Scorrete lacrime, disse il poliziotto [=Episodio temporale / Flow My Tears, the Policeman Said - it]
- Автор: Дик Филип Кайндред
- Год: 1998
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 8804449365
- Переводчик: Vittorio Curtoni
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Scorrete lacrime, disse il poliziotto [=Episodio temporale / Flow My Tears, the Policeman Said - it]». Краткое содержание книги:
— E con ciò? — chiese Buckman. — Non hanno letto il libretto di Die Walküre? — Tremante, accese un’altra sigaretta. — Sigmund e Siglinde. Schwester und Braut. Sorella e sposa. E al diavolo Hunding. — Buttò la sigaretta sul tappeto. La guardò bruciare, cominciare ad appiccare il fuoco alla lana. Poi, con il tacco dello stivale, la spense.
— Dovrebbe mettersi a sedere — disse Herb. — O sdraiarsi. Ha un aspetto terribile.
— È orrendo — disse Buckman. — Davvero. C’erano tante cose in lei che non mi piacevano, ma Cristo!, com’era vitale. Era sempre pronta a provare tutte le novità. È stato questo a ucciderla. Probabilmente una nuova droga che lei e le sue amiche streghe hanno preparato nei loro miserabili laboratori, in qualche cantina. Qualcosa che conteneva liquido per lo sviluppo fotografico o Drano o anche di peggio.
— Penso che dovremmo parlare con Taverner — disse Herb.
— Okay. Portalo dentro. Ha addosso quel microtras, no?
— A quanto pare, no. Tutte le microspie che gli abbiamo messo addosso quando è uscito dall’accademia hanno smesso di funzionare. Tranne forse la bomba-seme. Ma non abbiamo motivo di attivarla.
— Taverner è un bastardo furbo — disse Buckman. — Oppure l’hanno aiutato. Una o più d’una delle persone con le quali lavora. Non prenderti il disturbo di far detonare la bomba-seme. Senza dubbio qualche suo zelante collega gliel’ha tolta dalla pelle. — “Oppure è stata Alys” pensò. “La mia servizievole sorellina. Sempre pronta ad assistere la polizia in ogni occasione. Splendido.”
— Sarà meglio che lei lasci la casa per un po’ — disse Herb. — Intanto che lo staff del coroner completa il suo lavoro.
— Riportami all’accademia. Non credo di riuscire a guidare. Tremo troppo. — Buckman sentì qualcosa sul viso. Si toccò e scoprì di avere il mento bagnato. — Che cos’è? — chiese stupefatto.
— Sta piangendo — rispose Herb.
— Riportami all’accademia. Finirò quello che devo fare prima di passare tutto nelle tue mani. Poi voglio tornare qui. — “Forse Taverner le ha dato qualcosa” si disse Buckman. “Ma Taverner è una nullità. È stata lei. Eppure…”
— Andiamo. — Herb lo prese per il braccio e lo guidò giù per la scala.
Mentre scendevano, Buckman chiese: — Avresti mai pensato di vedermi piangere in questo cazzo di mondo?
— No — rispose Herb. — Ma è comprensibile. Voi due eravate molto uniti.
— Puoi dirlo forte. — Buckman fu invaso da un’ira improvvisa, tremenda. — Dio la maledica! Gliel’avevo detto che prima o poi le sarebbe successo. Qualcuno dei suoi amici ha preparato quella roba e ha usato lei come cavia.
— Non si sforzi di lavorare troppo in ufficio — disse Herb. Dal soggiorno raggiunsero l’uscita. Fuori erano parcheggiati i loro due trabi. — Faccia solo il minimo indispensabile per poter passare il lavoro a me.
— Gliel’avevo detto. Nessuno mi dà mai ascolto, cazzo!
Herb gli diede una pacca sulla spalla e non parlò. I due attraversarono il prato in silenzio.
Durante il volo di ritorno all’accademia, Herb, che guidava, disse: — Ho delle sigarette nella giacca. — Era la prima frase che uno dei due pronunciasse da quando erano saliti sul trabi.
— Grazie. — Buckman aveva finito la sua razione settimanale di tabacco.
— Voglio discutere di una cosa con lei — aggiunse Herb. — Vorrei poterla rimandare, ma non si può.
— Non puoi aspettare finché saremo in ufficio?
— Quando torneremo, potrebbe esserci altro personale ad alto livello. Oppure anche solo altra gente. Il mio staff, per esempio.
