L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
«... Concedergli il permesso di parlare!» La voce della donna era tesa e arrabbiata. A testa alta e schiena dritta cercava di dominare la sporgenza con la forza di volontà. «Lo chiedo come mio diritto! Fino a quando non viene scelto un nuovo capo, io sostituisco Suladric e gli Shaido. Chiedo i miei diritti!»
«Rappresenti Suladric fino a quando non verrà scelto un nuovo capo, padrona di casa.» L’uomo dai capelli bianchi che aveva parlato con tono irascibile era Han, capoclan dei Tomanelle. Con un viso che ricordava il cuoio raggrinzito sarebbe stato più alto della media nei Fiumi Gemelli. Per un Aiel era basso anche se robusto. «Non ho dubbi che tu conosca bene i diritti di una padrona di casa, ma forse non altrettanto bene quelli di un capoclan. Solo uno che è entrato nel Rhuidean può parlare qui — e tu che rappresenti Suladric,» Han non ne sembrava contento, ma sembrava anche che lo fosse raramente «ma le camminatoci dei sogni hanno riferito alle nostre Sapienti che a Couladin è stato rifiutato il diritto di accedervi.»
Couladin gridò qualcosa, chiaramente furioso eppure indistinto — il trucco della gola pareva funzionare solo dalla sporgenza — ma Erim, dei Chareen, i capelli rossi mezzi imbiancati, lo interruppe duramente. «Non hai rispetto per le usanze e le leggi, Shaido? Non hai onore? Fai silenzio!»
Alcuni occhi sui pendii si voltarono a guardare chi fossero i nuovi arrivati. Un’ondata di gomitate ne fece voltare altri alla vista di due stranieri a cavallo davanti ai capisetta, e uno dei cavalieri era seguito da un gruppo di Fanciulle. Quanti Aiel lo guardarono, si chiese Rand? Tremila? Quattromila? Di più? Nessuno emise un suono.
«Ci siamo riuniti qui per sentire un annuncio importante» disse Bael «quando saranno giunti tutti i clan.» I capelli rosso scuro stavano diventando grigi. Non c’erano uomini giovani fra i capiclan. La statura imponente e la voce profonda attirarono gli occhi su di lui. «Quando ogni clan sarà arrivato. Se tutto quello che vuole discutere Sevanna adesso è di lasciar parlare Couladin, farò ritorno alle mie tende e aspetterò.»
Jheran degli Shaarad, nemico di sangue dei Goshien di Bael, era un uomo slanciato, il grigio striava pesantemente i capelli castano chiaro. Snello come una lama d’acciaio, non stava rivolgendosi a nessuno dei capi in particolare. «Io dico che è meglio se non torniamo alle tende. Visto che Sevanna ci ha portati qua dentro, discutiamo di ciò che è meno importante dell’annuncio che stiamo aspettando. Acqua. Vorrei discutere dell’acqua a Chain Ridge Stand.» Bael si voltò minaccioso verso di lui.
«Sciocchi!» scattò Sevanna. «Avrei dovuto fare a meno di aspettare! Io...»
Fu allora che quelli sulla sporgenza divennero consapevoli dei nuovi arrivati. In totale silenzio li guardarono avvicinarsi, i capiclan aggrottando le sopracciglia, Sevanna minacciosa. Era una bella donna, vicina alla mezza età — e dall’aspetto giovane per trovarsi in mezzo a uomini ben oltre quel limite — ma con una bocca avida. I capiclan erano dignitosi, compreso Han, pur se amareggiato. Gli occhi verde chiaro della donna erano calcolatori. Diversamente da ogni altra donna aiel che Rand aveva visto, portava la blusa bianca sbottonata e mostrava una bella porzione di scollatura incorniciata da molte collane. Avrebbe riconosciuto gli uomini come capiclan dalle loro maniere, e se Sevanna era una padrona di casa, certamente non assomigliava a Lian.
Rhuarc si diresse alla sporgenza, consegnò le lance, lo scudo, l’arco e la faretra ai suoi Scudi Rossi e salì. Rand passò le redini a Mat, che mormorò: «Che la fortuna sia con noi!» mentre guardava gli Aiel. Adelin annuì incoraggiando Rand... e lui balzò dalla sella alla sporgenza. Un mormorio di stupore si elevò nella gola.
«Cosa intendi fare, Rhuarc,» chiese Han aggrottando le sopracciglia «portandoci questo abitante delle terre bagnate? Se non vuoi ucciderlo, almeno fallo scendere da questa posizione riservata ai capi.»
