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Ed egli maledisse lo scandalo [Earth Unaware - it]

Электронная книга - «Ed egli maledisse lo scandalo [Earth Unaware - it]». Краткое содержание книги:

Definire insolito un romanzo di fantascienza, e raccomandarlo come tale ai lettori, può sembrare il colmo dell’ingenuità e del semplicismo. Eppure è proprio quest’aggettivo, insolito, che conviene prima di ogni altro al lungo e straordinario romanzo che presentiamo in questo numero di Natale: insolito per l’intreccio, d’una semplicità, e nello stesso tempo d’una sapienza unica nel dosaggio e nella progressione dei colpi di scena; insolito per l’acutezza dell’osservazione psicologica, superiore non solo a quella della fantascienza media, ma perfino a quella di uno specialista del «mordente» come Sheckley; insolito per la raffinatezza della scrittura, e per l’incredibile spigliatezza con cui affronta le situazioni «sociologiche» più sbalorditive, traendone effetti di un irresistibile realismo; insolito per un umorismo che, senza nuocere alla drammaticità della narrazione, arriva facilmente e senza parere, a vette di alta letteratura; insolito infine e soprattutto, per una carica fantastica che lo qualifica senz’altro, a nostro avviso, come il più nutrito e divertente di tutti i romanzi americani di fantascienza e non di fantascienza, tradotti in Italia quest’anno. Siamo doppiamente lieti, perciò, di poterlo presentare ai nostri Lettori col nostro «Buon Natale».
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Ed alzò una mano. «Aspetta un momento. Fammi un esempio.»

«Te ne posso citare una dozzina, se vuoi. Mosè che divide le acque. Gesù che nutre le moltitudini con pochi pesci e sette pagnotte.»

«Ma se si discute perfino se Mosè e Gesù siano veramente esistiti!»

Jim Westbrook fece spallucce. «I musulmani sono altrettanto convinti che Maometto compì numerosi miracoli, e non si può certo mettere in dubbio la storicità di Maometto. E prendi il caso di Santa Teresa di Avila. Evidentemente poteva levitare. Immagino che quella sua facoltà sia rientrata nel concetto di miracolo o di magia agli occhi dei suoi contemporanei, e lo stesso sarebbe per la maggior parte di noi. Io disapprovo il termine. Penso che la levitazione sia una normale capacità che alcune persone possiedono. Il fatto che San Dunstan, arcivescovo di Canterbury, compia quell’atto, non vuol dire che abbia compiuto un miracolo. È la definizione a essere inesatta. E ancora, fra quanti erano in grado di levitare, ricordo San Filippo, San Bernardo, San Domenico, San Francesco Xavier e Sant’Alberto. Anche Savonarola fu visto sollevarsi a mezzo metro da terra nella sua cella prima che lo mettessero al rogo.»

«Tutti casi di fanatismo religioso» si lamentò Wonder. «Non ho fiducia nella testimonianza. Un cervello tarato dal fanatismo può vedere qualsiasi cosa in un momento d’eccitazione. Ne ho avuto esperienza diretta con i miei ospiti della trasmissione.»

Jim storse la bocca. «Bene, allora ti citerò il caso di H. Dome. Coloro che lo videro uscire in volo da una finestra e rientrare da un’altra, a dieci piani dal suolo, non erano vittime del fanatismo religioso. E anche i casi della signora Guppy e del reverendo Stainton Moses sono relativamente recenti e attentamente esaminati da alti esponenti del mondo scientifico.»

Ed Wonder non si sentiva soddisfatto. Si grattò la punta del naso con l’indice della mano sinistra. Sentiva un grande bisogno di grattarsi i baffetti che non aveva più.

Jim Westbrook lo guardava con le sopracciglia leggermente alzate, in attesa della prossima obiezione.

Tanto per dire qualcosa, Ed indicò con un gesto circolare la stanza. «Che cosa cerchi di affermare con questo arredamento strampalato, Jim?» Visto che lo studioso sembrò non aver capito la domanda, aggiunse: «Tutti questi mobili fuori moda, niente bar automatico e televisione, arte primitiva, se pure la si può chiamare arte, alle pareti.»

Jim Westbrook rispose asciutto: «Velasquez e Murillo non erano proprio preraffaelliti, o pittori delle caverne, Piccolo Ed.»

«Già, ma i tuoi amici cosa pensano di una casa così folle?»

Westbrook lo osservò attentamente, le labbra piegate in un ghigno sarcastico e amaro. «Non ho molti amici, veri amici, in questi tempi, Piccolo Ed. E quei pochi che ho, di solito la pensano come me. Pensano che questa stanza sia comoda. E anche pratica, che è la seconda qualità più importante. E poi…» rise «…almeno alcuni di loro preferiscono Velasquez alle agonie del Secondo Surrealismo di Jackson Salvadore.»

