L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
La terra flagellata sollevò Rand per un istante quindi Asmodean, ma in quel fugace momento Rand sentì qualcosa che esercitava pressione fra loro. La statuetta del piccolo uomo grasso con la spada, ancora infilata dietro la fusciacca. Un oggetto insignificante paragonato all’immenso Potere che stavano attingendo. Una tazza d’acqua in confronto a un fiume, a un oceano. Non sapeva nemmeno se poteva usarla mentre era unito a un sa’angreal. E se poteva? Asmodean snudò i denti. Non una smorfia, ma la stanca immagine di un sorriso, l’uomo pensava che stesse vincendo. Forse era vero. Le dita di Rand tremarono, indebolendosi attorno al ter’angreal, tutto quello che poteva fare era continuare a restare in contatto con saidin, anche unito all’enorme sa’angreal.
Non aveva visto gli strani cavi neri d’acciaio attorno ad Asmodean da quando avevano lasciato quel posto scuro, ma poteva visualizzarli nel Vuoto, sistemarli mentalmente attorno al Reietto. Tam gli aveva insegnato che il Vuoto era un aiuto per il tiro con l’arco, per diventare un corpo unico con l’arco, la freccia, il bersaglio. Rand divenne tutt’uno con quei cavi immaginari. Notò appena che Asmodean stava aggrottando le sopracciglia. L’uomo probabilmente si chiedeva perché il viso di Rand adesso era calmo. C’era sempre calma nel momento che precedeva lo scoccare della freccia. Attinse al piccolo angreal dietro la fusciacca e altro Potere fluì dentro di lui. Non sprecò tempo a esultare, era un flusso irrilevante rispetto a quello che già era in lui e questo era il colpo finale. Avrebbe consumato l’ultima riserva di forza. Rand gli diede la forma di una spada di Potere, una spada di Luce, e con quella colpì. Una volta con la spada, una volta con i fili immaginari.
Asmodean sgranò gli occhi e gridò, un urlo che proveniva dalle profondità dell’orrore. Il Reietto tremò come un gong percosso. Per un istante sembrarono esserci due Reietti, che tremavano e si allontanavano l’uno dall’altro, quindi si riunirono. Cadde sulla schiena con le braccia aperte a terra, la giubba rossa ridotta a brandelli e il petto che si sollevava. Gli occhi erano vacui e sembravano smarriti.
Mentre cadeva Rand perse la presa su saidin e il Potere lo abbandonò. Ebbe appena la forza di stringere il ter’angreal e rotolare lontano da Asmodean. Alzandosi in ginocchio si sentì come se stesse scalando una montagna e si ripiegò sulla statuina dell’uomo con la sfera.
La terra smise di tremare. Le colonne di cristallo erano immobili — di questo era grato, distruggerle sarebbe stato come annientare la storia degli Aiel — e anche se le foglie a tre punte erano sparse in terra sotto l’Avendesora, solo un ramo era stato spezzato. Ma il resto del Rhuidean...
La piazza aveva l’aspetto di un posto dove gli oggetti erano stati raccolti e scagliati in giro dalla mano di un gigante impazzito. La metà dei palazzi e le torri erano solo montagne di macerie, alcuni erano rotolati nella piazza. Enormi colonne erano collassate sulle altre, mura crollate e spazi vuoti dove una volta c’erano state grandi finestre di vetri colorati. Una fenditura scorreva lungo la città, un’apertura nella terra larga quindici metri, ma la distruzione non finiva qui. La cupola di nebbia che aveva celato il Rhuidean per così tanti secoli stava dissipandosi, la parte sottostante non risplendeva più e la luce forte penetrava attraverso nuove grandi aperture. Oltre di esse il picco del Chaendaer sembrava diverso, più basso, e dall’altro lato della valle alcune montagne erano senz’altro più piccole. Dove prima si era trovata una montagna adesso c’era una distesa di pietre e terra che si estendeva lungo il lato nord della valle.
Distruggo. Distruggo sempre! Luce, finirà mai? si chiedeva Rand.
Asmodean rotolò sullo stomaco rimanendo carponi. Gli occhi trovarono Rand e il ter’angreal. Cercò di strisciare verso di loro.
Rand non avrebbe potuto incanalare una scintilla, ma aveva imparato a combattere ben prima di iniziare a incanalare. Alzò un pugno. «Non pensarci nemmeno.» Il Reietto si fermò ondeggiando debolmente. Il viso era incavato eppure attraversato dalla disperazione e dal desiderio, negli occhi brillavano l’odio e la paura.
