Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » La vendetta di Orion [Vengeance of Orion - it]
La vendetta di Orion [Vengeance of Orion - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

La vendetta di Orion [Vengeance of Orion - it]

Электронная книга - «La vendetta di Orion [Vengeance of Orion - it]». Краткое содержание книги:

Ormai non ci sono dubbi: sotto le spoglie umane di John O’Ryan si nasconde una figura mitica, il leggendario cacciatore Orion. A crearlo è stato l’essere di un lontanissimo futuro che ha scelto di farsi chiamare Ormazd, e che con il suo aiuto intende condurre nel tempo e nello spazio una guerra spietata contro il più acerrimo nemico dell’umanità, Ahriman. Il primo scontro (in Orion, Urania 1038) sembra essersi concluso vittoriosamente, ma in realtà l’intervento di Orion ha causato una frattura nel continuum spazio-temporale, concedendo ad Ahriman e ai suoi neandertaliani un cosmo tutto per loro. Ormazd non ha affatto gradito la cosa e ha deciso di punire Orion strappandogli ciò che ha di più caro, per costringere il cacciatore a riprendere la sua battuta. Questa volta lo scenario-sarà il passato e la posta in gioco il salvataggio di Troia… perché Ormazd è deciso a cambiare addirittura la trama del tempo pur di distruggere definitivamente il suo nemico.
1 ... 38 39 40 41 42 43 44 45 46 ... 86
Перейти на страницу:

— Mio signore Orion, un nobile visitatore desidera parlare con te.

— Chi è? — chiesi.

Il giovanetto allargò le braccia. — Non lo so. Mi è stato ordinato di dirti che un nobile della Casa Reale ti farà visita prima che scenda il sole. Dovresti prepararti.

Io lo ringraziai e lo invitai a dividere il pasto con noi. Sembrava straordinariamente compiaciuto di sedere insieme ai soldati hatti. I suoi occhi studiavano le spade di ferro con ammirazione.

Un nobile visitatore della Casa Reale. Della gente di Agamennone? Mi chiesi chi stesse arrivando, e perché.

Mentre le lunghe ombre del tramonto cominciavano a fondersi nel porpora del crepuscolo, un gruppo di sei guerrieri achei marciò verso il nostro fuoco da campo, con un uomo piccolo e snello in mezzo. Una persona molto importante o un prigioniero, pensai. L’uomo sembrava troppo piccolo per essere uno dei nobili achei che avevo incontrato. Indossava un’armatura di metallo sopra una lunga veste, e aveva tirato sul viso i lembi dell’elmo, come per andare in battaglia. Non riuscivo a vederlo in faccia. Mi alzai e feci un piccolo inchino. La mini-processione marciò esattamente sino alla mia tenda prima di fermarsi. Io li raggiunsi e scostai il lembo d’entrata.

— Un rappresentante del Sommo Re? — chiesi. — Venuto ad assicurarsi che il vecchio cantastorie sia davvero cieco?

Il visitatore non disse niente, ma entrò chinandosi nella tenda. Io lo seguii, sentendo montare un’ira ribollente. Non dormivo da due giorni, ma la mia furia contro Agamennone mi teneva sveglio e all’erta.

Il visitatore guardò Polete, che giaceva sul pagliericcio con le fessure delle orecchie incrostate di sangue secco. Sentii lo sconosciuto trattenere il fiato. E poi notai che le sue mani erano minuscole, delicate, troppo lisce per aver mai retto uno scudo o una lancia.

L’afferrai per le spalle, lo feci ruotare fino ad averlo di fronte e gli tolsi l’elmo. I lunghi capelli dorati di Elena ricaddero sulle sue spalle.

— Dovevo vedere… — sussurrò, gli occhi spalancati per l’orrore.

La riportai davanti al vecchio cantastorie. — Allora guarda — dissi aspro. — Guarda bene.

— Agamennone ha fatto questo?

— Con le sue stesse mani. Tuo cognato l’ha accecato per pura stizza. Ubriaco di potere e di gloria, ha celebrato la sua vittoria su Troia mutilando un vecchio.

— E Menelao?

— Tuo marito stava lì a guardare. I suoi uomini mi tenevano fermo con le lance mentre suo fratello compiva queste nobili gesta.

— Orion, vorrei poter… quando ho sentito cos’era successo, ero così nauseata e adirata…

Ma non c’erano lacrime nei suoi occhi. La sua voce non tremava. Le parole che diceva, in realtà, non avevano niente a che fare con quello che sentiva, o con il motivo per cui era lì.

— Che cosa vuoi? — le chiesi. Lei si voltò a guardarmi. — Vedi quanto sono crudeli. Che barbari possono essere.

— Sei al sicuro, adesso — dissi. — Menelao farà di nuovo di te la sua regina. Sparta può non essere civile come Troia, ma non c’è più nessuna Troia. Accontentati di quello che hai.

Lei mi fissò, come tentando di decidere se poteva dire quello che aveva in mente.

