Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » L'ascesa dell'Ombra
L'ascesa dell'Ombra - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

L'ascesa dell'Ombra

Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:

L'ascesa dell'Ombra
1 ... 281 282 283 284 285 286 287 288 289 ... 298
Перейти на страницу:

Torvo, si aggiustò gli indumenti, assicurando la piccola statuetta dell’uomo con la spada dietro la fusciacca e correndo verso la nebbia per addentrarvisi. Una cecità grigia lo avvolse. Il Potere che lo colmava non faceva nulla per consentirgli di vedere meglio in questo luogo. Rand correva alla cieca.

Improvvisamente si gettò a terra, rotolando per l’ultimo tratto fuori dalla nebbia su un lastricato di pietra coperto di sabbia. Giacendo al suolo fissò tre nastri brillanti di un argento azzurrognolo nella strana luce del Rhuidean, che si allungavano a destra e sinistra fluttuando in aria. Quando si alzò vide che erano all’altezza della vita, del petto e del collo, così sottili da svanire quando fluttuavano. Vedeva come erano stati creati e come erano appesi, anche se non li capiva. Duri come l’acciaio e abbastanza affilati da far sembrare la lama di un rasoio soffice come una piuma. Se avesse corso attraverso questi filamenti lo avrebbero fatto a pezzi. Un piccolo rivolo di Potere e i nastri argentati si ridussero in polvere. Fredda rabbia fuori del Vuoto, dentro, determinazione assoluta e l’Unico Potere.

Il bagliore azzurrognolo della cupola di nebbia proiettava la luce priva di ombre sui palazzi incompiuti di marmo e cristallo, sul vetro tagliato, sulle torri, scanalate o a spirale, che trapassavano le nuvole. Sull’ampia strada di fronte a lui c’era Asmodean, oltre le fontane asciutte, e si dirigeva verso la grande piazza nel cuore della città.

Rand incanalò — sembrava stranamente difficile, tirò saidin a sé, lo distorse con forza fino a quando non infuriò dentro di lui — incanalò, e degli spessi fulmini seghettati discesero dalle nuvole sotto la cupola. Non contro Asmodean. Davanti al Reietto, brillanti colonne rosse e bianche, spesse cinquanta passi e alte cento, antiche di secoli, esplosero e caddero in strada in una pioggia di detriti e nuvole di polvere.

Dalle grandi finestre di vetri colorati immagini maestosamente serene di uomini e donne sembravano biasimarlo mentre lo osservavano. «Devo fermarlo» si rivolse a loro. La voce risuonava come un’eco in fondo alla percezione.

Asmodean si bloccò, guardando indietro fra i ruderi. La polvere che volava verso di lui non toccava mai la splendente giubba rossa. Si separava davanti all’uomo lasciando l’aria pulita.

Il fuoco esplose intorno a Rand, avviluppandolo mentre l’aria si trasformava in fiamme e... svanì prima ancora che si rendesse conto di come aveva fatto. Gli abiti adesso erano asciutti e caldi, i capelli bruciavano e la polvere rovente cadeva a ogni passo mentre correva. Asmodean stava arrampicandosi sui frammenti di pietra che bloccavano la strada, altri lampi scaturirono dal cielo, sollevando nuvole di schegge di pietra davanti al Reietto e spaccando le pareti di cristallo dei palazzi che gli cadevano davanti.

Asmodean non rallentò e, mentre svaniva, un fulmine emerse dalle nuvole incandescenti verso Rand, colpendo alla cieca ma con l’intenzione di uccidere. Correndo Rand eresse uno schermo difensivo attorno a sé. Frammenti di pietra vi rimbalzarono contro mentre schivava i fulmini azzurri e balzava oltre le voragini che si aprivano al suolo. L’aria brillò, i peli delle braccia si rizzarono e i capelli si mossero.

C’era qualcosa intessuto fra la barriera di colonne abbattute. Rand indurì lo scudo che lo circondava. Grossi blocchi di pietra rossi e bianchi esplosero mentre li raggiungeva per arrampicarsi, un’esplosione di luce pura e frammenti volanti di pietra. Al sicuro dentro la sua bolla vi corse attraverso, solo vagamente consapevole del boato generato dai palazzi che crollavano. Doveva fermare Asmodean. Sforzandosi — e richiese un grande sforzo — scagliò davanti a sé fulmini, palle di fuoco che sgorgavano dal terreno, qualsiasi cosa pur di rallentare l’uomo con la giubba rossa. Lo stava raggiungendo. Giunse alla piazza, lontano ormai solo una dozzina di passi. Cercando di aumentare la velocità raddoppiò gli sforzi per rallentare Asmodean e la sua fuga; il Reietto combatteva per ucciderlo.

