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Ed egli maledisse lo scandalo [Earth Unaware - it]

Электронная книга - «Ed egli maledisse lo scandalo [Earth Unaware - it]». Краткое содержание книги:

Definire insolito un romanzo di fantascienza, e raccomandarlo come tale ai lettori, può sembrare il colmo dell’ingenuità e del semplicismo. Eppure è proprio quest’aggettivo, insolito, che conviene prima di ogni altro al lungo e straordinario romanzo che presentiamo in questo numero di Natale: insolito per l’intreccio, d’una semplicità, e nello stesso tempo d’una sapienza unica nel dosaggio e nella progressione dei colpi di scena; insolito per l’acutezza dell’osservazione psicologica, superiore non solo a quella della fantascienza media, ma perfino a quella di uno specialista del «mordente» come Sheckley; insolito per la raffinatezza della scrittura, e per l’incredibile spigliatezza con cui affronta le situazioni «sociologiche» più sbalorditive, traendone effetti di un irresistibile realismo; insolito per un umorismo che, senza nuocere alla drammaticità della narrazione, arriva facilmente e senza parere, a vette di alta letteratura; insolito infine e soprattutto, per una carica fantastica che lo qualifica senz’altro, a nostro avviso, come il più nutrito e divertente di tutti i romanzi americani di fantascienza e non di fantascienza, tradotti in Italia quest’anno. Siamo doppiamente lieti, perciò, di poterlo presentare ai nostri Lettori col nostro «Buon Natale».
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L’altro scoppiò a ridere. «Non ho detto che rifiuterei i quattrini se mi cadessero ai piedi, Piccolo Ed. Mi rendo conto dei vantaggi che il denaro procura. Io ho detto che non ho intenzione di impiegare la mia vita a far soldi rinunciando alle mete a cui veramente tengo.» Si alzò. «Non mi pare che questa di oggi sia stata una conversazione molto utile, mio caro. Che ne diresti di rimandare la discussione a un momento più favorevole?»

Non era un congedo violento, ma era pur sempre un congedo.

Disgustato più con se stesso che con l’altro, Ed si alzò e si diresse alla porta. Jim Westbrook gli tenne dietro. Evidentemente, lo studioso non era rimasto per niente sconcertato dalle parole di Ed.

Arrivato all’uscio, Ed si voltò e disse: «Comprati un giornale, o fai due passi fino alla casa di un vicino che abbia la radio o il televisore, e parla con lui. Forse dovrò mettermi in contatto con te più tardi.»

«D’accordo» rispose Jim Westbrook.

12

Quella sera i bar erano sovraffollati e il tempo concesso al singolo cliente era stato ulteriormente diminuito. Ed Wonder aveva rinunciato alla speranza di riuscire a stare seduto in pace abbastanza a lungo per annegare i pensieri nell’alcool e per scacciare dalla bocca il sapore delle parole di Jim. Non era un sapore gradevole.

Non solo i bar erano sovraffollati, ma anche le strade. Ed non ricordava di aver visto in vita sua tanta gente in giro. Ciò che più colpiva, era che nessuno pareva avere una meta precisa. Camminavano su e giù, senza sapere dove stavano andando. Le code agli ingressi dei cinema erano così lunghe da diventare assurde. Quelli che si trovavano in fondo alla fila non sarebbero riusciti a entrare nel locale fino al giorno successivo.

Ed era tornato nel suo appartamento e aveva ordinato al bar automatico un whisky allungato. Si era sprofondato nella sedia di lettura, bicchiere in mano, grugnendo con disprezzo contro l’arredamento di Jim Westbrook. Comodo? Certamente, ma fino a che punto si poteva andare contro corrente?

Ah, lui era stereotipato, eh? Ma che andasse al diavolo, quello! Ed Wonder si era fatto strada nella vita a duro prezzo. Al liceo aveva la media del sette, con qualche otto perfino in materie come Arte Drammatica e Ginnastica. Voti sufficienti per aprirgli facilmente la strada all’università. Ma lì era stata dura. La borsa di studio statale non arrivava a coprire tutte le spese. Aveva dovuto comprare un’auto usata, mangiare alla mensa dell’università, portare gli stessi abiti fino a quando non incominciavano ad andare a pezzi. Sì, Ed Wonder si era fatto una cultura a caro prezzo. Quattro anni di studi duri su materiale come Arte Drammatica, Dibattito, Danza, Tecnica del Sesso e Vita Sociale.

Poi i lunghi anni per salire il sentiero della carriera. Non era cosa da Ed Wonder passare immediatamente dall’università ai sussidi della disoccupazione. No, signori. Aveva solo accettato un sussidio temporaneo mentre si dava da fare per cercare un impiego. Per dieci anni il suo nome era stato su tutte le liste d’attesa di teatri, studi cinematografici, stazioni radio-TV; era disposto a qualsiasi parte, anche la più piccola.

