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La prima indagine di Montalbano

Электронная книга - «La prima indagine di Montalbano». Краткое содержание книги:

Del commissario Salvo Montalbano credevamo ormai di sapere tutto: di conoscerne vita, morte e miracoli, i luoghi, i gusti, le compagnie… Ma il suo creatore, Camilleri, riserva ai suoi lettori ancora tante sorprese. Nei tre racconti di questo volume presenta un giovanissimo poliziotto, all’inizio della carriera, che intreccia una relazione non con la ben nota Livia, ma con una certa Mery; e il teatro delle sue indagini non è la solita Vigàta, ma uno sperduto paesino di montagna della Sicilia più segreta dal buffo nome di Mascalippa… Tra misteriose uccisioni di animali, ragazze troppo silenziose e troppo intriganti e il finto rapimento di una bambina, quello che risulta sempre familiare è l’incorruttibile carattere di Montalbano, con qualche intemperanza giovanile in più, ma già riconoscibile come uno dei più umani e amati protagonisti della narrativa italiana contemporanea.
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«Dottor Montalbano? Sono Fernando Belli. Stamattina sarei dovuto passare da lei, come d’accordo, ma purtroppo non posso.»

«La bambina sta male?»

«No, la bambina sta relativamente bene.»

«È riuscita a dire qualcosa?»

«No, ma abbiamo chiamato una psicologa che sta cercando di guadagnarsi la confidenza di Laura. Sono io che ho la febbre alta. Credo si tratti di una naturale reazione allo spavento e a tutta la pioggia che ho preso ieri.»

«Guardi, facciamo così: se posso, e se lei si sente, vengo a casa sua nel pomeriggio, previa telefonata naturalmente, altrimenti rimandiamo tutto.»

«D’accordo.»

Nella cammara, mentre Montalbano riciviva la telefonata, c’erano macari Fazio e Mimì che era stato informato della facenna. Il commissario riferì ai due quello che gli era stato appena detto.

«Allora, che mi conti di Belli?» spiò appresso a Fazio.

Questi infilò una mano in sacchetta.

«Alt!» fece minaccioso Montalbano. «Che intenzioni hai? Di tirare fora un pizzino e farmi sapere il nome e il cognome dei nonni di Belli? Il soprannome del cugino primo? Dove va a farsi la varba?»

«Mi scusasse» fece avvilito Fazio.

«Quando andrai in pensione, giuro che faccio le umane e divine cose per farti travagliare all’ufficio anagrafe di Vigàta. Accussì ti puoi sfogare a volontà.»

«Mi scusasse» ripetè Fazio.

«Avanti. Dimmi l’essenziale.»

«Belli, sua mogliere che di nome fa Lina e la picciliddra sono arrivati a Vigàta da Roma da quattro giorni, per passare le feste di Pasqua con i genitori della signora Lina, i Mongiardino. Di cui sono ospiti. Fanno sempre accussì a Natale e a Pasqua.»

«Da quanto tempo sono sposati?»

«Da cinque anni.»

«Come si sono conosciuti?»

«Il fratello della signora Lina, Gerlando, e il Belli si erano conosciuti sotto le armi e avivano fatto amicizia. Ogni tanto Gerlando andava a trovarlo a Roma. Sette anni fa invece è venuto Belli a Vigàta. Ha conosciuto la sorella del suo amico e se ne è innamorato. Si sono maritati due anni dopo, qua a Vigàta.»

«Belli che fa a Roma?»

«Macari a Roma fa il grossista di pesce. è a capo di una società che gli ha lasciato il padre, ma che lui ha saputo ingrandire. Però ha altri interessi, pare che addirittura ogni tanto faccia il produttore di film, o almeno ci mette i soldi. Alla società di qua ci abbada il cognato Gerlando, però…»

«Però?»

«Pare che Belli non sia contento di come il cognato porta avanti le cose. Ogni tanto Belli viene a Vigàta per mezza giornata e sempre finisce a sciarriatina con Gerlando.»

«È maritato?»

«Gerlando? è un grandissimo fimminaro, dottore.»

«Non ti ho domandato se è un puttaniere, ti ho domandato se è maritato.»

«Sissi, maritato è.»

«E la ragione di queste sciarre tra i due cognati l’hai saputa?»

«Nonsi.»

«Quindi» intervenne Mimì «mi pare che si possa concludere che Belli è un uomo molto ricco.»

«Certo» assentì Fazio.

«Allora l’ipotesi di un rapimento della picciliddra a scopo di estorsione non è tanto campata in aria.»

«È talmente campata in aria» ribatté Montalbano «che vola nella stratosfera. Spiegami allora perché la bambina è stata rimessa in libertà.»

«Chi ti dice che è stata rimessa in libertà? Può essere scappata.»

