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Ed egli maledisse lo scandalo [Earth Unaware - it]

Электронная книга - «Ed egli maledisse lo scandalo [Earth Unaware - it]». Краткое содержание книги:

Definire insolito un romanzo di fantascienza, e raccomandarlo come tale ai lettori, può sembrare il colmo dell’ingenuità e del semplicismo. Eppure è proprio quest’aggettivo, insolito, che conviene prima di ogni altro al lungo e straordinario romanzo che presentiamo in questo numero di Natale: insolito per l’intreccio, d’una semplicità, e nello stesso tempo d’una sapienza unica nel dosaggio e nella progressione dei colpi di scena; insolito per l’acutezza dell’osservazione psicologica, superiore non solo a quella della fantascienza media, ma perfino a quella di uno specialista del «mordente» come Sheckley; insolito per la raffinatezza della scrittura, e per l’incredibile spigliatezza con cui affronta le situazioni «sociologiche» più sbalorditive, traendone effetti di un irresistibile realismo; insolito per un umorismo che, senza nuocere alla drammaticità della narrazione, arriva facilmente e senza parere, a vette di alta letteratura; insolito infine e soprattutto, per una carica fantastica che lo qualifica senz’altro, a nostro avviso, come il più nutrito e divertente di tutti i romanzi americani di fantascienza e non di fantascienza, tradotti in Italia quest’anno. Siamo doppiamente lieti, perciò, di poterlo presentare ai nostri Lettori col nostro «Buon Natale».
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Cominciò a leggere i particolari ma fu quasi immediatamente interrotto da una telefonata.

La faccia di Buzz De Kemp con il sigaro in bocca apparve sullo schermo dell’apparecchio. «Salve, Piccolo Ed. Il grande mistero è stato risolto.»

Per un istante Ed pensò che volesse dire che… ma no, impossibile. «Che mistero?» chiese.

«Dove sono scomparsi Zechi e Nefertiti.»

«Ah» disse Ed interessatissimo.

Buzz aspirò una boccata. «È stata una fatica d’inferno. Ho tentato tutte le vie, tranne l’FBI.»

«Va bene, va bene» sbottò Ed. «Sentiamo questa scoperta.»

«Hanno risalito il corso del fiume fino alla città più vicina, Saugertis, e hanno piantato di nuovo le tende. Il vecchio Zechi continua il suo giro di conferenze.»

Ed chiuse gli occhi abbattuto. Pensava che Ezechiele Giosuè Tubber si fosse imbarcato clandestinamente su una nave per il Brasile, o avesse cercato asilo politico in un’ambasciata del Complesso Sovietico, o avesse scavato un buco sottoterra per nascondersi.

E invece quel predicatore svitato era a pochi chilometri di distanza, come se non fosse accaduto niente.

«Meraviglioso. Passo a prenderti» disse Ed.

«Calma, amico.» Il giornalista si tolse il sigaro di bocca e lo tese verso di lui. «Forse il vecchio esaltato ce l’ha un po’ con te, ma sicuramente vede me come fumo negli occhi. Sono stato io ad attaccarlo e a ridere di lui. È soprattutto a causa mia che durante il programma si è alzato a parlare in preda all’ira, o come diavolo dice sua figlia. Penso sia meglio che all’inizio gli si presenti davanti solo la tua faccia sorridente.»

«Un’idea brillante. Sarò io l’esca della tigre, eh?»

«È stata tua l’idea di ritrovarlo. Hai detto che eri dentro questa faccenda sin dall’inizio. Coraggioso. Arditissimo.»

Ed brontolò: «Hai detto anche tu che c’eri dentro fin dall’inizio.»

«C’ero dentro e continuo a esserci, ma a distanza, mio caro, a discreta distanza. Ora ascoltami. Finora non ho nemmeno osato sollevare la questione con il Vecchio Ulcera, il capocronista, ma se tiri fuori un pezzo in esclusiva per me e per il “Times Tribune”, troveremo il modo di dimostrarti la nostra gratitudine. È la storia del secolo, Ed!»

Solo in quell’istante entrò in testa a Ed Wonder l’idea che era veramente una storia colossale. Si esaltò immediatamente. Poteva vendere il pezzo a “Look at Life”, il grande settimanale illustrato. Poteva venderlo a…

Ritornò in sé immediatamente. Non ce l’avrebbe mai fatta. Se Buzz non era nemmeno in grado di avvicinare il capo cronista in una cittadina come Kingsburg, chi avrebbe prestato attenzione a un Ed Wonder qualsiasi a Super New York?

Sospettava che di tutti gli interessati, i soli a sapere che la Moda Domestica e il disastro della radio e della TV erano l’effetto delle maledizioni di Tubber fossero lui, Buzz e Helen. A parte, naturalmente, lo stesso Tubber, Nefertiti e alcuni seguaci della Voce della Verità, o come diavolo si autodefinivano.

«E allora?» lo incoraggiò Buzz impaziente.