Certo, il sussidio temporaneo pagava di più della semplice assicurazione contro la disoccupazione. Ma presupponeva che la persona in questione stesse effettivamente cercando un lavoro; ciò dimostrava che Ed Wonder non era un tipo stereotipato. Il solo fatto che uno si desse da fare per cercare un impiego passava per sospetto anticonformismo agli occhi di molti.

Infine il passaggio alla radio-TV. Era riuscito, con molta fortuna, una bustarella e una storia d’amore con la grassa moglie di un dirigente, a fare il suo ingresso in una compagnia drammatica della radio.

Stereotipato, eh? E allora, come aveva fatto a conquistarsi il suo programma personale, Ai limiti del reale?

Si alzò e compose l’ordinazione di un altro whisky lungo.

Vuotò il bicchiere in poche rapide sorsate.

Stereotipato!

Si era perfino tagliato i baffi, che diamine!

La mattina seguente, Ed Wonder entrò nella cucina automatica e ordinò la colazione. Si sarebbe dovuto sentire depresso, dopo tutto quello che aveva bevuto la sera prima, ma non era così. Non sapeva perché si sentisse così bene, ma era proprio in perfetta forma. Si sentiva pronto ad andare da qualche parte, ma non sapeva dove.

Dopo aver finito la colazione gettò i piatti nella pattumiera e tornò in salotto. Chiamò l’ufficio del Lavoro, s’iscrisse nelle liste dei disoccupati temporanei, fece una domanda d’impiego come direttore di programmi radio-TV, chiese il sussidio temporaneo da versare sul suo conto corrente. Poi compose il numero dell’Amministrazione Internazionale Crediti e inoltrò una domanda per la sospensione di tutte le cambiali in scadenza. Mentre telefonava, Ed Wonder pensò che chiunque fosse stato il brillante economista inventore della sospensione delle cambiali, aveva tappato uno dei più giganteschi buchi potenziali nella struttura della Società Affluente. A mano a mano che gli acquisti a rate assumevano proporzioni sempre più colossali, il potere economico aveva trascorso sempre più notti insonni al pensiero delle possibili conseguenze di una recessione anche lieve. Se fosse venuta meno su larga scala la possibilità di redimere i debiti, l’intera economia sarebbe crollata, i prodotti di seconda mano avrebbero invaso i mercati, le fabbriche avrebbero chiuso i battenti ovunque, aggravando ulteriormente la recessione. Sì, chiunque avesse inventato la sospensione temporanea dei debiti, aveva evitato quel precipizio del capitalismo classico. Naturalmente, per tutto il periodo in cui uno godeva della sospensione non poteva contrarre nuovi debiti a rate, ma non si poteva avere tutto, dalla Società del Benessere.

Sistemati gli affari, si sdraiò sul divano a riflettere. Era senza lavoro. Se il sistema di ricerca automatica dell’ufficio del Lavoro avesse trovato un possibile impiego per lui, gliel’avrebbe fatto sapere. Nel frattempo, non aveva altro da fare. Non aveva senso andare a presentarsi personalmente alle stazioni radio-TV. Avrebbero pensato che era matto.

Bene, bisogna pur passare il tempo in qualche modo. Allungò un braccio e accese il televisore.

Se n’era dimenticato. Lo schermo era la quintessenza dell’astrazione. Lo spense subito.

Per fare un po’ di moto scese fino all’angolo a comperare il giornale. Erano già stati venduti tutti. Fortunatamente il suo amico proprietario del bar ne aveva conservata una copia nel retro e gliela diede.

C’era ancora folla intorno al banco dei giornali. «Vanno bene gli affari, vero?» chiese al proprietario.

«Oh, no» ribatté quello scuotendo la testa. «Siamo di nuovo a corto di pubblicazioni a fumetti. In città sono tutte esaurite. L’agente dice che le rotative girano giorno e notte per tirare copie in più, ma per il momento non abbiamo niente. Ora comprano libri tascabili e settimanali. Ma anche le riviste più popolari sono esaurite. Per “Roguette”, “Playguy”, “Verità e Nudo” ho spuntato prezzi formidabili. E non ho più nemmeno un giallo né un western.» Smise di sorridere. «Sto facendo affari d’oro grazie a questa emergenza, ma quando torno a casa dalle mie donne, la sera, è un inferno. Non c’è altro da fare che litigare, e i bambini si scatenano senza la televisione da guardare.»

Ed Wonder tornò a casa prima di aprire il giornale. Era evidentemente il grande ritorno della stampa quotidiana, e i giornali assaporavano ogni istante di quel successo. Con la televisione e la radio fuori combattimento, tornava l’era della carta stampata.

I titoli dicevano: Mondiale il caos radio-TV. Speciale conferenza stampa del Presidente. Il sindaco Smyte raziona i divertimenti. Sabotaggio occidentale, accusa il Complesso Sovietico.

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