Io sentii la mia rabbia svanire sotto lo sguardo fisso di quegli occhi colore del cielo.

— Non voglio essere la regina di Sparta né la moglie di Menelao — balbettò Elena. — Solo un giorno in questo miserabile campo mi ha nauseata.

— Salperai presto per Micene, e poi per…

— No! — disse in un sussurro disperato. — Non voglio tornare indietro con loro! Portami con te, Orion! Portami in Egitto.

24

Fu il mio turno, lì nella tenda, di restare sbalordito per la sorpresa. — In Egitto?

— È il solo Paese veramente civile di tutto il mondo, Orion. Mi riceveranno come la regina che sono, e tratteranno me e il mio seguito nel modo appropriato. Regalmente.

Avrei dovuto rifiutare subito la sua proposta, ma la mia mente stava già tessendo un folle arazzo di vendetta. Immaginai la faccia di Agamennone quando fosse venuto a sapere che sua cognata, per la quale aveva ostentatamente combattuto quella guerra lunga e sanguinosa, aveva rifiutato suo fratello e se n’era andata con un altro.

Non un principe che l’aveva rapita contro il suo volere, ma un misero guerriero, poco più che un thes, con il quale era fuggita dietro sua stessa insistenza.

Non avevo niente contro Menelao, a parte che era il fratello di Agamennone e che non aveva fatto nulla perché Polete non fosse accecato.

“Lascia che mangino la polvere dell’umiliazione e dell’ira impotente” mi dissi. “Lascia che il mondo rida di loro mentre Elena sfugge un’altra volta. Se lo meritano.”

Sapevo che ci avrebbero inseguiti. Che avrebbero cercato di trovarci. E se ci fossero riusciti, avrebbero ucciso me e forse anche lei.

“E allora?” pensai. “Per cosa devo vivere se non per sfogare la mia vendetta contro quelli che mi hanno fatto torto? Apollo cerca di distruggermi, ora che ho dato il mio aiuto alla caduta di Troia. Cos’ho da temere da due re mortali?”

Guardai il bel viso di Elena, così perfetto, la sua pelle liscia e pura come quella di un bambino, i suoi occhi pieni di speranza e di aspettativa, innocenti quanto scaltri.

Mi stava manovrando ancora, mi accorsi, per fuggire da quei rozzi Achei. Si stava offrendo come ricompensa se avessi sfidato Agamennone e Menelao.

— Molto bene — dissi. — Polete dovrebbe essere in grado di viaggiare in un paio di giorni. Partiremo fra tre notti.

Gli occhi di Elena luccicarono e un sorriso sfiorò gli angoli delle sue labbra. Io presi la sua minuscola mano nella mia e la baciai, e lei capì perfettamente quello che non avevo bisogno di dire.

— Fra tre notti — mi sussurrò. Poi mi si avvicinò un poco e si mise in punta di piedi per baciarmi rapidamente sulle labbra.

Si infilò di nuovo l’elmo troppo grande raccogliendovi bene i capelli, e se ne andò con la sua scorta. Li osservai marciare di nuovo verso le navi di Menelao, poi mandai uno degli uomini di Lukka a prendere il guaritore. Arrivarono le sue donne e fasciarono le ferite di Polete prima che lui arrivasse.

— Saremo in condizioni di viaggiare tra due giorni — chiesi — se lui non deve camminare?

L’uomo mi diede uno sguardo severo. — Se deve. È vecchio, e la morte potrebbe esigerlo comunque tra pochi anni.

— Viaggiare in un carro gli farebbe male?

— Non abbastanza da fare molta differenza — rispose.

Quando se ne furono andati, mi sdraiai sul pagliericcio che avevo fatto stendere vicino a Polete. Il vecchio si agitò nel sonno e mormorò qualcosa. Io mi chinai reggendomi su un gomito per sentire le sue parole.

— Guardati dai doni di una donna — borbottò Polete.

Io sospirai. — Ora divulghi profezie invece che storie, vecchio — sussurrai.

Polete non rispose.

Mi addormentai quasi subito, appena posata la testa sulla paglia. Mi sforzai di restare là, nella pianura di Ilio, e di non farmi trascinare nel mondo dei Creatori. Sapevo che vi avrei incontrato un pericolo per me inaffrontabile.

Se fu la mia forza di volontà, o se Apollo, Zeus e i loro compagni non si presero il disturbo di cercare di raggiungermi, non posso dirlo. Tutto quello che so è che non incontrai nessun dio, adirato o meno, durante il mio sonno di quella notte.

Ma sognai.

Sognai l’Egitto, una terra calda che si stendeva lungo un grande fiume, circondata su entrambi i lati da un deserto bruciante. Una terra di palme e coccodrilli, così antica che il tempo stesso sembrava non significare nulla, lì. Una terra di massicce piramidi che incombevano come monumenti alieni sulle meschine città degli uomini, facendo apparire infinitamente piccoli tutti i parametri umani, tutta l’umana conoscenza.

1 ... 38 39 40 41 42 43 44 45 46 ... 86
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)