La corona di spade
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #7
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:
Lady Caraline e lord Toram avevano guidato i Cairhienesi che si erano rifiutati di accettare la conquista della città da parte di Rand e gli Aiel, e lo stesso aveva fatto il sommo signore Darlin con i Tarenesi a Tear. Nessuno dei due gruppi di ribelli contava troppi elementi. Caraline e Toram erano rimasti per mesi nei pressi delle colline ai piedi della Dorsale del Mondo, lanciando minacce e editti, e Darlin aveva altrettanto ad Haddon Mirk. Ma a quanto pareva la situazione era cambiata. Perrin si accorse che stava facendo scorrere il pollice lungo il filo dell’ascia. C’era il pericolo che gli Aiel se ne andassero e i nemici di Rand si stavano raggruppando in un solo posto. Mancava solo che comparissero i Reietti. E Sevanna con i suoi Shaido. Sarebbe stata la ciliegina sulla torta. Eppure nulla di tutto ciò era più importante del fatto che qualcuno avesse visto degli incubi viventi. Faile doveva essere salva, doveva.
«Meglio guardare che combattere» mormorò Rand pensieroso, di nuovo all’ascolto di una voce immaginaria.
Perrin era assolutamente d’accordo — qualsiasi cosa era meglio che combattere — ma gli Aiel non la vedevano allo stesso modo, non quando si trattava di nemici. Da Rhuarc a Sorilea, da Feraighin a Nandera e Sulin, lo fissarono tutti come se avesse detto che bere la sabbia era meglio dell’acqua.
Feraighin era quasi sulla punta dei piedi. Non era molto alta per essere una donna Aiel, non arrivava nemmeno alla spalla di Rand, ma sembrava che adesso volesse mettersi faccia a faccia con lui. «Sono poco più di diecimila in quell’accampamento, e sono abitanti delle terre bagnate» disse in tono di rimprovero. «E quelli in città sono anche di meno. Possiamo occuparci di loro con gran facilità. Anche Indirian sa che non ordini di uccidere gli abitanti delle terre bagnate se non per difenderti, ma se li lasciamo fare provocheranno dei problemi. Il fatto che ci siano delle Aes Sedai in città non aiuta. Chi può sapere cosa...»
«Aes Sedai?» Le parole risultarono fredde e le nocche di Rand divennero bianche per quanto strinse lo scettro del Drago. «Quante?» Quando fiutò il suo odore, Perrin rabbrividì; sentì che le Aes Sedai prigioniere lo stavano guardando, come anche Bera, Kiruna e le altre. Sorilea non era più interessata a Kiruna. Aveva le mani poggiate sui fianchi e le labbra tese. «Perché non me l’hai detto?»
«Non me ne hai data la possibilità, Sorilea» protestò Feraighin, un po’ ansiosa e con le spalle curve. I suoi occhi azzurri si spostarono rapidi su Rand e la voce divenne più ferma. «Forse dieci o qualcuna di più, Car’a’carn. Naturalmente noi le evitiamo, soprattutto da quando...» Lo sguardo tornò di nuovo su Sorilea e la donna parve annaspare in cerca d’aria. «Tu non volevi sentir parlare degli abitanti delle terre bagnate, Sorilea. Solo delle tue tende. Lo hai detto tu.» Quindi fu di nuovo su Rand, con la schiena dritta. «Risiedono quasi tutte nella casa di Arilyn Dhulaine, Car’a’carn, e la lasciano di rado.» Si rivolse di nuovo a Sorilea, di nuovo con le spalle incurvate. «Sai che ti avrei detto tutto, ma mi hai fatto stringere i tempi.» Quando si accorse di quanti la stavano osservando e quante Sapienti avevano cominciato a sorridere, Feraighin sgranò gli occhi e le guance le diventarono rosse. Continuò a spostare lo sguardo da Rand a Sorilea, ma ora muoveva la bocca senza proferire parola. Alcune delle Sapienti incominciarono a ridere nascondendosi il volto con le mani, tranne Edarra che lo fece apertamente. Arcuare rise di cuore.
Perrin non aveva alcuna voglia di ridere. Un Aiel poteva trovare qualcosa di buffo anche con una spada puntata contro. Le Aes Sedai prima di tutto. Luce! Perrin chiese ciò che per lui era più importante: «Feraighin? Mia moglie, Faile, sta bene?»
La donna gli rivolse un’occhiata distratta, quindi fece uno sforzo visibile per recuperare un minimo di controllo. «Credo che Faile Aybara stia bene, Sei’cair» rispose con fredda compostezza. O quasi. Cercava di guardare Sorilea con la coda dell’occhio. Sorilea non era divertita, niente affatto; a braccia conserte, stava esaminando accuratamente Feraighin tanto da far sembrare delicato lo sguardo che aveva riservato a Kiruna.