I ter’angreal e altri oggetti preziosi portati in questo luogo dagli Aiel, che avevano offerto le loro vite per proteggerli e custodirli, venivano ora scagliati in aria dai fulmini, spostali selvaggiamente da turbini di fuoco, costruzioni d’argento e metallo che si spaccavano, strane sagome dello stesso materiale che cadevano mentre il terreno tremava e si apriva in ampie fenditure.

Asmodean correva guardandosi attorno trafelato e si lanciò contro quello che poteva sembrare l’ultimo oggetto con un significato in mezzo a tutti quei detriti. Una statuetta bianca lunga forse trenta centimetri che giaceva sulla schiena, rappresentante un uomo che sollevava una sfera di cristallo. Asmodean l’afferrò con un grido di esultanza.

Un attimo dopo anche la mano di Rand la afferrò. Per una frazione di secondo fissò il Reietto in viso, non era diverso dal menestrello, eccetto per una disperazione selvaggia negli occhi scuri, un bell’uomo di mezza età, nulla che lo indicasse come uno dei Reietti. Una frazione di secondo ed entrambi si protesero tramite la statuetta, il ter’angreal, verso uno dei più potenti sa’angreal mai creati.

Rand era vagamente consapevole di un’enorme statua maschile, parzialmente sepolta lontano da Cairhien, e dell’enorme sfera di cristallo appoggiata sulla mano, che risplendeva come il sole e pulsava con l’Unico Potere. Il Potere dentro Rand si rigonfiò come tutti i mari del mondo in tempesta. Con quest’oggetto sicuramente poteva fare qualsiasi cosa, certamente avrebbe anche potuto guarire quel bambino morto. Anche la contaminazione si rigonfiò, avvolgendosi attorno a ogni parte di Rand, penetrando in ogni anfratto, fin dentro l’anima. Voleva gridare, voleva esplodere. Eppure era pervaso solo dalla metà del potenziale di quel sa’angreal, l’altra metà colmava Asmodean.

I due si affannarono avanti e indietro, inciampando sui ter’angreal sparsi e rotti, cadendo senza che nessuno dei due osasse lasciare la figura nemmeno con un dito per timore che l’altro la prendesse. E mentre rotolavano, sbattendo ora contro una soglia di pietra rossa in qualche modo ancora in piedi, adesso contro una statua di cristallo che era crollata su un fianco ma era ancora sana, una donna nuda con un bambino al petto, mentre lottavano per il possesso del ter’angreal la battaglia veniva combattuta anche a un altro livello.

Martelli di Potere abbastanza larghi da spianare le montagne scendevano verso Rand, lame che avrebbero potuto spaccare il cuore della terra, tenaglie invisibili, cercavano di strappargli la mente dal corpo, di lacerargli l’anima. Ogni minima parte di Potere che Rand poteva attingere la usava per difendersi da questi attacchi. Ognuno poteva distruggerlo come se non fosse mai esistito, lo sapeva, ma dove andassero a finire, non ne era certo. Il terreno sotto di loro rimbalzava, scuotendoli mentre combattevano, scagliandoli in giro in una palla di muscoli sotto sforzo. Rand era vagamente consapevole di fragorosi boati, di un migliaio di lamenti come una strana musica. Le colonne di vetro tremavano, vibravano. Adesso non poteva preoccuparsi di loro.

Tutte quelle notti senza sonno stavano prendendosi una rivalsa su di lui e la corsa che aveva fatto completava il quadro. Era stanco e lo sentiva anche nel Vuoto, per cui significava che era prossimo allo sfinimento. Scosso dalla terra che tremava, si accorse che non stava più cercando di togliere il ter’angreal ad Asmodean, solo di tenerlo. Presto la forza lo avrebbe abbandonato. Anche se fosse riuscito a mantenere la presa sulla figura di pietra, avrebbe dovuto lasciar andare saidin o essere spazzato dal furore di esso, distrutto come avrebbe fatto anche Asmodean. Non poteva attingere ulteriormente dal ter’angreal, lui e Asmodean erano in perfetto equilibrio, ognuno con la metà del potere che il sa’angreal a Cairhien poteva azionare. Asmodean ansimò in faccia a Rand ringhiando, il sudore grondava dalla fronte del Reietto scendendo lungo le guance. Anche l’uomo era stanco. Ma quanto lui?

1 ... 281 282 283 284 285 286 287 288 289 ... 298
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)