Ed Wonder non seppe mai dove trovò il coraggio, ma rispose: «D’accordo. Andrò da solo a Saugertis, a vedere se riesco a cavarci qualche cosa. Ti terrò informato. Ma se ci sarà da guadagnare, ricordati che anch’io voglio la mia parte.»

Il giornalista si portò la destra al cuore come per sottolineare la promessa solenne. «De Kemp non tradisce mai la Fede» proclamò.

«Già, già» borbottò Ed allungando la mano per spegnere l’apparecchio.

«Fede Schultz, voglio dire. La mia donna. È la figlia del macellaio all’angolo.»

«Devo anche sopportare le tue freddure proprio prima di andare ad affrontare la morte» sbottò Ed chiudendo la comunicazione.

Ed Wonder scese in ascensore fino al garage sotterraneo e montò sulla Volksair. Mise in funzione il cuscino d’aria, sollevò la vettura di mezzo metro, imboccò la rampa d’uscita che conduceva alla strada e si diresse in volo a nord. Le strade erano sempre più affollate. Non si era mai reso conto di quanta gente vivesse nella sua città. Nel passato, probabilmente, la maggior parte della popolazione trascorreva le ore diurne al lavoro e la sera passava il tempo guardando la televisione, ascoltando la radio, o al cinema. Mentre negli ultimi anni, con la riduzione del numero dei posti di lavoro e le liste dei disoccupati molto più lunghe di quelle dei cittadini con un lavoro, l’americano medio conduceva un’esistenza molto più sedentaria. Ed aveva letto da qualche parte una statistica che affermava che il signor Americano Medio dipendeva dai divertimenti di massa per otto ore della sua giornata.

Ora un ingranaggio del macchinario si era bloccato.

Prese la direzione nord a un’altezza di circa tre metri dal suolo e notò che il traffico era molto più intenso di quanto avrebbe dovuto essere a quell’ora della giornata. Non ci voleva molto a capire il perché. Erano abitanti della città diretti a laghi e fiumi vicini per andare a nuotare, o ai boschi vicini per un picnic. In generale, si leggeva sulle loro facce che non si aspettavano gran che da quell’evasione. Probabilmente perché le loro radio a transistor non funzionavano.

A Ed Wonder venne in mente che i passatempi tanto in voga nel passato erano molto scaduti da quando lui era ragazzo. Ai suoi tempi i giovani si divertivano ancora molto con il nuoto, il baseball, la pesca, il campeggio, le gite. Ora c’era la tendenza a evitare la vita all’aria aperta poiché interferiva con l’ascolto dei programmi preferiti. Se si andava a fare un campeggio nel fine settimana si rischiava di perdere L’Ora di Robert Hope III, oppure Cercami, Mary, per non parlare dei Racconti sadici. Naturalmente, era sempre possibile portarsi via un televisore portatile, ma allora si passava il tempo intorno a un fuoco guardando gli spettacoli alla TV invece che seduti comodamente in poltrona a casa, dove con ogni probabilità le zanzare sarebbero state meno aggressive.

E la pesca? Quando era ragazzo andava spesso a pescare con suo padre. E poi, anche da solo. A volte tornava a casa a mani vuote, altre volte con quattro pesciolini, eppure gli era sempre parso un gran divertimento. Al giorno d’oggi un ragazzo trovava più affascinante guardare alla televisione qualcun altro pescare un tonno da tre quintali nella corrente del Golfo o al largo delle coste peruviane, o fiocinare una cernia gigante tuffandosi dalla grande barriera corallina australiana. Era più emozionante vedere, sia pure sullo schermo, un pescecane di tre metri lottare con un pescatore subacqueo che sfidare il tedio dell’attesa aspettando che una boga lunga dieci centimetri mordesse finalmente il vermiciattolo attaccato all’amo.

Saugertis era una di quelle cittadine immutabili nella Nuova Inghilterra. Case quasi tutte di legno. Un piano, due piani, raramente più di tre piani anche in centro. Quel tipo di villaggio cresciuto troppo che fa riflettere sul perché della sua esistenza, e sul perché i suoi cittadini non siano emigrati verso ambienti più vivi.

Ed Wonder atterrò lentamente con la sua vettura di fronte al Teatro municipale che, come i cinema della sua città, aveva una lunga coda in attesa davanti l’ingresso. Sul marciapiede opposto c’erano tre o quattro cittadini disgustati che evidentemente avevano concluso che la coda era così lunga da rendere vana ogni speranza di riuscire a entrare.

Ed richiamò la loro attenzione: «Ehi, amici, potete dirmi dove ha piantato le tende il reverendo Tubber?»

«Mai sentito nominare» rispose uno di loro.

«Però» disse un altro «ho letto qualcosa sul giornale a proposito di un raduno religioso. Sapete cosa vi dico? Che potremmo andarci a passare qualche ora.»

«Che idea!» esclamò il primo, improvvisamente speranzoso. «Sapete cosa faccio? Vado a casa, do una voce a moglie e ragazzi e ci vado prima che tutti i posti siano occupati.»

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