L'anno del contagio [Doomsday Book - it]
- Автор: Уиллис Конни
- Год: 1994
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0772-3
- Переводчик: Annarita Guarnieri
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «L'anno del contagio [Doomsday Book - it]». Краткое содержание книги:
— Sì, dottoressa — rispose la ragazza. — Non ho potuto fare a meno di sentire la vostra conversazione… — continuò poi, in tono esitante.
Mary s'irrigidì.
— Lei mi ha detto di dimettere la Signora Gaddson, e poi l'ho sentita accennare ad un certo William, per cui mi stavo chiedendo se per caso questa Signora Gaddson sia la madre di William Gaddson.
— Sì — confermò Mary, perplessa.
— Lei è una sua amica? — intervenne Dunworthy, chiedendosi se questa ragazza sarebbe arrossita come la bionda allieva infermiera.
In effetti anche lei arrossì.
— Ho avuto modo di conoscerlo piuttosto bene nel corso di queste vacanze — spiegò. — È rimasto all'università per leggere Petrarca.
— Fra le altre cose — commentò Dunworthy, e mentre la ragazza era impegnata ad arrossire pilotò Mary oltre il cartello che recava la scritta «AREA D'ISOLAMENTO: VIETATO L'INGRESSO» e lungo il corridoio.
— Nel nome del cielo, cosa significa tutto questo? — domandò lei.
— Che William il Malaticcio è ancora più autosufficiente di quanto avessimo inizialmente supposto — replicò Dunworthy, aprendo la porta della sala di attesa.
Mary accese la luce e si avvicinò al vassoio, prendendo la teiera elettrica e scomparendo nel bagno con essa. Intanto Dunworthy si sedette. Qualcuno aveva portato via il vassoio con l'apparecchiatura per il prelievo del sangue e aveva rimesso a posto il tavolo, ma la borsa per la spesa di Mary era ancora posata nel centro del pavimento; sporgendosi in avanti, lui la spostò accanto alle sedie.
Mary riapparve con la teiera e si chinò per inserirne la spina.
— Hai avuto un po' di fortuna per quanto concerne i contatti di Badri? — domandò.
— Se si può chiamare fortuna… la scorsa notte è andato ad una festa natalizia a Headington ed ha preso la metropolitana sia all'andata che al ritorno. Quanto è grave la situazione?
— Temo che ci sia soltanto latte in polvere — avvertì Mary, aprendo due bustine di tè e drappeggiandole nelle tazze. — Sai se Badri abbia avuto di recente contatti con qualcuno proveniente dagli Stati Uniti?
— No. Perché?
— Vuoi lo zucchero?
— Quanto è grave la situazione?
— Le cattive notizie sono che Badri è grave — rispose Mary, versando il latte in polvere nelle tazze. — Ha fatto i vaccini stagionali tramite l'università, che richiede uno spettro di vaccinazioni ancora più esteso di quello prescritto dall'SSN, quindi dovrebbe essere del tutto protetto da virus con uno spostamento di cinque punti e parzialmente protetto contro quelli spostati di dieci punti. Invece sta manifestando tutti i sintomi di una forte influenza, il che indica una netta mutazione del virus.
— Il che significa un'epidemia — osservò Dunworthy, sovrastando il fischio della teiera.
— Sì.
— Una panepidemia?
— È possibile, nel caso che il CMI non riesca a identificare in fretta il virus o che il personale dell'ospedale ceda al panico. O che la quarantena non venga rispettata. La buona notizia — proseguì, spegnendo la teiera e versando l'acqua calda nelle tazze, — è che il CMI pensa che si tratti di un'influenza che ha avuto origine nel Sud Carolina. Se è davvero così il virus è già stato esaminato e si dispone di analogo e di vaccino. Questo tipo di virus reagisce bene agli antimicrobici e al trattamento sintomatico, e non è letale.
— Qual è il periodo di incubazione?
— Varia da dodici a quarantotto ore. Il CMI manderà alcuni campioni di sangue ad Atlanta per un confronto e ci farà sapere il tipo di cure da applicare.
— A che ora Kivrin è venuta lunedì in Infermeria per il controllo dei vaccini antivirali?
— Alle tre — rispose Mary, — ed è rimasta qui fino alle nove della mattina successiva. L'ho trattenuta per la notte in modo da essere certa che dormisse di un sonno tranquillo e riposante.
— Badri dice di non averla vista ieri, ma potrebbe aver avuto dei contatti con lei lunedì, prima che Kivrin venisse in infermeria.
— Per essere contagiata avrebbe dovuto essere esposta al virus prima dei vaccini in modo che esso potesse moltiplicarsi senza impedimenti — replicò Mary. — E anche ammesso che abbia visto Badri lunedì o martedì, lei sta correndo meno rischi di te di ammalarsi. Sei ancora preoccupato per quei dati, vero? — aggiunse poi in tono serio, fissandolo da sopra l'orlo della sua tazza.
Dunworthy scosse il capo, ma senza troppa convinzione.
— Badri mi ha detto di aver controllato le coordinate inserite dall'apprendista e che erano esatte… e aveva già riferito a Gilchrist che lo slittamento era stato minimo — replicò, desiderando che Badri gli avesse risposto con precisione quando gli aveva chiesto dello slittamento.
— Che altro potrebbe essere andato storto? — domandò ancora Mary.
— Non lo so. Nulla, tratte il fatto che è sola nel medioevo.
— È possibile che sia più al sicuro che qui — ribatté Mary, posando la tazza vuota sul carrello. — Presto avremo molti pazienti perché l'influenza si diffonde come un fuoco nell'erba secca e la quarantena servirà soltanto a peggiorare le cose. I membri del personale medico sono sempre i primi ad essere esposti e se dovessero ammalarsi, o se dovessimo restare a corto di antimicrobici, questo secolo potrebbe diventare un livello dieci. Scusami, è la stanchezza a parlare — proseguì, spingendosi indietro a fatica i capelli arruffati. — Dopo tutto questo non è il medioevo, e non è neppure il ventesimo secolo. Abbiamo metabolizzanti e coadiuvanti, e se si tratta del virus del Sud Carolina abbiamo perfino un analogo e un vaccino… però sono contenta che Colin e Kivrin siano al sicuro.
— Al sicuro nel medioevo — commentò Dunworthy.
— Con i tagliagole — sorrise Mary.
In quel momento la porta si spalancò rumorosamente e nella sala d'attesa entrò un ragazzo piuttosto alto munito di una sacca da rugby e grondante di pioggia.
— Colin! — esclamò Mary.
— Così è qui che sei finita — replicò il ragazzo. — Ti ho cercata dappertutto.
Signor Dunworthy, ad adjuvandum me festina.*)
LIBRO SECONDO