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Ed egli maledisse lo scandalo [Earth Unaware - it]

Электронная книга - «Ed egli maledisse lo scandalo [Earth Unaware - it]». Краткое содержание книги:

Definire insolito un romanzo di fantascienza, e raccomandarlo come tale ai lettori, può sembrare il colmo dell’ingenuità e del semplicismo. Eppure è proprio quest’aggettivo, insolito, che conviene prima di ogni altro al lungo e straordinario romanzo che presentiamo in questo numero di Natale: insolito per l’intreccio, d’una semplicità, e nello stesso tempo d’una sapienza unica nel dosaggio e nella progressione dei colpi di scena; insolito per l’acutezza dell’osservazione psicologica, superiore non solo a quella della fantascienza media, ma perfino a quella di uno specialista del «mordente» come Sheckley; insolito per la raffinatezza della scrittura, e per l’incredibile spigliatezza con cui affronta le situazioni «sociologiche» più sbalorditive, traendone effetti di un irresistibile realismo; insolito per un umorismo che, senza nuocere alla drammaticità della narrazione, arriva facilmente e senza parere, a vette di alta letteratura; insolito infine e soprattutto, per una carica fantastica che lo qualifica senz’altro, a nostro avviso, come il più nutrito e divertente di tutti i romanzi americani di fantascienza e non di fantascienza, tradotti in Italia quest’anno. Siamo doppiamente lieti, perciò, di poterlo presentare ai nostri Lettori col nostro «Buon Natale».
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All’inizio Ed Wonder pensava di capire il ragionamento del vecchio, ma verso la fine la logica si era perduta in un’astrazione senza senso.

Però Ed aveva trattato con i fanatici più di una volta. Il fatto che il vecchio possedesse facoltà mai viste prima non aveva molta importanza. Era un fanatico. Con voce calma, Ed disse: «Già, quello che dice è molto chiaro. L’Utopia è un concetto reazionario.»

Tubber lo squadrò con aria interrogativa. «Vedo, caro fratello, che il motivo che l’ha spinto a farci visita forse non è l’interesse nella Via.» Sorrise benignamente guardando Nefertiti che per tutto il tempo non aveva distolto gli occhi da Wonder. La ragazza arrossì. Ed pensò che Nefertiti molto probabilmente passava la sua vita ad arrossire. Non era possibile che fosse così timida.

Tubber riprese dolcemente: «Forse è venuto per gli occhi di mia figlia?»

Per quanto l’avesse detto dolcemente, Ed riuscì a fatica a rimanere seduto. Il suo istinto gli diceva di alzarsi. Alzarsi… e via di volata!

«Oh, no…» protestò. «Oh…»

«Padre!» esclamò Nefertiti.

Ed non se la sentì di guardare Nefertiti. Se arrossiva solo alla vista di un uomo, ora doveva essere diventata del colore dei mattoni appena usciti dal forno. Reagì con voce spezzata: «Oh, no. Sono venuto solo per via della radio e della televisione.»

Ezechiele Giosuè Tubber era perplesso; ma quando corrugava la fronte la sua espressione rimaneva pur sempre più gentile di quella di chiunque altro. Disse con voce triste: «Peccato. La Via d’Elisio che ci indica la Grande Madre, in verità, è resa più luminosa dall’amore che nasce fra i nostri giovani. E io temo che la vita a cui costringo Nefertiti le faccia perdere la possibilità di incontrare pellegrini della sua età.» Sospirò e aggiunse: «Ma che cosa vuole dirmi a proposito della radio e della televisione? Lei sa, Edward, che io ho ben poca stima per la direzione che i nostri mezzi di comunicazione di massa hanno preso in questi ultimi anni.»

Ed dimenticava la paura di fronte ai modi cortesi del profeta. Tubber non pareva per niente risentito contro di lui, dopo il fiasco alla radio. Riprese: «Ecco, penso che non avrebbe dovuto portare alle estreme conseguenze questa sua antipatia.»

Tubber era stupito: «Non credo di capirla, caro fratello.»

Ed disse impaziente: «La maledizione. La maledizione che ha scagliato sulla televisione e sulla radio. Santo cielo, non mi dica che non si ricorda di averlo fatto!»

Gli occhi di Tubber, pieni di meraviglia, passarono da Ed a Nefertiti. La ragazza era seduta accanto a loro, e la sua concentrazione su Ed a poco a poco lasciò il posto a una crescente apprensione.

«Padre» disse «probabilmente te ne sei dimenticato, ma l’altra sera, al programma radiofonico di Ed, ti sei adirato. Hai… hai invocato il potere e hai maledetto la radio.»

Ed esplose: «Ed ora non c’è una sola stazione radio o TV in tutto il mondo che funzioni.»

Tubber guardò i due sbalordito. «Volete dire che io ho invocato il potere dell’ira su queste due perverse istituzioni umane e che… la maledizione è stata efficace?»

