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Il biglietto vincente [The Winner - it]

Электронная книга - «Il biglietto vincente [The Winner - it]». Краткое содержание книги:

l destino sembra sorridere a LuAnn, giovane disoccupata: il misterioso signor Jackson le offre infatti il biglietto vincente di una lotteria che vale milioni di dollari. Ma prima di riuscire a godere della sua grande occasione, la ragazza trova a casa il cadavere del suo uomo in un lago di sangue e si scopre braccata dalla polizia, preda di una trappola mortale.
Un intrigo micidiale, costruito come un congegno a orologeria.
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Otto.

Vortice dopo vortice, condotto dopo condotto, ventosa dopo ventosa. Cifra vincente dopo cifra vincente.

0-8-1-0-0-8-0-5.

LuAnn recitò silenziosamente quei numeri. Sentiva le ginocchia molli, un sudore nervoso le imperlava la fronte. Stava accadendo. Stava veramente accadendo! In qualche modo, servendosi di chissà quale magia, il misterioso e minaccioso uomo che si faceva chiamare Jackson sapeva veramente come frodare la Lotteria Nazionale degli Stati Uniti d’America!

Tra la folla, molti cominciarono a mugolare dal disappunto, a bestemmiare tra i denti, e ad andarsene. La combinazione vincente pareva incombere su di loro come un beffardo dio della vendetta. Biglietti strappati avevano cominciato a ricoprire il pavimento dell’auditorium via via che i numeri venivano estratti, formando ora una sorta di tappeto patchwork.

LuAnn fissò il danzare caotico delle sfere nel nono contenitore. Era come se quelle traiettorie imprevedibili, quei rimbalzi privi di sequenza, si stessero svolgendo in un tempo assurdamente rallentato. Quasi che il tessuto profondo della realtà stesse andando in pezzi. La penultima pallina venne catturata dalla ventosa.

Due.

Non c’era più speranza sui volti degli uomini e delle donne rimasti nell’auditorium. Tranne che sul viso di una giovane donna, coperto da grandi occhiali scuri.

Decimo vortice, quello conclusivo. Una delle palline parve aprirsi la strada fra le altre, come se fosse determinata a conquistarsi il proprio posto nella gloria. La stretta di LuAnn intorno alla mano di Charlie si allentò. Era la sfera con il numero uno. Quand’era ormai quasi incanalata, la sfera numero quattro le tagliò la strada, costringendola a tornare verso il basso prima di ritentare l’approccio al decimo condotto. LuAnn sentì il sangue defluirle dal viso.

— Oh, merda…

Lo disse a voce alta. Nel brusio generalizzato della folla nessuno la sentì. Nemmeno Charlie. Quello che lui sentì fu invece la stretta di LuAnn che tornava a chiudersi sulla sua mano, così energica da farlo quasi gemere.

Charlie deglutì a forza, condividendo l’ansia di LuAnn. Nel passato Jackson non aveva mai fallito. Mai. E che diavolo, non poteva certo fallire proprio questa volta! Charlie infilò la mano libera sotto la camicia e afferrò il piccolo crocefisso d’argento che portava al collo da una vita. Lo strinse.

Nell’ultimo contenitore, la pallina uno e la pallina quattro continuavano a combattere, urtandosi e scambiandosi di posto all’imboccatura del condotto, finché anche l’ultima sfera fu catturata dalla ventosa.

Uno.

LuAnn stava tremando.

Anche Charlie stava tremando. Rimasero immobili fianco a fianco, fradici di sudore come alla fine di un impetuoso amplesso.

0-8-1-0-0-8-0-5-2-1.

Era fatta. Era proprio quella la combinazione vincente. La sua combinazione vincente completa!

Charlie inclinò il capo verso di lei, la fronte aggrottata come per dire: Hai vinto, no? LuAnn annuì lentamente, quasi seguendo il ritmo di una canzone silenziosa. Tra le sue braccia, Lisa si agitò e scalciò, percependo l’umore della madre.

— Cristo! — si lasciò scappare Charlie con un lungo sospiro. — Prima che quell’ultima pallina cadesse, ho davvero creduto che me la sarei fatta nei pantaloni.

Adesso si stavano allontanando dal grattacielo su Park Avenue per fare ritorno al Waldorf-Astoria. Era una bellissima notte, molto chiara, sferzata da un vento fresco, e nel cielo pareva dispiegarsi una parata di stelle senza fine.

— C’è mancato poco che non mi staccassi le dita — disse Charlie massaggiandosi la mano indolenzita. — Vuoi spiegarmi che cosa ti ha preso?

