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Scorrete lacrime, disse il poliziotto [=Episodio temporale / Flow My Tears, the Policeman Said - it]

Электронная книга - «Scorrete lacrime, disse il poliziotto [=Episodio temporale / Flow My Tears, the Policeman Said - it]». Краткое содержание книги:

Jason Taverner, popolarissimo conduttore di uno show televisivo, si trova all’improvviso senza identità. Nessuno si ricorda più di lui e il suo nome sembra scomparso dagli archivi informatici. L’uomo comincia così un viaggio alla ricerca di qualche traccia della propria esistenza nei bassifondi di una città ipertecnologica e crudele.
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— Ti piacerebbe vedere una collezione di tabacchiere riccamente decorate? — chiese Alys. — Felix ha una collezione bellissima. Tutti pezzi d’antiquariato in oro, argento, leghe, con incisioni a cammeo, scene di caccia… No? — Sedette di fronte a lui, accavallando le lunghe gambe inguainate di nero. Le scarpe con i tacchi alti dondolavano avanti e indietro. — Una volta Felix ha comperato una vecchia tabacchiera a un’asta, l’ha pagata una cifra enorme. L’ha portata a casa e l’ha ripulita dai vecchi residui di tabacco e ha trovato una levetta a molla sul fondo, o quello che sembrava il fondo. La leva agiva se si faceva ruotare una minuscola vite. Gli è occorso tutto il giorno per trovare un cacciavite abbastanza piccolo. Ma alla fine ci è riuscito. — Rise.

— Cos’è successo?

— Il fondo era falso. Sotto era nascosta una placchetta in rame. Felix l’ha tirata fuori. — Alys rise di nuovo, facendo luccicare i suoi denti con gli intarsi in oro. — Era un’incisione pornografica vecchia di duecento anni. Una donna che copulava con un pony Shetland. Era anche dipinta, a otto colori. Valeva, diciamo, cinquemila dollari. Non molto, ma ci ha proprio deliziato. Il tipo che gli aveva venduto la tabacchiera, ovviamente, non sapeva che ci fosse la placca.

— Capisco — disse Jason.

— Le tabacchiere non t’interessano — commentò Alys, continuando a sorridere.

— Mi piacerebbe vederla — disse lui. E poi: — Alys, tu sai di me. Sai chi sono. Perché nessun altro lo sa?

— Perché non sono mai stati là.

Dove?

Alys si massaggiò le tempie, schioccò la lingua, fissò gli occhi nel vuoto, come persa nei propri pensieri. Come se riuscisse a stento a udire Jason. — Lo sai — rispose. Pareva annoiata e un poco irritabile. — Cristo, ci hai vissuto per quarantadue anni! Cosa posso raccontarti di quel posto che tu già non sappia? — Rialzò la testa, e le sue labbra forti si piegarono in un sorriso malizioso.

— Come ho fatto ad arrivare qui? — chiese lui.

— Ti… — Lei esitò. — Non sono certa di dovertelo dire.

E perché no? — La voce di Jason si era alzata di tono.

— Ogni cosa a suo tempo. — Alys lasciò cadere la mano. — A suo tempo, a suo tempo. Senti, te ne sono già successe tante. Sei quasi stato spedito a un campo di lavori forzati, e tu sai cosa siano, al giorno d’oggi. Grazie a quello stronzo di McNulty e al mio caro fratellino. Mio fratello, il generale di polizia. — Il viso di Alys era come stravolto dal disgusto, ma poi ritrovò quel suo sorriso provocatore. Quel sorriso pigro, invitante, incastonato di denti d’oro.

Jason disse: — Voglio sapere dove mi trovo.

— Sei nel mio studio, a casa mia. Sei al sicuro. Ti ho tolto di dosso tutte le microspie. E nessuno farà irruzione qui. — Poi balzò su dalla sedia, saltò in piedi come un animale straordinariamente agile. Jason, con un gesto istintivo, si ritrasse. — L’hai mai fatto per telefono? — chiese Alys, eccitata, con occhi raggianti.

— Fatto cosa?

— La rete. Non conosci la rete telefonica?

— No — rispose lui. Anche se non era vero.

— Le tue inclinazioni sessuali, o quelle di chiunque, vengono collegate elettronicamente e amplificate fino ai limiti di sopportazione. È una cosa che dà assuefazione, per via dell’amplificazione elettronica. Certa gente finisce in un’immersione così profonda da non riuscire più a riemergerne. Le loro vite cominciano a dipendere dal collegamento settimanale, o magari addirittura quotidiano, con la rete telefonica. Si usano normali videotelefoni, attivati con la carta di credito, per cui sul momento non si paga. I gestori mandano una bolletta mensile e, se non arriva il denaro, si viene esclusi dalla rete.