Improvvisamente Ed ebbe l’impressione che quel solido, colto e vivace studioso non doveva avere molta simpatia per lui. Eppure lo conosceva da molti anni ed erano sempre andati d’accordo. Lo aveva invitato parecchie volte alla trasmissione Ai limiti del reale, dato che lui aveva inclinazioni per i problemi fuori del comune e sembrava essere un’autorità su tutto quanto, dalla parapsicologia ai viaggi spaziali. E più ancora, Jim trovava un sadico piacere nel contraddire la saggezza della scienza convenzionale, ed era insuperabile nel trovare le prove per sradicare i tabù sacri.

Aveva sempre pensato a Jim Westbrook come a un amico, ma solo ora capiva che l’amicizia non era reciproca. Senza riflettere, rispose: «Jim, perché ti sono antipatico?»

Le sopracciglia del suo interlocutore si aggrottarono di nuovo e Jim rimase a lungo in silenzio. «Non è una domanda che si faccia comunemente, Piccolo Ed» disse infine. «E quando qualcuno la fa, raramente vuole avere una risposta sincera.»

«Non è il mio caso. Ti prego, rispondimi.» Anche queste parole gli vennero alla bocca spontaneamente.

Jim Westbrook si appoggiò allo schienale della poltrona. «E va bene, amico. La verità è che non mi sei antipatico. Mi sei indifferente. Vuoi sapere che cosa penso di te? Sei un uomo standardizzato, come quasi tutti. Stiamo diventando una nazione di stereotipi. Ognuno è uguale al suo vicino. Perché tutte le ragazze vogliono assomigliare all’attuale simbolo del sesso, Brigitte Loren? Non ci sono eccezioni: la grassa e la magra, la bassa e la alta. E tutti i giovani uomini d’affari pieni d’ambizione vogliono avere esattamente lo stesso aspetto, con indosso gli abiti confezionati dai fratelli Brooks. Hanno paura di essere diversi dagli altri. Vogliono conformarsi fino a tal punto che il conformismo diventa un assurdo. Che cosa diavolo è accaduto alla nostra civiltà? Ti ricordi quando ancora esisteva la parola “individualismo”? Individualismo selvaggio, si diceva. Ora abbiamo il terrore di non avere l’identico aspetto del vicino, di non vivere nello stesso tipo di casa, di non avere lo stesso modello d’aeromobile.»

«E tu pensi che io sia solo uno dei tanti individui fatti in serie?»

«Sì.»

Se l’era voluta lui, ma a mano a mano che il corpulento scienziato parlava, Ed Wonder aveva sentito qualcosa bollire dentro di sé.

«Mentre tu invece non lo sei, naturalmente» disse con voce tagliente.

Jim Westbrook fece un sorriso arido. «Temo che accusare un uomo di essere standardizzato sia come accusarlo di non avere spirito, di non essere un buon guidatore, di non saperci fare con le donne.»

Ed sbottò: «Non per ricorrere a una vecchia battuta, ma se sei così in gamba, perché non sei ricco?»

Jim smise di sorridere. Quando riprese a parlare c’era quasi un tono di commiserazione nelle sue parole. «Io sono ricco. Ricco quanto è possibile esserlo, poiché faccio quello che voglio fare e ho raggiunto, o sto per raggiungere, le mete che desideravo raggiungere. O forse tu parlavi di denaro? Se parlavi di denaro, ne ho quanto mi basta. Probabilmente se dedicassi più tempo, specie se dedicassi tutto il mio tempo, a guadagnarne di più, potrei farlo. Ma dal momento che non ho abbastanza tempo neanche per fare tutto ciò che desidero fare, sarebbe piuttosto sciocco da parte mia impiegare più tempo a caccia di soldi.»

«Ho già sentito fare questo ragionamento» ribatté Ed. «Ma ho sempre notato che quelli che ci sanno fare davvero arrivano molto in alto.»

Jim Westbrook riprese con dolcezza: «Non voglio polemizzare, mio caro, ma mi sembra che il problema sia capire cosa tu consideri per molto in alto. Un tizio di nome Lyle Spencer, che ai suoi tempi era presidente dell’Associazione Ricerca Scientifica, ha compiuto alcuni studi sui quozienti d’intelligenza. Ha scoperto che i tecnici e gli scienziati, al livello più alto, hanno un quoziente medio di centotrentacinque. I maggiori dirigenti industriali raggiungono centoventi. Spencer fece notare che la maggior parte dei presidenti delle nostre grandi industrie non erano intelligenti quanto i loro dipendenti impiegati nei centri di ricerca. In media, erano al di sotto di categorie mediocri come quelle dei farmacisti, degli insegnanti, degli studenti di medicina, commercialisti, ingegneri meccanici e ragionieri. Evidentemente l’intelligenza non è la qualità principale per arrivare in alto, almeno nell’accezione che usi tu.»

Ed Wonder digrignò i denti. «Splendido. E così, se qualcuno venisse qua a offrirti un miliardo, tu gli diresti semplicemente: No, grazie, sono troppo intelligente. Preferisco starmene felice nella mia cantina a giocare con la camera oscura e il laboratorio elettronico.»

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