— Non è necessario che tu lo sappia.

LuAnn inspirò a fondo l’aria pulita, depose un tenero bacio sulla guancia di Lisa e improvvisamente, con un sorriso accattivante, diede di gomito a Charlie e annunciò: — Chi arriva ultimo all’albergo… — LuAnn partì di corsa — paga la cena!

Charlie la osservò scendere lungo Park Avenue con le sue falcate da maratoneta, le falde dell’impermeabile che si allargavano dietro di lei come grandi ali. Pur nella distanza, poté udire le grida di gioia di lei erompere nella notte. Sorrise e si lanciò nella sua scia.

Nessuno dei due sarebbe stato così felice sapendo che qualcuno li aveva seguiti fino all’estrazione della lotteria e li stava ora osservando dall’altra parte della strada.

Romanello aveva intuito che il pedinamento di LuAnn Tyler avrebbe riservato interessanti sviluppi. Ma ora doveva ammettere che il risultato andava ben al di là di ogni più rosea previsione.

13

— Ne è certa, LuAnn?

— Sì, signor Jackson.

— Assolutamente certa che il luogo nel quale vuole andare sia quello?

— È da una vita che voglio andare in Svezia. La famiglia della mia mamma è venuta da là, tanto tempo fa. Anche lei ci voleva sempre andare, ma non ce l’ha fatta. Cioè, è come farlo anche per lei. È una cosa difficile, signor Jackson?

— Qualsiasi cosa è difficile, LuAnn. La differenza è solo il livello di difficoltà.

— Ma lei lo può fare, no? Cioè, io voglio andare anche in altri posti, però voglio cominciare dalla Svezia.

— Se sono in grado di far vincere cento milioni di dollari a qualcuno come lei — disse Jackson in tono stizzito — credo senz’altro di essere in grado di occuparmi dei suoi programmi di viaggio.

— Le sono tanto grata. Sul serio. — LuAnn scambiò un’occhiata con Charlie, il quale faceva giocare Lisa tenendola tra le braccia. Gli sorrise. — Sei bravo a tenerla buona.

Jackson la udì all’altro capo del telefono: — Con chi sta parlando, LuAnn?

— Con Charlie. Mi scusi.

— Me lo passi, dobbiamo preparare la sua visita all’ufficio della Lotteria Nazionale in modo che il biglietto vincente venga confermato. Prima verrà fatto, prima si potrà procedere alla conferenza stampa. Dopodiché, lei potrà finalmente partire.

— E le condizioni delle quali mi parlava… — accennò LuAnn.

— Non intendo discuterne in questo momento — la interruppe Jackson. — Mi passi Charlie. Non ho tutta la giornata.

LuAnn prese Lisa e diede il ricevitore a Charlie. Lo osservò attentamente mentre confabulava con Jackson a voce bassissima, voltandole la schiena, annuendo più volte, finché riappese.

— Va tutto bene? — chiese LuAnn con voce piena d’ansia, mentre Lisa si agitava tra le sue braccia.

— Certo, a postissimo. — Lo sguardo di Charlie ci mise un po’ a incontrare quello di lei. — Vedrai quelli della lotteria nel pomeriggio. È passato abbastanza tempo dall’estrazione.

— Tu vieni con me?

— Farò con te il tragitto in taxi, ma ti aspetterò fuori fin quando avrai finito. D’accordo?

— E io che cosa faccio là dentro?

— Molto semplice: presenti il biglietto vincente. Loro lo convalideranno e ti daranno una ricevuta ufficiale. Ci saranno testimoni, verbali da firmare, tutta la procedura legale. Passeranno il biglietto sotto un laser molto sofisticato per verificare che sia davvero autentico. Appena sotto la linea del numero ci sono delle fibre speciali nella filigrana, proprio come quelle delle banconote. È impossibile duplicare i biglietti, specialmente in così breve tempo. A quel punto, telefoneranno al posto di vendita in modo da verificare che il biglietto sia stato effettivamente acquistato là. Poi prenderanno informazioni su di te: chi sei, da dove vieni, se hai ancora i genitori, se hai figli. Un’intervista anagrafica in piena regola. Ci vorranno alcune ore. Alla fine, rilasceranno un comunicato stampa annunciando che il vincitore si è presentato. Il tuo nome però non verrà divulgato fino alla conferenza stampa vera e propria. Ehi, la suspense va rispettata, o no? E la suspense è esattamente il filtro magico che ci vuole per continuare a vendere biglietti. Non è necessario che tu rimanga per il comunicato. La conferenza stampa è comunque prevista per il giorno dopo.

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