— Quante persone si collegano?

— Migliaia.

— Migliaia per volta?

Alys annuì. — Molti di loro lo fanno da due o tre anni. E hanno subito un deterioramento fisico e mentale. Perché la parte di cervello che prova l’orgasmo finisce gradualmente col bruciarsi. Ma non farti dei pregiudizi su queste persone. In rete si trovano alcune delle menti più brillanti e sensibili del pianeta. Per loro si tratta di una sacra comunione. A parte il fatto che puoi individuare subito un retaiolo, se lo vedi. Sono tutti disfatti, invecchiati, grassi, irrequieti… Irrequieti solo tra un collegamento in rete e l’altro, ovviamente.

— E tu lo fai? — Alys non sembrava affatto disfatta, invecchiata, grassa o irrequieta.

— Ogni tanto. Ma non mi lascio mai agganciare. Mi scollego appena in tempo. Vuoi provarci?

— No.

— Okay. — Il tono di Alys era molto pacato e sereno. — Cosa ti piacerebbe fare? Abbiamo una buona collezione di Rilke e Brecht su disco, con traduzioni interlineari. L’altro giorno Felix è tornato a casa con l’edizione completa delle sette sinfonie di Sibelius in quadrifonia, con effetti luminosi. Bellissima. Emma preparerà per cena zampe di rana… A Felix piacciono le zampe di rana e le lumache. Di solito mangia fuori, nei migliori ristoranti francesi e baschi, ma stasera…

— Voglio sapere — la interruppe Jason — dove mi trovo.

— Non puoi cercare di essere felice e basta?

Lui si alzò in piedi, con una certa difficoltà, e fissò Alys. In silenzio.

20

La mescalina aveva cominciato a fargli un effetto potentissimo. La stanza si illuminò di colori, e la prospettiva si alterò: il soffitto sembrava alto due milioni di chilometri. E, guardando Alys, Jason vide i suoi capelli prendere vita. Come quelli di Medusa, pensò, ed ebbe paura.

Alys lo ignorò. — A Felix piace soprattutto la cucina basca, ma è talmente ricca di burro che gli dà spasmi al piloro. Ha anche una bella collezione di Weird Tales, e adora il baseball. E… Vediamo. — Si scostò da lui, battendo l’indice sulle labbra mentre rifletteva. — Gli interessa l’occulto. Tu…

— Sento qualcosa — disse Jason.

— Cosa?

— Non me ne posso andare da qui.

— È la mescalina. Stai calmo.

— lo… — Rifletté. Un peso enorme gli gravava sul cervello, ma negli interstizi di quel peso brillavano qua e là lampi di luce, di illuminazione degna di un satori.

— Quello che colleziono io — disse Alys — si trova nella stanza qui accanto. Quella che chiamiamo “la biblioteca”. Questo è lo studio. Felix tiene in biblioteca tutti i suoi testi di legge… Lo sapevi che è avvocato, oltre che generale di polizia? E ha compiuto alcune buone azioni, devo ammetterlo. Lo sai cos’ha fatto una volta?

Jason non riusciva a rispondere. Poteva solo starsene lì, inerte, a udire il suono delle parole di lei. Ma senza comprenderne il significato.

— Per un anno, Felix ha avuto sulle sue spalle la responsabilità di un quarto dei campi di lavori forzati di tutta la Terra. Ha scoperto che, in forza di una legge quasi dimenticata, approvata anni addietro quando i campi di lavori forzati erano più che altro campi della morte, con moltissimi prigionieri di colore… Be’, ha scoperto che quella legge permetteva l’esistenza dei campi solo durante la seconda guerra civile. E di avere il potere di chiudere qualunque campo, nel momento che gli sembrasse più opportuno per l’interesse pubblico. E i neri e gli studenti che erano stati prigionieri nei campi erano diventati robusti dopo tutti quegli anni di pesante lavoro manuale. Non erano come gli studenti fiacchi e svogliati che vivono nelle aree dei campus. Poi ha fatto delle ricerche e ha scoperto un’altra legge ormai in disuso: un campo di lavori forzati che non produca profitto deve, o meglio doveva, essere chiuso. Così Felix ha aumentato lo stipendio, bassissimo ovviamente, versato ai detenuti. Gli è bastato far questo, dimostrare che i libri contabili erano in rosso e, bam!, si è trovato nella posizione di potere chiudere i campi. — Alys rise.

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