Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » L’Isola Misteriosa [L'Île mystérieuse - it]
L’Isola Misteriosa [L'Île mystérieuse - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

L’Isola Misteriosa [L'Île mystérieuse - it]

Электронная книга - «L’Isola Misteriosa [L'Île mystérieuse - it]». Краткое содержание книги:

Questo straordinario romanzo presenta non poche analogie con Robinson Crusoe, dello scrittore inglese Defoe, di cui Verne era un grande ammiratore. Anche qui, la situazione è press’a poco la stessa: alcuni naufraghi approdano fortunosamente su un’isola deserta e lottano disperatamente per sopravvivere. Ma se Robinson, di fronte alla natura selvaggia, incarnava l’uomo del ‘700, che si industria come può, ricorrendo ai piccoli espedienti suggeritigli dalla ragione, senza altri strumenti che le proprie mani, i cinque naufraghi protagonisti di questo libro incarnano la nuova idea dell’uomo «scientifico» qual era concepito nella seconda metà dell’800, l’uomo che domina ormai la natura in virtù di una tecnologia progredita che gli permette di trasformare rapidamente un’isola selvaggia in una colonia civile. Non a caso Robinson è un uomo comune, un marinaio, ed è solo, a lottare contro le forze cieche della natura, mentre qui siamo dì fronte a una vera e propria équipe, composta da persone di estrazione e di competenze diverse, ma guidata da un ingegnere e scienziato, Cyrus Smith…
1 ... 42 43 44 45 46 47 48 49 50 ... 159
Перейти на страницу:

Il primo lavoro consistette, dunque, nel praticare i fori sopra accennati. L’opera del piccone sulla dura roccia sarebbe stata troppo lenta, mentre si sa che Cyrus Smith era l’uomo delle grandi risorse. Egli possedeva ancora una certa quantità di nitroglicerina e l’adoperò utilmente. L’effetto della sostanza esplosiva fu opportunamente localizzato e, sotto l’azione potente di essa, il granito si sfondò nei punti stabiliti dall’ingegnere. Poi, il piccone e la zappa perfezionarono il disegno ogivale delle cinque finestre, della finestra più larga, dei finestrini e della porta; ne dirozzarono le cornici, i cui profili furono abbastanza capricciosamente fissati, e alcuni giorni dopo l’inizio dei lavori, GraniteHouse era ampiamente rischiarata da quella viva luce di levante, che penetrava fino nelle sue più segrete profondità.

Secondo il piano fissato da Cyrus Smith, l’appartamento doveva essere diviso in cinque scompartimenti, tutti con vista sul mare: a destra, un’entrata con una porta, alla quale avrebbe fatto capo la scala, poi una prima stanza a uso di cucina, larga trenta piedi, una stanza da pranzo, di quaranta piedi, un dormitorio, di uguale larghezza, e infine una «stanza per gli amici», voluta da Pencroff, attigua alla sala grande.

Queste camere, o meglio questa serie di camere, costituenti l’appartamento di GraniteHouse, non dovevano però occupare tutta la profondità della caverna. Dovevano essere disimpegnate da un corridoio lasciato tra esse e un lungo magazzino nel quale gli utensili, le provviste, le riserve, avrebbero trovato comodamente posto. Tutti i prodotti raccolti nell’isola, sia quelli della flora che quelli della fauna, si sarebbero ivi trovati in eccellenti condizioni di conservazione, e completamente al riparo dall’umidità. Lo spazio non mancava, e ogni oggetto avrebbe potuto essere riposto con ordine. Inoltre, i coloni avevano ancora a loro disposizione la grotta piccola, posta al di sopra della grande caverna e che sarebbe stata come il granaio della nuova dimora.

Stabilito questo piano, non rimaneva che metterlo in esecuzione. I minatori ridivennero, quindi, fornaciai, poi i mattoni furono trasportati e deposti ai piedi di GraniteHouse. Sino allora Cyrus Smith e i suoi compagni erano entrati nella caverna sempre per l’antico ingresso. Questo modo di comunicazione li obbligava prima a salire sull’altipiano di Bellavista, facendo un giro vizioso per la riva del fiume, poi a discendere di duecento piedi nel cunicolo, indi a risalire di altrettanto, quando volevano ritornare sull’altipiano. Di qui, perdita di tempo e fatiche notevoli. Cyrus Smith decise, perciò, di procedere senza indugio alla fabbricazione di una solida scala di corda, che, una volta ritirata, avrebbe reso l’ingresso di GraniteHouse assolutamente inaccessibile.

Questa scala fu confezionata con la massima cura e i suoi montanti, formati da fibre di curry attorcigliate mediante un tornello, avevano la solidità d’un grosso cavo. I pioli furono fatti con una varietà di cedro rosso dai rami leggeri e resistenti, e tutto il lavoro fu eseguito da Pencroff con mano maestra.

