L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
«Asmodean» rispose cupo Rand. Per un momento esitò. Non vedeva oltre la cupola coperta dalla pioggia. Cosa stava accadendo là fuori? E Lanfear. Se solo poteva ricordarsi come aveva fatto a schermare Egwene ed Elayne. Se solo riuscissi a uccidere una donna che mi sta guardando. Lei è una dei Reietti! pensava. Ma non era possibile adesso come non lo era stato nella Pietra. Lasciando Lanfear sulla sporgenza, scivolò attraverso la porta e se la richiuse alle spalle. Senza dubbio la donna sapeva come aprire una porta per conto suo, ma il farlo l’avrebbe rallentata.
58
Le trappole del Rhuidean
L’oscurità circondò Rand una volta che la porta svanì, il buio si estendeva in ogni direzione, eppure poteva vedere. Non provava sensazioni di caldo o freddo, anche bagnato com’era. Non esistevano le sensazioni in quel luogo. Solo esistenza. Alcuni gradini di semplice pietra grigia salivano davanti a lui, ognuno sospeso in aria, e si estendevano fino a scomparire dalla visuale. Li aveva già visti, o forse qualcosa di simile. In qualche modo sapeva che lo avrebbero portato dove voleva andare. Mentre saliva le scale impossibili gli stivali lasciavano alle sue spalle impronte bagnate che scomparivano, svanendo con i gradini. Solo quelli davanti a lui permanevano, portandolo dove voleva andare.
Anche la volta precedente era stato così.
Li ho creati con il Potere o hanno un’altra forma di esistenza? si chiese.
A quel pensiero la pietra grigia sotto i piedi incominciò a svanire e tutte quelle davanti tremarono. Si concentrò disperatamente su di esse, pietra grigia reale. Reale! Il tremore si fermò. Adesso non erano semplici ma lucidi, i bordi erano elegantemente scolpiti come gli sembrava di aver visto una volta.
Senza curarsi della direzione — insicuro di osare un tale pensiero troppo a lungo — corse più che poteva, salendo gli scalini tre alla volta attraverso il buio infinito. Lo avrebbero portato dove voleva andare, ma quanto ci avrebbe impiegato? Quanto vantaggio aveva Asmodean? Il Reietto conosceva un modo più veloce di viaggiare? Quello era il problema. Il Reietto aveva tutta la conoscenza mentre ciò che aveva lui era la disperazione.
Guardando avanti sobbalzò. Le scale si erano adeguate ai lunghi passi, con grandi spazi fra loro che richiedevano quei salti, sospesi sopra un’oscurità profonda come... come cosa? Una caduta qui poteva essere infinita. Si costrinse a ignorare le voragini e a continuare a correre. La vecchia ferita sul fianco parzialmente guarita iniziò a fargli male, era una vaga consapevolezza. Ma se Rand era consapevole di qualcosa, avvolto com’era in saidin, la ferita chiusa era pronta a riaprirsi. Ignorala! si disse. Il pensiero fluttuò nel Vuoto dentro Rand. Non osava smettere di correre, nemmeno se la cosa lo avesse ucciso. Questi scalini smetteranno mai di salire? Quanto si era allontanato?
Improvvisamente vide una figura in lontananza, verso sinistra, sembrava un uomo con la giubba e gli stivali rossi, in piedi su una piattaforma argentata splendente che scivolava nell’oscurità. Rand non ebbe bisogno di guardare da vicino per sapere che si trattava di Asmodean. Il Reietto non correva come un ragazzo di campagna stanco, cavalcava quella cosa, qualsiasi cosa fosse.
Rand si immobilizzò su uno degli scalini di pietra. Non aveva idea di cosa fosse quella piattaforma, splendente come metallo lucidato ma... Gli scalini davanti a lui svanirono. La pietra sotto ai piedi incominciò a scivolare in avanti, sempre più veloce. Il viso non era toccato dal vento per indicargli che si stava muovendo, non c’era nulla in quella vasta oscurità a segnalare il movimento, a parte il fatto che era sempre più vicino ad Asmodean. Non sapeva se lo stava facendo con il Potere, sembrava semplicemente accadere. Il gradino vacillò e Rand smise di porsi domande. Non ne so ancora abbastanza, si redarguì. L’uomo dai capelli scuri stava in piedi a suo agio con una mano su un fianco, toccandosi pensieroso il mento. Dal colletto spuntava una cascata di merletto bianco, che gli nascondeva più della metà della mano. La giubba rossa a collo alto sembrava brillare come raso di seta e aveva uno strano taglio, con code che scendevano quasi fino alle ginocchia. Quelli che sembravano essere fili neri, sottili fili di metallo, spuntavano dall’uomo fino a scomparire nel buio circostante. Rand li aveva certamente visti prima.
