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Il biglietto vincente [The Winner - it]

Электронная книга - «Il biglietto vincente [The Winner - it]». Краткое содержание книги:

l destino sembra sorridere a LuAnn, giovane disoccupata: il misterioso signor Jackson le offre infatti il biglietto vincente di una lotteria che vale milioni di dollari. Ma prima di riuscire a godere della sua grande occasione, la ragazza trova a casa il cadavere del suo uomo in un lago di sangue e si scopre braccata dalla polizia, preda di una trappola mortale.
Un intrigo micidiale, costruito come un congegno a orologeria.
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— Evasione fiscale. Frode, credo che si dica. Almeno, così l’ha chiamata il pubblico ministero. Aveva ragione. Mi ero stufato di pagare, ecco tutto. Che diavolo, non ce n’era abbastanza nemmeno per tirare a campare, figurati darne anche al governo. — Charlie corrugò la fronte e si ravviò i capelli. — Una piccola svista che mi è costata tre anni. Più il mio matrimonio.

— Oh, mi spiace.

— È stata probabilmente la miglior cosa che potesse capitarmi — rispose lui facendo spallucce. — Ero in un carcere di minima sicurezza insieme a un branco di altri balordi dal colletto bianco, così non avevo da preoccuparmi che qualcuno mi tagliasse la testa. O qualche altra parte anatomica. Seguii una quantità di corsi, cercai di capire che cosa avrei potuto fare per il resto della mia vita. Ci fu un unico aspetto negativo in prigione. — Charlie sventolò la sigaretta accesa. — Il tabacco. Fuori, mai fatto un tiro. Dentro, tutti quanti tiravano da tutte le parti. Una volta tornato in libertà riuscii a smettere. Ressi anche per parecchio. Sei mesi fa ci sono ricascato in pieno. All’inferno. Comunque, una volta tornato fuori, andai a lavorare per il mio avvocato difensore. Una specie di investigatore privato, molto privato. Nonostante la mia scivolata con il fisco, lui sapeva che io ero un tipo affidabile, addirittura onesto. E da parte mia, conoscevo un bel po’ di gente a tutti i livelli della scala sociale. E tu sai che cosa intendo, no? Agganci giusti. Inoltre, dietro le sbarre avevo imparato un sacco di cose. Avevo avuto fior di professori in tutte le materie che contano davvero, dall’imbroglio alle assicurazioni, al furto d’auto. Un’esperienza che mi è stata parecchio utile nel mio lavoro con l’avvocato. E poi, il lavoro a me andava di lusso.

— Ma com’è che hai attaccato con il signor Jackson?

Di colpo, Charlie non apparve più tanto a suo agio. — Fu lui a contattarmi. Mi ero rimesso nei guai. Non guai grossi, ma ero ancora in libertà vigilata e avrei potuto ritrovarmi in galera per un bel po’. Jackson si offrì di darmi una mano. E io accettai l’offerta.

— Tipo come ho fatto io. — C’era un che di tagliente nella voce di LuAnn. — L’offerta che non puoi rifiutare.

— Già. — Gli occhi di Charlie s’indurirono. — Proprio l’offerta che non puoi rifiutare.

LuAnn sedette sul letto e sbottò d’un fiato: — Io non ho mai fatto imbrogli su niente in vita mia.

— Questione di prospettiva.

— Che cosa vuoi dire?

— Be’, se ci pensi, gente brava, onesta, che lavora duro, fa imbrogli pressoché ogni giorno. La maggior parte sono imbrogli piccoli, certi sono più grossi. Gente che truffa il fisco. O che le tasse addirittura non le paga per niente, come me. Gente che si rende conto di aver ricevuto un resto in più ma che non restituisce la differenza. E poi tutte quelle piccole bugie. Cose da nulla, però dette quotidianamente, giusto per arrivare a sera senza diventare matti. Il che ci porta alla roba grossa. Uomini e donne che tradiscono i loro compagni, mariti, mogli, amanti pressoché costantemente. E credimi, sono un esperto in materia. La mia ex moglie ha una laurea in adulterio.

— Ne so qualcosa anch’io — disse LuAnn a bassa voce.

— Che povero stronzo, se mi passi il commento. In ogni caso, se ammucchi tutti i piccoli imbrogli di un’intera vita, viene fuori qualcosa di bello grosso.

— Ma non grosso come cinquanta milioni di dollari.

— Forse non in termini di dollari, questo no. Ma può darsi che una sola truffa super valga come mille piccole truffe quotidiane, che alla fine ti fanno sentire male quando ti guardi allo specchio.

Charlie rimase a osservarla mentre LuAnn reprimeva un brivido.