Altre corde furono fabbricate egualmente con fibre vegetali e una specie di carrucola rudimentale fu installata alla porta. In questo modo i mattoni poterono facilmente essere sollevati sino al livello di GraniteHouse. Il trasporto dei materiali venne a essere così molto semplificato e l’adattamento dell’interno propriamente detto cominciò subito. La calce non mancava e alcune migliaia di mattoni erano pronti a essere adoperati. L’armatura dei tramezzi, molto rudimentale del resto, fu facilmente eretta, e in un brevissimo tempo l’abitazione fu divisa in camere e in depositi, secondo il piano prestabilito.

Tutti questi diversi lavori venivano eseguiti rapidamente, sotto la direzione dell’ingegnere, che maneggiava egli pure il martello e la cazzuola. Nessun lavoro era estraneo a Cyrus Smith, che dava così l’esempio ai compagni non meno intelligenti e zelanti. Quegli uomini lavoravano con fiducia, con gaiezza persino; Pencroff avendo sempre pronta la facezia, ora carpentiere, ora cordaio, ora muratore, comunicava il suo buon umore a tutto quel piccolo mondo. La sua fede nell’ingegnere era assoluta: nulla avrebbe potuto turbarla. Lo credeva capace di tentare tutto e di riuscire in tutto. Il problema dei vestiti e delle calzature, problema indubbiamente grave, quello dell’illuminazione durante le notti invernali, la messa in valore delle parti fertili dell’isola, la trasformazione di quella flora selvaggia in una flora coltivata, tutto gli sembrava facile con l’aiuto di Cyrus Smith, ed egli era certo che tutto si sarebbe fatto a suo tempo. Il marinaio sognava fiumi incanalati per il trasporto delle ricchezze del suolo, sfruttamenti di cave e di miniere da intraprendere, macchine atte a tutte le lavorazioni industriali, e ferrovie, sicuro, proprio delle ferrovie, la cui rete avrebbe un giorno certamente coperto l’isola di Lincoln. L’ingegnere lasciava dire Pencroff, e non smorzava per nulla le entusiastiche esagerazioni di quel gran cuore. Sapeva quanto la fiducia sia comunicativa, e sorrideva anzi ascoltandolo parlare, nulla dicendo delle inquietudini che talvolta gli ispirava l’avvenire. Infatti, in quella parte del Pacifico, lungi dall’itinerario delle navi, c’era da temere di non essere mai soccorsi. I coloni dovevano, dunque, contare su se stessi, sulle sole loro forze, giacché la distanza dall’isola di Lincoln a ogni altra terra era così grande, che arrischiarsi sul mare con una imbarcazione necessariamente imperfetta, sarebbe stata un’impresa grave e pericolosa.

Ma, come diceva il marinaio, essi superavano di cento cubiti i Robinson di un tempo, per i quali tutto ciò che facevano era un miracolo.

E, infatti, essi «sapevano», e l’uomo che «sa» riesce, laddove altri vegeterebbero e perirebbero inevitabilmente.

Durante tutti quei lavori Harbert si distinse. Era intelligente e attivo, comprendeva presto, eseguiva bene e Cyrus Smith gli si affezionava sempre più. Il ragazzo provava per l’ingegnere una viva e rispettosa amicizia. Pencroff vedeva la stretta simpatia che si formava tra quei due esseri, ma non era per niente geloso.

Nab era Nab. Era quello che sarebbe stato comunque: il coraggio, lo zelo, la devozione, l’abnegazione in persona. Aveva nel suo padrone la medesima fiducia di Pencroff, ma la manifestava meno rumorosamente, e quando il marinaio s’entusiasmava, Nab aveva sempre l’aria di rispondergli: «Ma non c’è nulla di più naturale!». Pencroff e lui si volevano molto bene e non avevano tardato a darsi del tu.

Quanto a Gedeon Spilett, anch’egli prendeva parte al lavoro comune e non era il meno abile, della qual cosa il marinaio si meravigliava sempre un poco. Un «giornalista» capace non solo di comprendere tutto, ma anche di eseguire tutto!

La scala fu installata definitivamente il 28 maggio. Data l’altezza di ottanta piedi che essa misurava, non contava meno di cento pioli. Fortunatamente, Cyrus Smith aveva potuto dividerla in due parti, approfittando di uno strapiombo della muraglia, che formava una sporgenza a una quarantina di piedi al di sopra del suolo. Questa sporgenza, accuratamente livellata con il piccone, divenne una specie di pianerottolo sul quale venne fissata la prima scala: la parte di essa destinata a rimanere sospesa nel vuoto venne così ridotta a metà; una corda avrebbe poi permesso di tirar su la scala stessa a livello di GraniteHouse. Quanto alla seconda scala, essa fu fissata con uguale solidità tanto nella sua estremità inferiore, che poggiava sulla sporgenza, quanto nell’estremità superiore, che venne collegata addirittura alla porta: in tal modo l’ascensione divenne molto più facile. D’altronde, Cyrus Smith pensava di installare più tardi un ascensore idraulico, che avrebbe evitato ogni fatica e ogni perdita di tempo agli abitanti di GraniteHouse.

1 ... 42 43 44 45 46 47 48 49 50 ... 159
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)