Asmodean voltò il capo e Rand rimase a bocca aperta. I Reietti potevano cambiare aspetto — o almeno mostrarne diversi, come aveva fatto Lanfear — ma questi erano i lineamenti di Jasin Natael, il menestrello. Era certo che si trattasse di Kadere, con quegli occhi da predatore che non cambiavano mai espressione.
Asmodean lo vide nello stesso momento e sobbalzò. L’appoggio argentato del Reietto scattò in avanti — e di colpo un’enorme lamina di fuoco, come una fetta sottile di una fiamma mostruosa, andò verso Rand, larga e immensamente lunga.
Rand incanalò disperatamente contro di essa, proprio mentre stava per colpirlo, facendola esplodere in tanti frammenti che lo oltrepassarono lampeggiando. Mentre la cortina di fuoco svaniva ne vide una seconda che gli correva incontro. Distrusse anche quella, e fece a pezzi la terza per svelare la presenza di una quarta. Asmodean stava scappando, Rand ne era certo. Non riusciva a vedere il Reietto per via delle fiamme. La rabbia scivolò sulla superficie del vuoto e Rand incanalò.
Un’onda di fuoco avvolse la cortina cremisi che scivolava verso di lui e la travolse portandola via, non una lamina sottile ma fiamme ondeggianti come fossero battute dai venti di un uragano. Rand tremò con il Potere che lo pervadeva, la rabbia per Asmodean cercava di salire sulla parte esterna del Vuoto.
Sulla superficie in eruzione apparve un buco. No, non proprio un buco. Asmodean e la sua piattaforma splendente si trovavano al centro dell’apertura, ma mentre l’onda infuocata avanzava, scivolarono insieme. Il Reietto aveva innalzato una specie di scudo attorno a se stesso.
Rand si costrinse a ignorare la rabbia, distante fuori dal Vuoto. Solo nella fredda calma poteva toccare saidin; riconoscere la rabbia avrebbe distrutto il Vuoto. I cavalloni di fuoco cessarono di esistere non appena smise di incanalare. Doveva prendere l’uomo, non ucciderlo.
Il gradino di roccia scivolò anche più veloce nell’oscurità.
Asmodean si avvicinava.
Di colpo la piattaforma del Reietto si fermò. Un buco luminoso apparve davanti ad Asmodean che vi balzò dentro, l’oggetto argentato scomparve e la porta iniziò a chiudersi.
Rand sferzò selvaggiamente con il Potere. Doveva mantenerla aperta, una volta chiusa non avrebbe avuto idea di dove trovare Asmodean. La porta smise di chiudersi. Era un quadrato di luce forte, abbastanza grande per passarvi attraverso. Doveva mantenerlo aperto, raggiungerlo prima che Asmodean potesse andare troppo lontano...
Mentre ancora pensava di fermarsi, lo scalino si immobilizzò, ma Rand si lanciò in avanti tuffandosi attraverso l’apertura.
Qualcosa gli tirò lo stivale e poi incominciò a cadere sul terreno duro, per fermarsi infine come un ammasso affannato.
Combattendo per riempire i polmoni si alzò in piedi, senza azzardarsi a rimanere indifeso per un solo momento. L’Unico Potere ancora lo colmava di vita e abiezione, i lividi li percepiva distanti come la lotta per respirare, come la polvere gialla che copriva gli abiti umidi. Eppure allo stesso tempo era consapevole di ogni soffio dell’aria, calda come quella di una fornace, di ogni granello di polvere, di ogni minima crepa nell’argilla indurita ed essiccata dal sole. Il sole lo stava già asciugando e assorbiva l’umidità dalla camicia e le brache. Si trovava nel deserto, nella valle sottostante il Chaendaer, a nemmeno cinquanta passi dal Rhuidean avvolto dalle nebbie. La porta era scomparsa.
Rand fece un passo verso la valle nebbiosa e si fermò sollevando il piede sinistro. Il tacco dello stivale era tagliato, lo strattone che aveva sentito era la porta che si chiudeva e Rand fu vagamente consapevole di tremare malgrado il caldo. Non sapeva che fosse così pericoloso. I Reietti avevano tutta la conoscenza. Asmodean non gli sarebbe sfuggito.