— Io non ho niente da dire che…
— Mi stia a sentire — lo interruppe Herb. — Si tratta di Alys. Del suo matrimonio con lei. Con sua sorella.
— Il mio incesto — disse Buckman con voce rauca.
— Alcuni dei marescialli potrebbero esserne informati. Alys ne ha parlato con troppa gente. Sa come la pensava.
— Ne era orgogliosa. — Buckman accese una sigaretta con una certa difficoltà. Non riusciva ancora a togliersi dalla mente il fatto di essersi messo a piangere. “Dovevo amarla sul serio” si disse. “E invece mi sembrava di provare solo paura e disgusto. E l’attrazione sessuale. Quante volte ne abbiamo discusso prima di farlo. Per tutti quegli anni.” — Io l’ho detto soltanto a te.
— Ma Alys…
— Okay. D’accordo, forse alcuni dei marescialli lo sanno. E magari il direttore, se la cosa può essere di qualche interesse per lui.
— I marescialli che le sono nemici — disse Herb — e che sanno del… — Esitò. — Dell’incesto… Diranno che si è suicidata. Per la vergogna. Se lo può aspettare. E faranno filtrare la notizia ai media.
— Tu credi? — Buckman si disse che sarebbe stata una bella storia. Il matrimonio di un generale di polizia con la sorella, benedetto dalla nascita di un bambino nascosto in Florida. Il generale e la sorella che si presentano come marito e moglie in Florida, quando sono con il figlio. E il bambino: il frutto di quello che dev’essere un patrimonio genetico segnato da tare.
— Quello che vorrei farle capire — disse Herb, — e temo che dovrà riflettere sulla cosa proprio adesso, che non è certo il momento ideale data la morte di Alys…
— È il nostro coroner. È un uomo nostro, dell’accademia. — Buckman non capiva dove volesse arrivare Herb. — Dirà che si è trattato di un’overdose di una droga semitossica, come ci ha già anticipato.
— Ma ingerita deliberatamente. Una dose da suicidio.
— Cosa vuoi che faccia?
Herb rispose: — Lo costringa a compilare un referto di omicidio. Glielo ordini.
E Buckman capì. Col tempo, superata l’ondata di dolore, ci sarebbe arrivato anche lui. Ma Herb Maime aveva ragione: la questione andava affrontata subito. Ancora prima di tornare all’accademia.
— Così — disse Herb — potremo dire che…
— Che gli uomini della gerarchia della polizia ostili alla mia politica nei confronti dei campus e dei campi di lavoro si sono vendicati uccidendo mia sorella — concluse a denti stretti Buckman. Gli si raggelava il sangue all’idea di avere già cominciato a pensare a una cosa simile. Ma…
— Qualcosa del genere — disse Herb. — Senza fare nomi in particolare. Nessun nome di alti ufficiali. Basterà lasciar capire che loro hanno pagato qualcuno per farlo. O hanno dato l’ordine a qualche giovane funzionario ansioso di far carriera. Non crede che io abbia ragione? E bisogna agire in fretta, fare una dichiarazione immediata. Non appena rientreremo all’accademia lei dovrebbe spedire un comunicato di questo tenore a tutti i marescialli e al direttore.
“Devo trasformare una terribile tragedia personale in un vantaggio” si rese conto Buckman. “Sfruttare la morte accidentale di mia sorella. Se è stata accidentale.”
— Magari è vero — disse. Per esempio, forse l’omicidio poteva essere stato organizzato dal maresciallo Holbein, che lo odiava a morte.
— No — disse Herb. — Non è vero. Ma apra un’inchiesta. E deve trovare qualcuno da accusare. Deve esserci un processo.
— Sì — convenne lui, cupo. Un processo coi fiocchi. Che si concludesse con un’esecuzione capitale. Coi media che strepitavano truci, che parlavano del coinvolgimento di “autorità superiori” intoccabili grazie alla loro posizione. E il direttore, se tutto fosse filato liscio, avrebbe espresso ufficialmente il suo cordoglio per la tragedia unitamente alla speranza che i colpevoli venissero identificati e puniti.
— Mi spiace di avergliene dovuto parlare così presto — disse Herb. — Ma l’hanno già degradata da maresciallo a generale. Se la storia dell’incesto diventasse di dominio pubblico, potrebbero riuscire a costringerla ad andare in pensione. Ovviamente, se prendiamo noi l’iniziativa, potrebbero diffondere la storia dell’incesto. Speriamo che lei sia coperto a sufficienza.