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Il biglietto vincente [The Winner - it]

Электронная книга - «Il biglietto vincente [The Winner - it]». Краткое содержание книги:

l destino sembra sorridere a LuAnn, giovane disoccupata: il misterioso signor Jackson le offre infatti il biglietto vincente di una lotteria che vale milioni di dollari. Ma prima di riuscire a godere della sua grande occasione, la ragazza trova a casa il cadavere del suo uomo in un lago di sangue e si scopre braccata dalla polizia, preda di una trappola mortale.
Un intrigo micidiale, costruito come un congegno a orologeria.
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— E poi noi torniamo qui all’albergo?

— In realtà, “Linda Freeman” lascia l’albergo proprio oggi. Ci spostiamo in un altro albergo nel quale sarai registrata come LuAnn Tyler, una delle persone più ricche d’America. Sei appena arrivata qui nella Grande Mela… E sei pronta a conquistare il mondo intero.

— Charlie, ma tu ci sei mai stato a una di queste conferenze stampa?

— Ne ho viste alcune — annuì lui. — Possono diventare delle mezze carnevalate, specialmente quando il vincitore si porta dietro la famiglia al completo. Tanti soldi fanno fare alla gente tante cose strane. Ma non dura molto. La palla passa ai giornalisti, che ti fanno un sacco di domande, molte delle quali cretine. E dopo… Adios! — Charlie sorrise. — È bella questa idea di andare in Svezia. Bella verso tua madre, intendo.

— Lo spero. — LuAnn abbassò lo sguardo, continuando a giocare con i piedini di Lisa. — Sarà tutto diverso…

— Diverso non sarà affatto male.

— Non so quanto ci starò.

— Tutto il tempo che vuoi. Che diavolo, ci puoi stare per sempre, se ti va.

— Non sono sicura di poterlo fare. Non so se mi troverò bene.

— LuAnn, concedi a te stessa un minimo di fiducia. — Charlie le posò una mano sulla spalla. — D’accordo, al muro non tieni appesa una sfilza di lauree, ma sei una ragazza in gamba, hai un cuore d’oro e ti prendi una gran cura della tua piccola. Da come la vedo io, questo ti colloca davanti al novantanove per cento della popolazione.

— Però io non lo so quanto sono in gamba senza che tu mi aiuti.

— Fa tutto parte del mestiere — disse lui scrollando le spalle nel tirarsi fuori una sigaretta. — Senti, ci mangiamo un boccone e poi andiamo a riscuotere. Che ne dici? Sei pronta per diventare ricca da fare schifo?

LuAnn inspirò a fondo prima di rispondere: — Sono pronta.

Era fatta.

Domande, identificazioni, laser… Fatta e finita. LuAnn emerse dal grattacielo della Commissione Lotterie, percorse l’intero isolato e svoltò l’angolo, dove Charlie la stava aspettando. Le aveva tenuto Lisa per tutto quel tempo.

— Tua figlia è proprio una signorinella sveglia — disse sorridendo. — Ha guardato tutto e tutti.

— Non ci manca molto che comincerò a correrle dietro come una matta.

— Ce l’ha messa proprio tutta per scapparmi via. — Charlie sistemò l’esuberante Lisa nel passeggino e il suo sorriso si incrinò leggermente nel chiedere a LuAnn: — Allora, com’è andata?

— Sono stati molto gentili. Mi hanno trattato come una persona proprio speciale. Vuole un caffè, signorina Tyler? Vuole fare una telefonata, signorina Tyler? — Sorrise. — Una delle donne che ci lavorano mi ha chiesto se la volevo assumere per farmi l’assistente.

— Sarà meglio che ti abitui a richieste di questo tipo, e di ogni altro tipo.

Si avviarono lungo il marciapiede.

— Hai la ricevuta? — riprese Charlie.

— Nella borsa.

— Per che ora hanno fissato la conferenza stampa?

— Domani alle sei del pomeriggio.

Charlie annuì con aria distratta, voltandosi a gettare uno sguardo dietro le spalle. E non era la prima volta.

LuAnn gli scoccò un’occhiata tesa: — C’è qualcosa che non va?

— Non so… — Charlie sostenne lo sguardo di lei. — In galera prima, e come detective privato poi, ho sviluppato una specie di radar interno che mi dice se qualcuno mi sta prestando un po’ troppa attenzione. E adesso l’allarme sta suonando come un matto.