— Forza, ordiniamo questa cena — e così dicendo tornò a esaminare il menù. — Pesce va bene?

LuAnn annuì con aria assente, gli occhi fissi al pavimento, mentre Charlie faceva l’ordinazione per telefono. Riattaccò e si accese l’ennesima sigaretta.

— Andiamo, LuAnn, non esiste una sola persona al mondo che rifiuterebbe l’offerta di Jackson. Da come la vedo io, faresti una grossa stupidata a rifiutarla. — Giocherellò con l’accendino. — E da quel poco che ho visto di te, puoi sempre redimerti, quanto meno agli occhi di te stessa. Non che a teserva poi così tanta redenzione…

Lei alzò lo sguardo. — E come faccio?

— Potresti usare una parte di quei soldi per aiutare altre persone — rispose Charlie con semplicità. — Mettere su una specie di fondazione, qualcosa del genere. Non sto dicendo che non dovresti goderti i soldi. Penso che te li meriti. Ho visto un po’ di note sulla tua storia passata e so che non hai avuto affatto una vita facile.

LuAnn scrollò le spalle. — Finora ce l’ho fatta.

— Esattamente, LuAnn: ce l’hai fatta. — Charlie andò a sedersi accanto a lei. — Hai imparato a sopravvivere, e sopravviverai anche a questo. Senti — continuò guardandola intensamente. — Adesso che ti ho raccontato più o meno tutto, posso fartela io una domanda personale?

— Dipende da che domanda è.

— Mi sembra giusto — concordò lui. — Ecco… me lo vuoi dire come diavolo sei andata a inguaiarti con un paraculo senza futuro come Duane Harvey?

Senza futuro… proprio così. Il modo in cui il suo corpo magro era crollato in avanti, riverso nel suo stesso sangue. Il modo in cui gli era sfuggito quel lieve gorgoglio estremo, forse una richiesta di aiuto. Una richiesta alla quale lei non aveva risposto. — Duane non è poi cosi male. — LuAnn si alzò e prese a passeggiare avanti e indietro. — Ha solo avuto un sacco di sfighe. La mia mamma era morta da poco. Io ero proprio a terra. Mi sono messa con Duane mentre cercavo di capire che cosa fare del resto della mia vita. O stai in quella contea e crepi in quella contea, o cerchi di battertela più svelto che puoi. Non esiste nessuno che viene a stare nella Contea di Rikersville, o almeno, io non ho mai sentito di nessuno. — LuAnn trasse un profondo respiro. — Duane era appena andato in questa roulotte nei boschi. Aveva un lavoro, allora. Mi trattava bene, e parlavamo di sposarci. Era tutto… diverso.

— Anche tu volevi essere una di quelli che restano e crepano in quella contea?

— Ma no, che diavolo! — esclamò lei folgorandolo con un’occhiata. — Io e Duane volevamo andare via. Io lo volevo sicuramente. E lui mi diceva che anche lui lo voleva. — LuAnn si fermò di fronte a Charlie. — Poi è venuta Lisa. E questo fatto per Duane ha cambiato le cose. Io non penso che avere una bambina fosse nei suoi piani. Ma la bambina è arrivata, ed è la gioia della mia vita. Solo che, dopo Lisa, le cose con Duane non sono più andate bene. Io sapevo che dovevo andarmene, e stavo cercando di capire come… Ed è stato allora che il signor Jackson mi ha chiamato.

LuAnn spostò lo sguardo alla finestra panoramica, ai milioni di luci scintillanti di New York. — Jackson mi ha detto che per prendere i soldi ci sono delle condizioni. — Tornò a guardare Charlie. — Io lo so che non lo fa perché mi vuole bene.

— Questo è poco ma sicuro — grugnì Charlie.

— Tu ce l’hai qualche idea su queste condizioni?

Charlie stava scuotendo la testa ancora prima che lei completasse la domanda. — So solo che con tutti i soldi che ti arriveranno non saprai nemmeno che cosa farci.

— Ma io i soldi li posso spendere come mi pare, giusto?

— Giusto. Tutti tuoi. Niente clausole scritte in piccolo. Puoi svuotare l’intera gioielleria Tiffany o costruire un ospedale per bambini ammalati di leucemia ad Harlem. La scelta sarà tutta tua.

LuAnn osservò nuovamente il vortice di luci e i suoi occhi presero a scintillare. Fu esattamente in quel momento che ebbe le risposte. Tutte le risposte! In quel preciso momento nella sua testa tutto sembrò combaciare alla perfezione, rendendole finalmente chiaro che cosa avrebbe fatto con il resto della sua esistenza.

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