Il biglietto vincente [The Winner - it]
- Автор: Балдаччи Дэвид
- Год: 1998
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 88-04-47086-0
- Переводчик: Sergio Altieri
- Жанр: Триллеры
Электронная книга - «Il biglietto vincente [The Winner - it]». Краткое содержание книги:
Un intrigo micidiale, costruito come un congegno a orologeria.
E con quell’immensa fortuna.
12
— Avremmo dovuto rimanere in albergo e seguire la faccenda alla televisione. — Charlie si guardava intorno nervosamente. — Jackson mi mangerebbe vivo se sapesse che ho portato qui uno dei suoi “clienti”.
Qui era il quartier generale della Commissione Lotterie degli Stati Uniti d’America. Era situato in uno di quegli svettanti, nuovissimi grattacieli, sottili come lame di coltello, cresciuti attorno a Park Avenue. Nel gigantesco auditorium al pianterreno la folla era una massa ribollente in cui si aggiravano troupe delle principali reti televisive, giornalisti della carta stampata e operatori delle TV via cavo.
LuAnn, con Lisa stretta al petto, si trovava in prossimità del palco. — È tutto a posto, Charlie. Sotto tutta questa roba, non mi nota nessuno.
LuAnn portava occhiali da sole dalle lenti impenetrabili. I suoi lunghi capelli erano raccolti sotto un cappello da baseball con la visiera ruotata sulla nuca. Un ampio impermeabile Burberry nascondeva la sua figura atletica.
— Sarà — borbottò lui scuotendo la testa. — Ma continua a non piacermi.
— Senti, dovevo venire a vedere. Non è lo stesso che stare seduti in camera a guardarla in TV.
— Jackson probabilmente chiamerà l’albergo subito dopo l’estrazione — brontolò Charlie.
— E io gli dico che mi sono addormentata e non ho sentito il telefono.
— Che idea grandiosa! — sibilò lui costringendosi ad abbassare la voce. — Vinci cinquanta milioni di verdoni e giustamente ti fai un sonnellino.
— Ehi! Io so già che vincerò — replicò LuAnn. — E allora cos’è tutta questa grande eccitazione?
Charlie si limitò a serrare le labbra, lanciando un’ennesima serie di penetranti occhiate all’auditorium e ai suoi occupanti.
La macchina per l’estrazione era sistemata su un tavolo collocato sul palco. Era lunga più di due metri, con dieci lunghi tubi di plastica trasparente. Ogni tubo era alimentato da un contenitore sottostante, pieno di palline da ping-pong. Su ogni pallina, c’era dipinto un numero. Nel momento in cui il sistema veniva attivato, una corrente d’aria faceva muovere in moto caotico le palline nei contenitori, finché una di esse veniva attirata nel tubo sovrastante e catturata da una specie di ventosa. A quel punto, il contenitore si chiudeva e la corrente d’aria passava ad agitare le palline nel secondo contenitore. E così via: un vortice caotico dopo l’altro, una ventosa dopo l’altra, una pallina numerata dopo l’altra, una scarica di adrenalina dopo l’altra. Fino a quando veniva completata l’intera combinazione vincente a dieci cifre.
Il pubblico era assiepato sotto il palco, espressioni nervose controllavano e ricontrollavano i numeri su fasci di biglietti tenuti fra dita contratte. Un giovanotto si era addirittura dotato di computer portatile. Sul video scorreva un inventario elettronico composto da centinaia di combinazioni possibili. Tutte perdenti.
In LuAnn Tyler il senso di colpa era scomparso, e lei non aveva alcun bisogno di ricontrollare la combinazione del suo biglietto. La sapeva a memoria: 0810080521, ovvero il compleanno suo e quello di Lisa, più l’età che lei stessa avrebbe avuto al suo prossimo compleanno. Tutta quella gente intorno sarebbe stata delusa, e lei si era preparata ad affrontare la loro delusione. Aveva deciso. Aveva capito che cosa fare. Sapeva di essere abbastanza forte da affrontare questo oceano di folla invece di rimanersene rintanata nella stanza del Waldorf-Astoria.
