata. Immediatamente è sceso un uomo, che stava al posto di guida, il quale ha afferrato la piccola che si dibatteva e l’ha letteralmente scaraventata in macchina.»

«E lei che ha fatto?»

«Che dovevo fare? Sono ripartito, anche perché dietro di me si era formata una gran fila. Proprio mentre superavo la macchina con la bambina è cominciato quella specie di diluvio.»

«Mentre la superava, è riuscito a vedere che succedeva dentro a quella macchina?»

«Io non potevo guardare, dovevo stare attento alla strada, venivano tante macchine in senso inverso, ma mia moglie sì.»

«Che ha visto?»

«Ha visto l’uomo al volante voltato verso il sedile posteriore. Forse stava parlando alla piccola che però non era visibile. Probabilmente era sul fondo, tra i sedili anteriori e quello posteriore.»

«Perché sua moglie ha pensato a un possibile rapimento?»

«L’idea le è venuta a casa, la sera. Ripensando a quello che avevamo visto, ha cominciato a sostenere che quell’uomo non poteva essere il padre della bambina, la stava trattando troppo…»

«Troppo?»

«Duramente. Mia moglie però ha detto crudelmente.»

«Mi scusi, signor Bonsignore. Ma non poteva trattarsi dello sfogo naturale, della reazione eccessiva ma logica di un padre che vede la sua bambina cominciare a fare i capricci, scappare dall’auto e mettersi a correre in strada in mezzo a un traffico pericolosissimo?»

L’occhi di Bonsignore s’illuminarono:

«È precisamente quello che le ho detto e ripetuto! Ma non c’è stato verso di convincerla!»

Aviva una quantità di domande da subissare a Bonsignore, ma non voliva farlo quartiare, metterlo in sospetto.

«Rassicuri sua moglie, signor Bonsignore. Non ci risulta nessun rapimento. E non posso che ringraziarvi per la vostra sollecitudine. Ad ogni buon conto, mi lascia il suo indirizzo e il suo telefono?»

due

Si era fatta l’ora di tornarsene a Marinella. Ma prima di nesciri dal commissariato, andò nella cammara di Mimì Augello e lo trovò che stava scrivendo un rapporto su una misteriosa sparatoria che c’era stata dalle parti della Lanterna.

«Mimì, a proposito di quello che hai detto…»

«Dove? Quando? Perché?» fece Augello irritato, macari per lui scrivere rapporti era una tortura.

«Hai detto o no che il rapimento poteva essere stato provocato da una maternità delusa?»

«Ancora scassi i cabasisi con questa camurrìa?»

«Ti volevo semplicemente dire che, semmai, si tratta di un caso di paternità delusa.»

E gli riferì quello che gli aviva contato il tabaccaro Bonsignore.

«Interessante. Ti sei fatto descrivere l’omo? Devono averlo visto bene in faccia.»

«No.»

«A che si riferisce questo no? Non l’hanno visto bene o tu non gli hai spiato?»

«Non gli ho spiato.»

«Manco cos’era l’auto?»

«Manco.»

«Santa Madonna, si può sapìri pirchì?»

«Certo. Non voglio provocare scarmazzo, rumore. Se facevo una domanda in più, entro un’ora tutto il paisi avrebbe parlato di un tentativo di rapimento. Tanto i Bonsignore, marito e mogliere, non si scorderanno un particolare, di questa facenna ne discuteranno ancora per jorni e jorni. Se e quando ne avremo bisogno, andremo a interrogarli.»

«Però questo leva di mezzo ogni dubbio che si è trattato di un tentativo di rapimento.»

«Io non ne ho mai avuto il dubbio» fece il commissario, «ma non è questa certezza che ci farà fare un passo avanti. C’è un dato fondamentale che ci manca.»

«Quale?»

«Sarebbe importante sapere se era mirato.»

«Spiegati meglio.»

«Quell’omo ha rapito la picciliddra perché era la figlia di Belli o voleva pigliarsi una bambina qualisisiasi, la prima che gli veniva a tiro?»

«Saperlo cangerebbe le cose» commentò Mimì.

«Se voleva pigliarsi una picciliddra qualisisiasi» continuò Montalbano, «tutta la facenna è governata dal caso e ogni indagine addiventa difficile. Ma se voleva pigliarsi la figlia di Belli il rapimento non è più casuale e quindi il rapitore deve di necessità essere stato in possesso di alcune informazioni fondamentali per agire.»

«Fammi un esempio.»

«Per esempio, il rapitore doveva conoscere in anticipo che Belli e i Mongiardino sarebbero andati a fare la scampagnata di pasquetta a Piano Torretta. Quando l’hanno deciso? A chi l’hanno detto?»

«Scusami, ma se invece il rapitore si è appostato sotto casa e li ha seguiti fin da quando sono usciti?»

«Mimì, ma anche ammettendo la tua ipotesi, al rapitore per forza qualcuno glielo deve aver soffiato che Belli e i Mongiardino quella matina sarebbero comunque usciti per fare una gita. Non è obbligatorio per legge farsi la scampagnata di pasquetta!»

«Vero è.»

Calò silenzio, Montalbano principiò a considerare a Mimì con l’occhi mezzo chiusi. Augello, che aviva ripigliato a scrivere, intercettò la taliata e si mise subito a disagio.

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