«Quest’uomo, Rand al’Thor, è venuto a parlare ai capiclan. Le camminatrici dei sogni non vi hanno detto che sarebbe venuto con me?» Le parole di Rhuarc fecero sollevare un mormorio anche più forte del precedente.
«Melaine mi ha detto molte cose. Rhuarc» rispose Bael lentamente guardando Rand. «Che Colui che viene con l’Alba è uscito dal Rhuidean. Non puoi voler dire che quest’uomo...» Si interruppe incredulo.
«Se questo abitante delle terre bagnate può parlare» intervenne velocemente Sevanna «allora può anche Couladin.» Sollevò una mano e Couladin si arrampicò sulla sporgenza con il volto paonazzo dalla rabbia.
Han gli girò intorno. «Scendi giù, Couladin! È abbastanza grave che Rhuarc violi le usanze senza che tu faccia lo stesso!»
«È tempo di farla finita con le usanze obsolete!» gridò lo Shaido dai capelli rosso fiamma, togliendosi la giubba marrone e grigia. Non c’era bisogno di gridare — le sue parole echeggiavano nella gola — ma non abbassò la voce. «Io sono Colui che viene con l’Alba!» Tirandosi su le maniche sollevò i pugni al cielo. Attorno a ogni avambraccio era avvolta una creatura serpentina dalle scaglie rosse e dorate, con zampe che brillavano metalliche sormontate ognuna da cinque artigli dorati, la criniera dorata che arrivava sui polsi. Due perfetti Draghi. «Io sono il Car’a’carn!» Il boato in risposta fu come il tuono, gli Aiel balzarono in piedi gridando gioiosi. Anche i capi setta erano in piedi, i Taardad riuniti preoccupati, gli altri che gridavano forte come chiunque altro.
I capiclan sembravano stupiti, incluso Rhuarc. Adelin e le sue nove Fanciulle sollevarono le lance come se si aspettassero di usarle da un momento all’altro. Guardano la fenditura che portava fuori, Mat abbassò il cappello e guidò i due cavalli vicino alla sporgenza, facendo cenno furtivamente a Rand di rimontare in sella.
Sevanna sorrise compiaciuta, sistemandosi lo scialle, mentre Couladin camminava verso il bordo della sporgenza a braccia alte. «Io porto i cambiamenti!» gridò. «Secondo la profezia, io porto giorni nuovi! Oltrepasseremo nuovamente il Muro del Drago e ci riprenderemo ciò che è nostro! Gli abitanti delle terre bagnate sono rammolliti, ma ricchi! Ricordate i beni che abbiamo riportato indietro l’ultima volta che siamo andati nelle terre bagnate! Stavolta prenderemo tutto! Stavolta...»
Rand lasciò che l’uomo finisse la sua tirata. Di tutte le cose possibili, a questo non aveva pensato. Come? La parola continuava a ronzargli in testa, eppure non riusciva a crederci. Lentamente si tolse la giubba, esitando un momento prima di prendere l’angreal dalla tasca infilandolo dietro la fusciacca dei pantaloni, gettò in terra la giubba e camminò verso il bordo della sporgenza, sciogliendo con calma i lacci delle maniche della camicia, che scivolarono giù quando sollevò le braccia sopra la testa.
Gli Aiel assembrati ci misero un momento a notare i Draghi avvolti attorno agli avambracci di Rand, che brillavano alla luce del sole. Il silenzio fu graduale ma totale. Sevanna rimase a bocca aperta, non lo sapeva. Di certo Couladin non pensava che Rand lo avrebbe seguito così velocemente e non le aveva detto che un altro era stato marchiato. Come? Forse l’uomo aveva creduto di avere tempo. Una volta che si fosse imposto, Rand sarebbe stato considerato un imbroglione. Luce, come? si chiese. La padrona di casa della fortezza di Comarda era stupita adesso, come anche i capiclan, tranne Rhuarc. Due uomini marchiati quando la profezia proclamava che poteva essere solo uno.
Couladin gridò, agitando le braccia per essere sicuro che tutti vedessero. «... Non ci fermeremo con le terre degli spergiuri! Conquisteremo tutte le terre oltre l’oceano Aryth! Gli abitanti delle terre bagnate non potranno resistere di fronte a...» Di colpo divenne consapevole del silenzio. Ne conosceva la causa. Senza voltarsi a guardare Rand gridò: «Un abitante delle terre bagnate! Guardate i suoi abiti! Un abitante delle terre bagnate!»