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L'anno del contagio [Doomsday Book - it]

Электронная книга - «L'anno del contagio [Doomsday Book - it]». Краткое содержание книги:

Per la giovane Kivrin, che si prepare a studiare dal vivo una delle epoche più oscure della storia, regno della paura, della superstizione e di tremendi flagelli, viaggiare nel tempo è un'esperienza unica e affascinante, ma in fondo non troppo difficile: l'importante è prepararsi con cura e osservare scrupolosamente tutte le regole perché il suo improvviso arrivo nel XIV secolo risulti plausibile e, soprattutto, passi inosservato. Il resto è compito di una straordinaria tecnologia che rende possibile un simile trasferimento temporale. Tuttavia il suo viaggio nel Medioevo, dove l'esistenza quotidiana è un'avventura per la sopravvivenza e dove si sta scrivendo un nuovo libro dell'Apocalisse, sarà molto più che la realizzazione di un sogno.
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— Daurmidde shoalausbrekkeynow — commentò la vecchia, poi lasciò la stanza chiudendosi la porta alle spalle.

Kivrin provò a ripetere mentalmente le parole che aveva sentito nel tentativo di individuare qualche vocabolo familiare. Il traduttore non avrebbe dovuto limitarsi a immagazzinare vocaboli di inglese medievale ma avrebbe anche dovuto accentuare la sua capacità di separare i fonemi e di riconoscere le strutture sintattiche… però lei aveva l'impressione di sentir parlare in serbo-croato.

Forse è proprio così, rifletté. Chi può sapere dove mi hanno portata? Ero in preda al delirio, e forse quel bandito mi ha caricata su una barca e mi ha fatto attraversare la Manica.

Sapeva però che era impossibile perché rammentava la maggior parte di quel viaggio notturno anche se si trattava di ricordi sconnessi come immagini di sogno.

Sono caduta da cavallo, si disse, e un uomo con ì capelli rossi mi ha raccolta. E poi abbiamo oltrepassato una chiesa.

Si accigliò, cercando di ricordare qualcosa di più riguardo alla direzione in cui avevano viaggiato. Si erano diretti nel folto della foresta, lontano dal boschetto, ed erano sbucati su una strada che si biforcava, ed era stato proprio al bivio che lei era caduta di sella. Se fosse riuscita a rintracciare il bivio, forse avrebbe potuto ritrovare il sito partendo da lì. E il bivio era poco lontano dalla chiesa.

Se però il sito era così vicino, questo villaggio doveva essere Skendgate e la lingua parlata dalle due donne doveva essere inglese medievale… ma se stavano parlando inglese medievale, come mai lei non riusciva a capirle?

Forse aveva battuto la testa nel cadere da cavallo e aveva danneggiato il traduttore… però ricordava di non aver picchiato la testa: aveva abbandonato la presa ed era scivolata giù fino a trovarsi seduta sulla strada. No, doveva essere colpa della febbre, che stava impedendo in qualche modo al traduttore di riconoscere le parole.

Esso aveva però riconosciuto il latino, ricordò, e un pìccolo nodo di timore cominciò a formarlesi nel petto. Il traduttore aveva riconosciuto il latino e lei non poteva essere malata perché aveva fatto tutti i vaccini. Rammentò all'improvviso l'inoculazione antivirale che le aveva causato prurito e aveva formato un gonfiore sotto il braccio, ma la Dottoressa Ahrens l'aveva controllata prima che lei partisse e aveva detto che era tutto a posto, e nessuno degli altri vaccini le aveva causato prurito, tranne quello contro la peste.

Non posso avere la peste, pensò. Non ho nessuno dei sintomi.

Le vittime della peste presentavano enormi gonfiori sotto le braccia e all'interno delle cosce, vomitavano sangue e i vasi sanguigni sottocutanei di rompevano tingendo la pelle di scuro. Questa malattia non era quindi la peste, ma cosa poteva essere e in che modo l'aveva contratta? Era stata vaccinata contro ogni malattia diffusa nel 1320 e comunque non era stata esposta a nessun contagio locale perché aveva cominciato ad avvertire i primi sintomi non appena ultimata la transizione e prima di incontrare qualcuno. I germi non se ne stavano raccolti intorno ad un sito di transizione per aspettare che arrivasse qualcuno, dovevano essere diffusi per contatto o sternutendo o per mezzo delle mosche. La peste era stata diffusa dalle mosche.

Non può essere la peste, si disse con decisione. Le persone che hanno la peste non si chiedono di cosa sono malate perché sono troppo impegnate a morire.