«Ma figurati!»

«O i rapitori a un certo punto non se la sono più sentita.»

«Mimì, ma pirchì stamatina ti piace tanto dire minchiate? Quelli avivano già fatto trenta e vuoi che non facivano trentuno?»

«Macari può essere stato un pedofilo» suggerì Fazio.

«E pure lui, a un certo punto, non se l’è sentita di approfittarsi della picciliddra? Ma dài, Fazio! Un pedofilo avrebbe avuto a disposizione tutto il tempo che gli necessitava per fare i porci comodi so’! E non venite a tirarmi fora la storia che la picciliddra è stata rapita per essere rivenduta. Va bene che oggi come oggi i picciliddri sono merce pregiata, a Nuovajorca pare che li rubano negli ospedali, in Iran, doppo il terremoto, hanno razziato tutti i picciliddri rimasti senza famiglia per venderseli, in Brasile non ne parliamo…»

«Scusami, ma perché l’escludi tassativamente?» spiò Mimì.

«Perché chi ruba i bambini per farne mercato è peggio della merda. E la merda non ha ripensamenti. Non rimette in libertà una creatura doppo averla catturata. Se viene a trovarsi in difficoltà, l’ammazza. Ricordatevi che noi, proprio qua a Vigàta, ne abbiamo avuto un esempio col ragazzino extracomunitario che hanno scrafazzato con la macchina.»

«Io mi domando» ripigliò Mimì «perché è stata lasciata davanti alla villa del dottor Riguccio.»

«Non è questa là domanda, Mimì. La domanda è: perché chi ha pigliato la bambina se l’è tenuta due ore dintra alla so’ automobile?»

«Ma secondo vossia come sono andate le cose?» intervenne Fazio.

«A quanto ci ha detto Belli, avevano preparato la tavolata ai margini del pianoro, quindi vicinissima ai cespugli che lo contornano. Quando capiscono che sta arrivando il temporale, caricano di corsa le macchine e si accorgono che Laura, la quale giocava con la palla poco distante, non c’è più. Cominciano a cercarla pochi minuti prima che arrivi il temporale, ma non la trovano. Secondo me la picciliddra deve avere in qualche modo mandato la palla oltre i cespugli, sulla strada. Per riprenderla, trova un piccolo varco e lo passa. Ricupera la palla ma non ritrova la strada per tornare indietro. Si mette a piangere. A questo punto un tale, che sta risalendo nella sua auto o che si trova a passare o che se ne stava appostato aspettando l’occasione giusta, si piglia la picciliddra. Solo allora principia a piovere con violenza. Ricordiamoci che i vestiti di Laura erano asciutti. A proposito, li hai portati alla Scientifica?»

«Sissi. Sperano di farci sapere qualcosa già da domani.»

«L’uomo in macchina si allontana da Piano Torretta» continuò Montalbano. «Sa che sono cominciate le ricerche di Laura e restare nei paraggi è pericoloso. La picciliddra è terrorizzata, forse grida, e allora l’uomo la stordisce con uno schiaffo. Doppo si ferma e rimane sotto la pioggia per un’ora e mezza o due ore, senza scinniri dalla machina. Quando scampa, rimette in moto e libera Laura davanti a una villa dove vede gente. Vuole cioè che la picciliddra venga immediatamente notata. Altrimenti l’avrebbe abbandonata campagne campagne. E torno con la domanda: perché se l’è tenuta tutto questo tempo senza farle niente?»

«Forse si eccitava a taliarla accussì scantata, capace che stava a masturbarsi» azzardò Fazio arrussicando.

«Tu ti sei amminchiato col pedofilo. Hai scoperto una nuova varietà: il pedofilo timido. Ma siccome tutto è possibile, macari per questo ti ho fatto portare i vestiti alla Scientifica.»

«Scusatemi, e se la persona che ha pigliato a Laura era una fìmmina?» spiò Mimì.

Montalbano e Fazio lo taliarono imparpagliati.

«Spiegati meglio» disse il commissario.

«Fate conto che a vedere la bambina che piange sia una donna. Una donna sposata che non può avere figli. Vede la bambina smarrita, piangente. Il suo primo istinto è quello di accoglierla, di prenderla con sé. Se la porta in macchina e sta a guardarsela, combattuta tra la voglia di rapirla e quella di restituirla ai genitori. La sua maternità delusa…»

«Ma pirchì non te lo vai a pigliare in quel posto?» scattò Montalbano nauseato. «Ci stai contando una pellicola strappalacrime che manco Belli il pescivendolo se la sentirebbe di produrre! Ma lo sai che da quando ti sei maritato ti sei proprio guastato? Mi preoccupi seriamente, Mimì!»

«In che senso mi sarei guastato?»

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