Amys appoggiò una mano sul braccio della vecchia Sapiente. «Non è colpa sua» mormorò, a voce abbastanza bassa perché solo Sorilea riuscisse a sentire; Sorilea e Perrin. L’altra esitò, quindi annuì; lo sguardo rapace si trasformò nel solito sguardo irascibile. Perrin aveva notato che Amys era la sola in grado di ottenere un tale risultato, la sola che Sorilea non travolgeva quando si metteva sul suo cammino. Be’, non lo faceva nemmeno con Rhuarc, ma lui era più come un masso che ignorava una tempesta; Amys riusciva a far smettere di piovere.
Perrin voleva avere maggiori informazioni da Feraighin — ‘pensava’ che Faile stesse bene? — ma prima che riuscisse ad aprire bocca, Kiruna s’intromise con il solito tatto.
«Adesso ascoltami bene» disse a Rand, gesticolando enfaticamente sotto il naso. «Ho definito ‘delicata’ questa situazione, ma ho sbagliato. È assolutamente oltre ogni limite dell’immaginazione, talmente fragile che un sussurro potrebbe spezzarla. Io e Bera ti accompagneremo in città. Va bene, Alanna, anche tu.» Congedò la magra Aes Sedai con un gesto spazientito. Perrin pensò che forse la donna stava usando quel trucco che la faceva apparire più grande. Sembrava torreggiare su Rand, anche se in realtà Rand era assai più alto di lei. «Devi lasciare che ti guidiamo noi. Una mossa sbagliata, una sola, e potresti portare Cairhien allo stesso disastro che hai scatenato a Tarabon e nell’Arad Doman. Peggio ancora, potresti rovinare del tutto questioni di cui non sai quasi nulla.»
Perrin trasalì. L’intero discorso sembrava volutamente mirato a far infuriare Rand, che invece si limitò ad ascoltarla fino a quando ebbe finito, quindi si rivolse a Sorilea. «Porta le Aes Sedai alle tende. Tutte loro, per ora. Accertati che tutti sappiano che sono Aes Sedai. E fai vedere come saltano quando tu dici ‘salta’. Dal momento che tu salti quando lo dice il Car’a’carn, questo dovrebbe convincere tutti che le Aes Sedai non mi hanno affatto messo al guinzaglio.»
Il volto di Kiruna divenne rosso accesso. Emanava odore di indignazione e oltraggio, talmente forti che a Perrin bruciò il naso. Bera cercò di farla calmare, senza gran successo, mentre lanciava occhiate significative — villano, ignorante, zoticone — a Rand. Alanna si mordeva il labbro per lo sforzo di non sorridere. A giudicare dagli odori che provenivano da Sorilea e le altre, Alanna non aveva alcun motivo di essere compiaciuta.
Sorilea rivolse un piccolo sorriso a Rand. «Potrebbe darsi, Car’a’carn» puntualizzò acida. Perrin dubitava che la donna avrebbe mai saltato al comando di qualcuno. «Forse servirà.» Non ne sembrava convinta.
Dopo aver scosso di nuovo il capo, Rand si allontanò con Min, seguito dalle Fanciulle e distribuendo ordini su chi doveva andare con lui e chi con le Sapienti. Rhuarc iniziò a disporre i siswai’aman, Alanna seguì Rand con lo sguardo. Perrin avrebbe tanto voluto sapere cosa stava succedendo in quel momento. Anche Sorilea e le altre osservavano Rand, e il loro odore non era gradevole.
D’un tratto, si accorse che Feraighin era rimasta da sola. Adesso era il suo momento, ma quando cercò di raggiungerla, Sorilea, Amys e il resto del ‘consiglio’ la circondarono, spingendolo quasi da parte. Le donne si allontanarono leggermente prima di iniziare a subissarla di domande. Le occhiate severe che rivolgevano a Kiruna e alle altre Sorelle non lasciavano dubbi sul fatto che non avrebbero tollerato che qualcuna tentasse di origliare. Sembrava che Kiruna stesse contemplando la possibilità di farlo, nervosa a tal punto che c’era da meravigliarsi se non aveva i capelli dritti in testa. Bera le parlava con fermezza e, senza fare troppi sforzi, Perrin sentì le parole ‘sensato,’ ‘pazienza,’ ‘cautela’ e ‘sciocchezze, idiozie.’ Non era ben chiaro a chi si riferisse.
«Ci saranno dei combattimenti quando giungeremo in città?» Aram sembrava impaziente.