«È stata efficace eccome» disse Ed tetro. «E ora sono senza lavoro. Parecchi milioni di persone impiegate nell’industria radio-TV in tutte le parti del mondo sono disoccupate.»

«In tutto il mondo?» disse lentamente Tubber.

«Oh, padre» protestò Nefertiti. «Sai di avere il potere. Ti ricordi il giovane che continuava a strimpellare la chitarra?»

Tubber fissava affascinato Ed Wonder. Disse a sua figlia: «Sì, ma rompere cinque corde di chitarra a poche centinaia di passi di distanza non è niente in confronto…»

Nefertiti riprese: «E quell’insegna al neon che dicevi farti schizzare gli occhi fuori dalla testa?»

«Vorrebbe sostenere di aver maledetto la radio senza sapere che poi nessuna stazione avrebbe più potuto trasmettere?» intervenne Ed. «Pensava davvero che la maledizione non funzionasse?»

Tubber disse con voce venata di un timore reverenziale: «Il potere che la Grande Madre può delegare è davvero stupefacente.»

«Sono d’accordo sul fatto che sia stupefacente» ribatté Ed amaro. «Ma il problema reale è questo: lei può esercitare il potere in senso inverso e rimettere le cose a posto? La gente è sull’orlo della disperazione. Migliaia di persone vagano per le strade. Non hanno niente da fare. Perfino un piccolo raduno religioso come il suo diventa un colossale richiamo e…»

Ed lasciò la frase a metà. La faccia di Tubber si era fatta all’improvviso tragicamente inespressiva.

Tubber ritrovò un filo di voce: «Vuole dire… caro fratello… che la grande folla che sono riuscito ad attrarre… questo immenso uditorio che mi obbliga a parlare dodici volte al giorno… vengono solo perché…»

«Solo perché non sanno in che altro posto andare a passare il tempo» concluse cinicamente Ed Wonder.

Nefertiti, compassionevole, venne in soccorso di suo padre: «Padre, stavo per dirtelo io stessa. Moltitudini vanno su e giù per le strade senza meta. Cercano disperatamente il modo di arrivare a sera, con un divertimento qualsiasi.»

La faccia dimessa di Tubber, rimasta inespressiva per qualche istante, stava riprendendo forza a poco a poco. «Divertimento!»

«Ezechiele» disse Ed «ma non capisce? La gente deve pur passare il tempo in qualche modo. Vogliono divertirsi. Vogliono essere intrattenuti piacevolmente. Non le pare ragionevole? A tutti piace la radio, piace la televisione, e lei non può impedirlo. E così, ora non sanno che cosa fare del tempo libero. Devono pur trovare il modo di ammazzare il tempo.»

«Arrivare a sera! Ammazzare il tempo!» tuonò Tubber. «Ammazzare il tempo non è un delitto, caro fratello. È suicidio! Stiamo commettendo un suicidio razziale con le nostre vite senza significato, inutili. L’uomo deve riprendere la Via di Elisio, non cercare espedienti per sprecare la propria esistenza!»

Ed ribatté: «Già, ma non vede, caro fratello, che la gente non vuole dare retta al suo messaggio? Sono tutti condizionati. Vogliono divertirsi. E lei non può impedirlo. Va bene, tolga loro la radio e la TV e…»

Mentre parlava, trascinato dal calore della discussione, Ed capì che era già andato troppo in là. Ezechiele Giosuè Tubber si stava ingigantendo sotto l’azione della sua ira incontenibile.

«Sì?» tuonò. «Io tolgo loro la radio e la televisione e loro che cosa fanno?»

Ed cercò di lasciar perdere, ma l’energia del vecchio lo afferrò come una vera e propria violenza fisica. Lo afferrava e pretendeva una risposta. Allora disse piano: «E loro si rifaranno con altri divertimenti, come il cinema.»

«Ah, davvero?»

Ed Wonder chiuse gli occhi.

Si sentì una nuova voce.

«La folla ti attende, caro fratello. Abbiamo fatto uscire dalla tenda l’ultimo gruppo e un nuovo uditorio anela di sentire la Voce della Verità.»

Ed aprì gli occhi. Era uno dei fedeli che aveva già notato prima all’ingresso della tenda maggiore.

Tubber era in piedi. A Ed sembrava alto più di due metri. Più di due metri, e centocinquanta chili di peso.

«Ah, sì, ah, sì? E allora udiranno la Parola!»

Wonder, ammutolito, guardò Nefertiti. La ragazza era seduta di fronte a lui con i gomiti stretti ai fianchi, come in un gesto di femminile protesta contro il potere psichico maschile emanato dal padre.

Il profeta uscì come una tromba d’aria dalla tenda.

Ed guardò di nuovo la ragazza. Disse la prima cosa che gli venne in mente. «Meno male che non ho parlato di circhi e carnevale.»

Nefertiti scosse la testa. «A mio padre piace tanto il circo» disse.

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