Nell’auditorium cadde all’improvviso un silenzio di tomba. Un uomo era comparso sul palco. Jackson! LuAnn strinse le palpebre nella luce dei riflettori. Si era quasi aspettata che fosse Jackson, ma quest’uomo era molto più giovane, e molto più attraente. Forse anche lui faceva parte della faccenda. O forse no. Comunque fosse, quello era l’uomo della fortuna.
LuAnn scambiò un sorriso teso con Charlie e riportò la propria attenzione sul palco. Una biondona sexy, miniabito aderente, calze di nylon fumé e tacchi a spillo, entrò da una quinta e si sistemò sorridendo accanto all’uomo, con le mani dietro la schiena.
— Buonasera a tutti! — esordì l’uomo della fortuna. — E benvenuti all’estrazione mensile della Lotteria Nazionale degli Stati Uniti d’America!
Sciami di telecamere si concentrarono sul suo volto da star del cinema.
— Questa estrazione è un evento storico. Il montepremi ufficiale, calcolato sugli ultimissimi dati di vendita dei biglietti in tutti gli Stati dell’Unione, ha polverizzato ogni precedente record della Lotteria Nazionale americana. Il montepremi ufficiale è…
L’uomo della fortuna fece una pausa a effetto, poi sganciò la bomba.
— CENTO-MILIONI-DI-DOLLARI!
L’intero auditorium proruppe in un “oooh” di sbalordimento. LuAnn stessa si ritrovò con la bocca spalancata. Cento milioni di dollari. Era perfino difficile immaginarla una somma di simile gigantesca entità. Charlie la osservò, scosse leggermente il capo ed ebbe un sorriso sornione.
— Ecco fatto — le bisbigliò all’orecchio dandole di gomito con aria complice. — Adesso puoi sia svuotare l’intera gioielleria Tiffany sia costruire l’ospedale per i bambini ammalati di leucemia ad Harlem. Il tutto solamente con gli interessi.
L’uomo della fortuna tornò a esibire la sua consumata abilità istrionica. — Come ho già detto, si tratta di una cifra storica. E questa sera, forse addirittura in questo stesso auditorium… un superfortunato, o superfortunata, sarà il solo e unico vincitore! — Fece un gesto teatrale. — Si vada a incominciare!
La bionda sexy attivò la macchina dell’estrazione. All’interno del primo contenitore, le palline da ping-pong presero a muoversi nel vortice dei moti caotici. Quasi subito alcune di esse si affollarono intorno all’imbocco del condotto superiore, lottando per conquistarlo.
LuAnn sentiva il cuore martellarle nel petto, il respiro si faceva affannato. Accanto a lei, c’era il benevolo Charlie. Dentro di lei risuonava la voce controllata e autoritaria di Jackson, con le sue certezze invisibili, con le sue prodigiose predizioni della lotteria quotidiana. Eppure, dopo tutto quello che era accaduto nel corso degli ultimi giorni, LuAnn sentì che il trovarsi lì in quel momento non era altro che follia pura.
Come poteva Jackson penetrare il caos di quelle piccole sfere bianche, così assurdamente simile all’attacco degli spermatozoi sull’ovulo da fecondare, come aveva visto una volta alla TV? Incanalare poi quel medesimo caos… Controllarlo! In quale modo poteva davvero essere fatto?
Una specie di nodo scorsoio cominciò a stringerla alla gola. Non poteva essere. Forse c’era ancora un’ultima via d’uscita. Forse poteva ancora tentare di spiegare alla legge ciò che era successo nella roulotte che aveva chiamato casa. O invece non le rimaneva altro che uscire dalla gabbia dorata del Waldorf-Astoria, rintanarsi in un rifugio per senzatetto e cercare di decidere che cosa fare con i cocci della sua esistenza. Tentare di salvare almeno Lisa…
Zero.
La prima pallina bianca era penetrata nel condotto ed era stata catturata dalla prima ventosa. Era la pallina con il numero zero. La cifra apparve su uno schermo gigante sospeso sul palco. ZERO.
Inconsciamente, le dita di LuAnn trovarono quelle spesse di Charlie e s’intrecciarono con esse. La prima delle cifre delia sua combinazione vincente! I moti caotici continuarono nel secondo contenitore e generarono un secondo numero.