«Mi piace vedere gli uomini che combattono, ma voi due non vi reggete nemmeno in piedi.» Lanfear entrò nella visuale di Rand osservando la devastazione. «Hai fatto un bel capolavoro. Riesci a sentirne le tracce? Questo posto era schermato, in qualche modo. Non mi hai lasciato abbastanza residui per capire come.» Gli occhi scuri divennero improvvisamente brillanti e si inginocchiò davanti a Rand osservando l’oggetto che stringeva in mano. «Ecco cos’era che stava cercando. Credevo fossero stati tutti distrutti. Di quello che ho visto ne rimane solo la metà. Una bella trappola per qualche Aes Sedai imprudente.» Lanfear protese una mano e Rand strinse più forte il ter’angreal. Il sorriso della donna non le toccava il viso. «Tienilo pure, per me non è altro che una statuina.» Sollevandosi si spazzolò l’abito bianco anche se non ce n’era bisogno. Quando si accorse che Rand la stava guardando smise di indagare la piazza cosparsa di detriti e rese il sorriso più radioso. «Quello che hai usato era uno dei due sa’angreal di cui ti ho parlato. Ne hai percepito l’immensità? Mi sono sempre chiesta come dev’essere.» Sembrava inconsapevole della brama che le tingeva la voce. «Con i due insieme possiamo prendere il posto del Sommo Signore delle Tenebre in persona. Possiamo, Lews Therin! Insieme.»
«Aiutami!» Asmodean strisciò verso di lei infermo, con il viso colmo di terrore. «Non sai cos’ha fatto. Devi aiutarmi. Non sarei mai venuto qui se non fosse stato per te.»
«Cos’ha fatto?» tirò su con il naso. «Ti ha battuto come un cane e nemmeno per la meta di quanto meriti. Non sei mai stato destinato alla grandezza, Asmodean, ma solo a seguire i grandi.»
Rand riuscì ad alzarsi, sempre stringendo la statuina di pietra e cristallo vicino al petto. Non avrebbe continuato a muoversi carponi in presenza di Lanfear. «Voi Prescelti» — sapeva che prenderla in giro era pericoloso, ma non poteva trattenersi — «avete offerto la vostra anima al Tenebroso. Avete permesso voi stessi che vi si attaccasse.» Quante volte aveva ripensato alla battaglia con Ba’alzamon? Quante volte prima che avesse incominciato a sospettare cosa fossero quei fili neri? «Ho reciso il suo collegamento con il Tenebroso, Lanfear. L’ho tagliato fuori!»
Lanfear sgranò gli occhi stupita, guardando da lui ad Asmodean. L’uomo aveva incominciato a piangere. «Non credevo che fosse possibile. Perché? Credi di poterlo condurre alla Luce? Non hai cambiato nulla in lui.»
«È sempre lo stesso uomo che si è offerto all’Ombra» concordò Rand. «Mi hai raccontato di quanto poco voi Prescelti vi fidate l’uno dell’altro. Per quanto tempo avrebbe mantenuto il segreto? Quanti di voi crederebbero che non lo ha fatto da solo? Sono contento che ritenessi fosse impossibile, forse anche gli altri la pensano allo stesso modo. Sei stata tu a darmi l’idea, Lanfear. Un uomo che mi insegni come controllare il Potere. Ma non lascerò che a darmi lezioni sia un uomo collegato al Tenebroso. Adesso si può fare. Lui forse è lo stesso uomo, ma non ha molta scelta, vero? Può rimanere e insegnarmi qualcosa e sperare che io vinca, aiutarmi a vincere, o può sperare che voi non prendiate questo fatto come una scusa per rivoltarvi contro di lui. Quale credi che sceglierà?»
Asmodean fissò Rand con occhi selvaggi dalla posizione accovacciata, quindi protese una mano implorante verso Lanfear. «A te crederanno! Tu puoi raccontare tutto! Non sarei qui se non fosse per te! Devi dirglielo! Io sono fedele al Sommo signore dell’Oscurità!»
Adesso anche Lanfear fissava Rand. Per la prima volta da quando l’aveva incontrata sembrava incerta. «Quanto ricordi, Lews Therin? Quanta parte di quest’uomo sei tu e quanta il pastore? Questo è il tipo di piano che avresti concepito quando noi...» Sospirando profondamente rivolse il capo verso Asmodean. «Sì, mi crederanno. Quando dirò loro che sei andato da Lews Therin. Tutti sanno che ti recheresti dove ritieni di avere le migliori opportunità. Ecco.» Annuì soddisfatta. «Un altro piccolo regalo per te, Lews Therin. Quello schermo permetterà solo l’uscita di un piccolo flusso, abbastanza affinché possa insegnarti. Con il tempo si consumerà, ma non sarà in grado di sfidarti per mesi e allora non avrà scelta se non rimanere con te. Non è mai stato bravo a spezzare uno schermo, devi essere disposto ad accettare il dolore e lui non ha mai potuto.»