Non poteva essere la peste, perché le mosche che l'avevano diffusa si erano alimentate di topi e di esseri umani e non avevano certo vissuto nel cuore di una foresta, senza contare che la Morte Nera non era arrivata in Inghilterra fino al 1348. Questa doveva quindi essere qualche altra malattia medievale, qualcosa a cui la Dottoressa Ahrens non aveva pensato. Nel medioevo erano esistite stranissime malattie di ogni tipo, dalla scrofola al Ballo di San Vito a molteplici febbri senza nome; lei doveva aver contratto una di esse e il suo sistema immunitario rinforzato aveva impiegato un po' di tempo a capire di cosa si trattava e a combatterlo. Però lo aveva fatto e adesso la febbre era calata e il traduttore avrebbe cominciato a funzionare… tutto quello che doveva fare era riposare, aspettare e migliorare. Confortata da quel pensiero richiuse gli occhi e si addormentò.

Fu destata dalla sensazione che qualcuno la stesse toccando, e nell'aprire gli occhi vide che si trattava della vecchia, che le stava esaminando le mani rigirandole fra le proprie, sfregandone il dorso con l'indice screpolato e scrutando le unghie. Quando si accorse che Kivrin era sveglia la donna le lasciò andare le mani come in un gesto di disgusto.

— Sheavost ahvheigh parage attelest, baht hoore der wikkonasshae haswfolletwe? — chiese.

Nulla. Kivrin aveva in qualche modo sperato che durante il sonno gli intensificatori del traduttore sarebbero riusciti a suddividere e a decifrare quello che lei aveva sentito e che al risveglio avrebbe scoperto che tutto le era chiaro, ma le parole che sentiva erano sempre incomprensibili. Somigliavano un poco al francese con le finali tronche e le inflessioni in delicata ascesa, ma lei conosceva il francese normanno… il Signor Dunworthy aveva voluto che lo imparasse… e tuttavia non riconosceva neppure una parola.

— Hastow naydepesse? — insistette la donna.

Sembrava una domanda, ma tutte le frasi in francese sembravano domande.

La vecchia le afferrò un braccio con una mano ruvida e le passò l'altro braccio intorno al corpo come per aiutarla ad alzarsi.

Sono troppo malata per alzarmi, pensò Kivrin. Perché vuole che lo faccia? Vogliono forse interrogarmi? O bruciarmi sul rogo?

La donna più giovane arrivò a sua volta nella stanza, con in mano una coppa dotata di stelo che posò sul sedile sotto la finestra per poi affrettarsi a prendere il braccio libero di Kivrin.

— Hastontee natour yowrese? — domandò con un sorriso.

Dicendosi che forse volevano soltanto accompagnarla in bagno, Kivrin si sforzò di sollevarsi a sedere e di far scivolare le gambe oltre il bordo del letto.

Immediatamente fu assalita da un senso di vertigine e fu costretta a restare seduta con le gambe che penzolavano dall'alto giaciglio, aspettando che la sensazione passasse. Accorgendosi di avere indosso soltanto la camicia di lino si chiese dove fosse finito il resto dei suoi vestiti… se non altro, le avevano permesso di tenere la camicia. Nel medioevo, di solito la gente andava a letto senza niente addosso.

E la gente del medioevo non aveva neppure le tubature interne, ricordò, augurandosi che non la costringessero ad uscire all'aperto per andare in bagno. A volte i castelli avevano un guardaroba chiuso o un pozzo che doveva essere pulito in fondo, ma questo non era un castello.

La donna giovane le gettò intorno alle spalle una sottile coperta piegata come se fosse stata uno scialle, poi fra tutte e due l'aiutarono a scendere dal letto. Kivrin mosse un paio di passi sul gelido pavimento di legno e si sentì assalire di nuovo dalle vertigini.

Non riuscirò mai ad arrivare fuori, pensò.

— Wotan shy wootes mawdaor youse der jordane? — chiese in tono brusco la vecchia, e Kivrin ebbe l'impressione di aver riconosciuto la parola jardin, il termine francese per indicare un giardino… ma perché le due donne avrebbero dovuto discutere proprio adesso di giardini?

— Thanway maunholp anhour — ribatté la nuora, passando il braccio intorno a Kivrin e sistemandosi quello inerte di lei intorno al collo; la vecchia intanto le afferrò l'altro braccio con entrambe le mani. La suocera non arrivava quasi alla spalla di Kivrin e la donna più giovane sembrava pesare a stento una quarantina di chili, ma fra tutte due riuscirono a farla arrivare fino ai piedi del letto.

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