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Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]

Электронная книга - «Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]». Краткое содержание книги:

Nel secondo capitolo della saga delle “Cronache del ghiaccio e del fuoco” una rossa cometa apparsa nel cielo dei Sette Regni sembra annunciare tremende sciagure. La lunga estate dell'abbondanza sta per finire, mentre quattro pretendenti, in aperta guerra gli uni contro gli altri, si contendono il Trono di Spade.
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Rispettosamente, Davos prelevò uno dei documenti, a caso. «Ha un ottimo aspetto, maestà, ma… temo di non comprendere che cosa c’è scritto.» Davos Seaworth era in grado di decifrare molto bene mappe e carte nautiche, ma le lettere erano al di là dei suoi poteri. “Ma mio figlio Devan le ha imparate, le lettere, e anche i due più piccoli, Steffon e Stannis.”

«Già, dimenticavo.» Solchi d’irritazione aggrottarono la fronte del re. «Pylos, leggigliela tu.»

«Come comandi, maestà.» Il maestro sollevò una delle pergamene e si schiarì la voce: «“Ogni uomo riconosce in me il legittimo figlio di Steffon Baratheon, lord di Capo Tempesta, e della lady sua moglie Cassana, della nobile Casa Estermont. Sull’onore della mia nobile Casa, dichiaro che il mio amato fratello Robert, il nostro defunto re, non ha lasciato alcun erede sangue del suo sangue. Affermo infatti che il ragazzo Joffrey, il ragazzo Tommen e la fanciulla Myrcella altro non sono che abomini generati dall’incesto tra Cersei Lannister e suo fratello Jaime, lo Sterminatore di re. Per diritto di nascita e di sangue, in questo giorno io estendo la mia pretesa al Trono di Spade dei Sette Regni della terra dell’Occidente. Che ogni uomo onesto dichiari quindi la propria lealtà. Vergato nel nome del Signore della luce, nel segno e sotto il sigillo di Stannis della Casa Baratheon, primo del suo nome, re degli Andali, dei Rhoynar, dei Primi Uomini e lord dei Sette Regni”».

La pergamena frusciò leggermente quando Pylos tornò a posarla sul tavolo.

«D’ora in avanti, scrivi “ser” Jaime, lo Sterminatore di re.» La fronte di Stannis si aggrottò di nuovo. «Qualsiasi altra cosa lui sia, rimane pur sempre un cavaliere. Non sono neppure certo se sia il caso di definire Robert il mio “amato” fratello. Lui di certo non amava me più di quanto fosse necessario. Sentimento peraltro del tutto ricambiato.»

«Un’innocente cortesia, maestà» offrì Pylos.

«Una menzogna. Togli quella parola.» Stannis si rivolse a Davos. «Il maestro mi dice che abbiamo centodiciassette corvi messaggeri. È mio intendimento usarli tutti. Centodiciassette corvi che porteranno centodiciassette copie della mia lettera in tutti gli angoli del reame, da Arbor alla Barriera. Forse, quanto meno cento di loro riusciranno ad avere ragione delle tempeste e a evitare i falchi e le frecce. Significa che cento maestri leggeranno queste mie parole ai loro cento lord in altrettanti castelli… Alcune di queste lettere verranno date alle fiamme, altre no, e a molti uomini verrà imposto il solenne vincolo del silenzio. Questi grandi lord amano Joffrey, o Renly, o Robb Stark. Io sono il loro re per diritto di sangue, ma se potranno farlo, loro continueranno a negarmi. È per questo, Davos, che ho bisogno di te.»

«Sono al tuo comando, mio re. Come sempre.»

Stannis annuì. «Voglio che tu prenda il mare con la Betha nera e faccia rotta verso nord, alla Città del Gabbiano, ai promontori delle Dita, alle Tre Sorelle, perfino a Porto Bianco. Tuo figlio Dale andrà a sud a bordo della Fantasma, oltre capo Furore e il Braccio Spezzato, lungo tutta la costa di Dorne e fino ad Arbor. Ciascuno di voi trasporterà un baule pieno di lettere come questa. Ne consegnerete una in ogni porto, in ogni villaggio, in ogni fortino. Le inchioderete alle porte dei templi, delle locande, dei bordelli. In modo che ogni uomo in grado di leggere, legga!»

«Non saranno in molti, a farlo» replicò Davos.

«Ser Davos dice il vero, maestà» intervenne maestro Pylos. «Sarebbe meglio che le lettere venissero lette ad alta voce.»

«Sarebbe meglio, ma anche più pericoloso» ribatté Stannis. «Queste parole potrebbero non essere accolte con favore.»