Istantaneamente, LuAnn si mise a guardare da tutte le parti, ma lui la bloccò. — Non farlo. Cammina e basta. Va tutto bene. Ti ho trovato l’albergo. E appena un isolato più avanti. Mettiamo Lisa e te al caldo, poi io faccio un giretto d’esplorazione.

Le dita di LuAnn si serrarono intorno alla maniglia del passeggino.

— Stai tranquilla — la rassicurò lui. — Non è detto che il mio radar abbia sempre ragione…

Ma c’erano rughe di preoccupazione intorno agli occhi di Charlie.

Venti metri più indietro, sul lato opposto della strada, Anthony Romanello si stava domandando se l’avessero visto o no. Continuò a seguirli. A quell’ora le strade erano piene di gente. Ma c’era stata un’improvvisa rigidità nell’uomo e nella donna ai quali stava dietro. Abbastanza per far suonare anche il suo, di allarme mentale.

Senza perderli di vista, Romanello si strinse nel giubbotto di pelle e si lasciò distanziare di un’altra decina di metri, ma sempre sul chi vive nel caso decidessero di prendere la fuga in taxi. Lui era comunque in vantaggio, in quanto loro avrebbero perso tempo per caricare il passeggino con la bambina. Il che avrebbe permesso anche a lui di fermare un taxi in tempo. In ogni caso, l’uomo e la donna non presero alcun taxi. Raggiunsero un hotel ed entrarono.

Romanello attese un po’ davanti all’edificio, controllando la strada in entrambe le direzioni, infine attraversò ed entrò a sua volta.

— E queste qui? — Lo sguardo di LuAnn era caduto sul set di valigie nuove di zecca, sistemate in un angolo della suite. — Da dove vengono?

— Vuoi andare in Svezia senza l’opportuno bagaglio? — domandò Charlie sogghignando. — Non penso proprio, LuAnn. Questa è roba di prima qualità che ti dura una vita, non quelle schifezze da due soldi che come le guardi ti resta la maniglia in mano. Una te l’ho già fatta riempire per il viaggio. Cose per Lisa e anche per te. Ci ha pensato una mia amica. Oggi facciamo compere in modo da riempire anche tutte le altre.

— Charlie…

LuAnn lo abbracciò e gli diede un bacio sulla guancia, mentre lui guardava altrove con fare imbarazzato.

— Ehi, non è poi questo grande affare di Stato. — Tirò fuori di tasca un sottile libretto dalla copertina blu scuro, con sopra impressa un’aquila dorata ad ali spiegate, e glielo porse. — Questo è tuo.

Un passaporto degli Stati Uniti d’America.

LuAnn lo aprì, lesse il nome sotto la propria foto. Il nome della propria reincarnazione.

Richiuse lentamente il passaporto. La soglia verso un altro mondo e verso una nuova esistenza.

— Inizio del viaggio, LuAnn. Per te e per Lisa. Tutto il mondo e anche di più! — Charlie si preparò a uscire. — Vado a controllare un paio di cosette. Torno tra non molto…

— Charlie.

Lui si fermò e si girò.

LuAnn stava tormentando il passaporto con le dita. Aveva le guance arrossate. — Perché non vieni con noi?

— Che cosa?

— Io, ecco, pensavo… — tentennò LuAnn prima di lasciarsi andare in un unico flusso, senza riuscire a guardarlo negli occhi. — Adesso ho tutti questi soldi. E tu sei stato così buono con noi. Cioè, io non sono mai stata da nessuna parte. Per cui, ecco, se ti fa piacere venire con noi… Voglio dire, se vuoi, vieni. Ma se non vuoi, io ti capisco…

— È un’offerta incredibilmente generosa, LuAnn — disse dolcemente Charlie. — Ma tu non mi conosci, non sai nemmeno chi sono. È una grossa responsabilità da prendersi verso qualcuno che non si conosce.

— Io di te conosco tutto quello che c’è da conoscere — replicò lei, caparbia. — So che sei un brav’uomo. So che hai avuto cura di noi. E so che tu a Lisa piaci da matti. E per come la penso io, questo mi fa conoscere tutto quello che mi serve.

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