«Dammi dei cavalieri» insistette Davos. «Le loro parole avranno più peso di qualsiasi cosa io possa dire.»

«Ti darò questi uomini.» Stannis parve soddisfatto dall’idea. «Ho almeno cento cavalieri molto più pronti a leggere che a combattere. Sii palese dove puoi esserlo, e subdolo dove devi esserlo. Usa tutti i trucchi da contrabbandiere che conosci, le vele nere, le insenature nascoste, tutto quello che sarà necessario. Se dovessi trovarti a corto di lettere, cattura qualche septon e costringilo a vergarne altre copie. Intendo servirmi anche del tuo secondo figlio. Porterà la Lady Marya al di là del mare Stretto, a Braavos e alle altre città libere, e consegnerà altre lettere agli uomini che le governano. Il mondo deve sapere della mia pretesa al trono… e dell’infamia perpetrata da Cersei.»

“Puoi dirglielo, certo, ma ti crederanno?” Davos lanciò uno sguardo teso a maestro Pylos, uno sguardo che al re non sfuggì. «Maestro» disse Stannis. «Forse è meglio che tu vada avanti con la scrittura. Ci serviranno molte lettere, e anche molto presto.»

«Come comandi» Pylos fece un inchino e si ritirò.

Il re attese che si fosse allontanato prima di riprendere a parlare: «Che cosa non vuoi dire in presenza del mio maestro, Davos?».

«Maestà, Pylos è un uomo valente, ma non posso guardare la catena che porta al collo senza essere addolorato per la perdita di maestro Cressen.»

«È forse colpa sua se quel vecchio è morto?» Stannis spostò lo sguardo sulle fiamme che ardevano nel focolare. «Non volevo che venisse a quella festa. Mi aveva fatto arrabbiare, questo sì, mi aveva anche dato pessimi consigli, ma non lo volevo morto. Avevo sperato che gli potessero essere concessi altri anni di riposo e di serenità. Questo, per lo meno, se lo era guadagnato, ma…» digrignò i denti «ma ora è morto. E Pylos mi serve abilmente.»

«Pylos è il minore dei problemi. Questa lettera… che cosa ne pensano i tuoi lord, mi domando…»

«Celtigar l’ha definita ammirevole» borbottò Stannis. «Se gli avessi mostrato la mia latrina, l’avrebbe definita nello stesso modo. Gli altri hanno fatto andare la testa su e giù come un branco di oche. Tutti tranne Velaryon, il quale ha detto che sarà l’acciaio a decidere la situazione, non le parole. Come se io già non lo sapessi. Che se li portino gli Estranei alla dannazione, i miei lord. È la tua opinione che voglio.»

«Le tue sono parole dure e forti.»

«E vere.»

«E vere. Ma non hai le prove. Dell’incesto tra Cersei e Jaime, intendo. Non le hai ora come non le avevi un anno fa.»

«Una sorta di prova esiste, a Capo Tempesta. Parlo del figlio bastardo di Robert, quello che lui generò la notte del mio matrimonio, violando lo stesso letto che era stato preparato per me e per la mia sposa. Delena era una Florent, e anche vergine quando lui la prese, per cui Robert ha riconosciuto il piccolo. Edric Storm, lo chiamano. Si dice che sia una perfetta immagine di mio fratello. Se il popolo lo vedesse, se lo confrontasse con Joffrey e Tommen, non potrebbero fare a meno di porsi delle domande, io credo.»

«Ma come farà il popolo a vederlo, questo ragazzo, se è a Capo Tempesta?»

Stannis tamburellò le dita sul Tavolo Dipinto: «È un problema. Uno dei tanti». Alzò lo sguardo. «E c’è ben altro che tu hai da dire in merito alla lettera. Ebbene, parla. Non ti ho fatto cavaliere perché imparassi a pronunciare vuote lusinghe. A quello, provvedono già i miei lord. Di’ ciò che vuoi, Davos.»

«C’è una frase alla fine del testo.» Davos chinò il capo. «Com’erano le parole? “Nel nome del Signore della luce”…»

«Esatto.» La mascella del re era contratta.

«Alla tua gente quelle parole non piaceranno.»

«Nello stesso modo in cui non sono piaciute a te?» Lo provocò Stannis in tono secco.

«Se invece tu dicessi: “Nel nome degli dei e degli uomini”, oppure: “Per grazia degli dei vecchi e nuovi”…».

«Mi stai forse diventando bigotto, contrabbandiere?»

«Stavo per farti proprio la stessa domanda, mio re.»

«Sul serio? Si direbbe che tu non ami il mio nuovo dio più di quanto ami il mio nuovo maestro.»

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